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Torino. E’ generale. Sciopero 12-12-2014

TORINO 12 dic 2014, foto Borrelli Romano20141212_102529TORINo 12 dic 2014 foto Borrelli Romano20141212_10295220141212_100451Torino 12 dic 2014,foto Borrelli RomanoTorino 12 dicembre 2014, foto di Romano BorrelliTorino 12 dicembre 2014 foto di Borrelli RomanoTorino, 12 dicembre 2014, foto Borrelli Romano20141212_10312420141212_10333212 dic 2014, Torino, foto Borrelli Romano12 dic 2014, Torino. Borrelli Romano12 dic 2014 Torino. Romano Borrelli12 dic 2014 Torino. Borrelli Romano12 -12-2014, foto Borrelli Romano12 12 2014, Torino. Foto Borrelli RomanoTorino, 12 dicembre 2014, foto Romano BorrelliTorino 12 dicembre 2014, foto, Romano Borrelli20141212_120612Torino 12 dicembre 2014, Piazza San Carlo, foto, Borrelli RomanoLasciamo parlare le immagini di questa bellissima piazza. Giovani, operai, cassintegrati, studenti, universitari, in mobilita’, e gente costretta a licenziarsi pur di averla ancora e uscire dalla tagliola Fornero, professori, tecnici, amministrativi, collaboratori, disoccupati, vigili del fuoco, donne, uomini per dire e gridare che “non ci siamo”. Una giornata colorata e parecchio, gelata per dire no, che cosi proprio non va.

Lungo il corteo amiche, amici, compagne, compagne…Turigliatto (Franco) in testa,  Airaudo  (Giorgio) e tantissima bella gente.

Il corteo, “fratello gemello” del primo maggio termina, meglio,  “sfocia” in  piazza San Carlo con un interessantissimo elenco di articoli della Costituzione e l’intervento della Camusso. Una parte del corteo da Piazza Castello prosegue verso via Pietro Micca per svoltare poi a destra verso il Comune. Da qui, svolta a sinistra  verso via Garibaldi fino a dividersi in due tronconi ulteriori…

Ps. Tra questo mare di gente ho potuto constatare che e’ partito ufficialmente il mantra “ci dobbiamo assolutamente vedere prima di Natale…combiniamo dai!”

Oramai la giornata è terminata. Si conta quanta gente ha aderito allo sciopero, quanti erano presenti in piazza e via dicendo…pero’ fa riflettere il fatto di aver cominciato la giornata con un caffè, tra le pieghe di un racconto, di una storia  e questa si è trasformata in realtà. Torino 12 dicembre 2014, Bar Casa del caffè, foto, Romano BorrelliPiazza San Carlo sembrava la piazza di altri tempi, di altri anni. Piena, partecipata, colorata, attenta. Ogni parola del comizio non sfuggiva e non doveva sfuggire. Quella parte del corteo, defilatasi, arriva a due passi dello stesso bar. E il cordone dei poliziotti, fermo, sotto l’arco,  riflesso  contro le vetrine del bar…uno sguardo reciproco e poi…ognuno per la propria strada…via Garibaldi il primo, il Comune il secondo…

Ora non resta che dire: è stata una bella giornata. Buonanotte Torino. Uno sguardo alla Mole e…un saluto alla piazza.Torino, 12 dicembre, piazza Castello e la Mole. Foto, Romano Borrelli

La mia Torino 3

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Torino. Sabato 10 maggio. Corteo No Tav. Porta Susa.

Nella mia Torino, oggi, la strada avrebbe dovuto convergere verso una meta, la Fiera Internazionale del libro. Un paio di interventi ai quali avrei voluto assistere. Nonostante i notiziari dicano e diano code e attese piuttosto consistenti. Nel mio “convergere”, lentamente,  verso la stazione della metro, avanzava da corso Francia, il corteo, pacifico, dei No Tav. Piazza Statuto, Corso San Martino, Porta Susa,  via Cernaia e via dicendo. Presto comincerà il balletto dei numeri sui presenti. Grande spiegamento delle forze dell’ordine.  Metro sbarrata, quindi accessi vietati e meta saltata.  Ma non importa. E’ stata un’occasione per veder sfilare davvero un corteo tranquillo, colorato, pacifico, con tantissime anime. Lungo i binari del tram, persone.   Davvero impressionante pensare dalla banchina, in attesa, come d’ abitudine accade, in altre giornate,  di tanto in tanto  allunghi il collo e ti  affacci a vedere se il tuo bus è in dirittura d’arrivo mentre oggi, al posto dei tram e bus, arrivavano striscioni  con nomi di Paesi poco pronunciati ma molto attivi. La temperatura, segnava 25 gradi. Caldo e polline in gran quantità. Sul finire del corteo, alcuni militanti, muniti di scope e palette, sacchi  un carretto, pulivano le strade di Torino.  Questo è il servizio “d’ordine e pulizia” del corteo. Un pomeriggio davvero colorato. Un cartello, a Porta Susa, ricorda che “Torino è città della pace”.

