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C’era un caffè, prima della fabbrica

Le tre auto convergevano simultaneamente verso parcheggi ampiamente disponibili, nella notte ancora fonda, con l’alba distante  da noi, chiusi, nei nostri pensieri, mentalmente, e nelle “scatole” di latta, fisicamente. Avevamo da poco lasciato le calde case e comodi letti, per sorbirci “otto ore di turno”  (da leggere rigorosamente in maniera fantozziana!). Alle nostre spalle, e delle auto, la collina, Chieri e compagnia, bella, “e brutta”. L’unica, rada, luce che illuminava pochi metri d’asfalto,  era quella  gialla,  con la scritta “BAR”, in orizzontale. Tutte e tre le auto, si disputavano il posto in prima fila. Metalmeccanici contro tessili. Arrivare prima significava non aspettare. Ma il risvolto, poteva anche essere negativo: poche “battute” della Bialetti e caffe’ non proprio al massimo. Capitava, delle volte. Poche battute delle nostre, “come stai?”. Avremmo voluto essere a casa, in quell’istante, cosi vicina e  distante, da noi, distesi, ancora, sotto le coperte, liberi “da catene”.  E invece, nasini all’insu’, ma non cin la classica posa da turista. Cosa acremmo potuto osservare? La scritta Bar? E invece quelle catene, ci attendevano per 8 lunghissime ore ( da leggere fantozzianamente). Ogni auto, davanti al bar, ne scaricava quattro, di passeggeri. Mani in tasca,  ed il primo che allungava il braccio, apriva la porta del locale. Per tutti. Come i caffè.  Dodici accessi in una porta non girevole ma girevolissima. Tutti avvolti nei nostri giubbotti, qualcuno per fare in fretta, con la tuta da lavoro  addosso ed il logo. Della fabbrica. Scarpe anti-infortunistiche incorporate. Il barista aveva acceso la sua macchina del caffè da poco, e ci dava le spalle. Dalla bocca del fornetto a micro onde, aperto nello stesso istante in cui entravamo noi, nel locale, minuto, si perdeva  un buon profumo: croissant appena sfornati; una parte di quello (il ptofumo) era sequestrato nel locale, un altro ricercava velocemente la via d’uscita, come un gatto che non sognava altro che il ritorno alla sua liberta’, precaria. Dalle nostre bocche, sbadigli, occhi stropicciati, e tanta stanchezza nelle ossa. Caffè per tutti, due parole, il contratto, lo stipendio, i toc. I saluti, l’arrivederci, al mattino dopo e i 12, in macchina, ancora una volta, verso la loro “bolla”. Entro le 6. Poi, chi al tessile, chi al frigo, chi al meccanico. Da questa sera, in tv sento che  a fare il ” frigo”,  cioe’ il suo mototino, all’ Embraco, forse, non ci andranno piu’. E cosi al caffè. Prima del turno.  Anche il Vescovo Nosiglia ha promesso il suo interessamento e vicinanza. Ha detto che scrivera’ al Papa. Intanto, chi comanda, dice “Amen”

Sabato pomeriggio: auguri sopra-sotto “l’albero”

