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Portici di carta 2015

Torino 10 ott 2015.foto Borrelli RomanoTorino, domenica 11 ottobre. Ore 7.30. La giornata domenicale, di festa, promette molto di buono. Quella appena trascorsa e’ stata davvero faticosa ma gratificante. Letture di classe in classe.  I quotidiani per un approccio da tesina, le “lettere”, le “encicliche sociali” il lavoro e il novecento e ancora Roma, Marino, il Giubileo. Come sempre, “chi segue” il filo del discorso e chi invece no. Oggi,  il sole comincia ad affacciarsi lentamente e tale si alza mentre deboli raggi penetrano all’interno di case a me sconosciute. Sotto i portici un nugolo di pensionati aspetta il suo “gran turismo” domenicale. “La Stampa e La Settimana Enigmistica mi raccomando”, urla da un capo all’altro del portico una arzilla pensionata, curata quel tanto basta. “Oggi il mare e’ mosso” urla un altro. Uno con il borsalino calato sul capo dice invece che “all’Expo ho gia’ mangiato. E bene”. Con bestemmia finale. Dove sia la verita’, difficile stabilirlo. Dove andranno a parare difficile capirlo. L’importante e’ andare. Il piacere non sta bella meta ma nel viaggio. Continuo la falcata sotto i portici del centro torinese oltrepassati quelli di via Cernaia e Pietro Micca diretto verso altri portici, di fatto e di carta, della lunghezza di due km e dalla “consistenza” incommensurabile.  Da ieri a oggi in piazza una “Torino che legge” ispirata al San Jordi (san Giorgio) di Barcellona. Da piazza Castello passando per via Roma inrociando piazza San Carlo e oltre, verso Porta Nuova. Siamo a,  o dentro  “Portici di carta”. Torino 10 10 2015 portici.foto Borrelli RomanoLa piu’ grande libreria a cielo aperto con le saracinesche alzate ogni anno, uno dei primi week-end di ottobre. 120 librerie che espongono ricordando Sebastiano Vassalli. Mi muovo e sfoglio parecchio. L’odore all’interno di questo spazio espositivo non e’ del mare ma tra le pieghe della carta edelle storie in esse riposte lo si puo’ tranquillamente “pescare”. Tutti annusano e sfogliano. Chi ci mette il naso e’ un mondo a 360 gradi: giovani, anziani, bambini, pensionati, operai, professionisti, casalinghe, studenti, bambini…E’ sufficiente un pochino di fantasia. E basta. E questa si sa, non costa nulla. “Pesco” anche io qualcosa e felice del profumo e della carta e delle storie, porto a casa. Brevi pensieri. All’interno di questo perimetro “porticato” le storie non mancano e si raccontano.10 10 2015 portici Torino.foto, Borrelli Romano “Si pesca” facilmente, basta domandare. Torino 10 10 2015 foto Borrelli Romano.portici.La lettrice vis-a’-vis ci e vi aspetta pronta a leggere e raccontare storie. Bicicletta al seguito. (La si triva anche su facebook). Le storie in fondo sono tante. Basta aver voglia di ascoltarle. E viverle. E scriverle. Di giorno edi notte. Ps. Anche io ho fatto la mia piccola parte, pensando alla scuola e studenti.10 10 2015 portici Torino.foto Borrelli Romano

