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Quirinale

Roma, Quirinale. 29 agosto 2019.

20190829_093142Giornalisti e gente comune asserragliati davanti al Quirinale, in attesa del conferimento, dell’incarico. Tutti sanno e parlano di politica, come durante i mondiali di calcio o agli europei. Percentuali, numeri, traditi, traditori, lessico famigliare e non e lessico comune. Citofoni, per le crisi suonare a, ditte di citofoni e attese. Tutti allenatori. Facce spaesate degli orientali, che fotografano tutto e tutti, sanpietrini compresi, per il resto, in attesa che arrivino i “guidatori” del Paese tutti in piedi.

Interessante assistere a questo momento, come assistere ad una lezione di diritto costituzionale. Dimenticavo, tutti costituzionalisti. Sullo sfondo un bellissimo panorama.  Le pale di un elicottero annunciano come le campane la messa domenicale.

Vacanze Romane.

Anche a me è stato conferito l’incarico. Con cattedra. Tempo determinato, fino al 31 agosto 2020.

 

Parco degli acquedotti, Roma

20190828_171444Le immagini sui libri di storia mi hanno sempre affascinato, per le costruzioni monumentali, all’epoca, per il periodo storico e la bellezza di quei capitoli, che andavano a narrare e noi a studiare. In tanti anni non mi era mai capitato di vederle, quelle immense costruzioni dell’impero romano, dove intorno corrono ad ogni ora; mai, neanche una visitina al tempo di un master frequentato a Tor, qui, in loco, e dire che dalle fermate metro  Cinecittà,  Subaugusta e Giulio Agricola non è  che sia poi così distante,  il parco e l’acquedotto.  Mai, neanche ai tempi del Giubileo, dopo e prima. Oggi mi andava di scovare il tutto, girovagare per il parco degli acquedotti verso l’ora del tramonto, quando il rosso esplode e incendia tutto il circostante.  Una passeggiata da Subaugusta, “devi anna` a piedi, solo a piedi, fatte ‘na passeggiata, nun ce sta mezzo”. E cosi, un dieci minuti a piedi ed “eccolo là ” il parco. Un pochino di polvere nelle scarpe, sudore nella pelle e…il parco. Mi pare di riconoscere la casa del marchese del grillo, scena del film di Alberto Sordi, ma chissa…intanto mi avvicinavo a queste opere imponenti che dal vivo hanno un altro sapore. E la gente intorno a me correva, sempre, e il cuore batteva perché l’emozione  nello stare li sotto quella imponente muratura è  stata davvero enorme.

Viterbo

Era da molto tempo che mi sentivo rivolgere la domanda, “Si  ma a Viterbo, ci sei stato?” Eccomi cosi giunto a Viterbo, la città  dei Papa. Cittadina poco distante da Roma, raggiungibile piu o meno facilmente  in treno (due stazioni, Porta Fiorentina e Porta Romana, ma mi avevano parlato  anche di altro trenino dalle parti di piazza del Popolo), con un clima, oggi, gradevole. Scopro che qui, in alcune piazze, hanno girato alcuni film, “il vigile” di Alberto Sordi e un paio su Lucrezia Borgia e altri ancora. Qui, per restate in quella famiglia, vissero il fratelli Farnese, Paolo, futuro Paolo III e Giulia, la bella, si dice amante di Papa Alessandro VI, modella di alcuni capolavori del Pinturicchio (stanze dei Borgia, Musei Vaticani).. .Ah, la si può trovare anche nei tarocchi, come…la forza.

Musei Vaticani

Roma, h.7.45, metro, direzione Battistini. Fermata: Cipro, Musei Vaticani.

