E tra sogno e realtà

Lasciatomi alle spalle la scuola e “Io prima di te”, racchiuso da un paio d’ore in una freccia, Emanuela mi ha svegliato, tra Bologna e Firenze. Affondo nel sedile di una freccia mille no-stop,  direzione Roma.  Sonno profondo, di gusto, ed io, raggomitolato, ripiegato, coperto da centinaia di km di strade e strada ferrata,   intento a riprendermi sonnecchiando, in attesa di rivedere l’eterna città,  sempre una grande bellezza, avvolta in luci di festa. Mi sveglia,  quella,  dolce creatura dalla bellezza particolare,  ma non capisco, vedendola, se il sogno si trovasse di qua,  nella freccia,   o di la… perso tra i miei sogni.: “prego biglietti”. Allungo l’occhio sul cartellino della divisa: c’è  la E,  stiro l’occhio e il corsivo… “Emanuela”. Lo richiudo. Lo ritiro,  il biglietto e lo richiudo,  l’occhio. E il mio vaggio continua. Anzi… il sogno. Roma mi attende,  con i suoi rumori,  clacson,  e rumori di scarpe,  stivali,  sandali che è  primavera e un mare di lingue diverse.

Un incontro

Annuncio di primavera,  ieri,  ma era solo una finta. Ieri sole,  caldo,  voglia di mare. Oggi,  pioggia. Ma non importa. In facolta’,  una bacheca,  un telefono, di quelli pubblici,  grigi e rossi. Porte che scorrono: di la i tavoloni da studio,  di qua la vetrata,  dietro la bacheca,  quella per intenderci,  reale, con lenzuolate di avvisi,  di un tempo,   che verra’,  vendo,  compro,  affitto,  cerco… lui,  oltre la porta,  dietro la bacheca, lei,  la primavera. Pochi secondi e… la storia di un incontro… pochi secondi,  porta che si apre e cuore che batte.”ciao”lui e “ciao”lei;  “dove andiamo? ” lui… “dammi la mano”,  lei… un libro

“Volevano parlare, ma non potevano. Nei loro occhi c’eran delle lacrime. Eran tutt’e due pallidi e scarni; ma in  quei volti malati e pallidi già splendeva l’aurora di un avvenire rinovellato, di una completa risurrezione per una nuova vita. Li aveva risuscitati l’amore, il cuore dell’uno, racchiudeva infinite fonti di vita per l’altro.

Si prefissero di aspettare e di avere pazienza……..

Sotto il suo capezzale c’era il Vangelo. …Quel libro apparteneva a lei, era quello stesso in cui gli aveva letto della risurrezione di Lazzaro. ….”Possono mai le sue convinzioni non essere ora anche le mie? I suoi sentimenti, le sue aspirazioni almeno?….”

Ma qui comincia una nuova storia, la storia del graduale rinnovarsi di un uomo, la storia della graduale rigenerazione, del suo graduale passaggio da un mondo in un altro, dei suoi progressi nella conoscenza di una nuova realtà, fino allora completamente ignota”.

“Curvare” su Roma

Giuseppe,  Nino e Ida corrono e scorrono velocemente e “La Storia” continua il suo corso . E’ un testo (La Storia) che non mi stanco mai di leggere e rileggere e proporre a scuola. Ogni volta che riprendo tra le mani questo bellissimo tomo trovo nuovi collegamenti e ritrovo vecchie strade. Peccato avere davvero pochissimo tempo,  a scuola,  per ‘spiegare’… libri e fogli: sai quante e quali tesine verrebbero fuori per un Istituto sociale da questo libro?   E cosi di tanto in tanto curvo su Roma in tutti i sensi e tic-tac passo su via Trionfale,  Medaglie d’oro, arrancando su Monte Mario,  via Fani prima e il ricordo va  a quel marzo di tanti anni fa, con le immagini bianco e nere tinte di rosso del sangue  della strage della scorta ed il rapimento dell’Onorevole Moro;  storia nella storia che si dipana….  l’osservatorio astronomico ed il suo giardino,  l’Istituto don Orione e la stazione e il vecchio “manicomio”;  e ancora  via De Amicis fino allo Stadio Olimpico e il piazzale. Una curva,  Monte Mario,  che mi serve per “ri-curvare” e continuare le vicessitudini dei personaggi prima menzionati.  Useppe comincia a camminare e parlare,  Nino marina continuamente la scuola  fino a quando chiamatolo in Presidenza,  anzi,  “ri-chiamato” decide definitivamente di lasciarsi scuola e cancello alle spalle dopo una “pisciata” liberatoria,  il tutto mentre la povera Ida continua nella sua missione di maestrina;  ma se vi andasse di saperne qualcosa. .. leggete “La Storia” di Elsa Morante!

