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A Porto Cesareo, Lucrezia… Borgia

Porto Cesareo (Le) 18 7 2017 Romano Borrelli fotoCaronte si appresta a rifare il suo ingresso. La sua presenza e’ ancora sulla pelle e brucia. Molto. Al solo nominarlo,  si rabbrividisce. La previsioni attestano che senza bussare “sciogliera’” molti,  anzi,  tutti, a partire da domani.  Intanto,  il vento di tanto in tanto,  soffia. Mare appena mosso,  acqua abbastanza fredda,  schiamazzi in libertà  di una scolaresca, che sfidando la calura del primo pomeriggio non smette mai di tuffarsi dal molo. Ragazzi che dedicano “alla ragazza di Veglie” il tuffo e quello prossimo,  “alla Cagnotto”,  si intende.   Ma per loro,  tuffi e richieste, sono solo tanti… buchi nell’acqua: la ragazza di Veglie,  biondina,  occhi verdi,  fisico slanciato,  proprio non se li fila. Deve essere proprio interessante pero’ questa “ragazza di Veglie” se viene insignita di così tanti tuffi.  Il tutto,  naturalmente,  avviene all’ombra della Torre. Di Porto Cesareo. Il mare luccica e sullo sfondo, il paese,  Porto Cesareo, che d’estate si trasforma,  si dilata, in una Rimini del Salento,  al pari di Gallipoli. A quest’ora,  la parte di cittadina, sotto i miei occhi,  sonnecchia,  adagiata sulla spiaggia dei bimbi”all’ombra del solito onnipresente pino che “ombreggia’  e regala frescura, da sempre,  ai residenti delle varie “stagioni”.  Le panchine che incorniciano la Torre sono gia’ “aggiudicate” giusto premio dei  tanti che proprio non riescono a dormire nel pomeriggio: pensionati che giocane a carte,  sotto l’occhio non piu vigile e poco elastico di Enrico, solita canottiera, appoggiato alla sua altrettanto eterna e solita bicicletta. Sul manubrio,  da parte a parte,  sventolano gagliardetti dell’Italia, a ricordo dei tanti Europei e Mondiali che ne hanno segnato la storia. Pantaloncini e viso volto al passato,  a ricordo della sua gioventu’  quando gli bastava una chitarra,  nei suoi pomeriggi. Di tanto in tanto un colpo di vento accarezza le pagine del mio libro su Lucrezia Borgia… della Bellonci,  ultima mia compera presso Paravia. Nello zaino,  si fa sempre posto, alle buone letture. E’ un bellissimo libro,  e in questo momento,  sono arrivato al suo ennesimo matrimonio,  con Alfonso di Ferrara. E’ una figura affiscinante,  questa di Lucrezia come quella di Isabella d’Este,  come tutto il periodo,  il Rinascimento,  che coinvolge Michelangelo,  Pinturicchio,  Raffaello, Ariosto… così,  tanto per avere sempre in mente la mia,  di scolaresca.

