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Fermate poetiche

Mi sono reso conto che la “produzione” del blog ha conosciuto una “fermata” da piu’ giorni. Eppure di cose interessanti che hanno suscitato curiosità e riflessioni ce ne sono state. E quindi, “inchiostro”alla penna. E anche di numerose, oltre che interessanti. Capita. A volte.  Di rilassarsi e dedicarsi ad altro. Per esempio alla lettura. Per non parlare poi dei “buoni consigli” della scuola. E quest’anno sono davvero tantissimi. Ma partiamo dai fatti da accennare. Dalla “sVentura”, alla panchina Ikea, a livello “nazionale”, prodotta virtualmente sui social dopo il fischio finale di Italia-Svezia. “Luci a San Siro” spente, o mai accese. Lacrime di Buffon per un viaggio mancato. Lasciamo pero’ tutto cio’ e dedichiamoci alle bici verdi e arancioni che spopolano  a Torino (grazie ad una app è possibile prendere a noleggio una bici con pochissimi centesimi e lasciarla non necessariamente in stalli o stazioni ben delimitate come accade per le bici gialle”comunali”. L’importante è non intralciare strade, vie, ecc.ecc.). Nello snocciolare gli eventi, non mi sono fatto mancare un’uscita presso l’oratorio della circoscrizione, ora gestito dai Salesiani, e una breve spiegazione sulla validità del sistema pedagogico del Santo sociale torinese. L’oratorio e il cortile come elementi necessari alla costruzione e conduzione della casa e/cosa comune. Ogni casa salesiana possiede un cortile e una sala giochi. Iniziativa apprezzata e lodata tra giubilo di un pallone che entra in rete, come metafora di una buona vita, ed una pallina che entra nella porta di un calcio balilla. Insomma, un’ora buona e dolce di buone pratiche e una fetta di pane e nutella a condire gioia ed entusiasmo adolescenziale. Le curiosità e le novita’, certamente, sul  percorso cittadino, non si fanno certo mancare. Nuove “fermate poetiche”sono state installate in via Pietro Micca.Difficile accorgersene, dato il frastuono e la confusione cittadina che hanno anticipato “la vigilia” di Natale.  Mi fermo, leggo, incuriosito, rifletto..all’ombra della Mole e di mille luci di luci d’artista.

Tutto nella giornata del 3 giugno…

Nella notte le sirene continuavano il loro “lavoro” ininterrottamente. Suono,  corsa,  suono… Dirette verso piazza San Carlo e da qui,  ai Pronto Soccorso della citta’. In programma,  in  serata,  a Torino,  era prevista la finale Juve- Real Madrid,  trasmessa attraverso  il maxi-schermo come normalmente e’ avvenuto in  occasioni simili.

Al terzo goal, del Real Madrid,   in piazza San Carlo, (il salotto torinese) dove in trentamila si erano radunati e assistevano alla finale di Champions,  un botto e poi improvvisamente migliaia di corpi in fuga, che solo fino a pochi secondi prima erano “spalla a spalla”,  nel vedere,  tifare,  imprecare;  all’improvviso, e,  dopo quel botto,  eccoli,  trentamila  a correre all’impazzata cercando una via di fuga. In mattinata la notizia era che il numero dei  feriti si aggirava intorno ai 1500. Moltissimi hanno fatto ricorso alle cure del Pronto Soccorso. Sulla piazza un tappeto di vetri e cocci di bottiglie  (che non avrebbero dovuto) e che hanno causato tagli e ferite profonde ai  molti che cercavano una via di fuga dalla piazza. Il tutto a pochi minuti dal triplice fischio che avrebbe consegnato per il secondo anno consecutivo alla squadra spagnola. Risultato finale,  4 a 1 per il Real. Giornata che aveva segnalato attentato a Londra.

Una giornata davvero triste,  anche per un altro fatto:   nel pomeriggio era stata data   la notizia del furto della reliquia (il cervello) del Santo dei giovani,  San Giovanni Bosco (nella foto l’urna del Santo nella Basilica di Maria Ausiliatrice). . A Castelnuovo don Bosco infatti era conservata la reliquia del  cervello del Santo fondatore dei Salesiani conosciuti e presenti in tutto il mondo. Reliquia trafugata nel Tempio del Santo.

