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Appello al voto di Paolo Ferrero alla Federazione della Sinistra e perché!

IL VOTO ALLA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA VALE DOPPIO!
“A Torino si corre da soli in quanto il Pd si è inchinato di fronte ai diktat di Marchionne … Il voto utile è quello alla Federazione della Sinistra …”
Video molto interessante:

In piazza con la Fiom

Giornate di saldi, da ieri, nella nostra città, Torino. Folla lungo le vie del centro. In Piazza Castello, intanto, un gruppo di lavoratori, studenti (molti, e fra questi, Simone Ciabattoni) pensionati, militanti della sinistra-sinistra, (Luigi Saragnese, Armando Petrini, Paolo Ferrero e tanti altri) uniti a presidiare e informare sulla grave situazione posta in essere a Mirafiori. E la Fiom, naturalmente.  Alternativa o ricatto? Continuo a pensare recandomi velocemente in piazza. Il ricatto incorpora il dolo, ci ricordava un quotidiano alcuni giorni fa. A voi la scelta. Personalmente ritengo che le grandi conquiste di civiltà debbano essere difese, mantenute. Certo a fronte di un situazione così grave mi sarei aspettato piu’ mobilitazione, partecipazione su una questione così importante. Diritti in cambio di un investimento. Ma di chi sono questi soldi che si stanno per investire a Mirafiori? Ma chi è il vero proprietario della Chrysler? A cosa hanno rinunciato gli operai della Chrysler? Dollari, fondi pensione….Pensavo avesse  investito dollari suoi, del manager, cioè!!! Molte cose sono già state dette, ridette, scritte. Pomigliano non era una situazione contingente, eccezionale, che non avrebbe mai avuto il ruolo di “apripista”. Era forse un’operazione collocabile nel solco di una strategia, ribadita poi con Mirafiori. Perchè tagliare le pause dei lavoratori ( e poi, sotto il profilo contabile, perchè se dieci minuti diventano lavoro a tutti gli effetti non devono concorrere a formare il tfr?), il primo giorno di malattia, e poi, via via, anche il secondo, e non  tagliare sui benefit magari di chi percepisce un compenso elevato perchè dirigente o funzionario? E’ o non è l’Italia un Paese con uno squilibrio delle risorse, della ricchezza posseduta? Vogliamo cominciare a mettere a posto questa differenza o accettarla acriticamente? Perchè, in tempi in cui tutto deve essere messo in competizione, il recupero della produttività deve riguardare il fattore lavoro e non il fattore imprenditoriale? Perchè non tagliare quelle famose “600 volte il reddito percepito rispetto ai sottoposti” del manager in maglioncino blu?  “La classe operaia non è andata in paradiso”, ci ricorda Marco Revelli nel suo testo “Poveri, noi”. E non andrà in paradiso con quei 3500 euro o 4000 euro in piu’, lordi, che percepiranno nell’arco di un anno (eruo, utile ricordare, che verranno incamerati a fronte delle ore svolte in piu’ e presumibilmente come straordinari o notturni, a scapito di tutto quello che è il benessere: piu’ stress, piu’ fatica, meno tempo in famiglia, ecc. ecc.). Venti anni di drenaggio continuo di risorse ai percettore di reddito fisso. Borse che esultano, titoli che volano, e che di volo in volo, dal settembre 2007 sono finiti nella “spazzatura”. Titoli tossici. Ripuliti. E ripulite le tasche dei percettori di reddito fisso. Perchè banche e aziende si devono pur salvare, le persone no. Gongolano gli imprenditori di una certa levatura, gongola questa parte politica al governo. “La nave va”, solo per pochi. I molti restano a piedi. O in cig, da febbraio. Per un anno. E chi la paga la cig per un’operazione “strategica”? Molte cose sono state dette; passanti che si coprono gli occhi e chiudono le orecchie. I saldi continuano. Ma i diritti non sono merce in saldo. Diritti indisponibili. In un’Italia fondata sul lavoro.  Noi ci abbiamo provato, ieri, al presidio, perchè “ci interessa”, forse non “Care” piu’ all’ideatore del voto utile e agli amici che tagliano a fette un accordo. Già, voto utile e sbarramento e mancanza di sponda politica, mancanza di rappresentanza. Accordo di Mirafiori e mancanza di rappresentanza. Noi ci proveremo. Oggi e domani. A difendere diritti, non monetizzabili. Al mio fianco, persone anziane, ma giovani per andare in pensione…”col viso vizzo”. Reggeranno quei nuovi ritmi di lavoro? Occorre un bel colpo di….frego….di questi ultimi vent’anni.

