Orario provvisorio 2

20190918_185313L’orario provvisorio scivola via, lentamente, giorno dopo giorno, e si avvia cosi a confluire verso quello definitivo. Tutti noi abbiamo avuto un bidello Bruno che entrando in classe, alzava il foglio, urlando “orario” come fosse depositario di chissà quale segreto da condividete con noi. E gioia era. Confluire…Un pochino come l’estate che lentamente va ad esaurirsi e a confluire nel grande serbatoio autunno-inverno. Lentamente le giornate si accorciano mentre le ore scolastiche  si allungano, l’abbronzatura si estingue e le maniche lunghe si srotolato o si stendono come l’effetto valvola. E  la scuola riprende a pulsare, tra un paio di Uda e il cuore, il nocciolo; è così che al mattino, durante l’appello, capita che una studentessa si alzi e dopo il suo  presente…

“Prof un pensiero per lei “…No, Non è “solo un pensiero” ma questione di cuore. La scuola, con tutte le sue trasformazioni resiste nei suoi fondamentali e questo la rende sempre bella, vecchia e nuova allo stesso tempo. Grazie!!!

Ah, Oggi ricorre la festa di San Giuseppe da Copertino, patrono degli studenti. Ricorderò  sempre la visita ad Osimo e le preghiere depositate dagli studenti al Santo.

Orario provvisorio

20190828_172351Ho scelto questa foto perche tutto scorre, come l’acqua, e il tempo che questa grandissima opera alle spalle ci racconta.  Le sedie in tela, al mare,  si chiudono, e cosi gli ombrelloni, e si riaprono quaderni e libri e diari, per segnare “l’orario provvisorio” che concede ancora spazi di liberta e pomeriggi liberi e goderecci e pantaloncini corti e magliettina colorate che profumano d’estate, ancora. Erano belli come un 9 di giugno, primo giorno di vacanza, saranno belli come un 9 di settembre, primo di scuola. Chissà quanta ansia avranno, domani, al primo suono della campanella 2019/2020… passerà subito, per loro, i grandi protagonisti della scuola, e per me. Ricordero’ sempre la mia, notte, insonne, prima delle prime lezioni, quelle dell’orario provvisorio. Sono mancati. Molto. Allora….buon inizio a tutte e tutti.

1 settembre

Non ho fatto molta fatica nel voltare la pagina del calendario, quella  di agosto, con le montagne, il mare   i laghi, un rosso al 15  e dare  il benvenuto a settembre, con gli studenti che entrano a scuola, banchi, libri e sulla lavagna il “benvenuti”, un giro che avrebbe potuto sintetizzarsi con “l’estate sta finendo”, cavallo di battaglia dei Righeira, canzone sempre attuale che chiude  “vamos a la playa” , canzoni utili per accompagnare controesodo e ombrelloni che si apprestano alla chiusura  sulle spiagge causa prime piogge. Sembra l’inizio di un libro di Cassola.  O “la bella estate”, cosi cominciava altra estate, su e giu con i treni. Immagini tv. Traghetti che ingoiano auto in attesa di essere trasportate dalle isole al continente, lunghi nastri d’asfalto intasati in ogni corsia e autogrill presi d’assalto, atri di stazioni ferroviarie presi d’assalto per una metropolitana d’Italia. Zaini, trolley, borsoni pieni di prodotti tipici, per prolungare psicologicamente la vacanza e lenire la malinconia. Un tempo , girando pagina, avrei rivolto anche gli auguri, di buon comeanno,  ma col tempo si sbiadiscono e restano sullo sfondo molte cose. Come è  che fa la canzone di Coez, oltre a voler andare al mare e ad essere belli i 20 euro ma anche le lire?  In ogni caso pare che siano 10 milioni gli italiani che hanno scelto settembre per le proprie vacanze. Domani fiocheranno i “Buon anno” insieme agli abbracci perché  i  lavoratori della scuola se li scambiano sempre due volte, gli auguri di buon anno: quello scolastico nuovo, e al 1 gennaio. È  il giorno della presa di servizio e domattina vedremo insieme ai primi zaini di quanti dovranno sostenere gli esami di riparazione le cartelle dei prof pronti al collegio docenti, primo impegno che davvero apre e riapre  i lavori lasciati con i sigilli sui pacchi della maturità.  E ancora,  Il tg delle 14 ci proiettera` gli operai  che col primo turno, alle 6,  hanno varcato il cancello di Mirafiori,  manifestando, alle domande del giornalista di turno, ansie, preoccupazioni, timori. Sara` un autunno caldo o tiepido? Bho, staremo a vedere. E ancora:”cosa vi aspettate?” “Piu soldi in busta paga”.