 

Firenze-Faenza -Bologna

firenze-foto-borrelli-romanoLasciata Firenze,  le sue meraviglie e bellezze,  la destinazione e’ Faenza. 100 km di strada ferrata e “quasi mare di colline” e oceano di alberi spogliati e senza parrucca bianca,  separano il capoluogo fiorentino con la citta’ romagnola,  adagiata  quasi al confine con la Toscana. A meta’ strada,  un saluto al luogo natio di Dino, (Campana)  a quello dell’amore sui con Sibilla,  alle rose e al loro “viaggio chiamavano amore”.  E uno sguardo quindi al contenitore di tutto cio’: Marradi,  terra di sagre e di castagne (tutte le domeniche di ottobre).  Un’ultima occhiata a qualche documento,  la’ dove studio’ il grande Dino Campana (presso i Salesiani),  Istituto non piu’ dei Salesiani e un altro a quel che resta dell’edificio  in via di ristrutturazione.  faenza-3-1-2017-sales-d-bosco-foto-borrelli-romanoSuperato il portone di un antico e nobile palazzo,  l’atrio,  ecco a sinistra una “manica” dove sono collocate  aule,  forse luighi per corsi universitari,  forse logopedia.  Numerose targhe ne ricordano il direttore e i benefattori e ovviamente,  il passaggio di Dino Campanafaenza-3-1-2017-foto-borrelli-romano. All’interno del palazzo si apre uno di quei cortili cosi tanto simili ai  quelli salesiani,  fondamentali nella pedagogia di don Bosco20170102_171259 20170103_211935. A chiedere che ne è  stato di tutto cio’ alcuni ne sanno davvero ben poco.  Un gruppo di ragazzi si ritrova tutte le sere,  nel cortile,  un ritrovo, forse ignari di chi era don Bosco. Faenza e’ una bellissima cittadina dotata di  una stupenda piazza,  “Del Popolo”,  colorata al suono di una musica;  un loggiato,  un Duomo,  Cattedrale,  20170102_171259del 1400 (iniziata nel 1474 e terminata nel 1515)circa,  il cui vescovo è  Monsignor Mario Toso.  faenza-3-1-2017-foto-romano-borrelliUna scalinata,  una fontana ed un albero di Natale separano quello della piazza.   faenza-3-1-2017-foto-borrelli-romanofaenza-3-1-2017-foto-romano-borrellifaenza-3-genn-2017-foto-borrelli-romanoUna staffa di cavallo con due porticati e tanti localini uno piu bello dell’altro. Il freddo e’ pungente e nella nebbia ci si perde. Nebbia fitta e luci e dolci melodie si spandono nel centro cittadino. Su molti scalini che dividono porticato e loggiato sostano elfi e babbi natale. A sera la piazza del mercato e’ un posteggio con macchine in sosta per chi ha deciso di consumare la serata in citta’,  in centro,  scegliendo tra uno dei molti  locali aperti.  Al mattino,  prima di riprendere la strada verso Bologna,  non mi faccio mancare una buonissima colazione presso il bar Rossini,  gia’ testato in precedenza. Le ragazze del bar  sono affabili e professionali. Il locale e’ animato,  pur essendo passate da poco le 7 del mattino. Sul bancone fanno sfoggio paste che si presentano davvero buone. 20170103_081830Il cappuccino è  servito in un tazzone enorme che andrebbe bene per due clienti.  Sui tavolini,  ogni tipo di quotidiano aspetta per diffondere a moltitudini di mani le voci del giorno ptima. La Voce e’ uno di questi. Due chioschi di giornali distribuiscono alcune copie di quotidiani a clienti appena arrivati li in bici. Dopo aver pagato e scambiato qualche parola con i giornalai, le bici si perdono,  tra le stradine di questa graziosa cittadina. Ma per perdersi,  qui, basta davvero poco. Nebbia. faenza-3-1-2017-foto-romano-borrelliTutto è  famigliare e i rapporti cordiali;  animano il centro rare persone a piedi che recuperano il centro della piazza per buttare l’occhio a terra dove luci di ogni colore disegnano chissà  cosa di speciale,  per poi sparire alla mia vista, verso la lunga via Mazzini,  la direttrice che avvicina alla stazione.faenzs-2-1-2017-borrelli-romano-foto20170102_170711 La stazione e’ al fondo del viale,  subito dopo l’Istituto di ceramica. Il mio treno e’ annunciato. Bologna e’ li che aspetta,  come sempre. Faenza e’ bellissima. Ci tornero’. Peccato che l’Istituto Salesiano non esista piu’ dal 1999… Faenza,  anni fa la abbinavo ad un treno,  una canzone,  un viso di una cantante timida,  giovsne,  una maturanda,  degli anni ’90,  la Pausini. Ora so che Faenza e’ davvero tantissimo. Molto. Faenza e’.. 20170104_084128bologna-4-1-2017-foto-romano-borrelli

