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Raffaello e Ghita

Ho terminato la lettura del libro “Guardami negli occhi” di Giovanni Montanaro.  La storia del più grande pittore che il mondo abbia mai conosciuto,  Raffaello Sanzio da Urbino  e Ghita,  la “fornarina” di Trastevere,  la popolana,  la modella e donna amata dal pittore urbinate. Ghita,  immortalata nel quadro,  “guardando negli occhi il grande pittore”.  Si,  anche a me piace andare in giro,  a respirare e camminare nella stessa aria e strade dei due giovani, innamorati,  nascondendosi,  mica tanto,  agli occhi esterni. Un camminare nel solco,  un pochino come l’autore del testo.  Entrare al Pantheon, vicino alla tomba del grande maestro,  ” che non si vede subito “quando si entra.  Bisogna cercarla,  dietro la gente che si ferma davanti… (pag. 14 del libro)”, passare vicino “l’Elefantino” e immaginare quel periodo Rinascimentale,  la Roma di quel tempo. Piace andare a Palazzo Barberini e guardare quel quadro,  così… autentico, ricco di storia,  d’amore…  Il tempo è  fermo. Il tempo non passa. Il tempo e’ nostro. Il tempo e’ tiranno quando passa e non torna e ci lascia ricordi. Cerchiamo i ricordi,  quel giorno,  quella cosa e pur tuttavia  non ricaviamo  risposta. Scriviamo ricordiamo ancora,  frughiamo tra le tasche i nostri pezzi di vetro,  i nostri io scrivero’, ma nessuna consolazione.  “Perché  cerchiamo le cose che non ci sono più? Perché certi amori sono diversi dagli altri e non finiscono mai e non sanno finire…   è  come se facessero i semi,  e continuano a fiorire,  nonostante il tempo che passa? “…  “solo gli incoscienti possono pensare che le cose non finiscano. Solo gli incoscienti. E gli innamorati”.. il libro è  stupendo,  un consiglio utile per gli acquisti. A cavallo tra storia,  arte,  letteratura,  introspezione.

 

Dal Salone del libro

Torino sal. libro 20 5 2017, foto Romano BorrelliDomenica 20 maggio. E’ una giornata particolare,  che ricorda il “parto” dello Statuto dei lavoratori.  Chissa’ se tra i libri,  oggi… chissa’…A Torino è  una domenica mattina,  calda. Molto. In tutto. Approfitto ancora della “festa mobile” in giro per la nostra citta’ e in particolar modo presso il Salone Internazionale del libro. Alle 1O. 30 c’è  Carmen Pellegrino che presenta il suo libro “Se mi tornassi questa sera accanto”. Ho già letto di suo “Cade la terra” e mi era piaciuta molto la trama e l’idea dell’ “abbandonologa”. Devo sentire questa presentazione e poi dovro’ partecipare al gioco cominciato dai ragazzi sul gruppo: “quale libro mi portero’ a casa?”. Arrivo presso la sala Lavazza e mi siedo. Carmen Pellegrino parla gia’ da qualche minuto.  Mi colpiscono la storia,  la trama,  la sua personale,  la figura del padre e in particolar modo un riferimento a Buzzati:” Ad un passo dalla nostra solitudine c’è  l’amore”.  E questo passo bisognerà pur farlo perché  il tempo è  tiranno. Farsi trovare senza aver provato a rimediare,  con un ponte,  un riallacciare,  sarebbe deleterio. Bisognerebbe provare a rimediare prima che sia troppo tardi. In cuor mio passano tanti pensieri,  come daini,  che si rincorrono e si avvolgono,  in una spirale. La mezz’ora scivola via che è  una  bellezza. Mi spiace perché sentir parlare la scrittrice e’ un piacere.  Quella frase e’ stata determinante e alla fine mi convincera’ a comprare il libro. Un autografo,  un saluto,  a me,  ai ragazzi della scuola,  appena li vedro’. Poi un salto da Sellerio,  a cercare Spencer ed il suo amore infinito o eterno… Ma il pallino resta il Rinascimento. Cerco,  anche se a casa ho il mio Raffaello ed il suo amore per la Fornarina. “Guardami negli occhi” di Giovanni Montanaro, è  il titolo del libro,  Feltrinelli Editore. Veramente è  la storia di “Ghita”,  Margherita la fornarina,  di Trastevere, quella per intenderci che vado ad ammirare ogni qual volta scendo giù,  a Roma e respiro tutto quel periodo e fantastico sull’abitare li a due passi dal Pantheon. L’amore eterno per Raffaello. E poi vorrei cercare  altri testi della Maria Bellonci… tempo ne ho,  tra gli stand… poi sarà  la volta di inserire le mie scelte nel gruppo e condividerle.