Il mio agosto si chiude con una immagine da Roma, che sintetizza il film, una locandina che resterà sui muri dei ricordi personali. La canzone di sottofondo, sicuramente, mambo salentino.

Quirinale

Roma, Quirinale. 29 agosto 2019.

20190829_093142Giornalisti e gente comune asserragliati davanti al Quirinale, in attesa del conferimento, dell’incarico. Tutti sanno e parlano di politica, come durante i mondiali di calcio o agli europei. Percentuali, numeri, traditi, traditori, lessico famigliare e non e lessico comune. Citofoni, per le crisi suonare a, ditte di citofoni e attese. Tutti allenatori. Facce spaesate degli orientali, che fotografano tutto e tutti, sanpietrini compresi, per il resto, in attesa che arrivino i “guidatori” del Paese tutti in piedi.

Interessante assistere a questo momento, come assistere ad una lezione di diritto costituzionale. Dimenticavo, tutti costituzionalisti. Sullo sfondo un bellissimo panorama.  Le pale di un elicottero annunciano come le campane la messa domenicale.

Vacanze Romane.

Anche a me è stato conferito l’incarico. Con cattedra. Tempo determinato, fino al 31 agosto 2020.

 

Parco degli acquedotti, Roma

20190828_171444Le immagini sui libri di storia mi hanno sempre affascinato, per le costruzioni monumentali, all’epoca, per il periodo storico e la bellezza di quei capitoli, che andavano a narrare e noi a studiare. In tanti anni non mi era mai capitato di vederle, quelle immense costruzioni dell’impero romano, dove intorno corrono ad ogni ora; mai, neanche una visitina al tempo di un master frequentato a Tor, qui, in loco, e dire che dalle fermate metro  Cinecittà,  Subaugusta e Giulio Agricola non è  che sia poi così distante,  il parco e l’acquedotto.  Mai, neanche ai tempi del Giubileo, dopo e prima. Oggi mi andava di scovare il tutto, girovagare per il parco degli acquedotti verso l’ora del tramonto, quando il rosso esplode e incendia tutto il circostante.  Una passeggiata da Subaugusta, “devi anna` a piedi, solo a piedi, fatte ‘na passeggiata, nun ce sta mezzo”. E cosi, un dieci minuti a piedi ed “eccolo là ” il parco. Un pochino di polvere nelle scarpe, sudore nella pelle e…il parco. Mi pare di riconoscere la casa del marchese del grillo, scena del film di Alberto Sordi, ma chissa…intanto mi avvicinavo a queste opere imponenti che dal vivo hanno un altro sapore. E la gente intorno a me correva, sempre, e il cuore batteva perché l’emozione  nello stare li sotto quella imponente muratura è  stata davvero enorme.

Viterbo

Era da molto tempo che mi sentivo rivolgere la domanda, “Si  ma a Viterbo, ci sei stato?” Eccomi cosi giunto a Viterbo, la città  dei Papa. Cittadina poco distante da Roma, raggiungibile piu o meno facilmente  in treno (due stazioni, Porta Fiorentina e Porta Romana, ma mi avevano parlato  anche di altro trenino dalle parti di piazza del Popolo), con un clima, oggi, gradevole. Scopro che qui, in alcune piazze, hanno girato alcuni film, “il vigile” di Alberto Sordi e un paio su Lucrezia Borgia e altri ancora. Qui, per restate in quella famiglia, vissero il fratelli Farnese, Paolo, futuro Paolo III e Giulia, la bella, si dice amante di Papa Alessandro VI, modella di alcuni capolavori del Pinturicchio (stanze dei Borgia, Musei Vaticani).. .Ah, la si può trovare anche nei tarocchi, come…la forza.

Musei Vaticani

Roma, h.7.45, metro, direzione Battistini. Fermata: Cipro, Musei Vaticani.

