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Ferragosto 2017

Ferragosto: festa dell’estate. Tutto esaurito,  in questa zona della Puglia che si chiama Salento,  “lu sule,  lu mare,  lu jentu”. E lu jentu e’ davvero l’unico padrone in questi ultimi giorni.  Dei rari posti dove era possibile rifornirsi dei quotidiani ne e’ rimasto solo piu’ uno: occorre quindi percorrere  e velocemente,  un km, corteggiare il bacino,  entrare in spiaggia,  raggiungere il parcheggio dove l’uomo col carretto grida giornali.  E sperare che ci siano,  ovviamente. La spiaggia e’ pulita,  ben tenuta,  quella a pagamento,  ovviamente,  anche se noto un signore, che non so se stipendiato o volontario,  raccogliere le poche cartacce o bicchieri in plastica abbandonati da chissa’ chi,  chissà  quando.  Appena mi affaccio sulla spiaggia,  dopo aver scavalcato una delle ultime dunette che resistono,  l’amara sorpresa e’ scoprire che al mattino sono gia’ presenti,  come sempre,  ombrelloni abusivi “segna posto”,  lasciati dalla notte precedente. Probabilmente da chi ha costruito a ridosso delle dune. Che c’erano! E questi ombrelloni e maleducati  non mancano mai,  come i soliti “furbetti” da spiaggia. Resistono giocatori di racchettoni che dispiegano tutta la loro forza nel rilanciare la pallina scambiando quei residui di spiaggia in campi da tennis. E resistono i giocatori di pallone scambiando fazzoletti di sabbia in Stadi Olimpici. Dubito qualcuno abbia avuto coraggio,  voglia e forza di fare il bagno a mezzanotte,  come d’abitudine accade. Il vento dei giorni precedenti ha contribuito ad abbassare  le temperature e penso almeno 10 gradi. Lucifero e’ stato spazzato via con un forte  colpo di tosse dal Maestrale.  Come sempre  il traffico anche quest’anno “imbottiglia” parecchio,  residenti, turisti e provenienti dai “mille” paesini limitrofi. È  una zona questa,  tra le torri,  Lapillo,  Chianca,  Cesarei, che fa fatica ad assorbire così tanta gente e le strade sono davvero lunghi nastri d’asfalto trasformati in colonne di lamiera d’auto. Ai loro interni bimbi festosi,  esaltanti,  palette alla mano. Adulti invece. ..  Il tutto per un posto in spiaggia o scogliera. Sold out. Borsa frigo,  infradito e compagnia!  E’  ferragosto bellezza! Tanti auguri.

Buon ferragosto 2016

15 8 2016 foto Borrelli RomanoDalla tv oramai spenta da ore,  dopo aver visto ed esultato per un ultimo tuffo e con la medaglia di bronzo  al collo di Tania Cagnotto,  spettacolare,  bravissima  e… bellissima (tutti la vorrebbero vicina di casa) si passa ai titoli dei giornali,  prima della pausa di festa. Una serata per altri versi e per molti emozionante,  con la proposta di matrimonio tra  atleti cinesi andata in mondo visione. Chi dice in pasto,  chi che un fatto privato doveva  restare tale,  chi si chiede se a lei sarà   piaciuto e avrà  condiviso,  chi che nel periodo della spettacolrizzazione “a tutti i costi deve per forza di cose esporsi in vetrina” (“è  la vetrinizzazione,  bellezza”) e chi insomma ha sempre da dire e non vive mai  a fondo la magia e la bellezza di un gesto emozionante. Io non ho avuto tempo e non voglio perdermi in dietrologie. Mi è  piaciuto. Punto. De gustibus. Bacino Grande, Le.15 8 2016 foto Birrelli RomanoCosa che non mi piace invece è  la maleducazione gratuita (e qui siamo in Italia,  mare,  piccolissimo pezzo di Salento) di quanti continuano ad occupare,  nonostante i giornali ne parlino quotidianamente,  pezzi di spiaggia libera posizionando ombrelloni,  sedie,  asciugamani,  dalla notte prima o dalle prime luci dell’alba,  abitando nei pressi (questione di centimetri! ) della spiaggia. Per occupare posto e arrivare dopo. Alla faccia di altri.