Per la Fiera, volendo, ci sarà tempo.

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Torino. 10 maggio. Ultimi del corteo intenti a pulire le strade di Torino. Il servizio “d’ordine e pulizia” del corteo.

 

Torino. 10 maggio. Porta Susa. "Torino città dell'arsenale della pace".
Torino. 10 maggio. Porta Susa. “Torino città dell’arsenale della pace”.
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Torino 10 maggio. Corteo No-Tav. Corso Francia.

Primo maggio a Torino

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Torino. Piazza Castello. Corteo primo maggio 2014. “No alle aperture dei negozi e supermercati nei giorni festivi”.

Avrei voluto cimentarmi in una “pseudo-cronaca”, nel racconto di chi c’era e chi no.Sul grande assente di oggi e sul passato lavorativo di quanti hanno nelle mani i segni della fatica del lavoro di una vita, sul viso gli stenti di una vita stretti alla catena, di donne a conciliare lavoro in fabbrica e lavoro in famiglia, e di occhi che hanno visto tutto, nella luce artificiale della fabbrica: mattino, pomeriggio, sera, notte. Compagne e compagni di lavoro, pensionati, amici di scuola, famiglie con bimbi e passeggini al seguito.  Torino, la crisi e il lavoro che manca. La crisi del settimo anno che comunque porta in piazza, a Torino, oggi, migliaia di persone. Aspettavo la giornata di oggi, per incontrare storie, raccontarle, scriverle, provare a svolgere quello che pia e, impedito durante la settimana. Non esistono piu’da un pezzo le catene, ma altre catene impediscono di fare cio’ che si vorrebbe, cio’ per cui abbiam studiato e accontentarci cosi, al ribasso, pur di sopravvivere. Nella festa, il festeggiato, pero’, è assente. Nella festa del lavoro, manca proprio il lavoro. Che paradosso. Un lavoro povero e quel poco riceve poco reddito. Per alcuni, paradosso dei paradossi, è l’alba della mobilità. Associazioni, categorie, partiti.  Amici. Tra gli amici, incontro Marco  Revelli che usa con abilità un cellulare di ultima generazione e filma, filma, filma. Dopo aver tenuto per un bel pezzo lo striscione dell’ Altra sinistra. Filma e  fotografa diventando bravo tanto come quando parla e insegna scienza della politica. E sorrideva, sotto i suoi baffi. Mi sarebbe piaciuto sapere a cosa pensava, a quante feste del primo maggio gli “ronzavano” nella testa.  Recuperi la piazza, Castello, poi Via Po,  dove incontri il gruppo di musica e ti dicono “ci manchi e manchi tanto ai bambini”,  poi, l’altra piazza, Vittorio, testa e coda del corteo. Avanti e indietro a stringere qualche mano e “ciao, come stai?” e così fanno in tanti.  Incontri Armando Petrini, in versione ecologico, bici e bandiera, Simone, ormai, ben inserito e amici incontrati a Roma,  Ferrero, amici incontrati dieci anni fa, in treno o a qualche manifestazione per la pace, a ridosso di un San Valentino. Amici, amiche, compagni, compagne, uniti e poi divisi da qualche documento, qualche parola non limata bene finita nel calderone di un documento. Documenti contrapposti. Mozioni, aree, correnti, come le si voglia chiamare, buone per “dividere” più che unire. Contrapposizioni in ambito congressuale e che continuano in molte riunioni. Eppure, al primo maggio, in piazza, ci devi essere per ritrovare un pezzo della storia, un pezzo di se stessi. Ecco, ci siamo. Ci siamo ancora, nonostante tutto.  La mattina ti alzi presto, metti il vestito buono e vai incontro a loro e loro vengono incontro a te. I lavoratori. Gente con cui mangi pane, sudore e lacrime, mentre gli altri, godono dei profitti accumulati sulla pelle altrui. “Domenica aperti”,  e pensi che non vorresti mai vederlo un cartello così, e invece, ora ci è toccato vedere anche cartelli, come “Primo maggio aperti”.  Il film della memoria corre di chi è in piazza comincia a proiettare scene di cordoni dei militanti che “proteggevano” Bertinotti, Cossutta, Rizzo e altri ancora e tutti insieme che cantavano l’Internazionale. La sinistra, un tempo. Altri ricordano il primo maggio del 1994, a Torino, subito dopo quella grandissima manifestazione del 25 aprile di Milano, sotto la pioggia, ai piedi del Duomo. “Un milione sotto la pioggia.”  “Che liberazione”. Non erano solo titoli di giornali. Era un riporre la speranza ne voler e poter cambiare una politica e una maggioranza fresca di urne.  Tutti  i partecipanti indossavano  quelle magliettine bianche, con il bimbo che dorme e pensa che in fondo, “la rivoluzione non russa”. Il primo maggio, tutti vogliono esserci, in piazza, per ricordare “di quando  suonava la campana della fabbrica e la linea partiva, quando  verso mezzogiorno, quel rumore liberava i lavoratori dalle catene, di montaggio, e si riappropriavano della propria libertà, andando a mangiare, in pausa. E quando la pausa te la concedeva, il padrone, non quando l’organismo, il fisico vorrebbe.

