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Da Piazza Castello direzione Valentino: sotto la neve

DSC00214Giornata di festa. Perfino il bancomat e la macchina fotografica lo rammentano. Cose. Del mondo materiale. Il muro, con la scritta murale, agisce, per qualcuno, da specchio, nel rammentare la situazione: “sei il mio,  guaio preferito”.  Un tempo, sarebbe stato: “Ehi!”. Ma non sono happy days. Effettivamente, a voler ripensare alle scritte, ci sarebbe da domandarsi: ” Ma come,  è già “toDSC00212rnata” (scritta murale, del centro città, zona quadrilatero) ed è nuovamente fonte di un guaio preferito? (scritta murale ai Murazzi). Allora, il problema è serio. Coazione a ripetere. Allora era meglio non fosse tornata. Mha…se anche le scritte non si mettono d’accordo, figurarsi le persone. Nel mondo attuale, tutto è incrinato. Si entra e si esce con clic, si è “amici” e non si è più amici nel giro di pochissimi secondi, virtualmente, dimenticando che forse, la costruzione dei rapporti richiede qualcosa di più duraturo, di coinvolgente. Rapporti, incrinati, note stonate, navi inclinate, treni inclinati. Insomma, parecchio inclinato. Anche sul lavoro. “O così, o ti inchini”.  La confusione è al massimo grado.  Un po’ come in politica. Professionisti illustri, di filosofia, musica, analisi, che spesso ricordano il medico di pinocchio. Quando mai se ne trovano due capaci di suggerire la stessa cosa?  Professionisti della confusione. Terra rovesciata, cielo increspato. Cosa succede in città sotto la neve? Il Valentino, in lontananza, è stupendo. Le impronte dei piedi sulla neve fresca  fanno pensare a “giri di coppia”.  Dopo il tanto parlare delle cene, fra giri di pizza e giri di carne, ecco che un giro di coppia, meglio, un giro in coppia, forse non guasta. A ben vedere, col torcicollo in agguato, forse solo le mie, di impronte, risultano “spaiate”. Il Valentino esprime tutta la sua bellezza in ogni stagione.  Cellulari e macchinette fotografiche immortalano lo scenario per tenerla “in card”, quando la memoria del cuore, comincerà ad annebbiare anche le menti. O per dire: “sono stato qui”. A voi, un “mi piace”.  Il grande fiume, lentamente, stancamente, si muove, verso Sud. La nebbia in superficie, si dirada.  Cielo lattiginoso. Sopra il ponte, il rumore del tram, verde. Il tredici.  Sembra una Torino d’altri tempi. In lontananza i Cappuccini, avvolti nella nebbia e la Gran Madre, più in basso. Ai suoi piedi “una corona” di bar. Tutto sembra immobile, come lo era una decina di anni fa. Corsi e ricorsi storici.  Una Torino magica. Bianca.

Appello al voto di Paolo Ferrero alla Federazione della Sinistra e perché!

IL VOTO ALLA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA VALE DOPPIO!
“A Torino si corre da soli in quanto il Pd si è inchinato di fronte ai diktat di Marchionne … Il voto utile è quello alla Federazione della Sinistra …”
Video molto interessante:

Il muro va giù, ma crea un vuoto?

Prima o poi. Prima o poi, bisognava pur cominciare. Ormai le elezioni sono alle spalle. Resta un gran lavoro svolto dai candidati, tutti, della Federazione della Sinistra, in particolar modo di Luigi Saragnese, Juri Bossuto, Sergio Dalmasso. Resta il loro lavoro di cinque anni in Consiglio Regionale. Resta la fiducia, la stima l’amicizia. Resta un grazie a tutti coloro che hanno espresso un consenso per loro e la Federazione. Le riunioni a cui ho partecipato nell’immediatezza del voto sono state numerose. L’esito elettorale ha dimostrato che non vi è stata inversione di tendenza. Vi sarà ancora molto da lavorare. Ora, però, penso sia giunto il momento di responsabilizzarsi, ognuno per la propria parte. Affrontare alcuni temi, di petto, senza paura.  A cominciare dalla comunicazione, dalle strategie di comunicazione. Nel frattempo, giusta una riflessione. Nella circoscrizione in cui svolgo attività (la settima Circoscrizione di Torino) sta per sgretolarsi “un muro”, il muro posto su corso Principe Oddone, dove fino a pochi mesi fa transitavano treni diretti a Milano. Ora, vuoto. Cosa verrà costruito al posto dei binari? Ci sarà speculazione? Cosa accadrà ora? E tantissime altre domande. Il vuoto… ecco, quello che non dovremmo lasciare, nonostante la mancanza di consiglieri regionali. Servono militanti giovani che abbiano voglia di comunicare, fare cose, impegnarsi a responsabilizzare.