Santa Caterina

“Tempo di libri” non è  terminato.  Certo,  quello “sdoppiato” l’anno scorso,  sfilandosi da Torino,  con strascichi di polemiche,  si,  che è  terminato. E forse in “riduzione”. Aspettando ora,  Torino.  “A ciascuno il suo”,  (che poi e’ un libro!)di libro,  di tempo,  nel tempo,  di luogo,  dove leggerlo,  e con chi. Tempo di mare,  di “teli racconto” e sabbia e matite per sottolineare e scrivere storie e muovere personaggi. Oggi ricorre la festa di Santa Caterina da Siena e cosi, ricordando di avere tomi su tema, riprendo a sfogliare alcune pagine di uno di quelli,  dedicato alla Santa ma lasciato a meta’.  Il libro,  come scritto, in un precedente articolo del blog,  mi piace ed è  utile per la scuola,  per i ragazzi. Ne riporto alcuni passi intrecciando fatti salienti di storia e nozioni di psicologia. E poi mi ricorda un posto dove vorrei tornare. Presto. Siena. Quella piazza a “conchiglia”… Da gustare lentamente. Forse perche’ effettivamente come sostiene l’amico di un altro amico che poi e’ uno che scrive “un libro e’ come la lasagna cge e’ compista da tanti strati”. E poi c’è  l’altro libro (e quindi,  tanti altri strati e una lasagna ! ) “Rinascimento privato” (Maria Bellonci,  Oscar Mondadori) che appena  iniziato lo avevo deposto da qualche parte,  abbandonandolo in giro,  per la casa. Poverino,  senza colpe! Forse era in attesa,  ma la dove si attende c” anche la speranza! ). Correva il termine (come ultimi spiccioli) dell’estate… Una foto,  di mare,  telo,  la coperta-ina di un libro,  individuato,  ricercato,  ordinato. Dalle prime pagine capi’ che mi sarebbe riuscito difficile leggerlo, possibile  colpa di un nome fra i tanti che si intrecciavano lungo le pagine  fra le corti di Mantova,  Ferrara,  Urbino. Da poco,  l’ ho ripreso  tra le mani e, lesto e  spedito,  pagina dopo pagina, finalmente ho  comincio a sentirlo mio. È  veramente bello,  storie sul finire del 1400 e iniziò 1500. Tempi interessanti,  da vivere.  I Borgia,  Giulio II (… “gigantesca presenza fisica… “…. “torreggiava sulla politica d’Italia e d’Europa incalzando duramente il nemico del momento facendo fronte a tutti”…. pag. 165), i figli Lucrezia e  Cesare, e poi Francesco,  Isabella,  Federico, Eleonora. La bellezza,  (e le bellezze) i capelli d’oro,  trecce,  amori,  vissuti,  preparati. Passioni. Ragazzi che Storia!  Pagina dopo pagina rientro fantasticando in quel di Urbino,  Mantova,  Ferrara… e corro col pensiero a chi me lo ha suggerito. Bello! E pazienza per un nome,  tutto il resto fila…Ecco,  un altro posto dove assolutamente vorrei ritornare… Urbino.  E ripensare a “quel mostro della natura che lascia il sigillo del suo pennello divino”,  pag. 159). E mangiare un buon piatto. Magari lasagna?

Portici di carta 2016

torino-portici-di-carta-9-10-2016-borrelli-romanoLa prima cosa che si fa uscendo di casa è…. “brrrrrr” per poi esclamare: “ma che freddo che  fa”. In effetti fa “freschino”,  qui,  a Torino,   ma “sotto i portici” ci si scalda camminando “lentamente”:  due km dei 12 disponibili nella nostra città sabauda da “attenzionare”,  osservare,  leggere,  annusare.  Un occhiata là ,  una sbirciatina li,  una “toccatina” (meglio “sfogliatina” per non incappare in altre interpretazioni) a quella copertina e se ce la si fa lo si compera.  Il tutto sotto la lente di un attento e severo Umberto Eco a cui i “portici”sono in questa edizione dedicati. Cosa direbbe e risponderebbe all’urlo lanciato ieri sulla carta e sui social ” troppi compiti ai ragazzi? ” In mezzo,  via Roma,  interdetta al traffico pedonale persone silenziose immerse “nel verde” e ai loro lati, libri,  libri,  libri. Oggi la mia scelta “solidale” è  ricaduta  su di un volume piccino,  di don Milani,  come promesso ieri da queste pagine. Direzione “un libro per ricostruire”,  una blibioteca verso le zone terremotate. Il Che e don Milani sono personaggi che hanno fatto storia.  Due icone oggetto di studio nel corso universitario del ’68 (Il Che,  morto ad ottobre del ’67 e don Milani nel giugno dello stesso anno. Ovviamente dipanati prima e dopo quell’anno. Prendo,  pago e mi dirigo verso piazza San Carlo dove una “boccia” trasparente raccoglie tantissimi libri (ieri sera erano più di trecento,  così si diceva). Nei pressi della boccia- contenitore flash in attesa,  (come fosse una finale di coppa) forse per la chiusura della manifestazione di oggi e quella del giornale di stanotte,  con la “penna” della cronaca cittadina in attesa anch’essa di mettere nero su bianco l’evento Portici di carta 2016: numeri,  editori,  compratori,  artefice. Ci vuole l’occhio clinico e fiuto. Certe grazie non puoi non notarle: un po’ come una bella donna gravida.   Prendo la strada del ritorno e in mezzo al traffico pedonale qualcuno  urla al mondo intero le sue necessità :”scusa sai dove è  un pisciaturo? “