30 Salone Internazionale del libro di Torino

20170520_164941Appello: “Il nome della rosa”,  “La donna della domenica”,  “Ventimila leghe sotto il mare”… A parte gli scherzi,  gli appelli,  quelli veri,  sono quelli delle classi che lentamente si muovono alla volta di una 20170520_170159“festa mobile”,  trentesima manifestazione del salone internazionale del libro di Torino,  “Oltre i confini”. Sul piazzale antistante la ex fabbrica è  già  una festa,  prima dei varchi d’accesso. Ragazzi,  ragazze che anticipano l’arrivo dell’estate con i loro pantaloncini e treccine e t-shirt colorate.  Locandine,  guide alla mano e prof.  in coda,  agli accrediti. Torneranno,  i prof,  con i biglietti e 15 euro di bonus per ciascuno,  da spendere in libri. E loro,  i ragazzi,  torneranno a casa con un libro. E questa si che è  una festa,  Non liquida,  ma tangibile. Sfogliabile,  annusabile. E cosi,  dopo le mie  classi,  decido,  in un momento di festa,  di fare la mia parte,  e andarci,  a questa festa mobile.  20170520_175342Riconosco quella che era un tempo “la fabbrica”,  con la scala ad elica,  la pista che raccolse centomila torinesi in una notte fredda di gennaio per l’ultimo saluto di commiato all’Avvocato Agnelli. Centomila in attesa,  chi mano nella mano,  molti beneficendo,  chi maledicendo la linea e tutto quel che aveva portato via. Perché la fabbrica da,  e toglie,  ma non è  una partita doppia. Si è  sempre in perdita: avrebbe aggiunto, una tendinite,  un tunnel carpale,  una sciatica, fumi ai bronchi… o per sottrazione,  magari portando,  (la fabbrica e la stanchezza di quella),  via altro… magari amori,  mogli,  mariti,  chissa’… Ma prima di tutto questo,  e per molto piu di tutto cio’, e’  “la fabbrica dove lavorava mia madre”,  sulla linea e i suoi racconti,  di un panino,  mangiato sui cassoni,  quando non aveva fame,  di un gettone da recuperare per telefonarmi e chiedermi: “ciao,  a scuola oggi? “. Perche per noi era la scuola l’ascensore sociale. Per un attimo risuoneranno i rumori delle linee,  dei turni,  dei cambi turni, delle buste paga a zero ore,  della cig,  dei”guardioni” e semafori all’entrata e all’uscita, prima che le parole stampate dei libri  si stacchino  per “volarmi addosso e averne voglia di avercele come una seconda pelle. Perche le parole muoiono presto,  ma hanno il potere di resuscitare. Varco anche io,  il primo,  il secondo… sono dentro: destra e sinistra. Mi perdo.Torino 20 5 2017 foto Romano Borrelli Invidio questi ragazzi seduti a terra che leggono,  leggono,  leggono. Osservo,  leggo una marea di titoli usati- scontati:”3-5 euro”. Mi piace questa idea. Al mio ritorno a casa dovrò inserire “nel gruppo” il mio acquisto. Ho giocato ma mica tanto,   con una classe chiedendo il loro… tra poco toccherà  a me. Sono sul filo del Rinascimento. Ho avuto un suggerimento e lo seguo. Come certi amori che non finiscono mai.

