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Notte prima degli esami

E così siamo giunti, in un modo o nell’altro, al ritmo del suono di una fisarmonica (apri, chiudi, apri,la scuola) al tempo della vendemmia della divina cultura. Pensiero che il candidato si sforzera’ di spremere, nozioni, concetti, impressioni collegando il tutto nel giro di un’ora circa.. .Lasciata alle spalle l’ultima campanella, il rito della fontana, perché si sa, l’acqua pulisce tutto, la notte appena trascorsa è stata quella “prima degli esami”. Certo siamo orfani delle tracce dei temi e dei loro svolgimenti, dei dizionari sotto il braccio e dell’intervista al primo candidato appena uscito dall’aula:”scusa quale tema hai svolto? Come hai passato la notte? Appunti o schemi?”…e via dicendo, ma la maturità mantiene inalterato nel corso degli anni lo stesso gusto, dolce amaro. Chissà se dall’anno prossimo si riuscirà a tornare alla modalità consueta, scritti-orali, o se questa formula verrà strutturata . Come che sia, quest’anno lo ricordero’ così, con il gruppo della quinta, in cortile, mascherine sul volto, che intona notte prima degli esami, e delle loro lacrime, di chi sa che scritti o non scritti, è diventato troppo presto grande.

31 maggio

31 maggio, profumo di sughero, umido, muri scrostati, infradito ai piedi, estate che avanza primavera che va. Le onde si infrangono su di una spiaggia poco abitata. Nell’ entroterra, un via vai di gente che sistema stanze e cartelli “affittasi” tutti i mesi, annunci che l’estate avanza, mentoniere e mascherine al braccio poi sono il lasciapassare per il liberi tutti. Una coppia in uno dei tanti cortili dove si conteranno stelle cadenti e amori nuovi, prova le danze, per non più di 15 minuti. Forte questa cosa. Mi gusto la fine fel mese scrutini alle porte, termino un bellissimo libro, pare anche film, ” L’ora di tutti” di Maria Corti, una storia sui martiri di Otranto. Tra le pagine rivedo la bellissima Cattedrale con i suoi mosaici e le visite di quando ero piccolo e di storia ne conoscevo ben poca. Il mare, bellissimo, coi suoi colori stupendi, oltre.

24 maggio

E così, per il terzo anno consecutivo, non si farà la processione della Madonna, Maria Ausiliatrice, così cara a don Bosco, lungo le strade del mio quartiere, la circoscrizione 7. Nel 2019, causa pioggia, e negli ulti 2 anni, pandemia. E Questa mattina, la stsatua ha dovuto trovar riparo sotto il portico, causa pioggia. Insomma, quando si dice….In cortile una serie infinita di sedie pronte per essere occupate da fedeli in preghiera o se la basilica piena. E’mattino presto, quasi alba. In fondo al cortile, a Valdocco, le camerette di don Bosco, la sua statua, poco a destra la statua della Madonna. Mi ci siedo e ripenso alle processioni precedenti, con i bus nel cortile, il bar a pieno regime, i cartelli numerati, i fedeli di Borgomanero con il loro voto, e poi a sera, la situazione sulla nostra città. Speriamo possano tornare presto quei tempi, con le messe della vigilia, durante la notte, con la devozione popolare, le storie locali, i fedeli.

Buon 1 maggio

Mi manca molto non poter andare al corteo del 1 maggio e poter rivedere amici, compagni di università, lavoro, amicizie datate e meno di lunghi percorsi e condividere quelle briciole di storia che pochi momenti di chiacchiere riescono a calare sulla tovaglia di un’amicizia, che in ogni caso, resta. Mi manca non poter comperare più le mazzette dei giornali e tenerle sotto il braccio mentre sfilano veloci gruppi tra partiti, movimenti, sindacati, associazioni, studenti e gente comune. Mi mancano quelle giornate dai titoli con al centro sempre il lavoro, i lavoratori, la sicurezza. Anche quest’anno, appuntamento rinviato al prossimo anno. Inizia a piovigginare e questa, in condizioni ordinarie, avrebbe rovinato il corteo e comizio finale. Non ci resta che attendere, un anno, e nel frattempo, rivivere quelli passati, nostri, dei leader, quando dai loro racconti uscivano dai loro armadi i vestiti più belli, indossati in altre occasioni, come il 25 aprile o ai seggi, per le votazioni. E farli rivivere, i ricordi, la memoria. (Foto, Torino, 1 maggio 2019).