30 Ottobre

30 10 2015 via Garibaldi Torino.borrelli romanoVia Garibaldi, parole in liberta’, in anticipo, come caparra.Racconti si librano nelle scuole…racconti che la scuola la fanno, insieme alla storia. Una data, questa, entrata nella storia qualche tempo fa, vissuta, scritta e consumata dal tempo. Talvolta capita che ritorni nei ricordi di molti come queste 24 luci gia’ posizionate lungo le vie della nostra citta’ per la diciottesima volta. Luci  d’Artista, domani illumineranno le vie come un rito che si ripete e accenderanno cosi la memoria di tanti. Pronti, partenza, fermi: occhi e nasi all’insu’ quando la magia si ripetera’ anche per il 2015 e un pezzo del 2016. Ora le osservo in compagnia di mio padre, prima di entrare in biblioteca civica a “raccattare” qualche libro. La 4 g oggi era emozionatissima nell’ascoltare e leggere insieme un paio di racconti.Ma piu’ che leggere e’ stato un raccogliere emozioni. La prossima settimana daremo seguito.Altre emozioni attendono di essere scoperte e lette.

Eccezioni alle regole…”incredibil…mente”

Torino via Cibrario.foto BorrelliRomano.23 10 2015Ogni regola ha la sua eccezione e quella di questa mattina e’ la seguente: una lettrice legge sulla metro il suo libro. Ha capelli lunghi, lunghissimi e neri, un bel viso e sara’ sicuramente una bravissima lettrice. Indossa un maglioncino a maniche lunghe e una mantellina di lana a quadrettoni. I suoi grandi occhi scuri corrono (e scorrono) da sinistra a destra. Sono belli e veloci: a volte allungano un punto e la sua pausa. Altre volte ignorano quei puntini e ne accorciano i periodi di sospensione. Tutto e tutti in equilibrio. Anche il collo da giraffa.  Luci al neon, come sempre, luce sul suo viso e su quel piccolo neo, ingraziosendola ulteriormente e non poco.  This is a true story. Una “giraffa” giovane allunga il suo collo e i suoi occhi sulle pagine, fermata dopo fermata (7), pagina dopo pagina. Un bravissimo “elettore”. Si, proprio lui, elettore di..  un libro!  Un incollato su di un…libro. Non su di un giornale, non su di un cellulare, non su di lei,  ma su di un libro. This is a true story. Avrei voluto scriverlo subito sul blog. “Un libro in metro” (ricordando “Zazie”)  la maniglia alla quale aggrapparsi e tenersi “in piedi”. “Ogni regola conosce sempre un’eccezione”. Normalmente gli incroci, all’interno di questo “missile” sotterraneo, si verificano tra sguardi, tipo tipa con tipo e tipo con tipa o…per tutti i tipi. E di tipe graziose e tipologie …Tempo sospeso, qui sotto, ognuno per i fatti suoi.  Il mio primo pensiero e’ il suo “Solo bagaglio a mano”.  Vorrei guardarlo pure io e leggerlo con loro. Ma ho il mio “solo bagaglio a mano” e in questo interno di neon riesco a scrollarmi di dosso le recriminazioni, almeno, quelle che pesano. A proposito.  Andando verso la metro si incrocia un pannello in costruzione dalle parti di via Cibrario direzione corso Francia. Sotto il pannello, un cartello e una richiesta: leggere per credere. Incredibil.. .mente!!! Senza equilibrio. This is a true story.Torino foto Borrelli Romano