Santa Caterina

“Tempo di libri” non è  terminato.  Certo,  quello “sdoppiato” l’anno scorso,  sfilandosi da Torino,  con strascichi di polemiche,  si,  che è  terminato. E forse in “riduzione”. Aspettando ora,  Torino.  “A ciascuno il suo”,  (che poi e’ un libro!)di libro,  di tempo,  nel tempo,  di luogo,  dove leggerlo,  e con chi. Tempo di mare,  di “teli racconto” e sabbia e matite per sottolineare e scrivere storie e muovere personaggi. Oggi ricorre la festa di Santa Caterina da Siena e cosi, ricordando di avere tomi su tema, riprendo a sfogliare alcune pagine di uno di quelli,  dedicato alla Santa ma lasciato a meta’.  Il libro,  come scritto, in un precedente articolo del blog,  mi piace ed è  utile per la scuola,  per i ragazzi. Ne riporto alcuni passi intrecciando fatti salienti di storia e nozioni di psicologia. E poi mi ricorda un posto dove vorrei tornare. Presto. Siena. Quella piazza a “conchiglia”… Da gustare lentamente. Forse perche’ effettivamente come sostiene l’amico di un altro amico che poi e’ uno che scrive “un libro e’ come la lasagna cge e’ compista da tanti strati”. E poi c’è  l’altro libro (e quindi,  tanti altri strati e una lasagna ! ) “Rinascimento privato” (Maria Bellonci,  Oscar Mondadori) che appena  iniziato lo avevo deposto da qualche parte,  abbandonandolo in giro,  per la casa. Poverino,  senza colpe! Forse era in attesa,  ma la dove si attende c” anche la speranza! ). Correva il termine (come ultimi spiccioli) dell’estate… Una foto,  di mare,  telo,  la coperta-ina di un libro,  individuato,  ricercato,  ordinato. Dalle prime pagine capi’ che mi sarebbe riuscito difficile leggerlo, possibile  colpa di un nome fra i tanti che si intrecciavano lungo le pagine  fra le corti di Mantova,  Ferrara,  Urbino. Da poco,  l’ ho ripreso  tra le mani e, lesto e  spedito,  pagina dopo pagina, finalmente ho  comincio a sentirlo mio. È  veramente bello,  storie sul finire del 1400 e iniziò 1500. Tempi interessanti,  da vivere.  I Borgia,  Giulio II (… “gigantesca presenza fisica… “…. “torreggiava sulla politica d’Italia e d’Europa incalzando duramente il nemico del momento facendo fronte a tutti”…. pag. 165), i figli Lucrezia e  Cesare, e poi Francesco,  Isabella,  Federico, Eleonora. La bellezza,  (e le bellezze) i capelli d’oro,  trecce,  amori,  vissuti,  preparati. Passioni. Ragazzi che Storia!  Pagina dopo pagina rientro fantasticando in quel di Urbino,  Mantova,  Ferrara… e corro col pensiero a chi me lo ha suggerito. Bello! E pazienza per un nome,  tutto il resto fila…Ecco,  un altro posto dove assolutamente vorrei ritornare… Urbino.  E ripensare a “quel mostro della natura che lascia il sigillo del suo pennello divino”,  pag. 159). E mangiare un buon piatto. Magari lasagna?

24 Aprile 2017

Un fiore in piazza XVIII Dicembre,  a Torino. Un ricordo,  un piccolo pensiero,  qui è  là  in  giro per il centro,  dove qualcuno,  anni addietro, ha “lasciato” la propria vita per noi, per un lascito enorme,  che abbiamo il dovere di ricordare: la libertà. La fiaccolata partirà  tra poco,  come ogni anno. Intanto,  strada facendo,  noto che tra un ricordo e l’altro,  dalle parti di via Pietro Micca,  qualcuno ha steso poesia e biancheria intima. Idea originale. Una lettura che sa di “sbirciatina”,  a dire il vero. Ah ah ah…. risata molto social. Ridendo fra me e me,  ripenso alle elezioni francesi,  terminate come da sondaggi: Macron contro Le Pen. Piu’ o meno successe una cosa analoga nel 2002. Piu’ o meno…

News alle porte

Torino 23 4 2017 foto Borrelli RomanoGiornata di lettura. La mia (lettura) consiste in un duplice tomo  su Santa Caterina da Siena: lungo le pagine dei testi, uno spaccato storico-sociale prettamente “centrale” che intreccia tantissima storia, storico sociale e di devozione.  Giorni di lettura che confluiscono in “Sant Jordi”. La Biblioteca civica torinese,  per esempio, quella in via della Cittadella,    dona una rosa al pubblico femminile che si reca al bancone per prestito libro.  Bella iniziativa,  come le numerose librerie che espongono libri e rose.  Mattine,  pomeriggi, sere e notti in un girotondo di carta. Notte “rosa”,  sembra esplosa. Ma questo era Umberto Tozzi alcune “rose” fa,  per i 40 di “Ti amo”,  proprio qui,  a Torino, una “Gloria” unica della canzone italiana, anni ’70.  Altri tempi. Di storia “gloriosa” quando grigio e nero delle fabbriche si sprigionavano sul cielo cittadino.  La città  si presenta oggi nella nuova veste, “quotidiana” turistica “sold out”. Grigio e neto alle spalle e quasi azzerato, almeno quello delle fabbriche.  Belle presenze,  in giro,  nel cuore cittadino;  tutta bella gente davvero.

