Tutti gli articoli di Romano Borrelli

Dottore in Scienze Politiche e dottore in ISSR polo-teologico piemontese, Teologia (laurea ISSR Polo Teologia Torino).

“Pesca” grande lungo la Dora

“Pesca” grande lungo il fiume

Tempo di “pesca” dal letto del fiume Dora, nei pressi di quel che un tempo era una ex industria. Un uomo, legato con corde guada il letto del fiume e recupera bici, carcasse di bici, monopattini, e le allunga a due suoi colleghi che lo tengono con le funi al di sopra della cinta in cemento. Operazione complessa, faticosa, sotto lo sguardo attento di gente che corre, passeggia con i cani. Mi domando come abbiano fatto ad arrivare anche i carrelli della spesa adagiati al centro del fiume quasi a formare un’isoletta. Mi domando quanto siano incivili e imbecilli coloro che hanno gettato nel fiume tutto quell’ arsenale e mi domando come mai ci si sia ridotti alla vigilia del ballottaggio per l’elezione del sindaco per pulire il letto del fiume. Non era proprio possibile stabilire regole più stringenti per bici, monopattini, muniti di targa, assicurazione e così via? Dal mio punto di vista occorre farlo, è presto. Essere maggiorenne, assicurazione, casco e tracciabilità di chi usa questi mezzi. Semplice no? Eppure, come diceva piu di uno, siamo proprio professionisti nella complicaziine degli affari semplici.

29 Settembre

Ad ogni 29 settembre morettianamente parlando e riflettendoci un pochino, mi chiedo se seduto in quel caffè sia più da Vandelli o più da Battisti. In ogni caso l’originalità e timbro sono di Mogol. Una bella canzone che a mo’ di cronaca ,il 30 settembre riporta quanto successo il 29. Che era successo in quel caffè dove lui non pensava a lei? Un caffè ristretto, probabilmente, o lungo un giorno inteto, vertigini e giramenti di testa, e 2 amori probabilmente ristretti anche loro. O uno solo. Un ultimo bacio? Uno solo? La storia di Carlo e Giulia anni prima? O quella di Carlo e Francesca? Chissà…storie di 29 settembre che non passano di moda.

A scuola

Ritorno a scuola

La scuola è ripartita. Le campanella, son tornare a suonare e 4 milioni di studenti, pur nel rispetto delle norme anti-covid, sono tornati sui banchi. Come? Un pochino spaesati, come fuori posto, ma forse solo un’impressione del primo giorno. Da domani, vedremo. Molto felici nell’aver ritrovato le vecchie amicizie e felici nel farne di nuove. E allora non resta che augurare a tutti un buon anno scolastico.

Fine agosto

Il limite estremo di agosto non solo segna definitivamente il periodo di vacanza ma segnala la ripresa delle attività scolastiche: la ripartenza, lo start, il verde, il lasciapassare. Il collegii docenti è il “parto” del nuivo anno scolastico, con tanti punti all’ordine del giirno. Poi, al termine, le riparazioni “sartoriali” per i giudizi sospesi e anbessi scrutini. Speriamo davvero in un ritorno alla normalità e “socialita” e pensionare ldefinitivamente la dad. Come contorno i preventivi per le spese scolastiche, il corredo di ogni studente, necessario per l’anno scolastico. Niente da dire, un bel o brutto, salasso. Poi, al via tutti, , il 13, in presenza.

Intanto, a Torino, sul monumento di piazza Statuto, una cascata di margherite rende l’ambiente molto floreale.

Ciao ciao Salento. A presto

Archiviate le letture delle vacanze, pagine e libri rimandati da sempre e riposti nello zaino, imbarcati con me in aereo, nel giro di poco, al termine del viaggio, ci si rende conto di non aver avuto tempo, spazio neanche per la malinconia, nostalgia, tristezza. In aereo si sa, tutto è veloce che non ci si rende conto di aver abbandonato la propria terra e aver riscritto e interpretato in maniera personale una delle pagine più belle di Manzoni, “Addio monti”. In treno si resta incollati al finestrino del corridoio e pare di conoscere a fondo ciascuna casa, albero, appezzamento di terra che si lascia alle spalle al nostro passaggio. Il tempo impiegato per coprire km è lungo e così abitudini e storie che si danno il cambio dalle porte e finestre delle case che “volano” via lo fanno in maniera più lenta. In aereo viceversa resti incollato al tuo posto, e dall’alto riesce davvero difficile comprendere quale paese si nasconde sotto “la pancia”. In aeroporto, a Brindisi, ho colto effettivamente quanta gente fosse presente in Salento, pronta a disperdersi nel giro di poco, nel resto d’Italia. Nel giro di un paio d’ore si conclude il viaggio, il tempo di raccogliete le proprie cose, coi libri, ovviamente, recuperate la fermata del bus e …a casa. Restano altri libri da leggere e fra questi, “La custode del silenzio”. Lo comincerò presto. Promesso. Il tempo di didicare un pensiero alle vittime del terremoto del 2016. 5 anni, sembra una eternità.