Torino Porta Nuova 16 12 2017 Romano Borrelli fotoSono stato a Torino Porta Nuova, ieri, stazione centrale, o di testa- terminale, ove nell’atrio è posizionato da un paio di anni (sotto le feste natalizie, ovviamente) un maestoso albero di Natale. Tre anni fa, mi pare, avrebbe potuto contendersela con “spelacchia” che “troneggia” in piazza Venezia, a Roma. Oggi, fortunatamente, non è cosi. Questo non è un albero da frutta, e le mele al piu’, potrebbero crescere e raccogliersi poi, in seguito. Ora e’ tempo della semina. Le richieste, fine delle discriminazioni di ogni tipo, felicita’, spensieratezza, un sorriso spontaneo, una carezza “libera” e bella, capace di toccare il cuore, un pensiero ai nonni, e un pensiero e desiderio per tutti: ali per volare tre metri sopra il cielo.Torino st.P.Nuova 16 12 2017 Romano Borrelli foto Qui in realta’ non si deposita soltanto. Si lasciano, e si prendono anche, pensieri, propri e altrui. Inflazionatissime le richieste di 30 all’Universita (neanche poter passare un esame), il tema  lavoro poi, è presente ad ogni modo. Poi tanto amoreTorno 16 12 2017, Porta Nuova, Romano Borrelli, pace, Torino-Pta Nuova 16 12 2017, Borrelli Romano fotovoglia di papa’ senza coraggio in fuga, e tanto coraggio di un (o piu) figlio da infonderglielo, purche’ faccia ritorno, Torino.Pta Nuova 16 12 2017.Borrelli Romano fotoe l’anzianità, ma non di servizio, ma di status single, che dovrebbe aprire al diritto di avercelo, l’amore.

Torino Jazz Festival

21 4 2016 foto Borrelli RomanoFermata Metro Torinese. Davanti: Marconi, Porta Nuova, ecc.ecc. Dietro: Dante, Carducci, ecceteta eccetera. Dentro. A sinistra una signora sulla settantina risponde al cellulare. Voce altissima. Ci porta a conoscenza dei suoi tentativi per una prenotazione ad un tal ospedale. Si sdoppia e mima l’operatrice, l’agenda, il calendario, il dottore e nel giro di poco sappiamo tutto delle sue cartelle cliniche. Condivisione sociale non voluta e non cercata. Solo passivamente sopportata. Cento occhi tutti a sinistra. Verso di lei. “Ti preghiamo, smettila” pensiamo collettivamente. Al centro della metro. Un ragazzo probabilmente in mancanza di una rotella  o di un giovedi intero con bottiglia d’acqua in mano da portare a passeggio in pochi centimetri quadrati si avvicina ad ogni passeggero dicendo:”eccoti!” sorridendo. Ma chi e’? Mima le mosse di ciascuno e ognuno. Si abbassa, si alza, ride, sorride, guarda dove osservano i viaggiatori. “Signore e signori, dalla metro torinese va ora in onda Uno nessuno e centomila”, dice urlando e ridendo sotto i suoi baffetti. Mha’. Tra alcune fermate scendero’. Musica e  Jazz mi verranno incontro e la musica si fara’ strada, tra le mie e altrui orecchie.  Giorni di musica a cavallo tra il 25 aprile e il primo maggio, tra Costituzuone (da salvare!!!) e lavoratori, e lavoro da creare. Velocemente perche’ A.A.A. lavoro cercasi! Urgentemente al reparto 18-35. Il referendum, con i vari cambi di campo stile tennis, strategie   di alcuni politici tra una consultazione referendaria e l’altra e’ ormai alle spalle. Chi vince e chi perde, tutti vincono nessuno perde. 32,1 per cento. Quorum non raggiunto. Tredici milioni di si. I No 2 milioni e tot. Vince la Basilicata e il Salento (perche’ far arrivare tubi e tubicini a S.Foca? E allungare cosi di 50 km e arrivare proprio sulla perla del Salento?). L’astensionismo tiene banco. I voti si contano. A ottobre conteremo. Aria di 2006. Sana e robusta Costituzione. Sopra la metro. Torino 21 4 2016, Romano Borrelli fotoOggi, domani e dopo in piazza a Torino, lungo le strade musica e festa. A ottobre, sara’ tutta un’altra musica. Qualcuno si ricordera’ di un ‘ciaone’. E allora, la corsa e’ finita. Si scende. Ciao. Solo ciao. Ne. Dicono a Torino.