Negli anni ondate di costruzioni successive hanno contribuito a divorare spiagge e coste e sicuramente ciò  a contribuito a ridurle. E cosi quel tocco di magia che potrebbere essere un surplus per il posto viene a mancare per atteggiamenti,  meglio,  comportamenti non del tutto educati. Piccolezze che diventano grandi perché  infastidiscono alla luce dei continui richiami.  Il profumo è  buono,  l’aria è  salubre,  colori suoni odori non mancano. Il cibo è  buono…. vabbe’.

Cosa che apprezzo è  la natura,  mai avara,  che anche questa mattina ha provveduto a ricolmarmi di doni. Forse potremmo essere un po’ tutti ficaroli. Basta condividere.

Ah,  quest’anno non sono in stazione e racconto da posizione privilegiata. Un augurio a tutt* i lettori del bloga chi ci scriveva su, a chi risponde  e a chi passa da qui per caso. E a tutti gli studenti. E a coloro che sono come Verdone, nel film,   in cerca di viaggio. Buon ferragosto a tutt*.

Lettura a Porto Cesareo

Porto Cesareo, Le.14 8 2016 foto Borrelli RomanoSul lungo mare di Porto Cesareo “allungo” la mia vita sfogliando giornali,  riviste e libri,  ormai da un po’.  Di tempo e giorni (Il Quotidiano,  Il Messaggero,  La Stampa,  Internazionale e Chiara Frugoni.  “Uhhh davvero?” mi dico.   Si. Davvero” mi rispondo. A dire il vero,  per  diletto,  piuttosto che col pensiero dell’allungo vita. Tra le tante cose,  l’interesse al dibattito referendario,  la Costituzione (chissa’ dovro’ leggerla un po’ a scuola), le Olimpiadi ed il suo “medagliere e la storia scritta da Roberto Costantini sul Messaggero. Una tal Anna Bianchi,  romana trentenne,  disillusa dagli uomini,  incontra Marco Rubini,  sposato con Giulia autrice sotto pseudonimo di romanzi d’amore e sesso che hanno come protagonista una ragazza di nome Anna. I racconti “quotidiani”,  ben “fatti”,  interessano. Chissa’ se riusciro’ a saperne qualcosina prima di andar via dal SalentoPorto Cesareo.Le.Foto Romano Borrelli.14 8 2016. Mi piace dove è  ambientata la storia, a Roma,  cosi da immaginare  facilmente la stazione Termini e i suoi varchi di accesso, via Marsala,  Giolitti,  i tram che sferragliano e i bus che svuotano e riempiono la pancia,  il bus 70 diretto verso il Vaticano, le coppie in attesa che arrivi e piazza della Repubblica, la sua fontana,  le banche,  i portici così sabaudo,   le Terme e Santa Maria degli Angeli,  con i lavori stupendi di Michelangelo da lasciare nasi all’insù  e bocche aperte. Mi muovo a mio agio e così farei per il movimento fisico e psicologico dei miei eventuali. Chissa’. Affondo le mani nelle tasche,  alla ricerca di chissa’ quali ricordi e quali scritti. Una penna,  un pezzo di carta,  una mail,  un cerotto. Una ferita da racconto che stenta a rimarginarsi.

Jep Gambardella che passeggia per piazza Navona e dice; “Ho capito una cosa. Che non posso piu’ perdere tempo a fare le cose  che non mi va di fare”. Ora pero’,  via,  e facendo cenno con la mano. e scacciando mosche e pensieri. Mi allineo ai molti,  occhi ancora assonnati,  ovali ben inquadrati,  occhi neri,  azzurri,  capelli biondi,  neri,  castani,  trecce,  treccine, tutti felici e contenti nel pregustare l’oggetto del desiderio. E allora sapete che c’e’? buon pasticciotto a tutti.