Arrivederci al 28 gennaio.

Uniti contro la crisi

La settimana era cominciata bene. Torino sotto la neve. Un “aperilibro”, presso una nota libreria del centro storico alla presenza di numerosi scrittori torinesi, alle prese con una iniziativa carina, “Due con”, la presentazione di tre libri. Un’atmosfera di famiglia. Durante la settimana il clima, viceversa, è divenuto “piu’ caldo”.

Resistere alla Gelmini, opporsi alla “Riforma”. Questo il tema dominante del dibattito pubblico tenutosi a Torino presso la Sala Pasquale Cavaliere.

Un’iniziativa voluta fortemente dal partito della Rifondazione comunista, Federazione della Sinistra, aperto a tutti. Fra i partecipanti, Valentina Barrera, (coordinamento nazionale precari Università); Alessandro Ferretti (Univresità di Torino, Rete 29 Aprile); Rino Lamonaca (rsu cgil Politecnico di Torino); Nicola Malanga (Studenti Indipendenti) e Massimo Zucchetti (Politecnico di Torino). Introduzione di Luigi Saragnese, dibattito coordinato da Alberto Burgio (Università di Bologna, Direzione Prc). Presenti una cinquantina di persone, studenti, professori, pensionati. Presente Armando Petrini, segretario regionale Piemonte di Rifondazione comunista.

Fra i temi dominanti le politiche “distruttive” del governo, la presenza di questo movimento, non nuovo, ma che si ripresenta sulla scena a distanza di due anni, capace di proporre un cambiamento. Un movimento la cui caratteristica è l’orizzontalità. Nota caratterizzante : il grande spontaneismo e la presa di coscienza di questo movimento “monumento”. Un movimento che “non è una banale rivolta luddista, ma una aggregazione di cervelli senza precedenti”. Un movimento che vede diversi partecipanti, nnl mondo della scuola, dell’università. Un mondo quest’ultimo che è “uno specchio ingrandito di quello che succede nella società. Una società precaria, che coinvolge tutti. Una condizione esistenziale, nata, come ci ricorda Marco Revelli da “una presunta modernizzazione che è un piano inclinato verso la fragilità e l’arretratezza”. Questo movimento fortunatamente ha preso coscienza, sociale e politica, e, pur essendo “privo di sponde politiche” (per una logica perversa del voto utile di veltroniana memoria) e “deficitario su quella (sponda) sindacale (un’ora soltanto di sciopero, modulata ogni dieci-quindici giorni è stato davvero poco, nonostante la pezza dell’intera giornata, con la proclamazione dello sciopero cgil) ha saputo, utilizzare nuove forme di protesta, rendendosi visibile agli occhi dei piu’. Occorre unificare le lotte dei ricercatori, universitari, studenti, lavoratori della scuola con le lotte dei metalmeccanici. Questi ultimi sono costantemente sotto ricatto: stanno per subire uno scippo, quello del contratto nazionale. Unificare le lotte, come avveniva negli anni ’70. Perchè non si è deciso uno sciopero “unitario”, stabilito il giorno della manifestazione studentesca? Forse ci sarebbero state “meno carezze di manganelli sui manifestanti”. Per questo, bisogna stare uniti. “Uniti contro la crisi, il 14”, e sempre, per non lasciare soli, in mezzo ad una strada questi studenti. Tantomeno in mezzo ad una autostrada. Uniti con gli studenti, affinchè non subiscano aumenti di tasse universitarie, come avviene in Inghilterra. Quanto attuale è Cosimo, personaggio di Italo Calvino nel Barone Rampante! Dall’albero alla gru, al ponte, al monumento e al suo movimento. In Italia, per chiudere, lo stanziamento per l’Università è pari ad un misero 0,5% contro una media Ocse dell”1,5%.