Buona tesi

Torino 14 3 2017 fac teol foto Borrelli RomanoEmozione fortissima,  calcare a distanza di pochissimo tempo dalla laurea,  la mia,  scritta e discussa a “tempi di record”,  quello stesso selciato a due passi dall’ulivo, al centro del cortile,   che tanta compagnia ha fatto durante le lezioni, con la mia classe,  quella di studente, ( per intenderci) e quella da insegnante oggi,  per chiarire.  L’incontro con chi è  stato il relatore della mia,  pronto nella veste di contro-relatore per una nuova tesi. La folla,  i parenti,  amici,  giacche e camice, vestitini a fiori, e fiori e scarpe belle,  lucide e nuove,  della domenica,   e battiti di mani e strette di quelle e baci sulle guance e altri mancati per non rovinare il trucco. I confetti,  rossi,  e tanti saluti.  Le bomboniere,  a forma di “cappello” sulla tesi e i confetti per addolcire 5 anni e tante “stagioni” da raccontare,  in chi si è  laureato ora.  E prima. L’insegnamento dell’Irc e le nuove tecnologie e la mia classe coinvolta l’anno scorso con quelle. Le app e la religione in un mondo che muta. Un battito di mani a loro,  interessate,  curiose,  educate,  immerse nel futuro che fa presto ad arrivare. A due giorni dal convegno “Irc” a Valdocco sullo stato della disciplina. Che ne sara’? Di lei (disciplina) e noi? Resistere senza aretrare. E lo scopriremo solo vivendo,  così,  ricordando Battisti.  Intanto mi godo queste “emozioni”,  cosi,  per ricordare ancora Battisti,  in un annuncio di primavera,  pensando di aver scritto la storia pensando al futuro,  insieme a questo bellissimo gruppetto.

“La mite”

La primavera irrompe e si fa sentire. Lungo le strade  della nostra città  comincia il tripudio dei colori: alberi che si rivestono di piccolissimi fiorellini  che sono gemme e  foglie in potenza.  E’ il risveglio della natura.  La primavera bussa alle porte,  le donne cominciano ad alleggerirsi dei cappotti e maglioni,  troppo pesanti e di pensieri ugualmente tali. Le vedi,  in giro,  tutte graziose e cool. Temperatura mite. A proposito: ho appena tetminato la lettura de “La mite” del grande Dosto. Un amore sconfinato,  di un addetto ai pegni,  un uomo,  che decide di sposarsi e innamorarsi strada facendo,  e mentre ne fara’,  conoscera’ il coraggio,  il perdono,  il rimorso,  la volontà;  è  insomma,  un capolavoro che abbraccia tutti i dilemmi quotidiani dell’uomo. Come tutti  i romanzi di Dostoevskij non vedevo l’ora di portare a compimento la sua lettura e non appena lo  chiudo (il libro) mi domando perché  sia finito così in fretta,  lasciandomi in dote quel senso di tristezza-piacere per averlo concluso.  Nel frattempo ho ripreso  tra le mani  “La Storia” di Elsa Morante. I ricordi,  e sono tanti, si sovrappongono sempre…. pagina dopo pagina,  un libro stupendo. Un capolavoro. “Useppe è  appena nato,  Nino ha condotto Bliz a casa e sullo sfondo si è  appena concluso il 1941. Il 1942 vede Useppe fare i primi versi e i suoi occhi volti alla ricerca dei misteri della vita. Ida invece…. “

Ciao Roma

roma-5-3-2017-romano-borrelli-fotoLa pioggia che  batte sui vetri e sull’impalcatura del Palazzo si mischia al rumore dei trolley che recuperano l’arrivo della stazione e si lasceranno inghiottire da alcuni dei varchi fra atrio e binari, pronti nel disperdersi verso qualche piacevole posto del nostro Bel Paese.  Lancio un’occhiata  verso Termini,  mai cosi vicina a me  e resa cosi lucida dalla pioggia che neanche una lucidatrice avrebbe saputo renderla tale. Una babele di lingue la recupera e se ne impossessa,  o la attraversa,  fino in via Giolitti passando al suo interno, o recuperandone “le viscere” dove corrono i trenini della metro A o B.   Tra poco toccherà  anche a me,  recuperare l’attraversamento pedonale di via Marsala,  liberata,  l’atrio,  il varco,  il binario, la freccia. Ma prima,  c’è spazio e tempo per un caffe,  un cappuccino,  un bignè. Da Trombetta? Vedremo. Ma ho tempo per godermi la dolcezza di questo ticchettio che non è  il tempo che scorre ma semplicemente,  tempo. Mio.