Portici di carta 2015

Torino 10 ott 2015.foto Borrelli RomanoTorino, domenica 11 ottobre. Ore 7.30. La giornata domenicale, di festa, promette molto di buono. Quella appena trascorsa e’ stata davvero faticosa ma gratificante. Letture di classe in classe.  I quotidiani per un approccio da tesina, le “lettere”, le “encicliche sociali” il lavoro e il novecento e ancora Roma, Marino, il Giubileo. Come sempre, “chi segue” il filo del discorso e chi invece no. Oggi,  il sole comincia ad affacciarsi lentamente e tale si alza mentre deboli raggi penetrano all’interno di case a me sconosciute. Sotto i portici un nugolo di pensionati aspetta il suo “gran turismo” domenicale. “La Stampa e La Settimana Enigmistica mi raccomando”, urla da un capo all’altro del portico una arzilla pensionata, curata quel tanto basta. “Oggi il mare e’ mosso” urla un altro. Uno con il borsalino calato sul capo dice invece che “all’Expo ho gia’ mangiato. E bene”. Con bestemmia finale. Dove sia la verita’, difficile stabilirlo. Dove andranno a parare difficile capirlo. L’importante e’ andare. Il piacere non sta bella meta ma nel viaggio. Continuo la falcata sotto i portici del centro torinese oltrepassati quelli di via Cernaia e Pietro Micca diretto verso altri portici, di fatto e di carta, della lunghezza di due km e dalla “consistenza” incommensurabile.  Da ieri a oggi in piazza una “Torino che legge” ispirata al San Jordi (san Giorgio) di Barcellona. Da piazza Castello passando per via Roma inrociando piazza San Carlo e oltre, verso Porta Nuova. Siamo a,  o dentro  “Portici di carta”. Torino 10 10 2015 portici.foto Borrelli RomanoLa piu’ grande libreria a cielo aperto con le saracinesche alzate ogni anno, uno dei primi week-end di ottobre. 120 librerie che espongono ricordando Sebastiano Vassalli. Mi muovo e sfoglio parecchio. L’odore all’interno di questo spazio espositivo non e’ del mare ma tra le pieghe della carta edelle storie in esse riposte lo si puo’ tranquillamente “pescare”. Tutti annusano e sfogliano. Chi ci mette il naso e’ un mondo a 360 gradi: giovani, anziani, bambini, pensionati, operai, professionisti, casalinghe, studenti, bambini…E’ sufficiente un pochino di fantasia. E basta. E questa si sa, non costa nulla. “Pesco” anche io qualcosa e felice del profumo e della carta e delle storie, porto a casa. Brevi pensieri. All’interno di questo perimetro “porticato” le storie non mancano e si raccontano.10 10 2015 portici Torino.foto, Borrelli Romano “Si pesca” facilmente, basta domandare. Torino 10 10 2015 foto Borrelli Romano.portici.La lettrice vis-a’-vis ci e vi aspetta pronta a leggere e raccontare storie. Bicicletta al seguito. (La si triva anche su facebook). Le storie in fondo sono tante. Basta aver voglia di ascoltarle. E viverle. E scriverle. Di giorno edi notte. Ps. Anche io ho fatto la mia piccola parte, pensando alla scuola e studenti.10 10 2015 portici Torino.foto Borrelli Romano

Un caffe’, un libro

1 9 2015, Torino, foto Borrelli Romano.Sul corso che sta per nascere, (qui, a Torino) con rispettivi controviali, pare di sentire l’ululato degli autosnodati GTT carichi di studenti, impiegati, operai e anziani, pronti ognuno e ciascuno verso le proprie e “tutte direzioni”(Non e’ forse l’eco di un libro?). Sullo stesso nastro d’asfalto, lucido, pedoni assorti nei loro pensieri, carichi di tutto un po’. Sono altre estati e inverni ancora da venire. Il simbolo di Torino, il Toret, invece, sempre presente. Zampilla fresco e fresca, l’acqua.  Ma per quelli  sara’ il domani. Oggi dalla parte opposta alla rotatoria sbuca un pallone tra ragazzi in attesa.Voci che si parlano addossoe gridano, e si sovrappongono, una sopra l’altra. E’ il tifo che impazza. Un calcio spinto con piu’ forza e il pallone in un attimo e’ terminato  la’ dove sara’ corso e la’ dove sbuffavano treni. Un ragazzo, seduto sulla sella di una motoretta, braccia distese sul manubrio, osserva con un fare divertito la partita che si e’ appena consumata tra Marocco e Nigeria all’ombra del bar. All’interno dell’area “lavori in corso, tre scavatrici. Due, con i loro “cucchiai”affondano nella terra come fosse una minestrina. Torino, sett 2015.foto Romano BorrelliL’altra, con i suoi denti, e’ pronta a mordere e azzannare il terreno. Un palo sorregge tre lampioni, oggi. Tutto questo nello”scheletro” stradale.Domani pulsera’ sangue nelle arterie cittadine di questo spicchio torinese. Domani, chissa’ i ruffiani.  Piu’ su della rotatoria, oggi a dire il vero piu’ polverosa del solito, staziona da diversi anni la pasticceria: da questa, il  profumo di caffe’ si spande nell’aria, pronto a farsi strada tra le narici. Ho un libro tra le mani. Desiderio di caffe’. Caffe’e libri, accoppiata vincente: profumano entambi ed entrambi stimolano e ispirano. Entrambi rimandano, ed evocano altri mondi e contrubuiscono ad immaginare e inanellare storie. Stimolano e attivano e proiettano curiosita’ tra le righe. Chissa’ Salgari da questa rotatoria quali mondi avrebbe imnaginato. Oltrepasso la rotatoria. Una voce amica mi chiama.”Allora, hai iniziato?” Mi domanda.”Si”. Rispondo. E continuando: “Mi sono gia’affacciato, rispondo”. E cosi, ridiamo. Ci salutiamo, come ci si puo’ salutare al passaggio di una rotatoria e ripenso al regalo che mi fece qualche anno prima, Don Chisciotte di Cervantes.Cosa mi era rimasto di quel libro, delle pagine, di qualche anno sui banchi di scuola? Una certa forma di resilienza e il valore degli ideali, l’aspirazione al sogno come possibile futura realta’. E certi sogni si sa, si realizzano. “Domani mi riaffaccio”, penso, sorrido e finalmente rido. Ho coltivato il mio giardino e forse da quel “riaffaccio”, potro’ migliorare il mondo (come disse Voltaire). Intanto, “titolo in mano” (di studio), passo all’incasso. E sorrido di gioia. Incontenibile.