H.8.00 Musei Vaticani. Pensavo di essere uno dei primi, questa mattina, alle 8, e invece…E invece è  successo che non soltanto in molti, avevano fatto lo stesso mio ragionamento, e quindi, in coda per accedere ai Musei Vaticani eravamo davvero TANTISSIMI, ma, sulla corsia di destra eravamo ripetutamente sorpassati da chi la prenotazione l’aveva fatta su… internet! Sembrava di essere sull’autostrada, io, una piccola panda superato da altre cilindrate. Per fortuna avevo portato da leggere, non uno, ma due quotidiani, cosi, tanto per…Nel frattempo, intorno, si creava un bazar ad itinere: c’era chi cercava di vendere di tutto: acqua gelata a due euro, biglietti supera code, biglietti senza supera coda, guide di Roma, biglietti di ogni tipo,  barzellette per intrattenere…Poi, qualche poliziotto o vigile ripristinava lo status quo. Ma erano solo momenti. La fila era lunghissima e controllare tutto è  davvero non facile. Sulla destra intanto correvano quelli col “telepass”. E non uno, ma…altre folle oceaniche muniti di lascia pasdare stampato. Beati loro, ho pensato. Come che sia, raggiungo il portone d’ingresso dei  musei alle 9 e 15. Biglietto, audioguida e pinacoteca il primo obiettivo. Si, d’accordo, c’ero già stato, ma, come si fa a non tornare, magari esigendo da se stessi più attenzione, magari muniti di penna e blocchetto? E poi, l’arte, davvero non ha prezzo. Perché così mi sono palesato questa volta, munito di tutto punto. Giotto, e il trittico, Perugino, Raffaello, Caravaggio…e giu con appunti. Alle 12, come da scuola, intervallo, un caffè,  veloce, ecologico (presumo bicchiere di carta paletta riciclabili, e allo stesso tempo, un pochino “amaro”: si, un euro e 20 mi è  sembrato davvero…ripeto, l’arte non ha prezzo, ma questo, con l’arte poco ha a che fare!). Restiamo in tema, dopo il caffè   andato “di traverso” via verso tutte le altre bellezze qui presenti per approdare poi alle stanze di Raffaello, le stanze dei Borgia con i capolavori del Pinturicchio, il pittore appunto dei  Borgia, (queste mi erano “scappate” nelle altre visite, eppure avevo interesse a vedere la ragazza dalle sembianze di Lucrezia Borgia e la Madonna col viso, si dice, di Giulia Farnese, e ovviamente, Alessandro VI Borgia e suo figlio Cesare) e la stanza della segnatura di Raffaello, la Cappella Sistina. E qui si è  concluso il secondo tempo della visita. Meraviglia delle meraviglie. Trovato un posticino dove sedermi lo difendo con tutto me stesso per un’ora circa. Le figure rappresentate sulla parete dal grande Michelangelo nel suo Giudizio  sono 300 e per osservarle e studiarla davvero tutte occorre del tempo, tanto…Per trovare tempo?Bhe, qui si che si potrebbe lavorare…

26 agosto-Roma

Il G 7 (un tempo, G 8) club informale, a Biarritz, in Francia. Biarritz, prof. dove si trova codesta cittadina? Possiamo cercare su…google map?”” No”, rispondo io, “meglio sull’atlante”. “Profumo di oceano, e “guerre di dazi commerciali” e barriere per il vino, prima francese e poi chissà,  toccherà a quello  italiano? E   ancora nuove tecnologie, Brecit, e Amazzonia che  brucia…”Greta ci aveva messi in guardia”. I  grandi, in questo cosesso, arriveranno ad una quadra? Tempo  di controesodo, di chi le ferie le ha terminate,  con  campionato di calcio alle prese con la prima e ricordi della Nazionale 82 che si intrecciano sui colloqui per il nuovo giro di consultazioni. Zoff, Gentile, Cabrini…

A proposito, mi permetto di “giocare” anche io, coi pensieri,  un pochino, immaginandomi il  giro di consultazioni del nostro Presidente della Repubblica. Di cosa parlerei? Della scuola, ovviamente, degli studenti….dei miei, in particolare.