Dopo il pasticciotto,  insomma,  un saltino dal ficarolo non me lo leva nessuno. Un po’ per due sane risate e un po’ per osservare da vicino l’effetto che fa una “ficatigna” senza spine.  Ho dieci minuti ancora per il parkimetro e tanta voglia di ridere e gustare… 14 8 2016 foto Borrelli Romano.Porto Cesareo, Le

San Lorenzo: 10. 8. 2016

Porto Cesareo,Le.10 8 2016 foto Romano BorrelliSan Lorenzo. Aspettando le stelle e la loro conta. Leggendo. Che è   provato,  statisticamente,  che chi legge ha una vita piu’ lunga. Non importa cosa. Certo non il biglietto del tram o dello scontrino della spesa. Libri e giornali e riviste intendeva la ricerca e così ribadisco e chiarisco. Mi fa piacere  pensare che da sempre faccio incetta di giornali del luogo in cui mi trovo . Ho cosi “scoperto” che questa azione quotidiana tanto semplice quanto utile  mi allunga la vita la loro lettura  e me la sono allungata e guadagnata. Come accadeva “per una telefonata”: vi ricordate la pubblicità della Telecom,  mentre tutto era pronto per una esecuzione arrivava una telefonata interminabile? Ma qualcuno ricorda anche le telefonate urbane e interrurbane?  Ma pensiamo all’oggi,  10 agosto,  festa di san Lorenzo. Chi era. Fu uno dei sette diaconi di Roma,  martirizzato nel 258 durante le persecuzioni volute dall’Imperatore Valeriano nel 257.  d. C. La Chiesa cattolica lo venera come santo.  Allora,  questa sera,  occhi su, sedia a sdraio,  insetticida o autan per eventuali zanzare, acqua o bibita,  popcorn,  rustico,  calzone e… “santa” pazienza. A Gallipoli si possono contare le stelle al castello. Io preferisco in piazza,  quella di Santa Maria Di Leuca,  sotto il faro che produce luce e aiuta la riflessione. Ottimi sono anche i giardini ed i cortili. Anche la piazza del paese,  con le nuove sedie installate da poco tempo. Bellissime le promesse e gli auspici nel momento in cui si avvistato. “Conservo ancora da qualche parte dei documenti,  lettere e testamenti…  “… appunti vari di dedideri espressi. Ovviamente,  desueti. Da queste parti i cortili sono davvero  tanti e cosi le masserie. Saranno multisala all’aperto,  aspettando San Lorenzo. Un film romantico chesi ripete da anni. In spiaggia non mancheranno scambi di piatti tipici,  falò  e bagni di mezzanotte,  aspettando l’alba. Facendo incetta di odori,  suoni, gusti,  colori,  azzurro,  giallo,  verde. Intanto questi colori li intercetto ora,  a Porto Cesareo, Le.10 8 1016 foto Borrelli RomanoPorto Cesareo,  metà  mattinata. L’azzurro come il cielo e il mare,  il verde come molti tratti di mare che sconfinano verso l’isolotto 20160810_083928e il giallo sole. Proprio come questo. Porto Cesareo, Le.10 8 2016 foto Borrelli Romano Il ficarolo ha aggiunto un nuovo prodotto alla sua “bancarella”ambulante: “la ficatigna senza spine”. Presumibilmente sara’ ancora più… dolce. E’bellissimo divenuto un personaggio,  questo  ficarolo che ci concede molte occasioni per ritrovare il buon umore e la sana  risata. Ficarolo mai volgare.

frisella leccese.10 8 2016 foto Romano BorrelliPs. Qui,  ottimo pasticciotto,  ma davvero “ecstra” e “rubo” l’idea al ficarolo,  a 1. 20.

Alle 20. 00 sulla spiaggia stazionavano in tantissimi,  sprovvisti dell’idea di far ritorno a casa. Anzi,  la casa,  stanotte e’ una tenda,  per la visione della caduta delle stelle.  Ed esprimere un desiderio. In prima fila.  Intanto,  nel frattempo,  chi comincia a scambiare i piatti e chi condisce la “frisedda”,  piatto semplice e tradizionale. Frisella,  bagnata appena,  per ammorbidirla,  pomodoro,  olio,  sale e origano La cena è  servirà. Aspettando le stelle. Sarà  una gara,  a chi ne a vista di più. E se nel corso dei mesi tutto dovesse essere positivo sarà  proprio merito di questa notte. E di una stella avvistata.

Buona visione.