Affacciato alla finestra prima,  al finestrino poi,  con la pioggia che cade,  petpendicolarmente.

A Roma

4-3-2017-foto-borrelli-romanoDi Roma è  già stato scritto tanto ma è  sempre poco comunque. Ti si apre il cuore. Talvolta lo spacca anche tanto,  che a ricordarsi bene qualcuno (Niccolo’ Fabi) ci fece su una bellissima canzone,  “Lasciarsi un giorno a Roma”. (Pero’ ae ci si lascia,  ci si “acchiappa” pure! ).  L’aria,  appena scesi dal treno,  la riconosci fra tante differenti (si perché  l’aria mica è  unica! ): e’ la stessa di sempre: ti si appiccica addosso,  come una vecchia conoscente giunta a prenderci.  Odore di pioggia e di primavera e vento marzolino che intensifica il suo vociare,  con forza,  impattando sul viso  all’uscita dalle stazioni,  Termini o  metro che siano. Era da un po’ che mancavo dalla città  Eterna e che  non solcavo la periferia romana,  gli inizi della Tuscolana,  la dove si perde la citta’ verso la finzione di  Cinecittà, e il piazzale della metro e dei bus,  Anagnina.. . (era almeno dal tempo delle manifestazioni! quelle oceaniche! ) ed e’ stato un modo per pensare al grande Pasolini. Le piante sono fiorite e qui diversamente da Torino,  sembra aprile.

Roma  ormai non sorprende piu’,  frizzantina come è. Ti avvolge e non puoi farci più niente.  Lasci che sia. Un cartello informa sul meteo di domani20170304_081838. Un altro che siamo a Roma. Un altro ancora i minuti a San Giovanni,  qui,  dalla Tuscolana. Quella cosa,  “Roma” a sfondo bianco, a dire il vero,  fa molto Lucio Battisti a cavallo con Mogol,  mentre entravano nella capitale,  anche se,  la data odierna fa tanto Lucio,  l’altro, il  Dalla.  Quanto mancate entrambi! In ogni caso,  poche cose da scrivere. Cerco Palazzo Barberini,  ecco su cosa cade la scelta odierna del cosa vedere. Un palazzo che sa di storia,  politica e arte. Tante cose da vedere ma a me interessano alcuni autori su tutti: Raffaello,  Caravaggio,  Guercino,  Guido Reni. La Fornarina di Raffaelloraffaello-fornarina-roma-borrelli-romano-foto e la Giuditta di Caravaggio20170304_155946. La meta,  seconda,  dopo l’impegno di facolta’,  in realtà  era visitare altro ma poi la voglia di vedere quelle  opere e’stata davvero determinante, decisiva,  impellente. E cosi e’ stato. Due soggetti femminili davveto belli. A starci ore a guardarli e studiarli. Probabilmente ci si potrebbe innamorare.  E cosi il pomeriggio è  trascorso in compagnia di queste bellezze.  Poi,  ancora un ripasso al San Luigi dei Francesi,  ancora per Caravaggio e…. Quirinale e roma-quirinale-4-3-2017-foto-borrelli-romanoFontana di Trevi.