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Torino. Piazza Castello. Banda musicale. Primo maggio 2014.

La linea, era li, a dettare i tempi e comandare. E  i ricordi si riproducono a  valanga, come fossero accaduti ieri. I pensionati, ricordano quando “volevi andare a pisciare” ma non potevi, perché “la prima pausa era toccata a te“, quando non “avevi bisogno di pisciare”. “Per pisciare, avevi tempo, si, ma dovevi aspettare altre due ore”. Quel gusto così buono della pizza ancora calda e di quelle brioches che forse non erano buone, ma almeno riempivano la pancia e aiutavano a combattere quel “mostro” sempre in cammino, della catena di montaggio. Le mamme, che usavano la pausa per raggiungere la cabina telefonica per telefonare a casa e svegliare i figli. Lasciando ancora raccomandazioni.  “Il caffè è già pronto. La pasta, a mezzogiorno, e il sugo è ancora caldo. L’ho preparato questa mattina. Alle quattro. Mi raccomando.” Cuore di mamma.  E così, i tempi  scivolavano via, lentamente, e oggi, nella giornata di oggi, provi a raccoglievi. O almeno, avresti voluto. E così,  infatti, cercavo di raccoglierli, in una giornata della Festa dei lavoratori tutt’altro che da festeggiare, per i numeri che le cronache sulla disoccupazione ci forniscono.  E che allarme, sul e del lavoro!!

 

Pero’, il primo maggio,  bisogna esserci. Ad ogni costo.  Una festa bella, giovane. Di tutti. Per tutte, tutti. Spiace aver visto le saracinesche  di alcuni negozi e supermercati tirate su. Mentre dovevano restare giù.

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Torino. Via Po. Studentesse e studenti universitari. Primo magio 2014.

Mi sarebbe piaciuto scrivere di piu’, storie di vita, storie importanti, ma, a metà di via Roma, si verificano momenti di alta tensione, davanti. Senza capire il perché, chi è davanti, comincia ad indietreggiare. Allungare il passo e poi a correre. Mamme con bambini piangenti cercano velocemente vie di fuga, laterali. Ci si perde e ci perdiamo. Le parole, insieme alle lacrime dei bambini diventano di ghiaccio. Sono impronunciabili. Si perde molto.  Perdo la forza, le parole, i pensieri, il blocchetto con tante storie che avevo già raccolto.  Pensavo che le perdite fossero più che altro a livello personale. Anche a livello collettivo, certamente. Le parole diventano di ghiaccio e non sono più pronunciabili.  Oggi,  le perdite, sono soprattutto  a livello collettivo. Perdiamo tutti. Doveva essere una giornata di festa. Dei lavoratori. Non una musica così…stonata. Doveva esser un’altra musica, di speranza.  La speranza di seguire un sogno. Musica. Come quella suonata dalla banda che era in corteo.