Chagrin d’amour? No, chagrin d’école.

Nel dibattito, si è fatta anche della storia, personale, dove ognuno ci ha messo del proprio. Una Università che presenta falle a partire da Ruberti. Un dibattito che ha acceso ulteriormente le coscienze. Da domani occorre “infiammarle”: “dont’ get kettled, non farti intrappolare. Move, muoviti.

Se uno non si ribella, si scompare”.

Il muro va giù, ma crea un vuoto?

Prima o poi. Prima o poi, bisognava pur cominciare. Ormai le elezioni sono alle spalle. Resta un gran lavoro svolto dai candidati, tutti, della Federazione della Sinistra, in particolar modo di Luigi Saragnese, Juri Bossuto, Sergio Dalmasso. Resta il loro lavoro di cinque anni in Consiglio Regionale. Resta la fiducia, la stima l’amicizia. Resta un grazie a tutti coloro che hanno espresso un consenso per loro e la Federazione. Le riunioni a cui ho partecipato nell’immediatezza del voto sono state numerose. L’esito elettorale ha dimostrato che non vi è stata inversione di tendenza. Vi sarà ancora molto da lavorare. Ora, però, penso sia giunto il momento di responsabilizzarsi, ognuno per la propria parte. Affrontare alcuni temi, di petto, senza paura.  A cominciare dalla comunicazione, dalle strategie di comunicazione. Nel frattempo, giusta una riflessione. Nella circoscrizione in cui svolgo attività (la settima Circoscrizione di Torino) sta per sgretolarsi “un muro”, il muro posto su corso Principe Oddone, dove fino a pochi mesi fa transitavano treni diretti a Milano. Ora, vuoto. Cosa verrà costruito al posto dei binari? Ci sarà speculazione? Cosa accadrà ora? E tantissime altre domande. Il vuoto… ecco, quello che non dovremmo lasciare, nonostante la mancanza di consiglieri regionali. Servono militanti giovani che abbiano voglia di comunicare, fare cose, impegnarsi a responsabilizzare.

Nel frattempo, una nota molto positiva, è stata la pubblicazione del bel libro di storia locale, e non solo, del collega Domenico Capano, “Piergiovanni Salimbeni, nel ‘700, da quella picciola Terra di Limpidi”. Ricerche su archivi in rete e riflessioni“. Complimenti, amico Domenico. Soprattutto perché è il frutto di una ricerca che ha alle spalle tantissimi sacrifici. Sacrifici di un precario della scuola che ha voluto cimentarsi in un campo diverso dal suo. Ora, non mi rimane che leggerlo. Grazie.

Hei Ciao, riguarda TE, votami

La campagna elettorale  per le regionali sta per concludersi, l’amico Saragnese si è impegnato fino in fondo nel cercare consensi elettorali per il suo progetto che è quello della Federazione della Sinistra; per una regione a Sinistra che ponga in primo piano i problemi dei Lavoratori, del precariato,  dei cassintegrati e dei disoccupati con una particolare attenzione ai problemi che riguardano il pubblico impiego.

Luigi ci guarda, Luigi ci parla, Luigi ci scrive, Luigi si interessa di ciò che ci circonda per migliorarlo; questo vuol dire difendere l’interesse pubblico che è un voler interessarsi di ognuno di noi, e quasi lo grida: Hei Ciao, riguarda TE, votami.

Video di Luigi Saragnese

Alle elezioni regionali la Federazione della Sinistra si presenta con un proprio simbolo e un proprio programma. Sanità e Diritto all’istruzione per tutti, innanzitutto.
Vota Saragnese!