Social Media e Cyberbullismo

Torino, palina bus.foto Borrelli RomanoTorino. Dalla palina del bus, dove un tempo il concessionario di auto svolgeva la sua parte, luccicando ora qua’ ora la’, piovono ricordi e cambiamenti. Cambiamento. Un “festival” nella comunicazione.  Mi rammento che “Quel che c’era da fare  e richiesto e’ stato svolto”, mi ripeto, in attesa del bus. Compito portato a termine. Lunedi si comincia, dalla cattedra, non piu’ e non solo tra i banchi. Pagina di storia scrutta e descritta. La strada da fare sara’ lunga ed e’ appena cominciata. Con la laurea di luglio sembrava tutto terminato, e invece.. “Quanto manca alla vetta? Tu sali e non pensarci”. Corso Principe Oddone, in via di assestamento,  Via Cigna, piazza Rebaudengo, Istituto Rebaudengo. La Biblioteca Marchesa e’ alle spalle, Sally di Vasco Rossi, pure. Centri commerciali lungo la strada, aperti, da aprire che apriranno. Una stazione ferroviaria, da queste parti, che non ricordavo e che non c’era. Il futuro. Come cambia il volto Torino. Come cambia la societa’.Sul bus alcune ragazze mi salutano e domandano: “Lunedi sei da noi?” Prima di “scaldare” i motori dell’anno scolastico un convegno merita orecchio e attenzione, dopo il corso universitario, prima della patente della laurea-titolo a sua volta patente necessaria per la cattedra: “Social Media e Cyberbullismo”, presso il centro  Salesiano Rebaudengo. Interventi della senatrice Elena Ferrara20150912_110801 e dell’Assessore all’Istruzione, Regione Puemonte, Giovanna PenteneroTorino 12 9 2015 G.Pentenero. Borrelli Romano foto. Interventi tra altri di avv. M. Alovisio, Dott.W. Bouquie, Avv. M.G. D’Amico, Dott.ssa E. Panto’, Avv. M. A.Senor, Ing. S. Giupponi. Nativi digitali, nuovo disegno di legge in materia di bullismo e cyberbullismo. Considerazioni, problematiche, positivita’, criticita’ e senso delle relazioni. Gia’, le relazioni…e poi ancira Facebook, “comunita’” da un miliardo di persone, utenti, virtuale e reale, cio’ che e’ vero e cio’ che e’ falso, responsabilita’, consapevolezza, attori e ruoli tra famiglia, personale della scuola, gruppi di pari, expertise, forma breve, forma lunga. Sono le 17. Il convegno  va a terminare e la prima campanella per 500 mila si avvicina. Anche per me. Una cattedra, sotto il cappello.

Tra cattedre e banchi

Torino.foto Romano BorrelliLa scorsa notte,  il cuscino era madido di sudore. Mi ero gia’ svegliato, una, due, tre volte, senza dormire granche’,  a dire il, vero. E’ il luglio piu’ caldo degli ultimi 150 anni,  dicono. Penso sia cosi. I consigli dei medici,  li ho seguiti alla lettera… acqua,  acqua,  acqua,  fino a due tre litri,  frutta e verdura,  eppure… Dalla finestra non fili di aria ma parole incomprensibili provenienti dalla strada dal sapore di birra o vino, o…giu’ di li’. A meta’ fra la seconda e la terza sveglia priva di quel rumore classico e assordante pari ad un “driiiiinnnnnnn” ma colma e colmo io di arsura, un sogno mi “intrappolava” e mi allontanava allo stesso tempo dalla seduta alla seduta. La prima, di fatto, gia’ registrata e passata alla storia, la seconda, di diritto. In pochi secondi, mentre il sogno si animava e mi animava, ho incontrato classi e studenti di annate diverse, tutte e tutti nel medesimo ambiente: la scuola. Come li ho incontrati in un colpo solo? Foto Borrelli Romano...TorinoSpostando banchi e sedie e cattedre e qui c’era seduto caio e li tizio e lui ama ancora lei ma lei non ama piu lui, e lui fa e lei no” e giorni e date e anni e nomi su nomi su nomi , inizi, termine, e succhi gastrici “cristallizzati” in un chewingum appositamente incollato sotto banchi e sedie. E centinaia di “programmate” e calendari infiniti inframmezzati da vacanze, di Natale, Pasqua, Carnevale. Recuperi, San Valentino, anniversari a chili, e “non ci lasceremo mai” proprio come una canzone andata e ancora “lei o lui fa le corna e lei o lui non lo sa” e allora lo fanno sapere sulla bacheca di un banco “nonna-nonno” di quella di facebook.  E io spostavo, da un’aula all’altra banchi e studen* negli anni e nei tempi, passato e futuro, e storie a quintali, e allo stesso tempo la cattedra scivolava in avanti senza averne la presa o  riuscire a raggiungerla e sedermici sopra. E mentre nel sogno “sudaticcio” spostavo e rispostavo suppellettili e persone e tempi in spazi e luoghi a me sconosciuti, anche i colleghi ( ormai ex colleghi) di universita’ (ma loro si, ancora interni ad essa) si “spostavano” nello spazio, avendo iniziato le loro vacanze gia’ da un pezzo: “Ciao Romano, sono  in attesa all’aereoporto in partenza per le vacanze”dice A. “Tu che fai?” Sposto banchi e cattedre per voi. Le telefonate continuano di chi al mare, montagna ecc….e io sposto e sposto…Quanto sono ingiusti certi sogni, ma anche certe realta’. Nel mio sognare il mio spostare e non raggiungere e il loro spostarsi avendo la ( o avendola, il che e’ lo stesso) presa. Mi sveglio, una quarta e una quinta volta. Mi alzo, bevo, calmo l’arsura. Che strana sensazione: le braccia, la schiena, sono intorpidite, come se avessi spostato banchi, cattedre, storie, tempi, passati, presenti, imperfetti. Raggiungo velocemente il letto. Mi stendo. Il sogno riprende, sembra reale o realta’. Gli altri girano e io che faccio girare…banchi, cattedre, storie. Mi sveglio e penso e mi dico: “era solo un sogno. Le spersnze sei ragazzi e i riscatti loro, no… ” e ancora… “pero’….anche fosse realta’, non importa. Ho scritto una pagina di storia bellissima e importantissima e spostato cattedre dove altri si siederanno. Come, non importa. Importa invece come lo faro’io”.