17 agosto 2021

Il caldo torrido abbraccia tutti, nessuno escluso, in questa estate dai “fronti caldi”, in tutti i sensi, non ultimo quello afghano.” Lucifero”, afa, incendi, e noi sospesi, tra ” ma mi si nota di piu se la mascherina la tolgo o la tengo?” O…..continuo a tenerlacome mentoniera o legata al braccio come una fadcia da capitano? È l’estate da “esibizione”, ma non dei mollettoni in testa,a delfino, ma del “green pass”come fosse un lasciapassare liberatorio, una bandiera da sventolare ad ogni occasione. La temperatura è alta, sostenuta e così l’umidità e quel senso di appiccicoso che pare tanto “sto a fa la colla”, in un ciondolare pomeridiano e notturno del non saper che fare per l’impossibilità a dormire. Sfoglio pagine di quotidiani, dalla tragedia afghana, al lascito di Gino Strada e dei suoi tratti umani. Sfoglio le notizie riguardanti gli affitti, da queste parti, davvero alle stelle, con un mercato immobiliare che tira. Faccio riflessioni, personali, su questo tema, che non ho intenzione di condividere. Leggo da qualche parte che lo Stato tra contributi e imposte incamera 800 miliardi di euro. Possibile? E se si riuscisse a far emergere il nero avremmo ancora bisogno dei 200 del pnrr spalmati nella bellezza di alcuni anni? Davvero avremmo bisogno di quella somma? E dei balletti politici su chi ha portato cosa e punti e progetti e promesse credibili o meno? Forse no, e forse non avremmo buche stradali, avremmo acqua e fontanelle lungo le strade e sulle spiagge rimaste libere, quel poco rimasto, avremmo più spiaggia libera, meno abusivismo, meno sanatorie…..ah già, avevo espresso l’intenzionedi non parlarene, scriverne. Così sarà. Oggi è il giorno successivo a San Rocco, e da queste parti, un tempo e fino a prima del covid era tutto un brulicare di feste, profumi, saperi, sapori. Si cominciava veramente dal 14 agosto, facendo tappa, almeno cosi ricordo, da piccolo, a Otranto, presso la Cattedrale, presso i Martiri di Otranto del 1480 circa. Che bella la cattedrale coi suoi mosaici, a terra, cosi diversi da quelli di Ravenna. Che bello era quando c’era e si partiva il caldo ma non era Lucifero o Caligola o…e non c’erano i climatizzatori ma si macinavano km in auto dalle lamiereroventi e in abitacoli caldissimi. Ogni paese una festa, una sagra, la pizzica che faceva ballare e saltare, almeno qualche notte. Che caldo, ieri come oggi.

Buon ferragosto 2021

“Lucufero si aggira per l’Italia”, o meglio , gran parte dello stivale sotto le sue grinfie. Acqua, fontane, mare, punti verdi, montagne, persino centri commerciali le mete più battute e ricercate in questi giorni dai tanti,molti,soffocati dalla canicola agostana. Anche da dove scrivo, in questo momento, (Zona delSalento), calore, afa, caldo percepito, umidità sono ai massimi livelli, e anche la notte, dormire o cercare di farlo, rappresenta una vera fatica tanto quanto lavorare. No, non è una esagerazione, davvero difficile là dove si è sprovvisti di condiziknatore. Anche qui, da queste parti, in alcune zone, ci fosse un mercato nero dell’acqua o del ghiaccio i prezzi salirebbero alle stelle, come a mio modo di vedere lo sono già, alle stelle, e non da quest’anno, il mercato degli ombrelloni e sdraio negli stabilimenti balneari. Prezzi da capogiro cosi come il mercato delle case e affitti. Merito del mare? Forse . Demerito delle persone e dell’egoismo? Più probabile. Come che sia questo ferragosto è un pochino più vuoto per la recente scomparsa del medico di Emergency, Gino Strada. Un vuoto grande, incolmabile, per il suo grande impegno umano, professionale, contro la guerra e sempre in prima linea al fianco degli ultimi. Ricordo le grandi manifestazioni dei primi anni 2000, la bandiera della pace e le magliette blu con la E di Emergency rosso. Ne possiedo gelosamente una, a casa, dono a cui tengo molto. E per concludere, come sempre, mi mancherà il Buongiorno e l’editoriale di Sandro Curzi, su Liberazione. Lo immagino, recarsi in via del Policlinco, a Roma (dove era la redazione), sistemarsi nell’ufficio, pensare all’Italia e non solo, degli ultimi, mettersi li, al suo posto, e scrivere a loro, per loro, il suo editoriale, il suo augurio un buon ferragosto.

Roma, a zonzo per..