 

Penso al cassetto dei nonni……….mentalmente lo riapro.

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Torino. Via Po. Ragazza con bandiera “L’altra Europa con Tsipras” in via Po. Primo maggio 2014.

Vorrei sentire il profumo, della speranza…

 

 

 

Appello al voto di Paolo Ferrero alla Federazione della Sinistra e perché!

IL VOTO ALLA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA VALE DOPPIO!
“A Torino si corre da soli in quanto il Pd si è inchinato di fronte ai diktat di Marchionne … Il voto utile è quello alla Federazione della Sinistra …”
Video molto interessante:

Perché a Torino, stiamo con i comunisti e non con Fassino

Noi, donne e uomini della sinistra torinese sosteniamo e invitiamo a votare alle elezioni comunali della città di Torino del 15 e 16 maggio 2011 la lista della “Federazione della Sinistra” e il candidato Sindaco Juri Bossuto (sostenuto anche da Sinistra Critica) per quattro buone ragioni. (Scarica questo Documento in formato pdf)

Juri Bossuto candidato sindaco di Torino 2011

1)   Perché è un voto di parte. Dichiaratamente dalla parte dei lavoratori e delle lavoratrici e dei diritti del lavoro operaio, precario, intellettuale, sfruttato, sottopagato, umiliato. Le pretese di ridurre i lavoratori a pura merce sotto il ricatto continuo del posto di lavoro operato dalla più grande industria torinese ed italiana, la Fiat, non consentono posizioni intermedie: o si sta con i lavoratori o si sta con i padroni: Noi Marchionne non lo votiamo! E diciamo alla Fiat che lotteremo strenuamente per la difesa di ogni singolo posto di lavoro e che non può trasferirsi negli Stati Uniti (o dove altro crede); non glielo consentono tutti i soldi che ha ricevuto negli ultimi trent’anni dalle istituzioni pubbliche sia come contributi diretti che indiretti (i vari contributi alle rottamazioni, quelli per ristrutturazioni e ricerca).