Un “cappello” sulla… tesi

Torino 9 7 2015.foto Borrelli RomanoUna citta’,  Torino,  che segnala record,  ora con l’afa,  ora con  l’umidita’,  ora col… “mercurio” del termometro. Fontane prese d’assalto da infradito ai piedi e “a teste” basse,  anziani alla ricerca di parchi cittadini e supermercati,  non luoghi dove poter passare qualche “lancetta” di orologio e “scroccare” un po’ di refrigerio come capita a molti. Caronte sta passando e i suoi effetti li portiamo addosso. Affaticati  sudaticci muniti di bottiglietta tra le mani, un ghiacciolo da addentare in attesa di “hot storm” (violenta tempesta di temporali) e sulla popolazione “saggia” quel perenne fazzoletto bianco intorno al collo a frenarne le goccioline di sudore che ricamano il viso insieme a qualche ruga che ne rendono piu gentile il viso e se consideri tutto cio’ sempre pronti all’umorismo e alla contabilita’: “questo caldo potrebbe essere opera di chi vuole mettere a posto i conti sulla nostra pelle. Ma la nostra e’ dura e la venderemo cara”. Scambiamo qualche parola,  mi interesso a quali sono i luoghi in cui trascorrono le loro giornate: bocciofile,  sale da ballo,  circoli,  circoscrizioni,  oratori… me ne snocciolano parecchi,  di luoghi da loro frequentati, e fra i molti,  indicano anche ospedali,  provvisti di macchinette per bevande,   h 24. Le stazioni,  no. “Le sale d’attesa sono calde”. Talvolta l’oratorio….Torino Valdocco.foto Borrelli RomanoTorino Valdocco.Foto Borrelli Romano. continuano,  li lascio parlare e raccontare volentieri….Hanno “La Stampa” tra le mani,  ma “sa,  se capita l’occasione di fare quslche bella conoscenza,  bhe’… lei capisce,  no? “Mi salutano,  con quel modo educato,  gentile,  posando la mano sul cappello e sollevandolo appena,  come per un saluto di una volta. Poi lo riaccompanano sulla testa,  calcandolo appena.  Si siedono,  attendono.  Ci congediamo. Penso che mi piacerebbe molto averne uno. Chissa’.

Al termine della nostra conversazione provo ad affacciarmi” sul centro cittadino. Una libreria,  alla ricerca di un dottor Zivago quasi introvabile e provare a capire quanti la “bazzicano” in questo pomeriggio torrido. “Quali libri avete venduto oggi? ”  Giro,  rigiro. Vedo della carta da pacchi e ripenso quando con L. giravsmo e rigiravamo insieme pagine pagine e libri e tempi e modi. Con il mare ad una manciata di passi da noi. Terminato ogni giro,  di ricorfi,  fantasia e pagine mi congedo da tanta meraviglia. Quindi,  poi, poi,  una gelateria,  super affollata e…. un negozio. Compero un…. “cappello”. Da metterlo sulla… tesi nuova di zecca. Non ho detto… zucca! Mentre rientro,  una pioggerellina  si “affaccia” sulla citta’.  Solo il tempo di lasciare il segno sull’asfalto.