Buon Natale

torino-25-dic-2015-foto-borrelli-romanoAnche l’ ultima casella del presepe posto in piazza Castello,  a Torino, è  “saltata”: torino-pzza-castello-25-12-16foto-borrelli-romano25 caselle aperte dal giorno in cui la Presidente della Camera Boldrini il primo dicembre inauguro’ l’accensione dell’albero. Buon Natale. Santa Messa a  mezzanotte in numerose Basiliche e Chiese torinesi come da tradizione.  Al termine della santa messa di mezzanotte,  per le strade adiacenti quelle, sembrava ancora giorno.  E cosi dalle parti di torino-25-12-2016-m-ausiliatrice-borrelli-romano-fMaria Ausiliatrice dove all’oratorio don Bosco c’e’ stato tempo anche per una fetta di panettone e un brindisi fra amici e “vecchie glorie”. torino-25-12-2016foto-borrelli-romano20161225_110329 Ovviamente dopo messa. Campane a festa,  “è  nato,  è  nato”.  In giornata poi,  in ogni casa si dava luogo a tornei interminabili di mascelle e alta cucina e giochi di gruppo rispolverati esattamente un anno dopo insieme a regole fai da te. Maratone di ogni tipo,  quindi e lunghe passeggiate,  nel pomeriggio a smaltire qualche etto di troppo e uno “struscio” a favore di una sfilata di capi d’abbigliamento nuovi di zecca.20161225_18360320161225_183845 Alla stazione gli ultimi ritardatari inoltravano la loro letterina a Babbo Natale e molti altri,  deposti i libri scartati  durante la notte,  (appena iniziati e lasciati a favore di altro), si dedicavano alla dolce lettura dei desideri piemontesi con un occhio a qualche vetrina “scandalosamente”aperta per le feste. C’era una volta “ricordati di santificare le feste”…

25-12-2016-foto-borrelli-romanoTanti auguri,  Buon Natale.

Quasi… Natale

torino-17-12-2016-foto-romano-borrelliEra da un po’ di giorni che non lasciavo segno,  qui sopra, immerso tra lezioni,  corsi e lezioni avvolto in una nebbia da capogiro. foto-borrelli-romano-circolo-lettoriCosi,  dopo aver ultimato la relazione su Simenon e la sua “Belle”,  il suo “orologiaio”,  decido di fare due passi e ritornare in Circolo. Un passaggio tra chi di lettere è  di casa,  le scrive,  le legge e le ripone in Circolo.  In bella vista. Qui si che e’ un bellissimo posto. Ne approfitto e compero la tessera per farmi il regalo di Natale.  In una atmosfera natalizia ormai quasi giunta a  destinazione,  l'”Avvento del Natale”,  e’ un via vai continuo fra vetrine doni e pacchi che reclamano precedenze: via Roma,  Lagrange,  Po. Un rito e un giro  di Luci d’Artista.   torino-p-ta-nuova-17-12-2016foto-borrelli-romanoA Porta Nuova “fiorisce” l’albero e maturano gli auguri di ogni risma. Una veloce lettura alle “letterine” 20161217_16442020161216_08274620161216_082840lasciare nei giorni scorsi e via,  tra la dolcezza della musica perdersi per le vie e letorino-p-zza-s-carlo-fot-borrelli-romano-17-12-16 piazze di Torino.