H.8.00 Musei Vaticani. Pensavo di essere uno dei primi, questa mattina, alle 8, e invece…E invece è  successo che non soltanto in molti, avevano fatto lo stesso mio ragionamento, e quindi, in coda per accedere ai Musei Vaticani eravamo davvero TANTISSIMI, ma, sulla corsia di destra eravamo ripetutamente sorpassati da chi la prenotazione l’aveva fatta su… internet! Sembrava di essere sull’autostrada, io, una piccola panda superato da altre cilindrate. Per fortuna avevo portato da leggere, non uno, ma due quotidiani, cosi, tanto per…Nel frattempo, intorno, si creava un bazar ad itinere: c’era chi cercava di vendere di tutto: acqua gelata a due euro, biglietti supera code, biglietti senza supera coda, guide di Roma, biglietti di ogni tipo,  barzellette per intrattenere…Poi, qualche poliziotto o vigile ripristinava lo status quo. Ma erano solo momenti. La fila era lunghissima e controllare tutto è  davvero non facile. Sulla destra intanto correvano quelli col “telepass”. E non uno, ma…altre folle oceaniche muniti di lascia pasdare stampato. Beati loro, ho pensato. Come che sia, raggiungo il portone d’ingresso dei  musei alle 9 e 15. Biglietto, audioguida e pinacoteca il primo obiettivo. Si, d’accordo, c’ero già stato, ma, come si fa a non tornare, magari esigendo da se stessi più attenzione, magari muniti di penna e blocchetto? E poi, l’arte, davvero non ha prezzo. Perché così mi sono palesato questa volta, munito di tutto punto. Giotto, e il trittico, Perugino, Raffaello, Caravaggio…e giu con appunti. Alle 12, come da scuola, intervallo, un caffè,  veloce, ecologico (presumo bicchiere di carta paletta riciclabili, e allo stesso tempo, un pochino “amaro”: si, un euro e 20 mi è  sembrato davvero…ripeto, l’arte non ha prezzo, ma questo, con l’arte poco ha a che fare!). Restiamo in tema, dopo il caffè   andato “di traverso” via verso tutte le altre bellezze qui presenti per approdare poi alle stanze di Raffaello, le stanze dei Borgia con i capolavori del Pinturicchio, il pittore appunto dei  Borgia, (queste mi erano “scappate” nelle altre visite, eppure avevo interesse a vedere la ragazza dalle sembianze di Lucrezia Borgia e la Madonna col viso, si dice, di Giulia Farnese, e ovviamente, Alessandro VI Borgia e suo figlio Cesare) e la stanza della segnatura di Raffaello, la Cappella Sistina. E qui si è  concluso il secondo tempo della visita. Meraviglia delle meraviglie. Trovato un posticino dove sedermi lo difendo con tutto me stesso per un’ora circa. Le figure rappresentate sulla parete dal grande Michelangelo nel suo Giudizio  sono 300 e per osservarle e studiarla davvero tutte occorre del tempo, tanto…Per trovare tempo?Bhe, qui si che si potrebbe lavorare…

26 agosto-Roma

Il G 7 (un tempo, G 8) club informale, a Biarritz, in Francia. Biarritz, prof. dove si trova codesta cittadina? Possiamo cercare su…google map?”” No”, rispondo io, “meglio sull’atlante”. “Profumo di oceano, e “guerre di dazi commerciali” e barriere per il vino, prima francese e poi chissà,  toccherà a quello  italiano? E   ancora nuove tecnologie, Brecit, e Amazzonia che  brucia…”Greta ci aveva messi in guardia”. I  grandi, in questo cosesso, arriveranno ad una quadra? Tempo  di controesodo, di chi le ferie le ha terminate,  con  campionato di calcio alle prese con la prima e ricordi della Nazionale 82 che si intrecciano sui colloqui per il nuovo giro di consultazioni. Zoff, Gentile, Cabrini…

A proposito, mi permetto di “giocare” anche io, coi pensieri,  un pochino, immaginandomi il  giro di consultazioni del nostro Presidente della Repubblica. Di cosa parlerei? Della scuola, ovviamente, degli studenti….dei miei, in particolare.