8 agosto 2016

Bacino Grande, Le.8 8 2016 foto Borrelli RomanoLungo la statale che congiunge L. con L. il grande macchinario che produce energia a buon mercato sfruttando il vento dei due mari,  l’Adriatico e lo Jonio,  allunga in continuazione le sue tre lunghe braccia e mani. Sembra chiedere aiuto,  o pare in  lotta da sempre contro qualcosa. Braccia forti,  potenti,  muscolose,  d’acciaio. La sua presenza si segnala da una decina di km dal mare in questa via che rasenta la francigena,  che non si ferma a Brindisi,  ma continua. Piu’ in giu’. Una luce intermittente,  rossa, è posta alla sommità  del suo corpo d’acciaio;  una massa d’acciaio che si protende verso il cielo per una quindicina di metri e che  lo fa somigliare ad un Polifemo bonario dei tempi moderni. Produce energia. Chissà  per chi. E’ un ventilatore per “cristiane e cristiani”e non solo. Allargano le loro braccia ulivi e vitigni di qualunque specie quasi a ringraziarlo  di quel fresco ricevuto gratis e il continuo roteare silenzioso delle sue braccia ha l’effetto aggiuntivo di tenere lontane mosche e zanzare.  Poche auto verso il mare,  oggi:  le condizioni atmosferiche non sono delle migliori mentre il mare si che lo è,  eccome. Colori cristallini, come non mai. Esauriti i dieci km di questo nastro d’asfalto che congiunge L. a Porto Cesareo  deposito la macchina in garage e mi addentro per un po’ verso l’interno,  affondando i piedi in una terra resa appena morbida dalle recenti piogge. Solo qualche passo tra mare e collina per una panoramica veloce.  Bacino Grande, Le.8 8 2016 fito Borrelli RomanoUna casa d’altri tempi compare agli occhi solo in queste occasioni: andare a zonzo a casaccio.  E’ bassa e piccolissima rifugio negli anni per chissà  quanti e quanto. “Cade la terra” scriverebbe una “abbandonologa” e bravissima scrittrice,  Carmen Pellegrino. Mi avvicino e sento risuonare le voci di qualche madre intenta a richiamare una decina di figli che da queste parti hanno nomi usuali e che si ripropongono con il passare del tempo: Uccio, Pippi, Ciccillo, Mino, Mimino, Nino,  Ernesto,  Enrico,   Giuanni,  Nino,  Mela,  Maria,  Marina,  Nina, Tina, Lea,  Alba,  ‘Ntunietta… divenuti col passare del tempo,  “nunna,  nunno,  Tata… “Provo ad entrare. È  minuscola e mi domando davvero come abbiano fatto a starci qui dentro e giocare,  dormire,  mangiare e magari farci l’amore. Intanto sento profumo di parmigiana,  pasta al forno,  pitta, purpette e pittule… Sara’ che è  ora di pranzo…e le cose che si sentono sono molte.

ps: Un ricordo ai caduti di Marcinelle,  l’8 agosto del 1956. Quando in questa terra rossa si coltivavano pomodori e si raccoglievano olive e uva buone per l’olio e il vino. Quando la si lavorava e parecchio. Poi cominciarono a mancare i pomodori e si comincio’ a costruire fino quasi a ridosso del mare e il lavoro continuava a mancare. Esattamente come allora. Forti di una Costituzione dove “l’Italia è  una Repubblica democratica fondata sul lavoro” ma quel lavoro fu possibile solo in seguito ad un accordo col Belgio: tot carbone per tot lavoratori,  sradicati dalla loro terra. Tot carbone ma non “tot diritti”. Poi successe la tragedia di Marcinelle…