2) Perché è un voto di parte. Dalla parte del rispetto per l’ambiente, minacciato da un’idea di sviluppo cieca e squilibrata. Contro la cementificazione del territorio (come si vuole fare a Barriera di Milano con la variante 200 in primo luogo), contro le grandi ed inutili opere (in primo luogo la TAV Torino-Lione), per una mobilità sostenibile con al centro il trasporto pubblico gratuito (da finanziarsi con la fiscalità generale) e politiche ambientali di difesa della salute per l’abbattimento concreto della concentrazione di polveri sottili che i torinesi sono costretti a respirare ben oltre i limiti di legge.
3) Perché è un voto di parte. Dalla parte della fruibilità reale dei diritti, il riconoscimento dell’indisponibilità alla privatizzazione dei beni comuni (l’acqua in primo luogo) e delle politiche conseguenti in materia di proprietà e di gestione degli stessi, la difesa dei livelli acquisiti di stato sociale municipale in materia di diritto alla casa e di assistenza (anziani, diversamente abili fisici e psichici) e di sistemi educativi (nidi e scuole materne): la crisi finanziaria del Comune prodotta dal bilancio fallimentare delle Olimpiadi torinesi non la devono pagare le periferie e i soggetti più deboli;
4) Perché è un voto di parte. Dalla parte della laicità, senza compromessi, delle istituzioni repubblicane, contro i fascismi vecchi e nuovi e contro tutte le guerre. Dalla parte delle donne, degli uomini e dei giovani in cerca di libertà, dei diritti di bambini e bambine, delle famiglie di fatto e di quelle omosessuali, dei migranti.
Testardamente, rimaniamo convinti e convinte che il fare politica, cioè il partecipare e il prendere parte, sia uno straordinario strumento, forse il più importante, in mano a coloro che ritengono che il mondo in cui viviamo, la nostra stessa vita, debbano essere radicalmente cambiati in meglio.
Chi comanda, invece, è ben soddisfatto quando la partecipazione democratica si affievolisce: il disimpegno, la disillusione, la rassegnazione, lo sconforto sono i migliori alleati di chi vuole governare esclusivamente secondo gli interessi del padronato e dei centri di potere finanziari, sempre più protervi ed arroganti, sempre più guerrafondai.
· Giorgio Cremaschi (Presidente Comitato Centrale FIOM – CGIL)
· Gianni Alasia (Partigiano – Dirigente Politico e Sindacale)
· Eleonora Artesio (Consigliera Regionale Federazione della Sinistra)
· Michele Bertolino (Responsabile Rifiuti Legambiente)
· Gastone Cottino (Giurista – già Preside Giurisprudenza – Università di Torino)
· Ugo Mattei (Docente di Diritto Civile – Università di Torino – editorialista de “Il Manifesto”)
· Fulvio Perini (Coordinatore Piemontese di Lavoro e Solidarietà)
· Lele Rizzo (CSOA Askatasuna)
· Antonio Soggia (Dottore di ricerca in storia – già presidente Arcigay Torino)
· Massimo Zucchetti (Docente Impianti Nucleari Politecnico di Torino – Comitato Scienziati contro la Guerra)
· Oscar Giammarinaro (musicista-STATUTO)
· Giovanni Deidda ( musicista – STATUTO)
· Lino Sturiale (Regista)
· Pietro Passarino (Segreteria Regionale CGIL Piemonte)
· Ugo Bolognesi (Fiom CGIL – Torino)
· Brunello Mantelli (Docente Storia Contemporanea Università di Torino)
· Ugo Zamburru (Psichiatra – Arci Torino)
· Enrico Moriconi (Veterinario – Animalista – già Consigliere Regionale Verdi ed Uniti a Sinistra)
· Marilde Provera (già Deputata)
· Marco Scavino (Ricercatore di Storia Contemporanea – Università di Torino)
· Piero Gilardi (Artista)
· Stefano Alberione (Professionista – già assessore al Bilancio Città di Torino)
· Francesco D’Ursi (Cooperazione sociale Torino)
· Giorgio Marpillero (Avvocato – Giuristi Democratici Torino)
· Luigi Saragnese (Insegnante – già assessore Risorse Educative Comune di Torino)
· Lucia Delogu (Docente Scienze Politiche – Università di Torino)
· Mauro Sonzini (ANPI – Comitato Provinciale di Torino)
· Mimmo Porcaro (Saggista – Cancelliere Tribunale di Torino)
· Delfo Rafaschieri (Pensionato – già Dipendente Comune di Torino)
· Roberto Valerio (RSU Agile Torino)
· Ciro Argentino (già operaio TyssenKrupp – Associazione Legami d’Acciaio)
· Riccardo Bellofiore (Economista – Università degli Studi di Bergamo)
· Marina Loro Piana (Direttivo Regionale CGIL)
· Daniela Converso (Docente di Psicologia – Università di Torino)
· Claudio Caron (Lavoro e Solidarietà – già sottosegretario al Lavoro)
· Alfonso Natale (Insegnante – CUB Torino)
· Pino Chiezzi (Pittore)
· Raffaele Radicioni (Urbanista)
· Alessandra Algostino (Giurista – Docente Università di Torino)
· Margherita D’Amico (Traduttrice)
· Valter Zanoni (Partigiano – già Consigliere Provinciale)
· Alberto Deambrogio (già Consigliere Regionale del Piemonte)
· Elena Ferro (Segreteria Regionale CGIL del Piemonte)
· Secondo Novello (Partigiano – ANPI Barriera di Milano)
· Elana Ochse (Docente universitaria)
· Daniela Adorni (Ricercatrice universitaria)

A supporto di Juri Bossuto c’è una coalizione formata da Federazione della Sinistra e Sinistra Critica.

Federazione della Sinistra – Comune di Torino

1 – BALLISTRERI CATALDO, 61 anni, Operaio Fiat Power Train – Rsu Fiom

2 – ALFONZI DANIELA, 54 anni, Impiegata Provincia

3 – BONETTO SERGIO, 61 anni, Avvocato (Processi Thyssen e Amianto) – Indipendente

4 – OMAR SHEIKH ESAHAQ SUAD detta OMAR SUAD, 43 anni, Operatrice-mediatrice culturale