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A Siena

siena-28-2-2017foto-romano-borrelli1 marzo. Siena non dista molto da Arezzo. Chiedo ad alcuni aretini quale sia il mezzo piu conveniente, a coprire la distanza (75 km circa) in termini di tempo,  e mi viene risposto che in assoluto è  il bus ad essere piu’ competitivo. “Se non ha idea di arrivare dopodomani”,  ovviamente forzandone la risposta alla mia domanda.  Se hai tempo,  esiste un trenino fino a Sinalunga,  poi… “Alle 8. 30,  puntuale,  il bus è  davanti il piazzale della stazione di Arezzo e alle 10. 15 siamo a Siena, studenti,  impiegati,  operai,  turisti,  ecc.  Nel frattempo,  dal finestrino,  scruto,  nomi di paesi e natura che muta,  dolci colline e praterie e giardini di marzo che si vestono di nuovi colori. I cartelli,  ad un certo punto,  indicano che Perugia è a  75 km e Cesena idem.  Non me le lascero’ scappare. Ci risara’ posto ancora per loro. È   cittadina giovane ed elegante. Era da un po’,  anni,  che mancavo da Siena. Era il tempo delle azioni Telecom (chi le comprava e vendeva),  delle chitarre e delle tende canadesi,  pronte da montare in uno dei tanti campeggi della Versilia a Riotorto, come  Follonica,  Campiglia e compagnia.  Appena sceso dal bus mi metto alla ricerca del siena-borrelli-romano-fotocaffe-pasticceria Nannini,  e questo si che lo ricordo,  a pochi passi dalla piazza a Conchiglia o ventaglio,  quella per intenderci dove si svolge il palio in agosto.  siena-foto-borrelli-romano-28-2-2017Mi “accoscio” per una foto ricordo: intorno alla piazza,  bambini che cortono,  per lanciare ultimi coriandoli rimasti. siena-28-2-2017-foto-romano-borrellisiena-28-2-2017-foto-romano-borrelliAl suo interno,  meta preferita degli universitari,  si aprono,  lentamente,  libri e quaderni. Staziono un pochino e scatto foto ricordo.  Davanti, siena-28-febb-2017-foto-romano-borrelli la Torre e il pensiero va subito al governo dei 9 e all'”allegoria del buon governo e a quella del cattivo governo”. Ci andro’. Dopo. Poi recupero il tutto,siena-28-2-2017-fotoromano-borrelli  una delle uscite,  o entrate,  il che e’ lo stesso,  ed esco dalla piazza.siena-s-caterina-28-2-2017siena-santa-caterina-28-2-2017-borrelli-romano Santa Caterina,  l’Universita’ e il Duomo,  attendono.  E cosi dopo in salto da “Santa Caterina” osservo attentamente gli affreschi e la 20170228_122412Chiesa ove e’ conservata la santa Patrona d’Italia e d’Europa. Poi,  veloce verso   il siena-duomo-foto-borrelli-romano-28-2-2017Duomo,  intitolato a Santa Maria Assunta,  inizio costruzione nel 1220 e terminato nel 1370 circa; sullo stesso terreno esisteva gia in precedenza un edificio,  residenza del Vescovo fino al 913 circa,  edificio rivolto verso Est dove si trova ora il Battistero. Ha un altezza di circa 48 metri mentre il campanile circa 77 metri. È  luogo dove,  diversamente da altre volte,  nella storia, mia,    oggi ci saranno i Michelangelo,  che nel  1501 comincio’ quattro statue prima di dedicarsi al David di Firenze. Le quattro statue sono San Pietro,  San Pio,  San Gregorio Magno e San Paolo. E la mia curiosita’ e’ vedere proprio San Paolo cosi somigliante a Michelangelo,  con le torsioni impresse in ciascuno dei suoi personaggi. È  cosi il Mosè  in San Pietro in Vincoli,  a Roma.  Pisano con il suo pulpito realizzato tra il 1265 ed il 1268, un Donatello,  San Giovanni Battista scolpita nel 1455 nella stessa  cappella di San Giovanni Battista affrescata dal Pinturicchio),  Lorenzetti,  il citato Pinturicchio, con i suoi affreschi nella Libreria Piccomini,  tra il 1502 ed il 1503,  probabilmente con un giovanissimo Raffaello.  Grandi personaggi che oggi aspettano.

Ma ora è  tempo di guide,  audio guide e tablet. Non fa caldo,  Non suono più la chitarra,  non dormo nelle tende e ora ho una passione in piu’: l’arte.

Ad Arezzo “la vita è bella”

chiesa-san-domenico-arezzo-borrelli-romano-fotoarezzo-27-2-2017-foto-borrelli-romanoPensavo di recarmi ad 20170301_094427Arezzo per visitare la Chiesa di San Domenico che custodisce al suo interno un arezzo-chiesa-s-domenico-cimabue-borrelli-romanoCrocefisso di Cimabue precedente,  antecedente, quello di Firenze in Santa Croce,  o il ciclo di affreschi di arezzo-27-2-2017-foto-romano-borrelli-1piero-della-francesca-borrelli-romano-fotoPiero della Francesca (Storia della Vera Croce,  iniziato da Bucci di Lorenzo ma in seguito alla sua morte avvenuta  nel 1452 il ciclo fu ripreso  da Piero della Francesca a partire dal 1459, ultimato poi nel 1466) visitabile nella arezzo-s-francesco-foto-romano-borrelliChiesa di San Francesco,  oarezzo-duomo-27-2-2017-romano-borrelli-foto il Duomo,  intitolato ai Santi Pietro e Donato che contiene anch’esso un affresco dello stesso Piero della Francesca,  la “Maddalena” (1460-1466) con opere del Vasari; o ancora una vidita presso Santa Maria della Pieve, del XII secolo,  con i suoi cento buchi per le sue bifore…. Cinque porte ciechearezzo-28febb-2017-foto-romano-borrelli,  la porta di accesso principale e,  basta alzare gli occhi in su e ti si presentano le statue dei mesi dell’anno con una rappresentazione della 20170301_085248Madonna.  arezzo-1-3-2017-foto-borrelli-romanoGennaio bifronte,  febbraio che pota e arezzo-1-3-2017-foto-borrelli-romano