 

 

30 aprile

Il passaggio e il ricordo a ridosso di un altro 30 aprile. Poi, profumo piu’ recente: Pisa,  la Torre e il corridoio del treno, profumo di corridoio e d’ amore, poi cernobyl, con i suoi dolori e le nostre preoccupazioni,  e ancora piu’ recente  una stazione dal nome doppio, M.M., cosi tanto immaginata e la sua sala d’attesa e l’attesa di te e la festa del paese, e il, caldo e chissa’ se ci si torna; MM, metropolitana milanese e il tante volte chiesto, “scusi, l’Expo?” E poi, domani, il grande assente, il lavoro; MM, come “mamma mia”…e un pensiero a domani, al 1 maggio, al corteo, allo sciopero del 5 maggio della scuola che non e’ in gita ma ugualmente come l’ allenatore, nel pallone, un po’ come noi, che corriamo e corriamo e corriamo…. All’ uscita di scuola i ragazzi non vendevano libri, perche’ e’ ancora presto. Avrei voluto regalarne invece un po’, quelli sula Costituzione. Domani, probabilmente, un salto al corteo, con la Costituzione, un pochino “stappata” in altri contesti, forse nel silenzio di molti. Ma ai ragazz* un augurio era doveroso: buon primo maggio.

Torino, foto Borrelli Romano

Davanti la lavagna…studiate, istruitevi…disegnate

20150220_150751Chissa’ “cosa sara’ degli oltre 130 mila precari nella scuola, visibili nelle intenzioni, buone chissa’quanto e come, della “scuola buona” o ” della buona scuola”,  chissa’ se a, b, c, d integreranno o lentamente sostituiranno pezzi di storia come le pagelle…chissa’…di pensiero in pensiero gli occhi si levano poco oltre la lavagna….”istruitevi, studiate….”.La leggi, la rileggi. Poi, rimetti tutto a posto, per domani. Le matite, smozzicate, i fogli lasciati sui banchi, racconti di storie e di storia, raccolti come documenti. Gli schiamazzi sono oltre, dispersi per poche ore lungo le loro strade, fino a domani, quando si raccoglieranno ancora e ancora in forme ricomposte, con orari appena modificati. “Il consiglio di Istituto ha deciso e modificato….”. La lavagna, pulita, i gessi, le lettere ed il loro studio, un po’ di solitudine e tanta voglia di….disegnare. Sono li, a portata di mano. “Ma che ti piacerebbe fare, o, che ti sarebbe piaciuto fare, ora che sai come sono andate le cose?”” Studiare lettere”.” E tu?”Mi domandava prima di ritornare sulla via del rientro con un treno a due passi da noi. Silenzio e  penna in mano, qualche foglio sdraiato sul tavolino di un bar dopo una fugace colazione. Un attimo di silenzio e poi, nell’atto di prendere penna e foglio, servivo la mia risposta: “disegnarti gli occhi, ogni giorno, cosi belli, intensi, scuri, cosi sempre addosso.Cosi belli, cosi tuoi. Cosi un po’ miei”.