5 – MULAS ANTONELLO, 46 anni, Operaio Fiat Carrozzerie

6 – AGLIANO VITTORIO, 50 anni, Impiegato RAI – Già Presidente VI Circoscrizione

7 – BECCO MARTA, 28 anni, Lavoratrice precaria

8 – BELCASTRO MAURO, 33 anni, Ricercatore Università

9 – BERRINO MADDALENA, 72 anni, Pensionata

10 – BETTARELLO CLAUDIO, 54 anni, Impiegato bancario – sindacalista CUB

11 – BOSCO ROSALBA, 54 anni, Insegnante precaria – Indipendente

12 – BUDA VINCENZO, 60 anni, Pensionato

13 – CADDEO EMANUELE GIUSEPPE, 60 anni, Pensionato

14 – CANARUTTO PAOLA, 53 anni, Medico San Giovanni Bosco – Coordinatrice Rete ebrei contro la guerra

15 – CARDETTA DANIELE, 28 anni, Dottorando di ricerca – precario

16 – CARULLI RAFFAELE, 47 anni, Lavoratore Eutelia RSU Fiom – Indipendente

17 – CASTELLENGO CINZIA, 47 anni, Operatrice scolastica – Coordinatrice regionale USB Pubblico Impiego

18 – CHESSA FERNANDO, 38 anni, Operaio Lear – Coordinamento Nazionale Confederale USB

19 – D’ELIA TOMMASO detto TOMMY, 39 anni, Dipendente GTT

20 – FANTON DARIO, 25 anni, Studente lavoratore

21 – FARINA GAETANO, 33 anni, Giornalista – Indipendente

22 – FEDELE PASQUALE, 51 anni, Impiegato ATC – Indipendente

23 – FOTI ANDREA, 44 anni, Impiegato bancario

24 – GALLO ALESSANDRA, 32 anni, Operatrice socioassistenziale

25 – GRAZIADEI ROCCO, 62 anni, Pensionato – Indipendente

26 – LAZZARINI MASSIMILIANO, 46 anni, Commerciante

27 – LIMONCINO COSIMO, 35 anni, Dipendente GTT RSU-CGIL

28 – LISAI FRANCO, 56 anni, Operaio Comau

29 – MALGIOGLIO LUCIA, 23 anni, Studentessa precaria

30 – MARCIANTE DANIELA, 39 anni, Operatrice sociosanitaria RSU-CGIL

31 – MARTELLI DOMENICO, 52 anni, Medico Ospedale Maria Vittoria – Rappresentante USB