Il video è presente anche nel suo gruppo facebook:
Saragnese: un candidato alle regionali piemontesi per l’interesse pubblico

Una bella giornata di mobilitazione

Grande giornata di mobilitazione e di sciopero. A Torino, già dalle 8. 30 in numerosi convergevano verso Piazza Arbarello. Qui, alcuni del gruppo nato su facebook e blog, “24 ore senza precari” hanno trovato ospitalità presso un altro gurppo “Precari Autoconvocati”. Entrambi “scortati” da due bandiere di Rifondazione Comunista. Grande sostegno e presenza da parte del consigliere regionale uscente, e candidato  per la Federazione della Sinistra Juri Bossuto e il candidato al consiglio regionale della stessa, Luigi Saragnese.

Un corteo clorato e partecipato. Moltissimi gli studenti. A detta dei sindacati, una buona adesione, soprattutto tra i metalmeccanici. Grande entusiasmo quando il corteo ha incontrato un gruppo numeroso di metalmeccanici in Piazza San Carlo. Un solo grido: “l’articolo 18 non si tocca”.

Mentre alcuni facevano ritorno, un altro gruppo, l’ultimo, scandivo il seguente coro: “su, su, su, i prezzi vanno su, governi Berlusconi, non ne vogliamo piu'”.

Secondo alcuni, lo sciopero è un atto politico, ma “anche non fare niente, e , o, non aderire allo sciopero è atto politico”.

Nel pomeriggio, attività politica.

Bresso-Cota su federalismo e scuola: non ci siamo!

Luigi Saragnese

Bresso-Cota su federalismo e scuola: non ci siamo!

Il confronto sul tema delle competenze regionali sulla scuola tra la presidente Bresso e Cota in occasione della pubblicazione del rapporto 2010 della Fondazione Agnelli più che programmi alternativi, ha messo in luce pericolose somiglianze, alcuni significativi silenzi e molte ambiguità:

– sulla devoluzione delle competenze statali alle Regioni in materia di Istruzione, il dibattito si è risolto in una gara a chi era più il più autenticamente “federalista”, ciascuno accusando l’altro di incoerenza e dei ritardi nell’avanzamento del processo; entrambi d’accordo nel trasferire alle Regioni tutte o la maggior parte delle materie in questione e nell’assumere provvedimenti considerati come assolutamente necessari quali, ad esempio, i concorsi regionali per il reclutamento degli insegnanti, presentati come misura risolutiva dei mali che affliggerebbero la scuola piemontese. Vogliamo chiedere ad entrambi i candidati: cosa esattamente intendete per ” concorsi regionali? Vorremmo ricordare che già dal 1983 i concorsi nazionali per i docenti si sono svolti in ambito regionale e hanno dato luogo a graduatorie regionali e provinciali. E dunque?

Ciò che Cota non ha avuto il coraggio di dire in quella sede è che la Lega, in realtà, pensa a concorsi riservati ai soli residenti della Regione, perché rifiuta l’idea stessa di sistema scolastico nazionale unitario e pensa che ogni Regione debba farsi la sua scuola. Non crediamo che la Presidente Bresso la pensi allo stesso modo, ma allora perché si dichiara d’accordo su un provvedimento simile?

– i silenzi e le ambiguità, infine, riguardano i tagli già effettuati dal centro destra che stanno portando allo smantellamento del tempo pieno nella scuola elementare, a caricare sulle famiglie nuovi e più pesanti oneri per lo studio dei loro figli, e che hanno già causato nel corrente anno scolastico la perdita (e altrettanti sono previsti per il prossimo) di più di duemilacinquecento posti di lavoro docente e ATA , con il peggioramento di tutta l’offerta formativa.

Non di tagli ha bisogno la scuola e l’Università pubblica in Piemonte, ma di risorse e di investimenti per combattere la dispersione, favorire l’integrazione e il successo scolastico di tutti i suoi allievi.

Per questi obiettivi si batte la Federazione della Sinistra.

Luigi Saragnese, Responsabile Area Conoscenza Segreteria PRC Piemonte