Dall’ “inopportuno” all’opportunita’. Una “storica” alleanza tra soggetti

La storia di Massimo e’stata toccante per molti. In tanti hanno scritto e in molti hanno incoraggiato la scelta di Massimo. Decido, per oggi di restare dalle parti di “Massaua” che per chi e’ torinese sa che e’ una piazza e allo stesso tempo, una fermata della metro. Torino 30 dic, foto Borrelli,RomanoDa queste parti, un tempo, nel cinema Massaua, venivano effettuate le “chiamate” dell’ufficio di collocamento. Il martedi era il giorno delle centinaia di persone che si recavano di mattina presto, libretti alla mano, per un posto, a termine, pubblico. Qualche mese, ma mai piu di 4, perche’ senno’ ripartivi da zero e addio al tuo punteggio. Era l’incontro con la “disperazione” ma qualcuno, un contratto, a casa, riusciva a portarlo, ora come addetto alle poste, ora bagnino, ora bidello. Questa mattina e’ stata la volta di Massimo e di un suo riscatto. Spero di cuore che questo articolo lo leggano in tantissimi, per conoscere la forza e la storia di un riscatto.  Oggi pomerigio, un altro incontro.Torino 30 dicembre 2014, Vescovo Cesare Nosiglia e Sergio Durando. Foto, Romano Borrelli Con la speranza. L’evento in corso e’ “storico”, ma forse, a dire il vero, ho forzato la penna, meglio, la tastiera. L’incontro e’ in Via Madonna de la Salette, presso la palazzina situata al numero 12 della stessa via dove si trova l’ex pensionato dei missionari de La Salette ora un tetto per rifugiati.  L’incontro storico e’ tra il Vescovo Nosiglia, centri sociali quali Askatasuna e Gabrio. In nome dei profughi. Oggi pomeriggio in fase di incontro si sigillato il progetto che trasforma “l’inopportunita’ in opportunita”, Torino 30 dicembre 2014, foto, Romano Borrelli (2)slogan coniato dalla Pastorale dei Migranti e dalla CaritasTorino 30.12.2014, foto Borrelli Romano che insieme coordinano il progetto. 20141230_161509Torino 30 dicmebre 2014, foto, Romano BorrelliUna palazzina di quattro piani, circa 70 persone alloggiate, un giardino, meglio, un ortoTorino 30 dic 2014, foto Borrelli Romano dove si coltivano ortaggi e si provano a vendere, come frutto del proprio impegno e lavoro. Perche’ la promozione dell’individuo, come viene piu’ volte ribadito, e’centrale, in questo percorso di ” reintegro” e di scrittura e riscrittura personale che non prevede tempo. Si “esce”quando si completa il percorso e si lascia spazio ad altri. Una struttura in comodato, con tanto di regole e norme appese in bacheca. Torino 30 dic 2014, foto Romano Borrelli.Torino 30 dic 2014, foto Borrelli Romano.Una struttura che vedra’ i primi lavori di ristrutturazione in marzo. Una precisazione. Lo stabile, era vuoto ed e’ cosi diventata dimora di una settantina di disperati che saranno di passaggio e che nel frattempo si occuperanno di recupero della palazzina. Insomma, dal recupero al recupero. Dall’altra parte del cortile l’istituto dei religiosi che una mattina hanno conosciuto questo “incontro” e accanto la parrocchia di Maria Riconciliatrice. Torino 30 dicembre 2014, Foto, Romano BorrelliLa  Chiesa, a parere del Vescovo, come anche oggi ribadiva la Repubblica, riportando una affermazione di Nosiglia,  “non deve lasciare immobili vuoti”. Torino 30 dic 2014, foto Romano BorrelliUna guida mi ha condotto a visionare la palazzina, in alcune sue strutture.  Tra gli interventi, quelli di Nosiglia e Durando e rappresentanti centri sociali. Torino 30 dic 2014, foto Borrelli Romano..Torino via Madonna de la Salette, foto, Borrelli R