32 – MILANESIO DOMENICA, 68 anni, Pensionata

33 – MONTAGNESE IVANA, 41 anni, Impiegata Provincia

34 – ORRÙ PAOLO, 32 anni, Impiegato bancario

35 – PAGANO TIZIANA, 39 anni, Impiegata CTO

36 – PELLEGRINELLI GIORGIO, 59 anni, Impiegato IBM RSU FIOM

37 – PORTA MARIA detta MARICA, 35 anni, Insegnante precaria

38 – RIZZI VALENTINA, 29 anni, Consulente aziendale

39 – RIZZO ALESSANDRA, 22 anni, Studentessa precaria

40 – SOAVE EMILIO MARIO ERMINIO FILIPPO, 61 anni, Pensionato

Sinistra Critica – Comune di Torino

1 – LOIACONO Pasquale, 46 anni, operaio delegato Fiat Carrozzerie

2 – VISINTIN Antonella, 52 anni, impiegata nell’editoria, ambientalista

3 – NGANDU Mukendi detto Gippò, 36 anni, ricercatore precario

4 – FRANZOSO Antea, 20 anni, universitaria del Politecnico

5 – AIROLDI Lorena, 40 anni, impiegata

6 – ALESSANDRIA Adriano Lorenzo, 53 anni, operaio delegato della Lear

7 – BIROLO Sergio, 49 anni, rappresentante di commercio

8 – BONI Edoardo, 52 anni, lavoratore Aem distribuzione

9 – BRASCHI Massimo, 48 anni, lavoratore Terna

10 – CARLIN Giulia, 27 anni, storica dell’arte

11 – BRESCIA Salvatore detto Rodolfo, 57 anni, operaio

12 – CALCAGNO Oliviero, 39 anni, operatore culturale

13 – CARDELLA Tiziana, 35 anni, lavoratrice/ studentessa universitaria

14 – CARLIN Giorgio, 64 anni, ex lavoratore RAI

15 – CAVALLARO Massimo, 44 anni, lavoratore precario

16 – CERESI Barbara, 40 anni, architetta

17 – DELLI FALCONI Ignazio, 39 anni, veterinario

18 – CHIESA Nadia, 55 anni, operatrice artistica

19 – FALCHI Franco Antonio, 74 anni, docente istituzioni paesi mussulmani

20 – FRANZOSO Giuseppe Cesarino, 59 anni, ex lavoratore Alenia

21 – CIRILLO Lidia Maria, 70 anni, ricercatrice, teorica del femminismo

22 GIACHETTI Diego Giuseppe, 56 anni, insegnante, saggista

23 GLORIOSO Diego, 67 anni, ex lavoratore CF gomma

24 MARRANDINO Generoso, 62 anni, operaio Mirafiori presse

25 CONA Lucrezia, 62 anni, pensionata

26 MARTINO Giovanni, 57 anni, operaio Kuehne Nagel

27 COTTA RAMOSINO Marta, 21 anni, studentessa universitaria

28 MASERA Stefano, 40 anni, location manager

29 MASSARENTI Fabio, 40 anni, operaio comprensorio Chivasso

30 CRIPPA Elisabetta, 57 anni, maestra elementare

31 RINAUDO Fabio, 33 anni, operaio edilizia stradale

32 RUTO Rinaldo, 50 anni, operaio

33 POLLEGHINI Ada, 64 anni, animalista

34 SIRACUSA Liborio, 35 anni, lavoratore precario

35 SPINA Marco, 25 anni, lavoratore precario

36 VALFRE’ Monica, 43 anni, lavoratrice

37 STRAMAZZO Aljossa, 35 anni, impiegato Gruppo Generali assicurazioni

39 TANGOLO Giovanna detta Gianna, 55 anni, docente, ex consigliera provinciale

39 TURIGLIATTO Franco, 64 anni, impiegato, ex senatore

40 ZINI Virginia Rosa, 50 anni, interprete


CANDIDITATI PRESIDENTE NELLE CIRCOSCRIZIONI

Circ. 1 – GALLO ALESSANDRA, 32 anni, ricercatrice

Circ. 2 – SIRACUSA LIBORIO, 35 anni, lavoratore precario

Circ. 3 – MARIELLA PASQUALE, 48 anni, dipendete pubblico

Circ. 4 – LAZZARINI MASSIMILIANO, 46 anni, commerciante

Circ. 5 – BUDA VINCENZO, 60 anni, pensionato

Circ. 6 – AGLIANO VITTORIO, 50 anni, impiegato Rai presidente uscente VI Circoscrizione

Circ. 7 – BRASCHI MASSIMO, 48 anni, lavoratore Terna

Circ. 8 – CASTRONOVO GIUSEPPE detto BEPPE, 59 anni, presidente uscente Consiglio Comunale

Circ. 9 – PAGANO TIZIANA, 38 anni, Impiegata CTO

Circ. 10 – CHIEPPA VINCENZO, 45 anni, tecnico di radiologia, ex consigliere regionale

Comitato Juri Bossuto Sindaco

Via Brindisi 18/c – Torino

11 maggio 2011

http://www.juribossutosindaco.it/

(Scarica questo Documento in formato pdf)

JURI BOSSUTO: “La vera sinistra siamo noi, Piero se ne accorgerà”

Questo è l’articolo apparso oggi sulla Stampa a pag. 61.

Versione dell’articolo in formato pdf: La vera sinistra siamo noi, Piero se ne accorgerà

A vederlo ieri, ritratto sui manifesti appesi davanti al Comune, Juri Bossuto dava l’idea di un uomo a pezzi, nel vero senso del termine: pezzi di una gigantesca foto del candidato della Federazione della Sinistra e di Sinistra Critica sono stati venduti ai cittadini per sostenere la campagna elettorale.
Fenomenologia di un aspirante-sindaco fuori dagli schemi – forte di una carriera politica nel solco di Rifondazione (consigliere nella seconda circoscrizione e poi presidente della medesima, fino all’ingresso in Consiglio regio-nale) –, convinto di poter guastare la festa a Piero Fassino sottraendogli voti a sinistra: «La nostra è la sinistra che fa la sinistra». E l’altra? «Quella che si riconosce in Fassino rischia di avallare il lavoro della giunta Chiamparino: una buona squadra ma non è tutto oro quel che luccica». Tre gli addebiti
mossi all’amministrazione uscente: «La svendita del patrimonio pubblico, la sudditanza verso i privati e naturalmente, il debito che ci porteremo sul groppone per i prossimi decenni».
Per questo Bossuto – 46 anni, torinese – tenta la sfida: «Vogliamo dimostrare di essere una sinistra responsabile e non demagogica. Una sinistra che, contrariamente a come viene descritta dai suoi avversari, non è capace di dire solo no. Semmai “no, ma …” Dove in quel «ma» si riassumono scelte precise: difesa del lavoro; lotta al precariato e alla delocalizzazione delle imprese; una rielaborazione del Piano
regolatore che tenga conto del verde pubblico e dei servizi, oggi inesistenti in alcuni quartieri di recente costruzione;
recupero delle periferie; impiego delle aree ex-Mirafiori per sviluppare la ricerca e l’innovazione con un occhio di riguardo alla sostenibilità ambientale; valorizzazione degli «atou» ambientali di Torino (cominciando dai fiumi); chiusura del centro al traffico e mezzi pubblici a basso costo; potenziamento del Welfare e dell’edilizia pubblica. Non ultima, la battaglia per l’acqua pubblica».
Previsioni per il primo turno? «Non lo so. I sondaggi ci danno in tutti i modi possibili, e noi dei sondaggi non ci fidiamo. Specie quelli targati Pd. Dal 5% in su prendiamo tutto».