ora vorrei il mare,  ina rotonda,  un ballo,  bello,  come la storia appena scritta. E poi….. mare sud Salento…..sole e “bentornato a questo sole nelle camere di tutto il mondo”…  il resto verra’ da se’… “quando allaga i letti e i cuor,  che si girano per un secondo”.

“Tratti” d’Artista, profumo di dolcezza

Prove...di penna...foto, Romano BorrelliTorino, anni fa. Compito in classe. Tema. “Elogio a…, o elogio di…”. L. scelse di svolgere come tema, “Elogio della carta moschicida”. Svolgimento,  un ottimo voto e lettura della prof. in classe. Si disse poi, ma chissà se vero, che il bravo compagno, L., quel tema,  lo aveva copiato di “sana pianta”.

Basta davvero poco per compiere un viaggio a ritroso, nella memoria, complice altra mosca così tanto cantata e ricordata, o scoperta, vera o meno che sia, in questi giorni. Megafoni, di questo rilancio, i quotidiani. “Se la mosca ti avesse vista anche una sola volta quanto amore ti avrebbe accordato?”(E. Montale).

Perché questi pensieri? Dove hanno origine, dove si dipanano? Nella difficile scelta di un blocco a spirale (e il tema copiato, si disse  era proprio proveniente da un libro a spirale, utilizzato per esercitarsi a dattilografare), in uno dei tanti negozi specializzati  in carta, penne, cartoleria varia del torinese.

Tra i possibili acquisti, soffermo l’attenzione su di un quadernetto e su quei possibili “incroci” e scarabocchi di penne, rilasciati da chi aveva l’intenzione di comprarne una. “La provi, la provi, non abbia timore“, mi incita la commessa. Al mio fianco una giovane avvocato in attesa di una agenda che aveva appena ordinato, le fa il verso “la provi, la provi”.  Migliaia di penne davanti a noi: Bic, a gel, cancellabile, replay, tratto pen, tratto clip, stilo, stabilo, christal (?)…(ps. Una riproduzione di quante se ne trovano a scuola, dove se ne perdono in grandi quantita’), senza raccontarne i “varna”, i colori, ovviamente. Ognuna pronta a rilasciare un segno, una firma, forse un voto,  con la sua punta,  e talvolta un segnale, col cuore di chi scrive. Chissà quanta poesia da quelle penne! Non solo, semplici copiature, come nel caso del compagno e il tema sull’elogio. Intanto, nelle orecchie, continua il solito mantra (a proposito, il blocco e la penna mi dovrebbero servire  per fissare sulla carta qualcosa di simile, anche in questo caso, a “mosca” e “zanzara” , piu’ probabilmente qualcosa che ha a che fare con il dharma, da spiegare ai ragazzi, solo dopo averne compreso meglio il tutto, pero’).