A Roma fa molto caldo, avrei voluto fare un salto a Palazzo Barberini ma l’ho trovato chiuso, forse ero io in ritardo. Pazienza. Però  i gatti dell’altra volta erano li, dove li avevo lasciati, sonnecchiando, distesi a prendere il sole, come guardie a difendere il fortilizio. Quante finestre?Le conto, belle, in questo Palazzo che ha conosciuto scissioni. Da lì, poi,  Quirinale, via del Corso, Palazzo Chigi, Montecitorio, insomma, profilo istituzionale, politico, politicante, politichese. Chissa Forattini che avrebbe disegnato oggi. In mezzo, Fontana di Trevi,Piazza di Spagna, poi,  “molto fischiata” da chi proprio non ce la faceva piu e violava il regolamento sedendosi.  E non  ho dimenticato di fare un salto a 20190826_181635 via Margutta e apprezzarla . Era da tantissimo che non la frequentavo, molto davvero.  20190826_181533Forse dai tempi di una canzone che “amore vedessi il cielo a via Margutta….” O forse ’97 o 2000, al tempo del Giubileo, chissà.  L’ho ritrovata bellissima come sempre, molto …”artistica”. Giu fino a piazza del Popolo e via di metro, Anagnina.

3.36

3.36, 24.08.16

Le auto, dalla freccia, sembrano giocattolini mossi dalle mani di bimbi, sorpassate velocemente da questo muso rosso. Le auto si fermano, il controesodo è partito, le ferie, per molti, vanno a concludersi. Chiudo gli occhi e riavvolgo velocemente il nastro dei ricordi.

Roma. Il tempo di dormire un paio d’ore, poi, le plafoniere che sembravano venir giu, e cosi la stanza,  dalle sembianze di una persona dai capelli tirati, strattonata, fortemente, ora a destra ora a sinistra, con forza; minuti lunghissimi, interminabili, parole impronunciabili, pichi secondi per cercare pantaloni e scarpe, infilare le scale, raggiungere il  cortile, dove c’erano già altri, che avevano anticipatamente compreso….”troppo forte questo, e vicino, deve aver combinato qualcosa, ma speriamo di no”, cosi sentivo i primi parlare e continuare  “epicentro dalle parti di….” poi, dai cellulari, prime immagini e le prime foto e scritte …”Amatrice non c’è piu”.

Ciao ciao Salento

20190823_114648.jpgCome tutte le cose, che possiedono un inizio ed una fine si è  giunti cosi al termine delle vacanze salentine 2019, che saranno ricordate al ritmo del mambo  salentino. Tre settimane sfilate via, velocemente, con tempi pigri, oziosi, legati al gran caldo, soffocante a tratti, mitigato per altri, dalla brezza marina: classiche domande, mattutine, come dirsi buongiorno al primo incontro, erano, sono, saranno:” oggi è  scirocco o tramontana?” Cosi, per capire se il bagno a mare si farà  o meno, cosi, come per altro da fare, di legislatura o di transizione. Alcuni frutti sono in ritardo, come i fichi, e chissa` come mai. Enrico, suo fratello e tutti gli stanziali sono al loro solito posto, un cappellino nuovo, il cestello della bicicleta da cambiare  e le maglie da comprare. Come sempre pienone e grandissima confusione, sulle strade, sulle spiagge e ovunque, con la speranza che almeno i frutti di questo decennale trend da turismo sfrenato possano essere impiegati al meglio, producendo più servizi e migliorie di lungo respiro per i residenti, fruibili per i restanti mesi oltre quelli estivi. Lunghissime letture di quotidiani, alle prese nel presentarci e raccontarci crisi politiche ed ipotetiche soluzioni, “con maggioranze chiare, solide, durature” dai ccolori poco chiaro. Delegazioni, sala della vetrata del Quirinale, prassi, costituzione, confronti storici. Oggi è  Santa Rosa, nome inflazionato, qui, in Salento, e rose senza spine  si affacciano tra bancarelle di venditori.

20190822_184444Il mare è  una “tavola-favola blu”, e vale, anche se, negli ultimi giorni non era proprio come al solito. Pazienza. Ci rifaremo.

Ciao ciao Salento, ciao Lecce.

Il Freccia rossa è  pronto sul primo binario. Partirà  alle 12.06 e arriverà  a Torino Porta Susa alle 21.30.

Un altro mondo è possibile!

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