Salento: ciao mare

Salento, Le.Porto Cesareo.foto Borrelli RomanoL’estate non ha ombre. A parte questeS.Pancrazio S.no Br.foto Borrelli Romano.6 8 2016. Mi piace scrutare oltre i fichi d’india e i loro colori e vedere quelli del mare,  così cangianti,  al confine tra blu e verde. E sentire “lu rusciu te lu mare”. Mi piace il ficoSalento, Le.foto Borrelli Romano.6 ag 2016 (o la “fica” come si chiama quaggiu,  pensando così a tutti i “ficaroli”) declinato nelle  sue “scritture”. Dolce,  con le sue foglie ed il suo latte cosi urticanti. Salento.Le.6 8 2016 foto Borrelli Romano. Mi piace questo odore del legno,  intriso di sabbia e umidità che converge ad imbuto e diviene passerella verso il mare,  palco del miglior teatro mondiale,  dove si balla,  si canta,  si giocaBacino Grande, Le.foto Borrelli Romano.ag.2016Mi piace immaginare  l’amore che evocano due ulivi Salento, Le.6 8 2016 foto Borrelli Romanoche continuano da anni a scambiarsi amore. Abbracciandosi. E noi,  stupiti,  a guardarli. Invidiandoli un po’.

Ps. A dire il vero,  le ombre dal settentrione lentamente si sono allungate e distese,  lungo la vastità  dei corpi esposti al sole in questa vetrinizzazione estiva,  in spiagfe dai nomi belli,  e bacini altrettanto graziosi. Già  perché  il sole filtra le nuvole  ugualmente come l’odore delle creme solari che si spargono nell’ambiente e dai rumori dei colpi dei nipoti dei tamburelli diventati col tempo “racchettoni millennial”.  Ambulanti sostano per cercare il giusto riposo ed esporre la propria mercanzia sulla sabbia e sotto il sole,  coperto. Cocco bello continua imperterrito a svolgere il suo mestiere, tempo determinato,  due mesi,  mai usurato,  rispondendo a chiamata dei vacanzieri,   mentre i vecchi e cari “geleeeti” pare siano stati collocati a riposo o auto-pensionati. Chissa’. Non dovendo ricercare un posto ombra,  grazie a questo cielo che sa sempre come fare,  sfoglio i miei cari “quotidiani” di oggi e di ieri,  provando a pensare,  tra un articolo e l’altro,  come possa essere vista la spiaggia e la terra rossa dal mare,  oggi, e i domani in inseguimenti continui  dall’alba  al tramonto.

 

 

Lecce, ciao

Lecce ag 2016 foto Borrelli RomanoIntorno alle 19 l’esercito dei trolley o vacanzieri tira un sospiro di sollievo: il viaggio è  terminato. Fortunatamente,  questo giro,  è  stato più  breve,  e lungo ugualmente.  Chi cerca parenti, chi abbraccia e non si stacca,  chi un taxi,  chi… Sud est salento.ag 2016 foto Borrelli Romanola Sud est per le mete gettonate,  la città  bella,  Otranto,  Gagliano… e chi altro. Il Salento e’ molto esteso. A me,  piace.

Bacino Grande, Le.foto Borrelli Romano.ag 2016Naturalmente,  un bagno al tramonto,  ci sta.