“La provi, la provi“, continuano a ripetermi le due, una al mio fianco, l’altra dall’altro lato del bancone.. Sento solo le loro voci. Sono immobile, in altra dimensione, immerso in altre storie, o vite. Quelle altrui, di chi è passato prima di me e ne  ha rilasciato alcuni nomi propri, di città che ho volutamente “nascosto” nel documentare con la digitale.  Qualcosa di simile si trova in certe chiese, all’entrata. Ma le penne, quelle, non sono nuove e hanno sempre qualcosa di interrotto nella…grazia richiesta. Ma che ci avranno mai scritto, dopo,  con quelle penne gente che ha “marcato” il proprio territorio, qui, in questo negozio, su quel blocco? Di passaggio, residenti, in gita, probabilmente, con provenienze differenti,  magari da posti di mare e di montagna?

Ho pensato subito al biglietto ritrovatomi  tra i piedi, ieri, in piazza Castello. Chissà…

Magari era uno “scarabocchio” di qualcuno approdato in città per il TFF, o per CioccolaTo’, o  ancora per i mercatini in piazza Solferino. E se fossero passati da qui, prima? Molto tempo prima?

E se fosse stato un metodo di comunicazione, chiuso, ante-facebook? Chissà…Intanto, le due, continano a consigliarmi, dopo aver provato e riprovato penne su penne. “Quella, quella, è perfetta. Ne ho una anche io così in ufficio. Anzi, le lascio anche il mio bigliettino da visita, nel qual caso non funzionasse bene come dovrebbe. Sono un avvocato del lavoro”.

E l’altra, la commessa: “Si, quella, quella. Ne ho una anche io sempre in borsa”. La compero, poco convinto e poco presente. Continuo a pensare alle poesie composte con quelle penne. Alla dolcezza dei nomi, su quel blocco. Centinaia di storie dietro un tratto di penna. Fantasticarne arrivi, partenze, giri turistici, amori, gioie, sorrisi, scatti, click…”Penne d’Artista”, probabilmente prima di “Luci d’Artista”. Torino, 22 novembre 2014, Luci d'Artista, foto, Romano BorrelliForse sono stati loro, gli intenzionati a comprarne una, molto prima di me, a fissare un” tot” di poesia sulla carta, dopo aver provato le penne, in questo negozio torinese.  Un tot di poesia sul cielo di Torino. Elogio della penna, elogio della carta, elogio della poesia. Elogio dell’amore.  Una poesia lunga una via, lungo una via prima sulla carta e poi sulle teste dei torinesi. Probabilmente. Tratti, manuali, occhi levati al cielo: azzurri, blu, neri, castani, verdi. Capelli lunghi che scendono sulle spalle, a treccia, oppure raccolti o corti, neri, castani, biondi, rossi. Parole, cascate di parole, parola dopo parola, riga dopo riga, metro dopo metro. Vie pedonalizzate, salita e discesa nella giostra della vita e nella pancia della Mole, e visita dal terrazzo e conteggio di numeri e parole.Torino 22 novembre 2014, Luci d'Artista, foto, Romano BorrelliGioco di fantasia e la stella sempre accesa. Superga da una parte, i Cappuccini dall’altra. Ormai le luci le conosciamo, e sono tutte belle e immortalate con scatti bellissimi;  ancora più bello, forse, a mio modesto parere, sarebbe raccontare una storia ispirata o vissuta sotto questi “tratti” d’artista. Un elogio alla storia più bella. Se poi sono “bolle”, non importa. L’importante è scriverle.Torino 22 novembre 2014, Luci d'Artista, foto, Romano Borrelli (2)Se è vero amore, vera storia, e vera storia d’amore, sotto il cielo di Torino, Torino 22 novembre 2014. Piazza Castello. Foto, Romano Borrellitanto meglio. Due tratti d’Artista, profumo di dolcezza. Amore, pane…stelle.