Nel frattempo, una nota molto positiva, è stata la pubblicazione del bel libro di storia locale, e non solo, del collega Domenico Capano, “Piergiovanni Salimbeni, nel ‘700, da quella picciola Terra di Limpidi”. Ricerche su archivi in rete e riflessioni“. Complimenti, amico Domenico. Soprattutto perché è il frutto di una ricerca che ha alle spalle tantissimi sacrifici. Sacrifici di un precario della scuola che ha voluto cimentarsi in un campo diverso dal suo. Ora, non mi rimane che leggerlo. Grazie.

“Causa guasto tecnico…” ora vorrei un decreto

Il treno è arrivato alla meta (la mia) con 50 minuti di ritardo.

Ora, a questo punto, pretendo un “decreto” che mi “regolarizzi” per il ritardo: perchè dovrei recuperare? Perchè dovrei perdere denaro dal mio stipendio?

Vorrei un decreto che mi ridia indietro parte del tempo speso in treno causa ritardo, oltre ad un congruo rimborso.

Vorrei un decreto che abolisse la Tav e si occupasse delle normali manutenzioni dei treni e delle tratte ferroviarie. Con la media velocità per tutti e non la bassa velocità per i ceti bassi e l’alta velocità per i ricchi e i poteri forti che li rappresentano per inquinare e devastare il territorio ancora di più.

Vorrei un decreto per “ripescare” le forze politiche, in Parlamento, che non avevano superato lo sbarramento.

Vorrei un decreto per regolarizzare le domande a concorsi, arrivate in ritardo a destinazione; in  tal modo si conferisce la possibilità, a tutti, di concorrere.

Vorrei un decreto per l’eliminazione della precarietà, sia del privato, che della pubblica amministrazione.

Vorrei un decreto per dare la possibilità a tutti di svolgere un lavoro: così davvero sarebbe una Repubblica fondata sul lavoro.

Vorrei un decreto per garantire a tutti l’assistenza sanitaria.

Vorrei l’attuazione della Costituzione. Sempre

“Causa guasto tecnico 2”

Partiti da qualche minuto da Chivasso, il treno, è in arrivo a Caluso. Infatti, “da Chivasso, fermerà a…” tutte le stazioni prima di giungere ad Ivrea. Partito con 45 minuti (a dire del tabellone luminoso della stazione di Chivasso)…ma arrivato a Chivasso stessa con “53 minuti diritardo” come annunciato in treno.

Ho provato a chiedere ad alcuni passeggeri e mi hanno riferito che il treno è rimasto fermo nel tunnel tra Porta Nuova e Porta Susa prima che riprendesse il normale percorso.

“Causa guasto tecnico…”

“Causa  guasto tecnico nella stazione di…”

“Annuncio ritardo….”

Lunedì mattina, otto marzo, festa delle donne.

In molti, bloccati alla stazione Porta Susa,  Torino, al freddo, con un voce metallica  che si diffonde per i locali sotterranei,  continua a ripetere “causa guasto tecnico i treni in arrivo e partenza….”In una stazione senza bagni, senza macchinette con bevande calde….

Anche la “Freccia rotta” stavolta non parte nemmanco…al momento 40 minuti di ritardo.

Il treno dei “precari”, Torino Aosta, chissà’…ora è un’ora che siamo fermi….con l’abbonamento già in tasca e ritardo assicurato…

“Treno Torino-Ivrea-Aosta: che vergogna”

2006.  Torino.  Olimpiadi invernali. Notti bianche. Luci. Ricordi. Tanti mezzi di trasporto in giro per Torino, alcuni denominati con una X. Treni per le montagne, e non solo. Una parentesi di due settimane. Era il 2006.  Notevole spessore di tempo. Oggi, 15 febbraio 2010, ritardo e treno soppresso. Again. Ancora. Ancora una volta “il treno della vergogna 1”, quello diretto ad Aosta, è stato segnalato con un ritardo da…. “doppia vergogna”. Settanta minuti? Incredibile! Alla fine, anche il tabellone elettronco  è diventato “rosso di vergogna”, e così, il ritardo si è trasformato in “soppresso”. Il treno successivo, quello delle 7.33, chiaramente è partito da Porta Susa con ritardo. Da Chivasso ad Ivrea questo secondo treno ha effettuato fermate aggiuntive, (quelle del primo treno, cancellato). Il ritardo ad Ivrea, è stato sostenuto. Ritardo sul lavoro, ma in anticipo per la battaglia delle arance. Sempre in tema di arance: l’iniziativa di ieri, la vendita delle arance metalmeccaniche, ha ottenuto un buon risultato. Grazie a tutti coloro che in diverse forme hanno preso parte all’iniziativa.