Una storia di… gofri. Al Massimo

29 dic 2014, Massimo. Foto, Borrelli RomanoL’anno 2014, lentamente, volge alla conclusione. In tantissimi, sui social, rendono pubblico che è stato fantastico. Un cerchio, uno scatto, un faccione. Molto posa. Mi piace. Piace a tanti. Oggi, fermata “Dicembre”, dicono i ragazzi. Piazza. La gente ha fretta, di rientrare, dopo il lavoro, di infilarsi in un bus o nella metro o ancora, di raggiungere la stazione e andare…in dolcezza. Rientrare, in famiglia, ricaricarsi dopo un giornata, una,  nel luogo caldo per definizione, o partire, per staccare, da tutto e da tutti, almeno per un po’, destinazione spensieratezza  all volta di un abbraccio morbido. Un ritorno o un rientro a, da (elogio delle preposizioni semplici). Nell’anno da me  dedicato al “concetto di nuovo lavoro“, una variante nuova,  di lavoro,  si materializza agli occhi miei e di tanti dalle parti di Torino Porta Susa. Il suo compito, del lavoratore itinerante,  e’ quello di preparare gofri, alla nutella o altre dolcezze a chi, oggi, e’ in procinto di dare forma alla sua. 29 dic 2014, Massimo.foto Borrelli RomanoOmbrellone da spiaggia con “logo“, una bici, una sorta di banchetto, vasetti di nutella e marmellata  et voila’ il dolce e’ servito. Massimo Ravarino, torinese (di 59 anni) questo il nome di un lavoratore prima (corriere), disoccupato poi e “artigiano”della dolcezza ora e’ quello che un tempo si sarebbe potuto qualificare con il suo “mezzo” e i suoi mezzi, un gelataio o un caldarrostaio. Un ambulante del dolce, gofri, itinerante.  In tasca porta con se’ l’autorizzazione  di addetto alla ristorazione ambulante.  Categoria b. D’accordo, d’estate, in giro, se ne vedono, di biciclette  con “vaschette” gelato, ma d’inverno? Vuoi  mettere, il generatore, la tanica di benzina per dare energia al tutto per una giornata di lavoro  di 7-8 ore? Un generatore che per quel lavoro costa all’incirca 1500 euro. E quanti kg di dolcezza da distribuire. Un nuovo lavoratore che ha scommesso e si e’ reinventato per necessita’ e un po’ anche per passione. “Stare tra la gente, in mezzo alla gente e’ piacevole”, conferma Massimo. Difatti, tra un gofri e l’altro riesce ad essere loquace e positivo. Massimo cambia sovente piazza, presto potremo trovarlo anche in piazze piu’ illuminate e perche’ no, l’augurio che la stampa e la cronaca cittadina riescano ad illuminare questa storia di …rilancio di una economia. Famigliare, dolce, delicata. Massimo tra un dolce e l’altro racconta di un’altra dolcezza, che lo, aspetta a casa, come tutte le sere: sua figlia Greta! Studentessa del Vittorini, in procinto di sostenere, in estate, la sua maturita’ in una scuola dell’hinterland torinese. A tutti nel porgere dolcemente il gofri augura un…dolce viaggio. La crisi morde ma offre anche esempi di forte resistenza. Di tanto in tanto alza il timbro della voce per invogliare i passanti Ad acciuffare e addentare, con una modica cifra un pezzo di dolcezza da gustare in itinere. La posizione in cui ha parcheggiato la sua “bici”e’ un po’ defilata rispetto alla nuova stazione, cosi illuminata. Alle sue spalle,  ora, oggi, la vecchia entrata della stazione, e le biglietterie all’interno, li, dove per tanti, nel giro di poco, si decise una gita a Parigi, un Capodanno a Roma, un viaggio al mare. Ah, la vecchia cara stazione quanta luce riesce ancora a generare…Gia’ perche’ il motore di tutta questa attività  e’ nel generatore posto appena dietro il suo banchetto.29 dic 2014, Massimo, foto Borrelli Romano Avrebbe bisogno di luce, anche mediatica, capace nel giro di poco tempo, di creare lunghe code come capita dalle parti di via Garibaldi, per un sacchetto di…patatine. Per il momento, in dieci giorni di lavoro, la strada percorsa e’ stata davvero molta e…dolce. Per tantissimi, in viaggio.

Saluto Massimo e gli chiedo cosa fara’ il 31 dicembre. “Al lavoro”, mi risponde? “Per rendere ancora piu’ dolce l’inizio dell’anno ai torinesi”. Il mio augurio e’ che la stampa cittadina possa proiettare un po’ di luce su questa storia. Molto  dolce.Torino 30 dic 2014 foto Borrelli RomanoTorino 30 dicembre 2014 foto Borrelli Romano

ps. Nonostante la maratona del cibo che ha concesso una sola piccola pausa decido di tuffarmi in un “pezzo di nutella”….buon gofri a tutti.29 dic 2014, Massimo. Foto Borrelli Romano

ps. Prossimamente diro’ dove potrere gustare un po’ di…dolcezza. Nel frattempo utile ripassare queste “concessioni” itineranti, chissa’…Torino 30 dicembre 2014, foto Borrelli Romano

ps2. Una storia  di quando il lavoro “svapa” nei fatti, inflaziona nei discorsi politici e in tali termini, un augurio a Massimo…:”yolo”.