Dopo il 50…andata e ritorno e “Casa del caffe'”

Torino, via Garibaldi. 5 novembre 2014. Foto, Romano BorrelliDavvero bella Torino di sera. Stupenda. La frenesia, la corsa, gli uomini e le donne, prendono le strade del riposo, dopo la fatica, meglio, la scala mobile verso il tunnel che riporta e riporterà ancora e ancora stanche membra verso casa, verso gli affetti. Bello il colpo d’occhio su questo spicchio della nostra città che da Piazza StatutoTorino, 5 novembre 2014. Piazza Statuto. Luci d'Artista. Foto, Romano Borrelli, via Garibaldi spazia fin verso la collina. “La pancia” della città accoglie o raccoglie quanta più gente possibile, anche lì sotto, apparentemente statica, ma in movimento. Quanta memoria in quel “sottosuolo.” Nella nostra metro sabauda, in riduzione, e con il nostro metro sabaudo, talvolta diffidente e “per sottrazione” riesce proprio difficile immaginare passeggeri in piedi, a grappoli, come accade in quella di Milano o Roma….forse perche’ “caratterialmente” veicoli più…stretti, ma non per questo, distratti. Chissa’.Torino, Porta Susa. 5 novembre 2014. Foto, Romano Borrelli Movimento. Minuto dopo minuto la città si svuota. Così ad un occhio superficiale e disattento potrebbe sembrare, perché in realtà l’altra scala mobile è ligia alla legge del sistema dei vasi comunicanti e difatti ne  “scarrozza” fuori tanti quanti ne “ingoia”.  Il ricambio è continuo. Popoli  che si sfiorano, si scrutano, si annusano. Sotto terra, vita. Sopra terra, idem c.s. Una festa itinerante continua. Poco distante da qui c’era “la terra”, la montagnola, gli alberi, una strada, un ponte che congiungeva Porta Susa a corso Inghilterra.  Un giardino, dove, in primavera, quando alcuni  non utilizzavano  il bus 50, M. e L. ,si fermavano a godersi il fresco della città, all’ombra di qualche albero, prima di ritornare ai propri affanni: i libri lei, dopo il 46, la caserma lui, dopo il 10. Porta Susa era li vicino, a vigilare quell’amore. Di tanto in tanto il rumore di qualche treno sbuffava e richiamava alla realtà, interrompendo sogni e il gusto del miele. C’era anche chi,  lungo il binario tronco 1 di Porta Susa attendeva romanticamente (in compagnia di qualcuno) il “proprio treno”,  quasi mai in orario, a dire il vero, seduti su quell’unica panchina, in attesa della littorina…Il fatto e’ che per i primi, i numeri andavano e tornavano e oramai li si poteva riconoscere dal numero seriale, che erano sempre gli stessi a compiere l’identico tragitto da capolinea a capolinea, fino al termine del loro servizio che era a notte   fonda ma anche alba. Persone come le mosche, rade, poche, che col freddo, si perdono sempre e non lasciano più traccia. Poche ore e la citta’ si sarebbe messa (rimessa) in moto come il giorno prima…Ora pero’ l’orologio segna’ l’una e trenta…Poca voglia di dormire e tanta di leggere e studiare ma anche di vedere a quest’ora della notte cosa succede in citta’, o cosa succedeva o sarebbe successo nei ’70 a Laura e Mario. Una donna e due uomini corrono (come si vede, e io vedo, non hanno dovuto aspettare, loro, l’alba, per mettersi, o rimettersi in moto), sciarpa intorno al collo lui e guanti lei, l’altro ha addirittura delle ginocchiere. Ma io ho voglia di prendermi  l’aria fresca torinese addosso, che in questo periodo e’ sempre a buon mercato, girovagare, allungare qualche spicciolo e comprare La Stampa, come accadeva qualche tempo fa, prima di quella on line, quando i venditori ambulanti erano davvero tanti e i lettori dei cartacei infinitiTorino, Porta Susa. 6 novembre 2014. Foto, Romano Borrelli . Mi appoggio su questo cornicione della metro e immagino il pulsare della vita fra qualche ora, i ganci, fra l’uno, l’altra, i molti, i tanti. Poche ore ancora per il caffe e cappuccino…..”Domani è anche il giorno del volantinaggio, dell’unione tra i due, che non sono L. ed M. ma il movimento operaio e quello studentesco.” Intanto, in corso Valdocco qualche militante ha aperto gli sportelli delle bacheca, disteso i lunghi fogli di giornale all’interno di quelle, per poi richiuderle con una piccolissima chiave. La Stampa, L’ Unita’, la Gazzetta del Piemonte. Tra qualche minuto si disporranno le file, di due o tre saggi, e non solo, perché il posto in prima fila era per tutti, (prima della democraticita’ della rete) immersi nell’attenta lettura, di quella che era una antenata bacheca “social”. Per molti studenti della media Cesare Balbo quello era il primo incontro con l’informazione, fogli, sempre quelli, antenati del “Metro”o “Leggo” in distribuzione oggi presso le fermate della metro. La professoressa Morgan era sempre ben contenta di accogliere studenti in un periodo in cui l’informazione girava solo su due canali televisivi. Oggi, invece, “vola” e porta informazione oltre…la Rai, su di un filo della rete…di via…Cernaia.Torino, via Cernaia, Luci d'artista. Palazzo Rai. Foto, Romano Borrelli Alcune volte in “soccorso”, per sopperire alla carenza altre alla mancanza o poca voglia di fare ricerca. Riannodiamo pero’ il “filo” e stiamo al dove eravamo rimasti.

