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Black Friday

Spira freddo, aria di neve. In giro, per le vie dello shopping torinese, lungo il nastro d’asfalto a forma di L (via Garibaldi e via Roma)si possono “ammirare” lunghe  code alle casse, all’interno di alcune catene,  mentre all’esterno, occhi e nasi  sono piacevolmente incollati alle vetrine per quelle tante promesse sbandierate e importate che fanno  tanto” Black Friday”. Chissà perché bisogna sempre importare “feste laiche” da oltre Oceano. Il nero dei libri contabili. Comunque, si sostiene che uno su tre anticipa ad ora, ad oggi, a questo “week” i regali di Natale, risparmiando tempo e probabilmente un 30 per cento. Chissa’.  La cosa che stupisce e’ che l’iniziativa cade nella settimana in cui si elargisce un “pacco” per i piu’ poveri. E ce ne sono! Pare siano 5 milioni, assoluti. Quelli relativi, molto di piu’. Basta una spesa imprevistace….Nei pressi del grande fiume, il Po, l’aria è ancora più rigida e  l’istinto sarebbe quello di stringersi ancora, all’interno del cappotto, così, da sparire ulteriormente dentro la nebbia. Senza lasciar traccia. Forse ci piace un pochino, quella sensazione di giocare a nascondino. Che ci rende tanto piccini.  Anche da grandi. I grandi giornali, invece, rinnovati, Corriere e Repubblica si presentano nelle loro nuove vesti, grafiche e di cronaca.  Il primo, riferito alla cronaca cittadina,  “scusandosi per il ritardo”. Il secondo, in genere. Correva il 1976…anno della sua nascita. Per entrambi ho ricordi vastissimi legati alla maturita’. Anni dopo, ovviamente. Quante merendine e caffè sacrificate pur di avere “quotidianamente” l’informazione a portata di mano! Altro che cellulare!!

Uscita didattica. Continua

torino-8-11-2016-centro-gobetti-borrelli-romanoOre 9:40: uscita didattica programmata per una 5. La metro,  Porta Susa (meglio,  piazza XVIIIdicembre,  e la lapide di chi ha perso la vita per noi), Centro Gobettitorino-centro-gobetti-foto-borrelli-romano,  Microstoria all’interno della Storia presso il Santuario  della Basilica della Consolata (con la struttura del Guarino Guarini) gli ex-voto, in fila all’interno e lateralmente all’interno della Basilica stessa,  disegni che ci restituiscono personaggi salvati o miracolati nel secolo scorso da un avvenimento tragico,  un incidente,  sul lavoro o lavoro domestico salvati dalle bombe,  da una granata durante la seconda guerra mondiale. A Tori no o nelle zone limitrofe.  E poi l'”Istoreto”, come piace ancora ricordare a me,  l’ archivio e rifugio. . . per terminare a sera,  con l’apertura straordinaria, la vinsita e partecipazione alla premiazione  pressotorino-8-nov-2016-foto-borrelli-romano il Polo Reale,  la pinacoteca,  dove sono ancora in visita,  tra opere d’arte bellissime.  Per quanto riguarda la prima parte,  bhe,  una grande emozione per esser riuscito a condurre la classe  insieme all’insegnante di storia ed italiano negli stessi locali dove ho studiato,  svolto ricerca,  ricerche,  mi sono formato sotto la conduzione del dottor Luciano Boccalatte,  letto documenti d’archivio,  catalogato,  conservato. I tavoli,  i pc,  gliarchivi,  le cartelle,  le ricerche effettuate, la Torino vista da una finestra in particolare e quel clima fresco teso a conservare documenti e storia. Grandissima emozione nel sentir narrare il ruolo delle donne tra il settembre del 1943 ed il 25 aprile 1945.  La Resistenza. Penso subito alla bicicletta dell'”Agnese va a morire”… E poi la visita presso il rifugio e quel sonoro che ci rimanda la drammaticita’ dell’evento guerra,  sempre presente,  lontano da noi,  e latente,  sotto altre forme.  Che fare? Come fare? Affinche’ certi eventi non si ripropongano? Lavorare,  da subito,  con le nuove generazioni,  con i piu’ piccoli,  su concetti e pratiche: l’inclusione.  E definire cosa e’ l’esclusione. Il ruolo fondamentale della nostra Costituzione e quella Dei diritti dell’uomo.  Al centro Gobetti, ma ora e’ tutto “Polo del ‘900”  la narrazione del Direttore sul ruolo politico letterario di Piero Gobetti e della storia d’amore,  intensa,  struggente tra Piero e Ada.  Una storia all’interno della Storia che divora,  consuma,  lacera. Torino,  Parigi,  Pere Lachaise. A sera,  ora,   resto affascinato da tanto e da  un Guercino,  in particolar modo. Apertura straordinaria e un invito personale. torino-8-11-2016-foto-borrelli-romanoLa premiazione “Vista da qui” 20161108_184323 20161108_183547con centinaia di scatti esibiti su pannelli e i vincitori  chiamati sul palco a descrivere il contesto e l’emozione proprio del momento  in cui quello scatto in particolare ha preso fRoma e  ne ha ricevuto questa sera la “menzione” da giurati e giuria popolare. Il tutto dopo il lancio dell’iniziativa “vista da qui”  andato in onda “all’interno della pancia” della Mole Antonelliana lo scorso mese di aprile. Senza scordare poi,  terminata la premiazione,  un’abbuffata di tele fino alle 23.  Felicità  immensa.. .20161108_192756 torino-8-11-2016-foto-borrelli-romano