W la Liberazione

La giornata volte al termine, in un clima che ha poco di primaverile e molto di estivo. Addosso vestiti leggeri per giornate che saranno sempre più lunghe, libere, un pochino come quella odierna, di liberazione. Ricordo di un giornale, Liberazione, in campo rosso, del suo direttore, Sandro Curzi, ricordo di una Liberazione sotto la pioggia e sotto la madonnina, di una giornata dove e quando ” la rivoluzione non russa”. Come di consueto, un salto sotto casa Gramsci, un fiore, con le note di Milva, che una radio ripropone:”bella ciao”.

Tra scontrini e lotterie

La giornata, qui, a Torino è molto bella, oserei dire estiva. Sulle collinette del Valentino, il polmone torinese, incorniciato dal fiume Po al cui interno è riprodotto un castello medioevale, punteggiano i prati un continuo di “tovaglie” apparecchiate per stenderci i corpi e catturare i raggi del sole, riposare le stanche membra presumibilmente stanche di ore e ore di dad, telelavoro, smart working e.. privi di relazioni. Ma qui sopra, su questi monti, le relazioni, ora, ci sono. Ci passo, lo rasento, lo attraverso, il parco, per dirigermi in un caf, uno dei tanti che si affacciano sulla città in tempi da 730. Niente a che vedere con una canzone di Battisti. La strada che mi divide da quel centro è lunga ma la voglia di camminare è tanta. Piazza, Mole, caffè, Lavazza, allungo ed ecco il…caf.

Esco da uno dei tanti centri per la compilazione del 730, munito dei documenti in originali e fotocopie, CUD, buste paga e compagnia cantante. Il centro sembra un Call center, con tante postazioni numerate, pubblico e dipendenti divisi da uno schermo. Prima dell’accesso, all’esterno, 4 per volta, porgiamo il codice fiscale ad una signora che lo trattiene per la lettura, dentro. Esce poco dopo con lo stesso e un numero abbinato a noi, dopo la rilevazione della temperatura. Dentro, un display, annuncia il numero e sportello. Tutto efficiente, preciso. Poi dati, documenti, e via. Porgo, insieme a ricevute di spese sostenute per formazione, farmacia, visite mediche, e fattura pc/tablet. Ma, questi…..”no, mi spiace, questi non sono previsti per svalarli”. Mi indigno appena scopro che in nessuna piega normativa è stato predisposta una detrazione o qualcosa per i precari della scuola che hanno dovuto comperare, un pc, un tablet, una stampante, toner, fogli, parti di libri scannerizzati a scuole chiuse. Secondo le possibilità di ognuno. Mi indigno, davvero. Possibile che il bonus cultura, formazione, sia riservato solo “ai tempi indeterminati”, proprio nella scuola dove parrebbe che uno su 2 lavoratori siano precari e lascino la propria cattedra a giugno? Possibile non aver voluto recuperare con un “rigo normativo” una colossale discriminazione che va avanti dal 2015, almeno con una qualche forma di rientro della, delle spese sostenute? Possibile avere precari di stato nella stessa scuola per anni nonostante l’Europa….Già, l’Europa, lo Stato, meglio, il governo: Manzoni farebbe dire a don Abbondio, “e chi erano questi?” Ho provato a spiegare che quel pc, quella stampante, quei giga, servivano per lavoro, perche le scuole…..e continuare sarebbe tempo perso, meglio fermarsi. Siamo tutti piu propensi a guardare oltre. Provo ad abbozzare, “Scusi, ma lei ha mai visto un ragioniere andare a lavorare in un ufficio portandosi il pc da casa? O un falegname portarsi gli attrezzi da casa? O….” gli esempi potrebbero continuare ma, niente da fare. La signora ha recuperato un libro, il segno del dito su un paragrafo e….”ecco, vede? Solo se……”. Lascio, tralascio il solo se, per non annoiare l’ipotetico lettore. Ho nella busta gli scontrini degli abbonamenti mensili gtt, trasporti. Anche in questo caso, niente da fare….avrei dovuto comprarli con il bancomat per rientrare in qualche forma di rimborso. Ma, il mio giornalaio, ha il bancomat? Pago, dopo aver segnato “i vari per mille”, 5 per mille ecc ecc. Esco, indignato. Inforgo la bici, mia, forse un pochino arrugginita, ma mia, e vado in giro, per non pensarci…..a quante bici e monopattini sono state regalate nel Bel Paese della Terra dei kaki e degli scontrini. E delle lotterie.