Per il momento, il rumore delle rotative, (in  quel, momento), andava. Odori, colori e profumi che cambiano…A proposito i profumi e odori, lasciamo che Laura e Mario, prima dei mastrini di lei, prima dell'”appello di lui, si gustino dolcemente un po’ del loro miele, cappuccino, caffe’ e qualche cantuccio, nel loro minuscolo cantuccio eletto a loro domicilio presso il bar “Casa del caffe'”.  In fondo, Giancarlo e Gaetano sono li che li aspettano, il primo da 52 anni, il secondo da 42. O forse sono ancora li tutti insieme…..

per quanto mi riguarda, bhe’, vado a dormire.

Buonanotte e…Torino buongiorno!!!!

Appello al voto di Paolo Ferrero alla Federazione della Sinistra e perché!

IL VOTO ALLA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA VALE DOPPIO!
“A Torino si corre da soli in quanto il Pd si è inchinato di fronte ai diktat di Marchionne … Il voto utile è quello alla Federazione della Sinistra …”
Video molto interessante:

Nascita Federazione Giovanile della Sinistra (ricevo e pubblico, da Simone Ciabattoni)

Ricevuto e pubblico da Simone Ciabattoni

Come giovani iscritti alla Federazione della Sinistra, la nostra volonta’ e’ quella di unire sotto un’azione politica comune le giovanili dei principali partiti che la compongono fgci e gc, al fine di collaborare tutti insieme nel nome dell’unita’. E’ importante che i giovani ritornino a fare politica in un futuro sempre piu’ incerto, bloccato nella morsa del precariato e della disoccupazione giovanile, che in Italia sfiora il 30%. Nostra intenzione pero’, e’ anche quella di far partecipare ragazze e ragazzi ancora esterni a questo progetto politico che ne condividono il programma e la visione anticapitalista della societa’. La Federazione nasce con l’intenzione di unire, all’interno di questo progetto, movimenti, associazioni, singoli compagni e compagne, che hanno come riferimento storico- culturale, gli ideali comunisti, socialisti, pacifisti, ambientalisti, femministi, antifascisti; collaborare e cercare di unire le altre realta’ della sinistra torinese ad esempio i laboratori dei giovani impegnati nell’associazionismo e movimenti studenteschi. Non sara’ per nulla facile, ma la passione politica e la volonta’ che la fds possa realmente essere considerata come una forza in grado di essere utile nella societa’, ci stimola nonostante sicure difficolta’ di percorso. E’ bene che i giovani compagni e compagne, si impegnino a fare politica perche’ la partecipazione e’ l’essenza della democrazia. In relazione alla richiesta dei compagni gc nella riunione del 3\3\2011 di trovare un portavoce per facilitare i ” ponti ” comunicativi si e’ deciso di nominare Ciabattoni Simone

Saragnese scrive alle elettrici ed elettori del Piemonte

Care amiche e cari amici,

il 28 e 29 marzo 2010 si voterà per il rinnovo del Consiglio Regionale del Piemonte. Rifondazione Comunista ha dato il proprio contributo in questi cinque anni di governo di centrosinistra per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro dei piemontesi, con la responsabilità della buona gestione dell’Assessorato alla Sanità. La Federazione della Sinistra, di cui Rifondazione Comunista fa parte, ha sottoscritto con la Presidente Mercedes Bresso un accordo tecnico che prevede la presenza della lista della Federazione della Sinistra nella compagine che la sostiene, ma nel contempo lanostra autonomia politica e programmatica in caso di vittoria della Bresso. Ciò determinerà, nel prossimo Consiglio Regionale, la nostra assoluta libertà d’azione politica, in coerenza con il programma della Federazione della Sinistra, senza alcun condizionamento rispetto al programma del centrosinistra concordato con l’UDC.