Le cronache a dire il vero non sono molto rosa,  tra la Korea del Nord e gli Usa che scaldano i muscoli diversamente dal tempo che non scalda affatto. (“Benvenuti in inverno”). Senza dimenticare i bimbi della Siria,  un Paese che lentamente sta scomparendo sotto le bombe.  In attesa di notizie da Parigi con le elezioni di primo turno ormai verso la chiusura. Giorni che scivolano via,  lentamente,  verso il 25 di aprile,  festa della Liberazione ormai alle porte con strascichi quest’anno si chi “puo’ partecipare,  chi no,  chi ammesso,  chi no”. Nelle distribuzioni di “patenti” a tutto siamo sempre ben messi.  A proposito, è  uscito il libro su Gramsci del prof. Angelo D’Orsi. E a proposito di porte…. un tizio regala la sua,  in via Cibrario,  per chi fosse interessato.

Riprendo la strada canticchiando “Si puo’ dare di piu'”.  Dopo aver visto la porta “accasciata” in omaggio,  cantarla è  d’uopo.

Leggo per legittima difesa

11 4 2017.Torino pzza Umbria foto Romano BorrelliMissione compiuta. Una classe ora possiede in “tasca” nozioni su Giotto e la Cappella degli Scrovegni. Ovviamente la visita riguardava il modello riprosto qui, a Torino pressol’Istituto  Faa  di Bruno,  in via San Donato. Arte non facile,  quella espressa da Giotto,   ma studenti  disposti all’attenzione verso un tema cosi complesso. L’imprtante era interessarli e suscitare curiosità in quei visi,  colori,  emozioni,  impressi nelle tevole. Obiettivo raggiunto. Al ritorno,  lettura, ricordando Primo Levi.  A trenta anni dalla sua morte. Torino, 11 4 2017 foto Romano BorrelliLettura, in piazza Umbria,  a Torino. Immerso nei rumori del traffico cittadino e una parvenza di verde,  natura e sedili vuoti, e uno,  suggeritore di titoli di libri e pagine che aiutano nell’evasione di quanto si muove alle mie spalle: bus,  auto, motorini…. leggo,  per legittima difesa.

Lettura come legittima difesa.

“Curvare” su Roma

Giuseppe,  Nino e Ida corrono e scorrono velocemente e “La Storia” continua il suo corso . E’ un testo (La Storia) che non mi stanco mai di leggere e rileggere e proporre a scuola. Ogni volta che riprendo tra le mani questo bellissimo tomo trovo nuovi collegamenti e ritrovo vecchie strade. Peccato avere davvero pochissimo tempo,  a scuola,  per ‘spiegare’… libri e fogli: sai quante e quali tesine verrebbero fuori per un Istituto sociale da questo libro?   E cosi di tanto in tanto curvo su Roma in tutti i sensi e tic-tac passo su via Trionfale,  Medaglie d’oro, arrancando su Monte Mario,  via Fani prima e il ricordo va  a quel marzo di tanti anni fa, con le immagini bianco e nere tinte di rosso del sangue  della strage della scorta ed il rapimento dell’Onorevole Moro;  storia nella storia che si dipana….  l’osservatorio astronomico ed il suo giardino,  l’Istituto don Orione e la stazione e il vecchio “manicomio”;  e ancora  via De Amicis fino allo Stadio Olimpico e il piazzale. Una curva,  Monte Mario,  che mi serve per “ri-curvare” e continuare le vicessitudini dei personaggi prima menzionati.  Useppe comincia a camminare e parlare,  Nino marina continuamente la scuola  fino a quando chiamatolo in Presidenza,  anzi,  “ri-chiamato” decide definitivamente di lasciarsi scuola e cancello alle spalle dopo una “pisciata” liberatoria,  il tutto mentre la povera Ida continua nella sua missione di maestrina;  ma se vi andasse di saperne qualcosa. .. leggete “La Storia” di Elsa Morante!