arezzo-1-3-2017-foto-romano-borrellimarzo che suona. Ma senza offesa per nessuno,  ogni mesearezzo-pieve-s-maria-foto-borrelli-romano e’ ben rappresentato e ciascuno ha una sua statua.  Le collonnine sono disposte inarezzo-foto-borrelli-romano-28-2-2017 tre logge e dalla prima verso la seconda e terza assumono forme e numero diverso a seconda della loggia. Basta sollevare il capo e rrndersi conto che una colonnina,  diversamente dalle altre, possiede la forma di una statua come e’ evidente nel terzo loggiato (vedi foto). Sul campanile invece sono presenti  arezzo-28-2-2017-foto-borrelli-romanole bifore,  due su cinque livelli. La parte dell’abside converge verso la bellissimaarezzo-28-2-2017-foto-romano-borrelliarezzo-28-2-2017-foto-romano-borrelliarezzo-27-2-2017foto-romano-borrelli piazza Grande  dove si possono riscoprire scorci di questa bellissima cittadina in cui “la vita è  bella”. Davvero. un caffè  in piazza Grande,  una salita fin su,  sulla arezxo-torre-orologio-borrelli-romano-27-2-2017 Torre dell’orologio” e aspettarearezzo-orologio-torre-romano-borrelli-foto che suoni. E subito dopo,  godersi il panorama arezzo-27-2-2017-foto-romano-borrelliaretino con occhio voltoverso altre lande.  Gustarsi il panorama e andare alla ricerca dove tutto è  così buono come… un gelato al cioccolato. Benigni disse..che… foto-borrelli-romano-27-2-2017ad Arezzo…. “la vita è  bella”. ps. sembra di vederlo sfrecciare  con la bicicletta intorno a piazza Grande,   il negozio libreria,  il bar e gli scalini del Duomo… lui,  il bimbo e la sua principessa.

A Firenze

firenze-27-2-2017-foto-romano-borrelliQuando posso,  riesco,  prendo e vado. Anzi no: viaggio. Approfittando delle vacanze di Carnevale decido cosi  per la Toscana quale meta  del mio viaggio.  E così,  questa mattina, mentre la nostra  citta’ era ancora sonnolenta io mi fiondavo verso Porta Susa: un frecciarossa,  quello delle 6. 30,  mi avrebbe condotto a Firenze. E non solo.  A Firenze mi piace tornarci. Non è  passato moltissimo tempo,  a dire il vero,  dall’ultima volta che mi ha ospitato ma ogni volta,  qui,  è  come fosse la prima. Così non mi sono fatto mancare “le stesse cose” dell’altra volta

27-2-2017-firenze-foto-borrelli-romano

. Una bella passeggiata sull’Arnofirenze-27-2-2017-foto-borrelli-romano,

Santa Croce,  le cappelle Bardi e Peruzzi,al fine di ri-ammirare Giotto,  con i suoi affreschi su San Francesco, su san Giovanni Evangelista e san Giovanni Battista,   la cappella Castellani,  il Crocefisso di Donatello,  che nonostante ci sia una cancellata,  la sua grandezza in tutti i sensi e’ comunque ben percepita, il Crocefisso  di Cimabue,  con il pensiero all’alluvione del 1966 e al conseguente salvataggio in estremis da parte di una generazione che aveva voglia di fare,  dire la sua,e far nascere “La società  civile”,  il volontariato  e quindi una visita ai tantissimi personaggi che riposano qui,  in questa Basilica.

Guida,  audio guida,  tablet e Internet,  quaderno e appunti,  e un pensiero rivolto alla scuola: sempre col pensiero ad una restituzione ben fatta.

Un altro mondo è possibile!

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