Abbiamo sottoscritto questo accordo tecnico sulla base di due obiettivi di fondo.

Il primo: impedire la vittoria del centrodestra e di Cota, esponente di quella destra xenofoba e razzista che prefigura una pericolosa deriva fascista per la società italiana.

Il secondo: rafforzare la Federazione della Sinistra per renderla capace di rappresentare gli interessi della classe lavoratrice e dei ceti popolaririlanciare e rafforzare un sistema di servizi pubblici, a partire dai beni essenziali (acqua, energia, trasporti, salute, formazione), alternativo a quello oggi dominante, basato, al contrario, sulla centralità delle grandi opere inutili e dannose, come la TAV.

È in questo quadro che mi permetto di segnalarvi la mia candidatura.

In questi ultimi anni, come forse vi è noto, ho ricoperto l’incarico di Assessore alle Risorse Educative del Comune di Torino. In quest’ambito ho cercato di praticare scelte per le quali sempre mi sono battuto: affermare il diritto allo studio, difendere la scuola pubblica e il suo carattere laico, contrastando le politiche di privatizzazione e di esternalizzazione dei servizi educativi. Questa azione, nonostante i continui attacchi del centrodestra (ma anche in molte occasioni dello stesso PD) è riuscita ad aumentare l’offerta di posti negli asili nido attraverso l’apertura di nuove strutture con personale comunale, ad assumere a tempo indeterminato alcune centinaia di educatrici ed insegnanti precarie, a far approvare il nuovo Regolamento Nidi Comunali, venendo in contro alle richieste di tanti genitori di Torino. Sono questi alcuni dei motivi che spiegano la “cacciata” di Rifondazione Comunista dalla maggioranza in Consiglio comunale. Una rottura dovuta alle nostre posizioni critiche sulle scelte dell’Amministrazione in ambito urbanistico, sull’assistenza, sui servizi educativi e sulla proprietà e la gestione delle aziende pubbliche municipali.

La mia candidatura al Consiglio regionale del Piemonte intende riaffermare questo impegno e queste linee di fondo, per contrastare con forza l’attacco operato dal governo Berlusconi e dalla ministra Gelmini alla scuola e all’università pubblica. Il taglio degli organici nell’anno scolastico in corso ha già provocato nella nostra Regione la perdita di 2.500 posti di lavoro per gli insegnanti e per il personale ATA e ha determinato una grave situazione nel sistema scolastico e formativo piemontese, compromettendone il normale funzionamento. Occorre invece operare per una politica di diritto allo studio che preveda adeguate risorse sia per i singoli (gratuità dei libri e accesso ai servizi) sia per le scuole pubbliche. Vanno aumentati i finanziamenti regionali a favore delle scuole pubbliche (statali e degli enti locali) e delle Università statali, diminuendo contemporaneamente le risorse oggi indirizzate alle scuole private; vanno altresì stanziati forti investimenti per la messa in sicurezza degli edifici scolastici e per mantenere i piccoli plessi scolastici, garantendo capillarmente la presenza della scuola pubblica su tutto il territorio regionale.

E con questi impegni e per questi obiettivi che chiedo il vostro sostegno.

Un caro saluto,

Luigi Saragnese

Le informazioni complete scritte da Saragnese per le elettrici ed elettori piemontesi in versione pdf

L’Interesse Pubblico è il mio fine. Oggi non è banale, promesso, il tuo voto a Saragnese Vale.

Uniamoci al gruppo facebook di Luigi Saragnese per dare sostegno ad un uomo che della difesa dell’interesse pubblico ne ha da sempre fatto una missione della sua vita. C’è da fidarsi di Luigi, lo ha ampliamente dimostrato in tutte le battaglie che ha condotto; non è poco, oggi, dove tanti politicanti sono l’emblema del peggio che possa esistere.

Romano Borrelli.