A Roma fa molto caldo, avrei voluto fare un salto a Palazzo Barberini ma l’ho trovato chiuso, forse ero io in ritardo. Pazienza. Però  i gatti dell’altra volta erano li, dove li avevo lasciati, sonnecchiando, distesi a prendere il sole, come guardie a difendere il fortilizio. Quante finestre?Le conto, belle, in questo Palazzo che ha conosciuto scissioni. Da lì, poi,  Quirinale, via del Corso, Palazzo Chigi, Montecitorio, insomma, profilo istituzionale, politico, politicante, politichese. Chissa Forattini che avrebbe disegnato oggi. In mezzo, Fontana di Trevi,Piazza di Spagna, poi,  “molto fischiata” da chi proprio non ce la faceva piu e violava il regolamento sedendosi.  E non  ho dimenticato di fare un salto a 20190826_181635 via Margutta e apprezzarla . Era da tantissimo che non la frequentavo, molto davvero.  20190826_181533Forse dai tempi di una canzone che “amore vedessi il cielo a via Margutta….” O forse ’97 o 2000, al tempo del Giubileo, chissà.  L’ho ritrovata bellissima come sempre, molto …”artistica”. Giu fino a piazza del Popolo e via di metro, Anagnina.

3.36

3.36, 24.08.16

Le auto, dalla freccia, sembrano giocattolini mossi dalle mani di bimbi, sorpassate velocemente da questo muso rosso. Le auto si fermano, il controesodo è partito, le ferie, per molti, vanno a concludersi. Chiudo gli occhi e riavvolgo velocemente il nastro dei ricordi.

Roma. Il tempo di dormire un paio d’ore, poi, le plafoniere che sembravano venir giu, e cosi la stanza,  dalle sembianze di una persona dai capelli tirati, strattonata, fortemente, ora a destra ora a sinistra, con forza; minuti lunghissimi, interminabili, parole impronunciabili, pichi secondi per cercare pantaloni e scarpe, infilare le scale, raggiungere il  cortile, dove c’erano già altri, che avevano anticipatamente compreso….”troppo forte questo, e vicino, deve aver combinato qualcosa, ma speriamo di no”, cosi sentivo i primi parlare e continuare  “epicentro dalle parti di….” poi, dai cellulari, prime immagini e le prime foto e scritte …”Amatrice non c’è piu”.

Lecce, 10 agosto 2019

20190810_144441.jpgUtilizzare il trenino per muoversi in Salento è uno degli aspetti piu divertenti, economici e arricchente di conoscenze storiche economiche sociali del territorio. La sua lentezza è  un elemento aggiuntivo in quanto permette di spaziare con  l’occhio da un punto ad un altro velocemente, “agguantando” masserie di ogni fattura, muretti a secco e contadini al lavoro su campi immensi e ben lavorati, panni stesi che narrano vicende sociali e private, e anche questo ritengo sia un aspetto che vale il viaggio. Per non parlare di “appendici” di case, dal vago aspetto di garage o contenitore di ogni cosa:gomme di auto, caffettiere,  pentole, reti e pomodori stesi a seccare. Lungo questo “nastro ferrato” tutto, ad un occhio attento e vigile, racconta, peccato che ogni tanto si debbano anche vedere  incendi “non governati”.  Il treno rallenta, accenna a fermarsi, tutti noi viaggiatori “tremiamo” a questa possibilità  non preventivate nel prezzo e nel tempo. Fortunatamente, si riparte, tanto, più  a vista di così, impossibile viaggiare.20190810_140227Il viaggio è  una occasione per scambiare due chiacchiere su questa linea, di contratti fra ferrovie e velocità fra poderi, velocità in corrispondenza fra  passaggi a livello ed enti locali, insomma, qua sopra, su questo pezzo storico in movimento,  i miei studenti, a parlare, sentire e approfondire potrebbero preparare un esame di diritto amministrativo e pubblico. Giunto a Lecce recupero  il