Contrasti

Ieri, giovedì 11 febbraio, tempo meterologico “impazzito”. Città sotto la neve. Col treno, i soliti ritardi. Non solo all’andata, ma anche al ritorno. Linea ferroviaria in questione, Aosta-Ivrea-Torino. Alla stazione di Torino Porta Susa, il treno delle 16.35, partito da Ivrea, ( e proveniente da Aosta) arrivava con 15 minuti di ritardo. Lungo il tragitto,ho colto l’occasione per dare un’occhiata ai giornali. “Famiglie piu’ povere”; su questa notizia ho focalizzato maggiormente la mia attenzione. Una famiglia su cinque vive con meno di 1282 euro; una su tre ha un debito alle spalle. Situazione drammatica. Sempre sullo stesso treno, alcune ragazze discettavano di un colloquio di lavoro. “Quanto dovrebbe essere lo stipendio, per quel tipo di impiego?” chiedeva un’amica all’altra. Risposta: “Con un anno di esperienza almeno 1800 euro”. Che contrasto con la situazione reale. Beate loro! Normalmente ad una domanda del genere si dovrebbe rispondere: in questo modo: “minimo sindacale”. Contrasti. Proprio in una cittadina che si appresta a vivere la gioia di uno storico carnevale. Ci si tirerà delle arance. Alcuni pagheranno, per tirarle. Profumatamente. Non saranno i soli. Altri hanno già pagato, per raccoglierle. In molti sensi. Altri ancora, invece, proveranno a venderle, per spirito di solidarietà, “metalmeccanica”, nei confronti di operai, lasciati a casa. Senza un posto di lavoro. Contrasti.

Per la cronaca, questa mattina, il treno Torino-Ivrea-Aosta, delle 7.33, ci ha fatto subire circa venti minuti di ritardo. Ad Ivrea. Ancora qualche giorno inoltre per poter usufruire della modesta cifra di rimborso sull’abbonamento mensile. Pochi euro per tanti disagi. Che vergogna!

A spasso. Col triciclo

Domenica 7 febbraio, a Torino, tutti a piedi. Per molti, non è una novità. Ieri mattina, il “treno della vergogna” Torino-Aosta delle 7.33 è stato soppresso. Motivo? Non è dato saperlo. “Soppresso”, come ormai capita da tempo. “Tanto sono pendolari!” A chi potrebbe interessare il loro, nostro, disagio? “Odio gli indifferenti”, affermava A. Gramsci. Quanto sarebbe utile riscoprirlo! Il guaio è che per raggiungere il posto di lavoro si puo’ utilizzare un bus, di altra linea, ma… con un ma. Il costo dell’abbonamento del treno, mensile, non copre per intero la tratta (Torino-Ivrea); quindi, “euro che se ne vanno”. Quel che più mi preme sottolineare è che, proprio nella cittadina eporediese, a ridosso della settimana di Carnevale (e quando sennò), qualche consigliere comunale (leghista) ha ipotizzato di sospendere il pagamento dell’autostrada Torino-Ivrea. (“autostrada gratis”) “Grandi applausi”, colpo di teatro. L’autostrada non è l’unica via per chi si reca a Torino e per chi viceversa, da Torino ha come meta Ivrea. Esiste una linea ferroviaria che andrebbe rimodernata, raddoppiata, perchè, caro consigliere leghista, non tutti hanno a disposizione una macchina, e, chissà per quanto tempo non ne avranno una, o per i possessori sostenere i costi di continui viaggi e relativi disagi in macchina; chi, invece, si occupa di pendolari, studenti, fasce deboli, tutto l’anno, tutti gli anni, vedi Rifondazione Comunista, (con il consigliere regionale Juri Bossuto), non ha la giusta visibilità mediatica che meriterebbe. E, questo è un guaio. In una città iper-tappezzata da poster elettorali. Della destra. E quanta indifferenza!! Così facendo si finge che il problema non esista. Quante Torino-Aosta esistono in giro per l’Italia? E nonostante cio’ si presenta l’alta velocità come il nuovo volano per creare occupazione. Si creino, invece, le condizioni per fornire l’utenza di una linea ferroviaria decente, creando occupazione, senza impatto ambientale. Ultima annotazione. Il treno Torino Aosta delle 11.35 di oggi, martedì, diretto ad Aosta, viaggiava, a Porta Susa (inizio corsa) con trenta minuti di ritardo. Di questo passo andremo tutti a piedi. Con il triciclo. Per bambini.

Quanta indifferenza mostrata in consiglio regionale e fuori per una legge, sempre di Rifondazione Comunista, contro le delocalizzazioni. Qualcuno riuscirà ad essere meno indifferente il giorno delle votazioni a marzo? E a proposito di tagli e “macelleria sociale”, nel mondo della scuola: quanti saranno nel limbo l’estate prossima? E, a proposito di concorsi, perché gli ultimi concorsi banditi (“riservati”) per il mondo della scuola conferiscono l’idea di essere “riservati ai riservati”. Personalmente avrei preferito dei concorsi aperti a tutti.