Senigallia-Ancona

Senigallia.agosto 2016 foto Borrelli RomanoE’ certamente una situazione coinvolgente emotivamente risvegliarsi col sole che filtra attraverso le fessure delle finestre lasciate leggermente distese ma non aperte. Il vento smuove lentamente le tende e se ne sente il fruscio un po’ come quegli abiti succinti di certe donne,  la sera,  col vento contro. La chiave,  adagiata la sera prima sul comodino che affonda  in tutte le cose alla rinfusa, messe a riposo. “Devo mettere ordine in tutta questa confusione,  ma sono già  le 8,  devo fare colazione. Per  sistemare il tutto,  ho tempo dopo. Ora le idee si moltiplicano”. E così pensando faccio gracchiare anche la mia tv. Appena apro la porta e un treno ad alta velocità  sembra entrare in stanza. Ad affacciarsi lungo il corridoio,  da alcune stanze provengono rumori di tv che gracchiano notizie del giorno mentre in altre ancora docce che lasciano correre acqua. Chi corre invece,  è  li fuori,  tra mare e stabilimenti e qualche palma. Dopo aver chiuso  la porta della stanza numero.. alla perfezione e aver fatto  una rampa di scale i 5 sensi si attivano.Senigallia h.hamburg foto Borrelli RomanoHotel Hamburg Senigallia foto Borrelli Romano.3 8 La colazione e’ gia’ pronta. Basta solo scegliere. Cosa e dove: fuori? Dentro?  Operazione non semplice,  a onor del vero. Fuori. Mare. Sabbia. Panorama. Un pensiero a oggi,  con lo sguardo a ieri e domani. Orizzonte che si apre e fantadie da concretizzare e dar corpo. Conchiglie.  Mare. Navigare. Viaggiare. Fantasia,  virtuale. Reale. Cappuccino,  brioches,  dolci,  vaschette di miele. Miele. “Dove è  il miele? ” Terminata colazione 4 passi e piu’. Senigallia, ag 2016 foto Romano BorrelliLa rotonda, la data,  mese e anno,  un po’ di metri,  il fiume,   il faro. Faro Senigallia.foto Borrelli RomanoMi piace. “Si,  gia’ scritto… Frenesia,  caratteristica estiva,  forse apparente. Chi corre,  Chi pedala,  Chi ginnastica in mare. La calca anche sul marciapiede. E’ ancora presto. Mi piace l’ombra e la “piazza” che crea,  dove,  raccolti a gruppettini,  scambiano parole e organizzano la giornata giovani e anziani. Senigallia,3 8 2016 Borrelli Romano fotoUno parla gli altri ascoltano. Uno parla,  gli altri ridono. Un gatto sembra osservarli,  ma oltre e’ in sosta un furgone. Da buon felino  ha sentito l’odore del pesce: un uomo scarica dal furgoncino bianco alcune casse di polistirolo,  al cui interno sono adagiate varie specialita  di pesce. È  Tutto contenuto in questo ultimo lembo o lingua di terra,  prima del mare,  prima che il fiume si faccia abbracciare. Attendo ancora un attimo e guardo l’orologio. E’ ora. Rientro. Hotel,  ordine,  zaino,  verifica,  chiave,  documento. Tutte operazioni al contrario di quando si giunge. Ancora: viale,  stazione,  treno. Salgo.Foto Borrelli Romano.Senigallia, An.3 8 2016 Poche fermate. Ancona. Oltre il Porto mi manca Colle Fiasco,  ove e’ posizionata la Cattedrale Metropolitana della Diocesi di Ancona-Osimo. Una costruzione in stile romanico che si fonde con quello bizantino. Siamo intorno all’anno mille. È  stupendo anche se giungere fino qui è  stato molto faticoso. Ma è  un bellissimo panorama: il Porto,  le colline che si perdono,  l’autostrada,  Ancona vecchia,  i resti del foro romano…

Era da tanto che desideravo scardinare fino qui. Mi affascinata sempre ogni qual volta la osservavo,  vuoi dal Porto, posto che adoro da sempre,  sia giungendo in treno,  dal Sud,  dopo una lunghissima galleria. Mi pareva irraggiungibile e invece,  eccola qua. Mi sembra di aver piantato una bandierina. Mi sembra di vedere Nanni Moretti correre,  al porto,  nell’atto di girare il film. Era il desiderio,  la curiosità : accontentate. Per le foto bisognerà  aspettare… ho usato la classica macchinetta fotografica digitale.