Mi piace leggerla e rileggerla. Mi piace la storia che essa contiene.

RegaLibri nella Circoscrizione 7 di Torino

COMUNICATO STAMPA

CAMPAGNA “REGALIBRI”

A SOSTEGNO DELLE BIBLIOTECHE

DELLE SCUOLE PRIMARIE

DELLA CIRCOSCRIZIONE 7 di TORINO

Raccolta di libri tra i cittadini dal 3 al 27 febbraio

regalibri

Regalibri delibera

Storia, libri, istituzioni…Memorandum

 

Torino, gennaio 2015 Foto, Romano BorrelliNon riesco a stare seduto per tanti motivi ma soprattutto davanti a tanto sapere, conoscenza, conoscenze, storia. Mi alzo, lascio posto a loro, ai libri, al sapere, alla storia, all’istituzione. Mi alzo in piedi, come accadeva un tempo, quando entrava in classe il professore. Dal balcone vedo Torino, nel suo lento modificarsi. Da qui Torino e’ bella, avvolta nella sera. Di tanto in tanto un pallone, per pochissimi istanti si alza sopra la rete della palestra sottostante  e se ne immaginano, sotto, in quel luogo, i passaggi e il,”set vincente”. Il mercato, oramai a luci spente, o il Borgo, con le sue strade lucide la sera, dopo il lavaggio quotidiano. Strade lucide di giorno, di questi giorni, in  questi giorni, sferzate dal vento e da un clima poco consono a questa stagione. Torino. Il passare del “tempo piccolo” che ritorna al suo quotidiano ritmo, le statuine riposte nei loro involucri e ormai pensionate, almeno per questo anno, ad aspettare che qualcuno le richiami, al momento giusto. Il tempo di ringiovanirsi. Statue piu’ grandi, di ogni fattura, al medesimo posto, ricordando Paesi e pagine di Paesi e paesi lontani. Pagine scritte.  Il passare degli anni, di giunta in giunta. Gli operai che entravano e uscivano e col passare del tempo finivano per uscire soltanto. Ma Torino resiste. Da sempre. Torino e’ anche lui, con il suo viso quasi timoroso, timido, empatico con ciascuno e con tutti. Una penna scrive un addio, un’altra lo commenta. O vorrebbe commentarlo. E dalle statue giungono versi, e il rumore di un’ acqua che non esiste quasi piu: idrolitina. Poi, 2 colpi, sulla pancia, e via. A “tutto gas”. Ma questo non si puo’ scrivere, o meglio, non in certi frangenti. Da istituzione a Istituzione. Ma sono rumori creati da una penna torinese, che resiste agli acciacchi. Il commento viene giudicato forte, da chi, di comunicazione se ne intende. Ma la comunicazione è un conto, la politica di chi la continua a fare, un altro. La penna scrive, una dedica, su di un libro. “Auguri più fraterni  per il suo futuro di studioso a  impegnato sul fronte del progresso e degli ultimi”. I libri non sono accomodati, sono semplicemente stazionati, vissuti, letti, commentati. Il mio, ricevuto in dono,  ha un valore speciale. Istituzionale. Chi mi sta davanti non ha solo due gambe, due occhi, due braccia, ma mille, diecimila gambe, occhi, braccia. O forse piu’. Quelli di tutti noi, di chi c’era prima e di quanti ci saranno poi. Centinaia di migliaia di incontri e centinaia e migliaia di pagine scritte,  lette e lasciate da leggere.

Il mio un saluto, un arrivederci, da persona…..”ordinaria”. L’ospite si gira, con un sorriso, mi dice: “originale”.  Si, ma volevo vederefino a che punto la stanchezza smussa le parole e l’attenzione.Niente da dire. Si e’ Istituzionali per sempre. Un po’ come capita quando ti “affibiano ” il nome. Un po’ come certi amori, quando ti lasciano il segno come una seconda pelle. Per sempre. Un po’come quando diventi Presidente della Camera, o della Repubblica. O il Sindaco di una grande citta’. Per sempre.Torino, gennaio 2015, Novelli Diego. Foto, Borrelli Romano

Il tutto mentre si aprono i giri di valzer. Per un nuovo settennato.

Diego Novelli. “Memorandum italiano”. a cura di Marta Tondo, introduzione di Angelo D’Orsi.