“La mite”

La primavera irrompe e si fa sentire. Lungo le strade  della nostra città  comincia il tripudio dei colori: alberi che si rivestono di piccolissimi fiorellini  che sono gemme e  foglie in potenza.  E’ il risveglio della natura.  La primavera bussa alle porte,  le donne cominciano ad alleggerirsi dei cappotti e maglioni,  troppo pesanti e di pensieri ugualmente tali. Le vedi,  in giro,  tutte graziose e cool. Temperatura mite. A proposito: ho appena tetminato la lettura de “La mite” del grande Dosto. Un amore sconfinato,  di un addetto ai pegni,  un uomo,  che decide di sposarsi e innamorarsi strada facendo,  e mentre ne fara’,  conoscera’ il coraggio,  il perdono,  il rimorso,  la volontà;  è  insomma,  un capolavoro che abbraccia tutti i dilemmi quotidiani dell’uomo. Come tutti  i romanzi di Dostoevskij non vedevo l’ora di portare a compimento la sua lettura e non appena lo  chiudo (il libro) mi domando perché  sia finito così in fretta,  lasciandomi in dote quel senso di tristezza-piacere per averlo concluso.  Nel frattempo ho ripreso  tra le mani  “La Storia” di Elsa Morante. I ricordi,  e sono tanti, si sovrappongono sempre…. pagina dopo pagina,  un libro stupendo. Un capolavoro. “Useppe è  appena nato,  Nino ha condotto Bliz a casa e sullo sfondo si è  appena concluso il 1941. Il 1942 vede Useppe fare i primi versi e i suoi occhi volti alla ricerca dei misteri della vita. Ida invece…. “

Un libro oltre

torino-24-2-2017-foto-romano-borrelli-via-montebLa fine del mese di febbraio ha sempre un odore particolare: annuncia primavera strizzando l’occhio al passato-presente che e’ ancora inverno. Quell’odore da esame di diritto penale che nonostante gli anni ti resta nelle narici,  attaccato sulla pelle che non si scrolla mai di dosso,  in questo periodo. Esame tostissimo. Al tatto,  sui polpastrelli,  par di  sentire ancora le pagine di quel manuale oramai consumato,  (consunto,  arato,  da piu grafite, sottolineato,  evidenziato), e del codice che era appaiato.  Era un pomeriggio di fine febbraio,  la data,  l’esame,  il voto, la firma del  prifessore.  Avevo incassato uno dei piu difficili esami di Scienze Politiche.  Il pomeriggio vedeva sera e questa ben presto si sarebbe trasformata in una lunghissima notte ventosa  di viaggio. Le giornate,  pero’, oggi,   si sono allungate e  verso Est il barometro segnala  bel tempo, mentre   a Ovest incalzano danzanti  le nuvole. Sara’ pioggia o un’ultimissima coda di fiocchi? Per ora sulle strade si registrano solo quelli colorati,  che fanno tanto Carnevale,  grasso,  prima della Quaresima. In ogni fazzoletto del mio quartiere spuntano resti di un recente passato industriale e glorioso. Via Saint Bon: chi la ricordava piu?  torno-24-2-2017-foto-borrelli-romanoIl trinceronetorino-24-2-2017-foto-romano-borrelli di un treno che non passa piu,  lontano dal centro,  dove il Re sul corso Vittorio,  scruta ridendosela sotto i suoi baffi verso Roma canticchiando “sognando California” e così io,   insieme a lui, a cavallo tra passato e presente. La storia,  sognando California e gli anni ’70,  il palazzetto dello Sport di Bologna e DP,  ovvero,  la scissione nel PD. Ma questo è  un capitolo poco interessante.   Sempre al confine, meglio,  oltre il confine,  un libro aperto sulla staccionata,  letto nel pensiero  da una ragazza piena dei suoi  che volano alti,  oltre,  verso il trentesimo salone del libro,  ricordando Toto’,  don Milani,  Primo Levi.  A proposito di Primo Levi,  di “Se questo è un uomo”,  de ” I Sommersi e i salvati” la Stampa di oggi racconta cosa è  il treno della memoria.  Sfoglio l’articolo che crea in me l’occasione per rivisitare i sei giorni trascorsi col mio Istituto all’interno del nostro treno della memoria.

Gia’,  mi ero dimenticato: quali libri “oltre”?  Una storia di Costantino (Alessandro Barbero) e “La mite” di Dost