LA STAMPA 10 MAGGIO 2011 [ALE.MON.]

……

Opuscolo che spiega come si vota alle elezioni comunali e regolamenti

Candidati sindaco di Torino Juri Bossuto

Pubblichiamo il post di Daniele che ci comunica come stanno crescendo i consensi intorno al candidato sindaco di Torino Juri Bossuto.  Alle elezioni comunali di Torino del 15 e 16 maggio non asteniamoci e sosteniamo JURI BOSSUTO candidato dalla Federazione della Sinistra e da Sinistra Critica, da sempre dalla parte dei giovani, dei lavoratori, dei disoccupati e del popolo. Candidato forte e coerente, Juri! Merita il nostro appoggio e il nostro voto. Una parola sola dentro e fuori il palazzo, a differenza degli altri candidati a sindaco.

Ciao Romano, La fan page su facebook di Juri sta andando molto bene. In questo momento ha toccato i 600 iscritti.
http://www.facebook.com/juribossutosindaco

Diamo una mano anche noi con i nostri amici e compagni!

Superare il 4% a Torino è possibile e praticabile.

Questa è anche una soglia psicologica che se raggiunta avrà un duplice fine: costringere al ballottaggio Fassino e dunque fargli ascoltare le istanze della Federazione della Sinistra e dimostrare al veltrusconismo che non vi sono sbarramenti e censure mediatiche di sorta che possono far perdere la voce alla sinistra, quella vera.

JURI BOSSUTO, inoltre è un ottimo candidato, il migliore possibile per Torino, comunista e “moderato” allo stesso tempo, oltre che con un bagaglio conoscitivo della cosa pubblica di primo ordine.

Vota e fai Votare alle comunali del 15 e 16 maggio 2011 Juri Bossuto della Federazione della Sinistra.

“Causa guasto tecnico…” ora vorrei un decreto

Il treno è arrivato alla meta (la mia) con 50 minuti di ritardo.

Ora, a questo punto, pretendo un “decreto” che mi “regolarizzi” per il ritardo: perchè dovrei recuperare? Perchè dovrei perdere denaro dal mio stipendio?

Vorrei un decreto che mi ridia indietro parte del tempo speso in treno causa ritardo, oltre ad un congruo rimborso.

Vorrei un decreto che abolisse la Tav e si occupasse delle normali manutenzioni dei treni e delle tratte ferroviarie. Con la media velocità per tutti e non la bassa velocità per i ceti bassi e l’alta velocità per i ricchi e i poteri forti che li rappresentano per inquinare e devastare il territorio ancora di più.

Vorrei un decreto per “ripescare” le forze politiche, in Parlamento, che non avevano superato lo sbarramento.

Vorrei un decreto per regolarizzare le domande a concorsi, arrivate in ritardo a destinazione; in  tal modo si conferisce la possibilità, a tutti, di concorrere.

Vorrei un decreto per l’eliminazione della precarietà, sia del privato, che della pubblica amministrazione.

Vorrei un decreto per dare la possibilità a tutti di svolgere un lavoro: così davvero sarebbe una Repubblica fondata sul lavoro.

Vorrei un decreto per garantire a tutti l’assistenza sanitaria.

Vorrei l’attuazione della Costituzione. Sempre