Buona Pasqua

E così il Triduo Pasquale giunge a compimento con la Resurrezione. Cristo è risorto. Il masso che potrebbe rappresentare le nostre ansie, preoccupazioni, dolori, per il lavoro che manca, perduto, un caro che è mancato, la malattia….la crisi economica, è stato spostato. La Luce è. Speranza che davvero possa esistere un domani, un giorno migliore. Campane. Primavera. Rinascita .

Venerdì Santo, appena trascorso, composto di ricordi. Un Papa, l’anno scorso, rimandato dalla tv in tutte le case, vestito di bianco, sotto la pioggia, con la Croce, sul sagrato di San Pietro, la solitudine, sua, nostra, di tutti, schiacciati sa qualcosa di nuovo, sconosciuto. Soli, nelle nostre case, ogni tanto un gesto di “comunità ” sul balcone, “stringiamoci a corte…”. Solo sui balconi. Per i vaccini poi…..Si potrebbero svolgere tanti di quei temi…Globalizzaziine: cause e conseguenze. Concetto di vecchio e nuovo. Lavoro e anche Uomo. Uomo nuovo e necessità della morte di quello vecchio. Europa e Stati. Italia e regioni. Crisi della politica. Sarebbero davvero molti, i temi. Venerdì Santo, “la terra trema” anche per Raffaello che poverino, avrebbe dovuto essere un anno a lui dedicato, l’anno scorso e invece….. La deposizione, di Caravaggio, così penetrante, significativa. E oggi, Pasqua. Che sia buona. Per tutti

Pesce d’aprile

L’alba si stende, dando avvio ad giornata calda che introduce il triduo Pasquale; il giornale, un caffè, da asporto, ida Sida, n questo fazzoletto di terra torinese chiamato Valdocco, una colomba e un ovetto, tanto per trovarci una sorpresa, anche se, onestamente, quelle, non mancano. La sensazione di stare in gabbia è palese, direbbero gli studenti, da oggi finalmente senza dad, sperando in un sano e ristoro riposo e qualche buon libro. Per sentirsi meno in gabbia, una lima mentale dovrebbe essere sufficiente per scappare almeno con i ricordi, i pensieri e acciuffarsi un pochino di mare o aria fresca, almeno, buona, pulita e giusta. A sera, a Valdocco, Maria ausiliatrice, “la funzione religiosa” , orfana per il secondo anno (causa covid e rispetto norme) della lavanda dei piedi.

Qualcuno a sera invia una mail. Pare che a Roma, in uno dei palazzi, abbiano deciso di prolungare la scuola fino al 23 aprile. Cliccare per credere. Clicco. “Pesce d’aprile”.

Palme

I marciapiedi di Corso Principe Oddone sembrano una lunga lingua d’asfalto trasformata in pista, dove a correre non sono auto o moto ma bici e monopattini, talvolta in due, senza casco. Che sfrecciano, impunemente. Oggi padre e figlio. Eppure esiste da tempo una pista ciclabile a loro dedicata. Questione di stile. La vita o è stile o è errore. Arpino? Il suono delle campane annuncia festa e in molti, terminata la santa messa, si dirigono verso casa,mazzetti di palme tra la mano, giornale nell’altra. E poca fame nella pancia e nella testa, causa ora legale. Festa, poi, da domani, la settimana Santa, il triduo e la Pasqua Santa, fonte e culmine della festa più importante dell’anno liturgico. Ancora pochi giorni di dad a scuola, senza studenti, o quasi, e poi, vacanza. Meritato riposo almeno per gli occhi e le orecchie perché i meet ci hanno proprio rotto i….timpani. Nel tempo libero, da rosso incandescente, cercherò di riprendere alcune letture e terminare “Tre operai” di Carlo Bernari. Una bella storia. Altri ne sceglierò petchecose diverse da fare non è che ve ne siano. Manca la scelta, insomma. Con la speranza dei vaccini da fare è chiamare o richiamare e la bella sorpresa dentro l’uovo: che la bella estate non sia soltanto una chimera.