ps. Ovviamente, essendo itinerante, non ha un luogo fisso, pero’….se proprio lo volete sapere…

Torino. E’ generale. Sciopero 12-12-2014

TORINO 12 dic 2014, foto Borrelli Romano20141212_102529TORINo 12 dic 2014 foto Borrelli Romano20141212_10295220141212_100451Torino 12 dic 2014,foto Borrelli RomanoTorino 12 dicembre 2014, foto di Romano BorrelliTorino 12 dicembre 2014 foto di Borrelli RomanoTorino, 12 dicembre 2014, foto Borrelli Romano20141212_10312420141212_10333212 dic 2014, Torino, foto Borrelli Romano12 dic 2014, Torino. Borrelli Romano12 dic 2014 Torino. Romano Borrelli12 dic 2014 Torino. Borrelli Romano12 -12-2014, foto Borrelli Romano12 12 2014, Torino. Foto Borrelli RomanoTorino, 12 dicembre 2014, foto Romano BorrelliTorino 12 dicembre 2014, foto, Romano Borrelli20141212_120612Torino 12 dicembre 2014, Piazza San Carlo, foto, Borrelli RomanoLasciamo parlare le immagini di questa bellissima piazza. Giovani, operai, cassintegrati, studenti, universitari, in mobilita’, e gente costretta a licenziarsi pur di averla ancora e uscire dalla tagliola Fornero, professori, tecnici, amministrativi, collaboratori, disoccupati, vigili del fuoco, donne, uomini per dire e gridare che “non ci siamo”. Una giornata colorata e parecchio, gelata per dire no, che cosi proprio non va.

Lungo il corteo amiche, amici, compagne, compagne…Turigliatto (Franco) in testa,  Airaudo  (Giorgio) e tantissima bella gente.

Il corteo, “fratello gemello” del primo maggio termina, meglio,  “sfocia” in  piazza San Carlo con un interessantissimo elenco di articoli della Costituzione e l’intervento della Camusso. Una parte del corteo da Piazza Castello prosegue verso via Pietro Micca per svoltare poi a destra verso il Comune. Da qui, svolta a sinistra  verso via Garibaldi fino a dividersi in due tronconi ulteriori…

Ps. Tra questo mare di gente ho potuto constatare che e’ partito ufficialmente il mantra “ci dobbiamo assolutamente vedere prima di Natale…combiniamo dai!”

Oramai la giornata è terminata. Si conta quanta gente ha aderito allo sciopero, quanti erano presenti in piazza e via dicendo…pero’ fa riflettere il fatto di aver cominciato la giornata con un caffè, tra le pieghe di un racconto, di una storia  e questa si è trasformata in realtà. Torino 12 dicembre 2014, Bar Casa del caffè, foto, Romano BorrelliPiazza San Carlo sembrava la piazza di altri tempi, di altri anni. Piena, partecipata, colorata, attenta. Ogni parola del comizio non sfuggiva e non doveva sfuggire. Quella parte del corteo, defilatasi, arriva a due passi dello stesso bar. E il cordone dei poliziotti, fermo, sotto l’arco,  riflesso  contro le vetrine del bar…uno sguardo reciproco e poi…ognuno per la propria strada…via Garibaldi il primo, il Comune il secondo…

Ora non resta che dire: è stata una bella giornata. Buonanotte Torino. Uno sguardo alla Mole e…un saluto alla piazza.Torino, 12 dicembre, piazza Castello e la Mole. Foto, Romano Borrelli

Caffè Presidenziale

 

Torino 11 dicembre 2014, piazza Castello foto, Romano BorrelliUn caffè Presidenziale, dopo quello Reale…Per Torino, in centro, si registra la presenza del Presidente della Repubblica. In piazza Castello sventolano le bandiere tedesca-italiana. “Vietato”(anche se e’obbligo, “galateo”, meglio,  non usare tale termine (vietato) nei casi in cui si tratta del Presidente della Repubblica) nel pomeriggio, l’accesso. Una due giorni un pochino…  “tedesca”.