8 12 2016

torino-porta-nuova-fs-foto-romano-borrelliTorino 8 12 2016. Dalle parti di Valdocco,  un cortile,  un pallone,  allegria e che la festa cominci,  come piu di cento e “fischia” anni fa anni fa quando bastava un  solo. .. fischio. Senza competenze. torino-valdocco-8-12-2016-foto-borrelli-romano. E si: oggi per il mondo salesiano e’ festa. Si ricorda infatti la nascita del primo oratorio di don Bosco,  a Torino,  in via Salerno 12. Che poi realmente è  incastonato fra le vie Cigna,  Sassari,  Maria Ausiliatrice e la perpendicolare,  Ravenna. Sul campo in erba sintetica in molti ci hanno giocato e “palla al centro” incontrati e innamorati. All’oratorio,  il “primo”,  recita una targa entrando in una casa che è  di tutti. Ma proprio tutti. In reata’ non è il primo in assoluto data l’esistenza,  a Torino (1822 circa) di quello di don Cocchi, creato un ventennio prima  dalle parti di quella che oggi e’ Barriera di Milano; le personalita’ dei due fondatori erano differenti e don Bosco come si sa,  lancio’ anche un suo sistema pedagogico. E da qui,  dall’oratorio salesiano,  la nascita di temi quali lavoro,  educazione,  scuola,  “pane”.  (temi descritti nella mia tesi insieme al nuovo “lavoro”. torino-8-12-2016-pzza-s-carlofoto-borrelli-romano Oggi,  in centro è  cominciata la corsa (meglio sarebbe,  la maratona ) o la caccia al regalo. Questo,  in pubblico come nelle case private.  torino-8-12-2016-galleria-s-fed-borrelli-romanoGli alberi di Natale compaiono in ogni dove mentre scompaiono le “casette” con salumi,  provole e dolciumi di ogni tipo da alcune piazze torinesi. Il rispetto dello stile architettonico  delle piazze sabaude è  fondamentale. E mentre compaiono “addobbi” di carta con gli auguri di passeggeri e passanti nel “non luogo” dello scalo ferroviario torinese  (nell’atrio) scompare il mio primo augurio20161206_152050,  in assoluto. Un augurio postato solo due giorni fa su questo blog dopo averlo posizionato su carta stampata “tipografia salesiana”  tra rami ancora “spogli” di carta ed emozioni.  Pazienza. torino-p-ta-nuova-8-12-2016-foto-borrelli-romanoMi godo Porta Nuova che è  bellissima,  con il trucco rifatto a nuovotorino-porta-nuova-8-12-2016-foto-romano-borrelli. E’ una bella signorina,  dal trucco rifatto. Arcate,  due conchiglie e la bandiera italiana. Il suo atrio,  come una bocca,  ingoia e restituisce passegferi e passanti a tutte le ore.

A Porta Nuova è tornato l’albero di Natale

torino-porta-nuova-foto-borrelli-romano-6-12-2016A Torino Porta Nuova è  arrivato -ritornato l’albero di Natale sotto l’atrio. È  bello,  diverso dagli ultimi. “E’ bello come la scuola dove insegno”. Non ho resistito alla tentazione. E’ davvero diverso da quelli degli anni precedenti documentati dal quotidiano torinese La Stampa e…. dal blog!! Stamattina,  sotto l’atrio,  una giovane donna suonava al pianoforte, musiche romantiche,  il tabellone “giocava” con gli arrivi e le partenze,  ed io,  con la fantasia mentre  il cuore batteva al rumore dei treni,  oltre l’atrio rimanevo incollato e così gli occhi e le orecchie.  Voglia di partire,  andare,  viaggiare.   Ho staccato un foglio e ho scritto i miei auguri. Su carta “tipografia don Bosco”. E’ il primo biglietto.  Vado in biglietteria e. . . ne stacco un altro. 20161206_152050Eccolo. Poi son tornato indietro e l’ho modificato un pochino. Un augurio di cuore,  dal cuore,  il mio,  al cuore di tutti.torino-foto-borrelli-romano-porta-nuova Buon Natale a tutt*.