Lecce

20160628_105548La macchina sfreccia sulla statale per Lecce mentre costeggia auto ferme e cofani aperti: angurie a 50 centesimi, pesche 1,20 o “a padella”: “che sara’ mai ‘sta vendita a padella?”. Bho? Cartelli con su affittasi e “culummi” a un euro.  Manca pochissimo alla partenza programmata, ore 10.55 e il rischio di perdere il treno e’forte e  fondato. Sulle terrazze di Lecce sventolano bandiere italiane aumentate di colpo in vendita ed esposizione dopo la vittoria sui campioni d’Europa: Italia 2 – Spagna 0. Certo ne mancano due del 2012 ma fa nulla. Le bandiere nella tela hanno cotone e pelle un po’ salentine grazie a Conte e giocatori vari. E questo si sa, e’ “un amore cosi grande”. Terrazze: lunghi pezzi di legno a “v” sorreggono panni stesi ad asciugare su di un filo. Costumi di ogni tipo belli a vedersi sottolineano l’inizio di una nuova stagione estiva. Dal finestrino della macchina entra il profumo di caffe’ e pregusto la delusione che a questo giro non ci sara’ pasticciotto per me. Due filobus davanti, incolonnati in un traffico inconsueto composto (o scomposto) apposta per farmi perdere il treno. Scatta il verde, i filobus  incolonnati girano sulla destra, e noi pure, dietro; una specie di rotatoria, i taxi e la scritta blu notte Lecce in lontananza, al fondo del viale alberato. Controllo l’ora sul cellulare. Due minuti alla partenza. La stazione ora  la vedo nitida. Scendo dall’auto, imbocco il sottopasso, svelto, corro, scendo, mezza rampa, salgo, mezza rampa, la banchina, il binario, il due, la carrozza, due, il posto, uno, la lettera, d, salgo, il fischio, il treno parte. Tempo zero. Mi siedo. Frecciabianca e il benvenuto. Vorrei parlare con qualcuno ma alle partenze non c’e’ mai nessuno, un po’ come le Chiese, chiuse, quando ti vuoi confessare. E poi anche trovassi qualcuno o qualcuna con con cui scambiare due parole, queste dovrei pur alleggerirle, renderle piu’ snelle. Depurarle o renderle piu’ dolci per non dar loro effetto fastidioso, noioso, nostalgico. Solo tre pensieri, a mio padre, le sue rughe, disciplinate, sciolte, ora, dalla gioia nell’esserci rivisti, e mia madre, occhi scuri sempre indagatori nel chiedere “serve nienzi?” come se gli anni non ci fossero mai calati addosso, e ancora all’oscillare delle onde 20160627_101430sulla spiaggia che tra una conchiglia e l’altra hanno cullato dolcemente i piedi, cosi, per paura che anche loro potessero esprimere pensieri profondi tali da disturbarli. No, nulla di tutto questo. Le onde solleticavano e io galleggiavo mentre il sole ha provveduto al resto: assorbire. Il resto-resto, in un atto di grande generosita’ se lo e’ tenuto. Tutto qui e’ “ecstra”. Il terzo a…Pippi che ho rivisto con piacere e grande affetto. Sciupato, asciutto, ma sempre “ecstra” nel cuore. Qualita’ che quaggiu’ e’

ecstra in tutti. Ah, dimenticavo: la fantasia ha continuamente pettinato i miei pensieri soprattutto nel corso dell’ultimo giorno, tramonto e sera. Una fantasia nelnon rientrare, che ha immobilizzato e imbavagliato il tempo nel suo alternarsi mare, spiaggia, tramonto, alba.

E allora, alla prossima. Cioe’, a presto.

Salento…Ecstra

Porto Cesareo, Le.27 6 2016 foto Romano BorrelliQui in Salento e’ tutto very ecstra. E cosi non c’e’ Freccia che tenga: si parte. In treno o bla bla non importa. L’importante e’ partire. Sfidando il sold out. Ormai il Salento e’ un must. Gelsi, fichi, origano, tutto ecstra. Dentro il furgoncino c’e’ un poema che racconta ogni prodotto di questa bellissima e ricca terra. Fuori dal furgoncino, il Paradiso. A luci del giorno spente pulsa vita. E’ piu’ facile osservare che inventare sosteneva qualcuno di cui non ricordo il nome.  Ma scrivere dopo aver visto questa terra non ha prezzo. Mi piace osservare il mare, oltre, affidare pensieri alle onde che si infrangono, si  accostano ai miei piedi, li scartano per paura di far male a quelli appena raccolti, cullati, e trasportati altrove, chissa’ dove, meglio, dove il cuore desidera. Mi piace salire sulla terrazza e notare in lontananza come contadini, pescatori, saggi in attesa dei figli stabilitisi al Nord ripuliscono dentro le case  il 2015 per far posto al 2016. Mi piace osservare le “cicatrici” tra una chianca e l’altra. Strisce di catrame  pronte a suturare pezzi di storia passata. Sentieri millimetrici. “Beato l’uomo che ha sentieri nel cuore” (Salmo 84,6). Scritture che si fanno viaggio. Quali? Queste?Quelle? Quelle sacre?  Viaggio. Muretti imbiancati e disinfettati pronti per i pomodori,  i fichi e gli amori che verranno.  E allora, che fate? Organizzatevi e venite. Viaggiate. Il Salento vi aspetta.Torre Lapillo, Le. 27 6 2016.foto Romano Borrelli