L’autunno freddo

torino-portici-carta-2016-foto-borrelli-romanoChe strana sensazione “spogliarsi” dell’estate addosso per vestirsi di un maglioncino dai colori autunnali. E’ iniziato l’autunno freddo.  I viali,  divenuti tappeti di foglie gialle si apprestano ad essere  oggetto di ricordi. “Ci saranno ancora ragazzi delle medie scesi per le strade intenti alla raccolta di foglie,  castagne e ricci cittadini? “Per educazione artistica,  si intende. Ammesso esista ancora come disciplina”. I cartocci di caldarroste cominciano a farsi e vendersi. E vedo quel “vapore” e fumo  mischiato a nebbia. Carta di giornale,  cartoccio,  10-15 “gastagne” urla l’omino con la carbonella. Sono “raccolto” e veicolato su di un territorio che cambia spesso colori e infrastrutture ma da sempre è in fondo lo stesso. Ha fatto scuola e la fa ancora. E io la mia. A Porta Nuova continuano ad arrivare treni,  dal Sud: vapore e carbone sono stati soppiantati da Frecce rosse a riposo ma il rosso si è  sbiadito da lunga pezza;  il Lingotto è  un centro commerciale orfano del salone del libro e Palazzo del Lavoro del suo. Che “Nervi”!  Lavoro.  Su via Nizza non transita più il tram,  l’uno,  ma un moderno e “magro” trenino corre sotto la pancia di quello che era “Nizza poste”,  quando si scriveva ancora su carta e non su pc.  L’orarista,  “i brigadieri”,  le sezioni,  ma che fine hanno fatto? Un operaio,   seduto sul marciapiede della via,  tra vetrine ed un capolinea di bus è   in pausa pranzo: reclama ad alta voce il suo  baracchino oggi in mano a bambini per la pausa del loro panino. Un altro operaio reclama il suo lavoro: il Palazzo ne porta il solo nome,  “del lavoro”;   il Lingotto, invece,  nato già  vecchio pensiono’ prima l’operaio e poi il lavoro. Di ottobre si contano i giorni e la storia e le divisioni: di qua gli operai,  di la’ i quadri.  Da li la sconfitta. Di tutti. Alberto Camerini cantava “se il mondo non lo capisci piu'”. Portici di carta si attrezza e offre “migliaia e migliaia” di lame  per abbattere il ghiaccio interiore di ciascuno,  di uno,  nessuno o centomila. E noi uno per “ri-costruire”. Un libro per una blibioteca belle zone terremotate. Il Circolo festeggia il suo compleanno ed io vado in cerca del mio.  Libro. Signore e signori,  buonasera.