20190810_150727centro storico, il Duomo, l’anfiteatro romano, la piazza con le sue luminarie e mi addentro in una sala del 20190810_152644Bar Alvino, così, per accumulare aria condizionata in una giornata caldissima in cui molti operai sono alle prese con i preparativi della festa di S.Oronzo.  Una vetrina lunghissima presenta ogni tipo di pasticciotto, anche  gelato, e questo deve essere davvero ottimo. Opto per il classico ed un Quarta. Le mie vicine sorseggiando velocemente un caffè con ghiaccio, hanno mappe ed itinerari ma lasciano ben presto sul “campo”  al fondo della tazzina i cubetti di ghiaccio. Mi fiondo come per sgusviare via dall’afa a visitare santa Croce, ora libera dalle impalcature. È  davvero molto bella. Al suo interno si sta per celebrare un matrimonio e quindi non sara possibile “osservare” con cura e attenzione il suo  interno. Velocemente, mentalmente,  ripasso Riforma e Controriforma, perché siamo più o meno in quegli anni. Anche Santa Irene mi piace e non ci avevo mai fatto cado a quante somiglianze con altra basilica romana, santa’Andrea Dellavalle. Tra una basilica e l’altra, ragazze salentine, carine, munite di trecce e no, offrono ai passanti taralli di ogni specie. Unico neo, personale,  è  il pagamento di un obolo per entrare in Duomo. Il viaggio e la sua bellezza insomma consistono nel viaggio stesso e la sua imponderabilta. È  sufficiente avere a disposizione tempo e pazienza.   È  ora di riprendere il trenino.

Roma

20190801_122014Roma mi piace immaginarla così, e poi “srotolarla” dagli occhi come  una pellicola di un film o un vecchio negativo di foto, un rullino, sa ripassare tutto insieme, e andare a ritroso, sul passetto del Castello, con la fantasia e  vedere e dare forma a  figure di Papi che corrono e si mettono al riparo da qualche congiura o possibile attentato, dare forma e vedere Papa Borgia in fuga, e immaginare  Giulia Farnese, Lucrezia, il fratello Cesare dopo chissa’   cosa e cortigiane e mettiamoci pure il Pinturicchio che chissà…retrodatare ancora e pensare all’Imperatore Adriano, col suo testone osservato nella Galleria Borghese che da questa fortezza, con i suoi fidi e corte  si muove verso Ostia antica e Tivoli, nella sua sontuosa villa. Roma è  presente e passato anche recente, nome di donna, capelli lunghi e neri, viso grazioso e acceso, occhi scuri e passione, e arte.

20190801_10052720190801_100748Roma è cavalcare lungo il corso della storia, all’ombra del Quirinale, lasciandosi alle spalle via XX Settembre, prendere due capolavori, di due grandi, che la storia ha sempre messo in competizione e rivalita`, tanto per cominciare; capolavori   che stazionano sulla stessa via, all’ombra del Quirinale, san Carlo alle Quattro Fontane, comunemente conosciuta dai romani come san Carlino, per le ridotte dimensioni, (Francesco Borromini, capolavoro dell’architettura  Barocca) e sant’Andrea al Quirinale, architettura barocca, (Bernini) e mettere  a confronto, i due prima di procedere ad ulteriori confronti verso gloriose bellezze e scendere verso  piazza Navona,ritrovarsi al loro cospetto e pensare di passare dal Barocco al Rinascimento, a concetti come staticità e dinamismo.

Buongiorno Agosto da…”dreamers”

Buongiorno Agosto da “dreamers”. Non pensavo ti potessi manifestare cosi, in modo inaspettato, a tratti festoso. Tra una galleria d’arte ed e un “filotto” di capolavori di Caravaggio e Raffaello, e fili di storia da poter riprendere, raccontare, edulcorare per rendere il tutto piu attraente, almeno, provandoci,  mi son imbattuto, nei pressi del Chiostro del Bramante e della Basilica di Santa Maria della Pace, a due passi da piazza Navona, (nei pressi di Sibille e Profeti di Raffaello),  in un sogno da vivere e raccontare. Ero alla ricerca di un sogno da poter recuperare nelle giornate grigie e nebbiose,  che una volta in cui ci incappi si fa fatica ad uscirne. E cosi, ecco che all’improvviso, sogni e luci e numero e caverne….in “Dreamers”.