Lasciata alle spalle Roma e le vacanze romane non posso fare a meno di ricordare alcune puntate di luoghi già conosciuti ed altri a me nuovi.

Tra i primi annovero Castel S. Angelo, così maestoso, affascinante e ricco di storia, partendo dall’Imperatore Adriano fino alla sequenza dei Papi Rinascimentali, che in un modo o nell’altro lo frequentarono, abitarono, abbellirono. Ciò che più mi fa sorridere di più è il Passetto, luogo che unisce il Castello a San Pietro, utilizzato dai Pontefici come via di fuga nei momenti più critici e di pericolo. Ho provato a chiedere se percorribile, in gruppo, come visita guidata, ma purtroppo non è possibile. Per il resto una guida del comune, la presente è stata davvero paziente e professionale, dandomi la possibilità, con le sue spiegazioni, esaurienti, approfondite, chiare, di poter comprendere alcune cose a me sconosciute. Bravissima. Molto bello il passaggio a metà del castello, da dove è possibile ammirare buona parte di Roma cosi come sul terrazzo superiore, da dove una volta giunti, facile è riconoscere il Quirinale, l’Altare della Patria, la Farnesina, Monte Mario, il gazometro, la zona delle torri e molto altro ancora. A parte il caldo un venticello rende gradevole l’attesa qui sopra, la “stessa aria” che mi porterà a visitare altro luogo dove spiro’ altro vento che generò quello del’68 e la contestazione: Valle Giulia, raggiungibile con il tram numero 3. Ed è quello che ho fatto una volta lasciata alle spalle la visita al castello.

In serata, in tema di storia, non potevo certo farmi mancare la visita al liceo Giulio Cesare, cantato da Venditti.

Musei Vaticani

Questa volta ci sono arrivato con la prenotazione in mano, stampata, pagata su internet ed il”pass” in mano. Dove? Ai Musei Vaticani. Ogni volta che entro nei Musei Vaticani inizio il mio percorso dalla Pinacoteca, per fiondarmi verso i capolavori di Giotto, Raffaello, Caravaggio. La Trasfigurazione di Raffaello poi è un capolavoro che mi entusiasma. Il pensiero che questa tavola venne messa ai piedi del letto del “maestro” in punto di morte Qui passo gran parte del tempo, a focalizzare l’attenzione sul gioco di luci, il bambino “ossesso” (o epilettico, o estasiato), dopo tutti i libri letti l’anno scorso per i 500 anni dalla morte (1520) e la grande mostra allestita alle scuderie vaticane. Povero Raffaello, non meritava proprio (Come noi) la pandemia e il tutto in suo prestigio, fama, passati sotto tono. La Trasfigurazione e gli Arazzi sono davvero dei capolavori. Certo, poi, La Scuola di Atene, La disputa del Sacramento e L’incendio del Borgo sono sullo stesso livello e gia solo per questi calolavori, il museo,merita la visita. Unica nota dolente, non son riuscito a rivisitare La stanza del Borgia con gli affreschi del Pinturicchio. Sarà per la prossima volta.

“Ultimo bacio”

A Roma, a volte, certi luoghi li riscopri così, per caso, magari arrivandoci perché ci dovevi passare proprio da li, per giungere ad una meta prestabilita oppure perché cerchi un aiutino in rete e si viene a conoscenza che quella zona è stata un set cinematografico. O per più di un set. Altre volte poi, restano impressi, quei luoghi, perché affiorano ricordi che segneranno un rito, un passaggio, un prima e un dopo, la libertà come era prima e come abbiamo avuto modo di conoscerla poi. Per esempio, dell’Aventino ricordo la vigilia del lockdown, una passeggiata, fine febbraio, e fra centinaia di persone, in giro per la città eterna, delle voci, fra la massa, si levano, “prof prof”, studenti a Roma durante le vacanze di Carnevale. Nessuno poteva essere a conoscenza che quelli sarebbero stati gli ultimi spicchi di una libertà poi limitata e soggetta a restrizioni. Insomma, ero, eravamo, appena in tempo per rientrare s casa. Il lockdown ci avrebbe segnato per molto e impedito i nostri movimenti e visite per molto tempo.

Scopro così di essere “comparsa”, o volendo, protagonista solitario, venti anni dopo, di un “Ultimo bacio”, giungendo sull’ Aventino dopo esser sceso con la metro al Circo Massimo per una visita a tre Basiliche importantissime e già visitare altre volte. E così, scopro che potrei esser Carlo al lavoro, o che incontra, per caso, Francesca all’uscita di scuola. Complice il caldo, gira di qia per seguire l’ombra che offre riparo in una Roma dove il caldo spacca anche le pietre, e scendi di la, si giunge in Largo Arrigo VII, luogo di riprese del film citato. Esattamente nel cuore, anni dopo, della “Grande Bellezza”, un Oscar.

Dalla visita a Valle Giulia, invece, ritornerò sul “set” come comparsa ….ma di questo racconterò poi.