Il ’68… a Palazzo Nuovo

torino-palazzo-nuovoUn’inflazione di quotidiani,  tra le mani,  sotto le  braccia,  ad inizio autunno in vista dell’estate della maturita’ 2017. Questo il mio corredo  verso scuola, insieme a libri e agenda,  con gli appuntamenti dei consigli di classe e dipartimenti. La Stampa mi induce al ricordo della colazione dai nonni materni quando durante l’estate la trascorrevo in anticipo sui miei e quando i nonni la sfogliavano a 1200 km da dove si stampava. Ma possibile che mio nonno dovesse comprare La Stampa di Torino abitando nel profondo Sud? Dalle parti di Lecce? Lui la preferiva,  come Enrica,  la signora anziana che invece abitava sotto casa,  che pero’ era torinese e abitando a Torino,  alle 14 scendeva sotto casa per comprare l’edizione pomeridiana: “Stampa Sera”. E io puntualmente scendevo a sfogliare il tutto. Ogni pomeriggio. E ogni pagina,  Enrica mi raccontava pagine di Resistenza,  avendo fatto la partigiana,  qui,  a Torino. E le fabbriche,  il biennio rosso,  il ’68… La Repubblica invece mi ricorda una ragazza che anche lei come la Melloni,  ma poi se e’ la stessa non importa,  aveva una frangetta e un piccolissimo neo e la comprava al sabato,  all’uscita da scuola,  quando al liceo,  il sabato era d’obbligo. Pur non vedendola,  quella casa,  ho introiettato talmente alla perfezione i suoi racconti,  che nella casa di suo nonno è  come ci fossi stato pure io,  a sfogliarlo,  quel giornale,  insieme a lei,  a due passi dal mare. E ogni volta che la compero ritorno alla maturita’. La sua. E alle sue letture,  divenute un pochino anche mie. Giocando a nascondino,  tra una riga e l’altra. Non so perché,   ma i ricordi divengono prepotenti e si affermano tra le aule di Palazzo Nuovo,  all’incrocio tra lettere e filosofia,  all’uscita da un’aula dopo un corso sul ’68. Forse perché  Palazzo Nuovo ha segnato la mia storia,  o forse per lettere,  o filosofia,  o per via di questa Repubblica sotto il braccio. O forse per la fame. Di sapere. E di amore. Per il sapere. Che non abbandona mai.

Lettura a Porto Cesareo

Porto Cesareo, Le.14 8 2016 foto Borrelli RomanoSul lungo mare di Porto Cesareo “allungo” la mia vita sfogliando giornali,  riviste e libri,  ormai da un po’.  Di tempo e giorni (Il Quotidiano,  Il Messaggero,  La Stampa,  Internazionale e Chiara Frugoni.  “Uhhh davvero?” mi dico.   Si. Davvero” mi rispondo. A dire il vero,  per  diletto,  piuttosto che col pensiero dell’allungo vita. Tra le tante cose,  l’interesse al dibattito referendario,  la Costituzione (chissa’ dovro’ leggerla un po’ a scuola), le Olimpiadi ed il suo “medagliere e la storia scritta da Roberto Costantini sul Messaggero. Una tal Anna Bianchi,  romana trentenne,  disillusa dagli uomini,  incontra Marco Rubini,  sposato con Giulia autrice sotto pseudonimo di romanzi d’amore e sesso che hanno come protagonista una ragazza di nome Anna. I racconti “quotidiani”,  ben “fatti”,  interessano. Chissa’ se riusciro’ a saperne qualcosina prima di andar via dal SalentoPorto Cesareo.Le.Foto Romano Borrelli.14 8 2016. Mi piace dove è  ambientata la storia, a Roma,  cosi da immaginare  facilmente la stazione Termini e i suoi varchi di accesso, via Marsala,  Giolitti,  i tram che sferragliano e i bus che svuotano e riempiono la pancia,  il bus 70 diretto verso il Vaticano, le coppie in attesa che arrivi e piazza della Repubblica, la sua fontana,  le banche,  i portici così sabaudo,   le Terme e Santa Maria degli Angeli,  con i lavori stupendi di Michelangelo da lasciare nasi all’insù  e bocche aperte. Mi muovo a mio agio e così farei per il movimento fisico e psicologico dei miei eventuali. Chissa’. Affondo le mani nelle tasche,  alla ricerca di chissa’ quali ricordi e quali scritti. Una penna,  un pezzo di carta,  una mail,  un cerotto. Una ferita da racconto che stenta a rimarginarsi.

Jep Gambardella che passeggia per piazza Navona e dice; “Ho capito una cosa. Che non posso piu’ perdere tempo a fare le cose  che non mi va di fare”. Ora pero’,  via,  e facendo cenno con la mano. e scacciando mosche e pensieri. Mi allineo ai molti,  occhi ancora assonnati,  ovali ben inquadrati,  occhi neri,  azzurri,  capelli biondi,  neri,  castani,  trecce,  treccine, tutti felici e contenti nel pregustare l’oggetto del desiderio. E allora sapete che c’e’? buon pasticciotto a tutti.