Per la cronaca, Marta ha cambiato cappello e da questo non è sortita nessuna storia. Non si sa bene se la fermata della metro sia stata una “lampada Osram” o se dell’altro ci sarà. Ci sarà, si sente nell’aria.  In ogni caso, non sono… “lacci nostri”. E a proposito di lacci, qualche pagina merita di essere sfogliata. Prima di dormire.

Momo è passato a trovarmi. Un saluto, veloce. Era in giro per consegne, di curriculum. E poi ci teneva a rivedere la penna che fa (faceva) clac-clac, quella della maturità. Di tanto in tanto legge e rilegge gli articoli del blog sulla scuola e quelli relativi ai giorni della maturità.  Forse rimpiange già il tempo della scuola. Due chiacchiere sul mondo della scuola e sulle scuole e sullo stato della scuola e sui cambiamenti in fase d’opera. Una panoramica ancora sullo stato delle scuole della zona, Barriera e zona Regio Parco dove la musica, con i violini, “e’ un pochino diversa”. Chissà.

Torino 11 dicembre 2014,piazza Castello,  foto, Romano BorrelliTorino buonanotte.

Domani ci aspetta lo sciopero generale, ma non del tutto. La Cisl infatti non ci sarà…Ma non interessa molto, a dire il vero. Per il resto, speriamo sia bello, colorato, partecipato. Anche perche’ come otiene lo slogan con le motivazioni dello sciopero, “cosi non va”. Proprio non va. Non va proprio bene. Per quanto riguarda la citta’ di Torino, alle 9 e’ previsto il concentramento dei partecipanti in piazza Vittorio e dalle 9.30 il corteo si snodera’ seguendo il percorso classico del “1 Maggio”: via Po, piazza Castello, via Roma e conclusione con comizio in piazza San Carlo. Comizio che sara’ tenuto da Susanna Camusso, Segretaria Cgil e Gianni Cortese, Segretario Uil Piemonte.

A domani.

2 Dicembre in piazza Castello….tra Albero, Presepe, lavoro e lavoratori

20141202_181355La partita si sta giocando “di schiena”, nella stessa piazza, ma, allo stesso momento, su piazze contrapposte. Il pallone potrebbe essere lo stesso, una lettera, a sinistra, dalla parte della Regione ( a volte l’uso dei termini…), con la speranza che non sia “la lettera” di Capodanno e dall’altra, l'”abbassamento”del numero 2, la casella del Presepe, che accorcia la strada e la distanza, dalla e della letterina verso il Santo Natale20141202_175658. Bimbi e famiglie riunite intorno alla tavola e magia delle magie…letterina sotto il piatto.In piazza, ora,  Spalle contro. A destra si e’appena levato un applauso. La casellina, complice un vigile del fuoco, e’ andata giu’. Un aiutino, di tanto in tanto…ci siamo capiti, no? La partita, da queste parti, e’ terminata. La gente lentamente lascia il catino.A sinistra, il gruppo si fa piu numeroso, ma la partita deve ancora cominciare. Speriamo si formalizzino le proposte per il lavoro e tornare al lavoro.20141202_175538Insomma, che sia un buon Natale, anche senza letterina ma con la continuita’del lavoro. Uno dei lavoratori piu anziani, si vede che ha scritto addosso anni di fabbrica, prende il microfono e dice: ” ma lo sapete che siamo licenziati tutti, vero? Sembra che siamo qui per una passeggiata…” Speriamo escano solo buone notizie, per tutti.

20141202_174626Lavoro, questo “benedetto” lavoro. Questa “questione sociale”….

ps. Dal 2015 entra in vigore quella parte di  legge Fornero,  e  l’Aspi che fa passare (per coloro che hanno 50 anni di eta’) il periodo di mobilita’ da tre anni a due anni creando cosi gravi danni e “obbligando” i lavoratori stessi ad “uscire”pur di non perdere quell’anno.