Perugia, ciao

“Ciao Perugia”.  E buon agosto anche se ci sussurra con piogge e vento che il sig. settembre si avvicina a 30 passi. 30 7 2016, Perugia.Borrelli Romano fotoPerugia.30 7 2016,foto Romano BorrelliPerugia.30 7 2016.foto Borrelli RomanoPeruhia.30 7 2016.Romano Borrelli foto.20160729_153435Perugia, 30 7 2016 Romano Borrelli foto30 7 2016 foto Romano Borrelli.PerugiaBuon viaggio,  mi occhieggia e sembra voler dire  ancora il Corriere dell’Umbria” adagiato sul bellissimo libro della Chiara Frugoni,  “Quale Francesco?  Il messaggio nascosto della Basilica superiore ad Assisi. Edizione Einaudi”1 8 2016.foto Borrelli Romano. Pensavate fosse sufficiente una micro guida al prezzo di sei euro impegnando anche  la carta di identita’? Certo che no. Si e’ in cammino,  verso il meglio. “Io studio” e’ la risposta piu’ appropriata a quanti ci vorrebbero soli nel nostro recinto. Io ci provo.  Pollici su,  like,  cuori  e reazioni,  Non mi importa. Questo per restare in comunità  virtuale. Per il resto si: voglio il meglio per me e la scuola. Restando ai giorni di vacanza-studio.  Posso confermare di aver trovato una parte di Umbria davvero interessante,  bella,  dove arte,  cultura,  musica,  enogastronomia non hanno confini. Umbria,  un capolavoro. In vetta al mio gradimento Perugia e AssisiBorrelli Romano foto,  già  visitata in doppia “seduta” dove oggi mi rechero’ ancora una volta prima di fare un “coast to coast” verso l’Adriatico. Assisi,  citta’ che si prepara per la visita del Papa,  di ritorno da Cracovia e i suoi giovani della giornata giovanile mondiale. Assisi che si prepara a vivere un momento bellissimo: “il Perdono di Assisi”. Giovani spronati a fare della propria vita un capolavoro. Andare e camminare senza essere “uomini divano”.  Per restare in tema,  bellissima Passignano sul Trasimeno coi suoi 4 rioni  che si sfidano nelle singole prove. “L’incendio” al castello,  la corsa delle brocche,  prove singole e poi la corsa,  il palio delle barche. E poi colori: nitidi,  vivi,  per vivere in maniera tale e non in bianco e nero. “Vivere  a colori”  e “andare” motti dell’estate 2016.  E che dire poi del Trasimeno? Luci bellissime,  tramonti belli,  morbidi,  che invogliano ad abbracciare  ogni singola cosa di questo territorio e provare ad ammorbidirsi dentro e fuori. E i girasoli poi? Fantastici. Del cibo poi preferisco non parlarne ma… mangiare,  anche quando era “Street food”  avendo tra le mani un panino con la porchetta e la crescia con verdura e salsiccia. Umbria,  terra di santi,  un po’ come Torino,  dei santi sociali. 20160730_07531720160730_20133520160731_060614Anche qui sono presenti i salesiani che svolgono un lavoro attento e fondamentale in questa città  dalla forte presenza universitaria. Bhe’ che dire ora? È  il momento di andare… buon cammino allora. 20160730_201427

Dagli occhi di…

Foto Borrelli RomanoIn giro per Torino  l’aria e’ di quelle da “liberi tutti”.  I numeri del calendario sono scivolati in basso. A due cifre molto prossime al trenta. Con l’avvicinarsi del termine della scuola i ragazzi si “sbracciano”  e si “scalzano”. Nel primo caso il riferimento e’ non solo alle t-schirt ma anche ad una richiesta d’aiuto: una, due, tre materie…recuperi da sostenere. Aiuto!!  E cosi sono, i ragazzi,  ma anche allegri e con la gioia nel cuore. La giornata di oggi e’ stata diversa dalle solite ma uguale a poche altre gia’ collaudate. Direzione Porta Palazzo, il 4 che apre le porte e l’onda dei profumi della frutta e verdura ci assale. Giusto: chi? Bhe’, noi, una classe in viaggio, nel tempo, passato e presente, che per molti tratti e’ cosi identico e nelli spazio, torinese. Dalla 8 alla sette. Direzione:  visita alla Piccola Casa della Divina Provvidenza, l’ambulatorio Camminare Insieme e i luoghi di don Bosco. I loro lasciti. L’Umanita’ e tra i piu’ grandi serbatoi di volontariato  della nostra citta’. Una cartellina trasparente, l’elenco della classe in duplice copia, i permessi, il programma e un quadernetto con suggerimenti finali. Analisi e riflessioni: coi vostri occhi. Poi, un tema “come mi vedo” ipotizzando la data luglio 2018, tetmine della loro maturita’ e infine alla luce del termine casa e di quel che di e’ visto oggi “io vivo con…”.  Incipit. Fatto sta che tra una cosa e l’altra ho dimenticato il tutto. Cartellina e mandato. Me ne ricordo dopo un’ora buona. Ritorno. Lo trovo nello stesso identico posto in cui lo avevo lasciato incustodito. Lo apro e trovo una riflessione scritta. Da chi non lo sapro’ mai.
DAGLI OCCHI DI UN’ALUNNA…

Oggi siamo andati a visitare il Cottolengo: un piccolo quartiere, immerso nella grande città di Torino che fa dimenticare a chiunque ci entri il Mondo che esiste all’esterno.
La visita è stata guidata da una suora con uno spirito immensamente fedele, che a me personalmente ha passato tanto, e la passione con la quale raccontava la meravigliosa storia di quel magico quartiere…faceva venire i brividi!
È un po’ indescrivibile la visita che è stata fatta oggi…sia a livello emotivo che spirituale…
E specialmente vedere Angela: la donna cieca, sorda e muta che comunica attraverso una mano. Quella di una suora…
È stato meraviglioso poter vedere anche quanto l’essere umano pur di comunicare faccia qualsiasi cosa… e ci riesce sempre! Da uno sguardo, ad un sorriso, ad un gesto oppure…come in questo caso attraverso una mano…
E concludo la mia riflessione con una frase che mi ha toccato particolarmente e che mi sono sentita dire oggi:
‘La vita è troppo preziosa per sciuparla.’