Dopo il pasticciotto,  insomma,  un saltino dal ficarolo non me lo leva nessuno. Un po’ per due sane risate e un po’ per osservare da vicino l’effetto che fa una “ficatigna” senza spine.  Ho dieci minuti ancora per il parkimetro e tanta voglia di ridere e gustare… 14 8 2016 foto Borrelli Romano.Porto Cesareo, Le

Seggi chiusi

Torino.foto, Borrelli RomanoSeggi chiusi e urne aperte. Exit poll. Avanti Appendino a Torino e Raggi a Roma, probabile primo  sindaco donna nella storia capitolina. Pd: voto amministrativo o politico?  Lunga e’ la notte dello spoglio.

A mezzanotte e dieci minuti alcuni dati: a Torino 693 sezioni su 900 e rotti, Appendino al 54 per cento, Fassino 45 per cento. A Roma Raggi ormai una certezza.

A Roma Giachetti fa i complimenti alla Raggi. Virginia primo sindaco donna. A 37  anni. Che fa il paio con Torino. Una coppia di donne. Fossero un film: “Arrivederci Roma” e Torino: l’altra faccia della stessa Roma”. E quest’ ultima e’ stata anche una canzone di Venditti.

A mezzanotte e venti Fassino dichiara che il nuovo sindaco di Torino e’ Chiara Appendino. Bruciati oltre dieci punti di vantaggio. Chissa’ che ora non si apra una riflessione sulla bellezza dell’ italicum.

E’ cominciata oggi la lunga corsa  verso elezioni “globali”.

Noi ci si rivede ad ottobre. Per una sana e robusta Cistituzione. Da difendere.

Dopo 23 anni al Comune si cambia.

“Il caso da’ i pensieri e il caso li toglie: non c’e’ nessun’arte  ne’ per conservare ne’ per acquusire”. (Pascal)

Un sogno nel cassetto

20160617_120412Ma cosa sara’ mai questo sogno nel cassetto che tutti noi coltiviamo fin da piccoli?  Ricordo che quando ero ragazzo mia madre mi mandava a comprare una rivista, “Il cassetto della nonna”; poi col tempo, mischiati a baci e carezze le complicita’ di un libro, (ehm, con una ragazza) iniziato e mai terminato, poi altri sogni, di altre, di una,  le sue lettere, classiche o moderne, un manoscritto e tutto condiviso, insieme a baci, carezze, abbracci.  Poi, il mio, mai sopito, un libro da scrivere, poi da terminare e poi concludere e pubblicare, poi Roma, la politica,  il mondo, viaggiare, una laurea, ancora Roma e il Vaticano e infine…insegnare. E poi il mare, un faro… Cosa e’ importante e cosa lo e’ meno? Da dove si e’ partiti e dove giunti? E cosa si e’ visto, come? Con chi? Soli? In compagnia? In classe, con classe, fuori classe? Ma forse non e’ piu’ probabile che quegli stessi interrogativi ci abbiano trasformati e quindi resi migliori come persone? Bhe’, oggi nella quiete e inquieta scuola dalle  classi vuote ne ho chiuso uno, di cassetto, ma non a chiave. Circostanze, visibili e poco visibili, eccellenti e complete biografie inserite in numeri e lettere (sezioni). La chiave del cassetto e della vita non appartiene a nessuno se non a tutt* coloro che ho incontrato in questo bellissimo ma piccolissimo mio primo viaggio che si chiama scuola, mio primo anno di insegnamento. Lascio un paio di cd, “I cento passi”, una chiavetta con “Il ragazzo di via Fani”, “La stanza del figlio”,  e alcuni libri (La storia di Elsa Morante), copie de La Stampa, un editoriale dei lettori, una copia della Costituzione, una riflessione sul mondo dei giovani, come ci vedono, come li vediamo e come si vedono, pratiche di inclusione e cittadinanza…e infine una polaroid 2015/2016.

Dalla scuola, buone vacanze.

Polo del ‘900

3 6 2016.Torino.Polo 900.Borrelli Romano fotoLa meta erano alcune librerie. E cosi e’ stato. Ma a meta’ della meta “un quarto stato delle donne” stava per essere ultimato. Polo 900.Torino.foto Romano Borrelli.3 6 2016E siccome e’ piu’ facile guardare che inventare…mi son fermato e ne ho atteso il termine. Ragazze e ragazzi muniti di pennelli, colori e…tanta voglia di fare bene.Torino c.so Valdocco foto Borrelli Romano