La mostra, prorogata fino 25 agosto 2019, era da tempo aperta al pubblico e nonostante negli ultimi mesi ci sia passato molte volte forse non ero stato attento, come ora, a dire il vero, a questa offertaculturale. Come ora perché  solo un caso mi ha condotto a comprare il biglietto per l’ingresso. Ero in cerca delle Sibilla e invece …Inizialmente non ero molto felice della non scelta, del caso, dell’errore,  a dirla tutta, ma poi, entrando eccomi colto da una fitta pioggia tipo di monete d’oro con la voce dell’audioguida, così, delicata, gentile, che pareva prendermi per mano e condurre in uno stordimento fra sogno, utopia e realtà.  È ancora la stanza con un letto e un occhio, la caverna, quella dei numeri….E poi, al termine di tutto, una marea di post-it lasciati a memoria da chissa chi per tutti noi aiquali non potevo che aggiungere il mio.

Galleria Borghese

Mi lascio alle spalle Piazza del Popolo e cerco li nei pressi la banchina dei bus per individuarne uno direzione Galleria Borghese. È  un peccato che in questo periodo, visitando Galleria Borghese, a Roma,  non si possano fate foto per tutta la durata di altra mostra in corso. Già  è  difficile trovare posto, non avendo prenotato in precedenza, prenotare ecc.ecc.; oggi, per esempio, c’era la possibilità di accesso alle 15 o alle 17. La prendo comunque. Numerosi sono  i turisti che magari non avranno la possibilità di fare ritorno a Roma per chissà quanto tempo, e allora, perché non concedere il permesso di fare fotografie o piccoli video? Per esempio, l’ultima volta che sono stato in visita alla Galleria  Borghese era databile agosto del 2016. Già  arrivare fino a qui, da piazza del Popolo (piazzale Flaminio) è  stata un’impresa. Appena saliti sul bus, pochi metri e….”scendere, signori, o tornare alla pensilina o farsela a piedi costeggiando la strada o arrivare alla prossima fermata e attendere. Il bus si è  rotto”. Capita.  E questo lo si sopporta, nonostante il caldo. Meno sopportabile è  il fatto di non poter fotografare il ritratto di giovane donna con unicorno di Raffaello, per esempio, o la Madonna col bambino del Perugino o ancora dello stesso il  San Sebastiano con le 5 frecce, delle quali una conficcata nella gamba destra, gli occhi verso l’alto, i capelli lunghi, lo spago intorno al braccio, il tallone destro all’insù. Un Raffaello e la deposizione di Cristo, un Pinturicchio con “crocefissione tra i santi Cristoforo e Girolamo” e ancora Andrea del Sarto e Giulio Romano… E ancora il Correggio, il Caravaggio. Davvero un peccato. Avrei voluto dare continuita` ​al mio percorso (per la scuola) ma dovro` rimandare la visita e accontentarmi di appunti con lapis su foglio volante e memoria. Peccato anche per i busti degli Imperatori. Mi sarebbe piaciuto poter “memorizzare”  Adriano con altro e non solo lapis e memoria. A sera riguardo sempre gli appunti presi durante le visite, e osservo nuovamente le mie foto, non quelle di internet, fatto questo che per alcuni istanti mi permette esattamente di tornare a quel preciso istante in cui fissavo attenzione e posavo lo sguardo su di un’opera d’arte.

Ancora una cosa. Le bottigliette d’acqua non si possono portare con sé all’interno della Galleria (sarà così anche a Palazzo Barberini). O si beve tutta l’acqua o la si lascia. Peccato. D’estate, col caldo…non so. Sicuramente è  giusto cosi, non discuto, ma nell’occasione, prima di entrare, vedendo molti bere tutto il contenuto delle bottigliette, mi è  venuto in mente Fantozzi: “beva, beva ragioniere…”