Il viaggio di questo anno scolastico 2015/2016 volge al tetmine. Che storia. Ci siamo trovati, cosi per caso. Ci siamo incontrati, raccontati, arricchiti, contestati a volte e risi addosso in altre e rispettati sempre. Ora e’ arrivato il momento di scendere. La stazione ci dividera’ per chissa’ quali e quante strade ma continueremo a raccontarci sempre grazie alla foftuna del nostro incontrarsi…

A Valdocco (prima, Piccola casa della Provvidenza e Camminare Insieme)

26 4 2016 Valdocco Torino.foto Borrelli Romano 3gTorino 26 aprile 2016. Questa mattina il freddo era davvero avvolgente. E pungente. Uno starnuto un altro e ancora uno. Frugo nelle tasche alla ricerca della “cellulosa” incrociando fra le dita fazzoletti nuovi, usati, stropicciati, nuovi e usati, extra oserei dire, in una girandola di carte di varia natura che affondano in questa che l’appendice della tela.Dei miei pantaloni.  A cavallo, dei pantaloni e tra pollini e raffreddore. Essere uno o l’altro, questo e’ il problema. “La carta!!!Gia’: “la carta!! L’elenco dei ragazzi! Oggi c’e’ l’uscita didattica presso il Cottolengo e quasi me ne stavo scordando!”No, non e’ vero na il programma prevede la visita presso  la Piccola Casa della Divina Provvidenza, la storia, il ruolo del volontariato, le persone, la storia, loro.  Ho bisogno dell’elenco e non lo trovo. Faccio fatica ma lo recupero. Uno, due, tre, 20 ricerche. Trovato. Ok. Trovato. Calma. Ci vuole molta calma. Potro’ fare l’appello prima di partire da scuola. Casa, metro, istituto, firma, appello, partenza. Quattro passi fino al ponte. I treni sotto di noi sfrecciano e altri ciondolano. Noi invece dobbiamo velocizzare il passo. Fermata. Saliamo. Nove fermate e nuove e vecchie raccomandazioni. Torino e’ bella vista dai finestrini. Porta Nuova, Duomo, Porta Palazzo. L’800 e il ‘900. La piccola casa della Divina Provvidenza: entriamo e viviamo un’esperienza autentica. Conosciamo Angela e Vito e ci regalano molto. Due ore intense. Gioia, Amicizia, fratellanza. Un altro mondo e’ davvero possibile. Usciamo, senza perderci, nei tunnel e nel racconto. Poi l’ambulatorio “Camminare Insieme” sulla stessa via e la spiegazione sull’accesso ai servizi sanitari. Chi fa cosa e chi non ha e chi non puo’ e chi vorrebbe. Infine Valdocco, Don Bosco, i Salesiani,  le scuole professionali, le competenze, il canale Istruzione, identica dignita’, la legge del 1978, il Cnos,  il laboratorio di panetteria e pasticceria e poi verso la fine della mattina il campo del primo oratorio. La mia tesi, passato, presente, futuro. Un pallone e tutti a giocare come ai vecchi tempi. Un plauso alla classe che si e’ ben comportata in ogni frangente. Una terza G: “il piu’ grande spettacolo dopo il big-bang siete voi”. Per me e’ motivo di orgoglio, tornare qua. L’anno scorso prendeva corpo la tesi oggi sono qui, con i ragazzi.I veri protagonisti di una storia che dura da duecento anni.Torino Valdocco 26 4 2016. Foto Borrelli Romano.3G. Per la seconda volta. Il campo, le partite miste, il cappellino anche per me nel mio ieri come per loro oggi …Un tempo occhi a mandorla, biondine e bandane, oggi il “tavolo” e il campo e’ per loro. E si sa, sotto il cappello ci sta sempre una storia. E allora su il cappello, e raccontiamole! Sogni…sogni che viaggiano e si realizzano. Allora, Terza G due parole  al termine di questa giornata le vorrei spendere, anzi,  raccontare: “tanto di cappello”.(Foto autorizzate)