Il Quarto Stato con sole donne che avanzano. Una rappresentazione cominciata ieri, 2 giugno, sotto i portici degli ex Quartieri Militari (San Daniele) di “Juvarriana” memoria e mano. A cavallo tra corso Valdocco e corso Palestro studentesse e studenti del terzo anno del corso di Pittura dell’ Accademia Albertina”rivisirano” il ” Quarto Stato”popolato da sole donne.  E’ bello vederli lavorare proprio dove c’era una scuola professionale, dove le bacheche non erano quelle di facebook ma di vetro dove militanti, appassionati, operai probabilmente del giornale a due passi da qui, esponevano per una lettura attenta e commentata di torinesi e non degli anni ’70-’80. E cosi’leggevano, cosi commentavano e “cosi….ridevano” (chi si ricorda il film? Una visione nel cinema di piazza Sabotino). La storia rappresentata nel quadro che vede protagonisti non solo uomini ma donne. Anzi. Solo donne. Come queste rappresentate in questo Quarto Stato. La rappresentazione di 70 anni di storia a partire dalla conquista del voto.

(Iniziativa Spazio Atelier. L’arte della democrazia).

Buon 1 Maggio 2016

Torino 1 5 2016 foto Borrelli RomanoBuon primo maggio, anche se bagnato. Sotto la pioggia, bloccati, corteo monco, diviso. Qualcuno ha deciso che un pezzo non passa. Siamo fermi. Alcuni distanti da me hanno subito anche “carezze” e attenzioni da non poco. Che dire? Non so proprio…Aspettavo questa giornata dall’anno scorso.Siamo qui. Chi canta “Bella Ciao” e chi “Resistenza”. Mancano le parole per poter scrivere qualcosa. Dopo esser stati fermi per un po’ di tempo (incalcolabile) finalmente un varco si apre e via Roma torna libera. Liberta’ di “camminare” e poterstare nel corteo ripristinata. Avevo voglia di rivedere vecchi compagn* e amic* di lavoro ma parevo impossibilitato a cio’. Anche recuperare via Po o indietreggiare verso piazza Vittorio pareva impossibile. Incontro Juri e Luigi Saragnese e amic* di vecchia data. Scambiamo opinioni. Poi ci perdiamo. Davanti un accenno di “alleggerimento”. Ora tutto riprende come avrebbe dovuto essereTorino. Corteo.1 5 2016 foto Borrelli Romano.20160501_114013. Passano i primi poi i secondi….verso le 12 si raggiunge piazza San Carlo.

 

25 Aprile 2016

25 4 2016 foto Borrelli RomanoAscolto e riascolto la voce di Sandro Pertini, futuro Presidente della Repubblica. Una, due, tre volte, prima di uscire e lasciarmi la porta di casa alle spalle. Giro consueto come ogni 25 aprile presso ogni angolo del centro dove una lapide e un fiore ricordano chi ha sacrificato la propria vita per la liberta’. Ultmato il giro una breve sosta a casa Gramsci. Su una panchina alcuni militanti attendono mezzogiorno dove e’ previsto l’intervento in suo ricordo e un mazzo di fiori a perenne ricordo. “Odio gli indifferenti”. Questo mi sovviene ogni qual volta penso Gramsci. Nel pomeriggio un po’ di jazz con note “pugliesi”. In piazza Castello un mare di gente ondeggiava20160425_181309. Esattamente come il “Nostrum”. La “girandola”…un motivo regalato agli spettatori  da bravissimi musicisti…e gia’ in piazza Castello si sentono gli sciabordii del mare, i profumi del Salento, i colori che sconfinano tra cielo e mare. In via Garibaldi “sold out” in andata e ritorno20160425_181716. Non mi intendo molto di jazz ma riesco a focalizzare il momento esatto in cui mi sono detto che avrei potuto dilettarmi nell’ascolto. L’influsso del mare, la spiaggia,  un cd, libri ovunque nell’abitacolo di un’auto e un infinito amore, anzi, un amore senza fine. Non era autunno, quando la pioggia bagna gli alberi e li denuda anche,  ma primavera quando le ombre si allungano, il gomito luccica e una rotonda si prepara al gran ballo. E un dolce venticello primaverile portava con se nuovi annunci e speranze. Poi, ho cominciato, di tanto in tanto, ad ascoltare jazz, ora un pezzo ora un altro. E a parlarne anche come un intenditore di lunga pezza. E cosi, di tanto in tanto affondo sulla mia poltrona, dopo un buon bagno al profumo di tabacco e talco e mi lascio cullare da quelle note. In serata poi, verso piazza Albarello, punto di incontro per la consueta  fiaccolata del 25 aprile.  Alcuni raccolgono firme per un Referendum altri parlano di quello appena fatto e molti di quello che verra’.Ad ottobre. Insomna una bella giornata. E che Liberazione.