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Roma: alla scuola di Atene

Roma.24 6 2017 foto Romano BorrelliRoma e’ Roma. Fa caldo,  parecchio. A Termini il “tran tran ” e’ il solito: trolley,  vite,  esistenze che vanno,  vengono,  si disperdono,  tornano,  cercano,  ognuno qualcosa. Non perdo un attimo. Mi organizzo la giornata: qualcosa da vedere,  studiare,  riempire il mio “trolley di competenze”.  E tantissima acqua. Opto per il Vaticano: i musei vaticani. Linea metro A,  direzione Ottaviano,  e via. Mi piace ritornare a contemplare  “La scuola di Atene”,  a Roma,  nella stanza della Segnatura. La Scuola di Atene è  un affresco di Raffaello,  databile tra il il 1509 ed il 1511. Mi dirigo velocemente,  sala dopo sala,  prima da Raffaello e poi alla Sistina, perché,  “mi interessano”, mi interessa capire quanto conosco in piu’ rispetto alla volta precedente. Immagino Giulio II che conferisce l’incarico a Raffaello,  le impalcature,  il suo mal “di schiena” o la probabile “cervicale” a furia di stare ore ore con il viso in su,  sull’impalcatura. La “Fornarina” che lo cerca e forse “Pippi” (Giulio Romano) che cerca lei.  La tristezza di Raffaello nel non voler “distruggere” altri capolavori,  (per dar luce ai suoi) quali quelli di Piero  della Francesca,  affrescato in precedenza.  Risuonano le sue parole,  movimenti e di tutti quelli della sua scuola,  perché,  lui,  Non realizzava il tutto mica da solo. Risuonano inoltre le parole del mio prof di filosofia,  e di chi commentava la bellezza e la grandezza della filosofia,  nei sabati pomeriggi a prendere appunti. Gioco a riconoscere Michelangelo,  Leonardo da Vinci, Bramante e il Sodoma,  vicino a Raffaello,  col suo cappellino. Ma nel gioco si è  aggiunto anche Federico Gonzaga. Mentalmente sfoglio le pagine del libro della Bellonci,  e il merito va a chi lo ha consigliato. Ripasso mentalmente Isabella d’Este, quando nelle sue pagine descriveva un bimbo che osserva attentamente l’osservatore,  coi capelli biondi;  Lucrezia Borgia e così via,  con tutte le sfilate dei vari Papi. E poi,  il confronto fra le “resurrezione dei corpi” queste di Michelangelo,  qui,  alla Sistina e quelli del  Signorelli, nella Cappella di San Brizio,  a Orvieto.

Raffaello e Ghita

Ho terminato la lettura del libro “Guardami negli occhi” di Giovanni Montanaro.  La storia del più grande pittore che il mondo abbia mai conosciuto,  Raffaello Sanzio da Urbino  e Ghita,  la “fornarina” di Trastevere,  la popolana,  la modella e donna amata dal pittore urbinate. Ghita,  immortalata nel quadro,  “guardando negli occhi il grande pittore”.  Si,  anche a me piace andare in giro,  a respirare e camminare nella stessa aria e strade dei due giovani, innamorati,  nascondendosi,  mica tanto,  agli occhi esterni. Un camminare nel solco,  un pochino come l’autore del testo.  Entrare al Pantheon, vicino alla tomba del grande maestro,  ” che non si vede subito “quando si entra.  Bisogna cercarla,  dietro la gente che si ferma davanti… (pag. 14 del libro)”, passare vicino “l’Elefantino” e immaginare quel periodo Rinascimentale,  la Roma di quel tempo. Piace andare a Palazzo Barberini e guardare quel quadro,  così… autentico, ricco di storia,  d’amore…  Il tempo è  fermo. Il tempo non passa. Il tempo e’ nostro. Il tempo e’ tiranno quando passa e non torna e ci lascia ricordi. Cerchiamo i ricordi,  quel giorno,  quella cosa e pur tuttavia  non ricaviamo  risposta. Scriviamo ricordiamo ancora,  frughiamo tra le tasche i nostri pezzi di vetro,  i nostri io scrivero’, ma nessuna consolazione.  “Perché  cerchiamo le cose che non ci sono più? Perché certi amori sono diversi dagli altri e non finiscono mai e non sanno finire…   è  come se facessero i semi,  e continuano a fiorire,  nonostante il tempo che passa? “…  “solo gli incoscienti possono pensare che le cose non finiscano. Solo gli incoscienti. E gli innamorati”.. il libro è  stupendo,  un consiglio utile per gli acquisti. A cavallo tra storia,  arte,  letteratura,  introspezione.

 

Dal Salone del libro

Torino sal. libro 20 5 2017, foto Romano BorrelliDomenica 20 maggio. E’ una giornata particolare,  che ricorda il “parto” dello Statuto dei lavoratori.  Chissa’ se tra i libri,  oggi… chissa’…A Torino è  una domenica mattina,  calda. Molto. In tutto. Approfitto ancora della “festa mobile” in giro per la nostra citta’ e in particolar modo presso il Salone Internazionale del libro. Alle 1O. 30 c’è  Carmen Pellegrino che presenta il suo libro “Se mi tornassi questa sera accanto”. Ho già letto di suo “Cade la terra” e mi era piaciuta molto la trama e l’idea dell’ “abbandonologa”. Devo sentire questa presentazione e poi dovro’ partecipare al gioco cominciato dai ragazzi sul gruppo: “quale libro mi portero’ a casa?”. Arrivo presso la sala Lavazza e mi siedo. Carmen Pellegrino parla gia’ da qualche minuto.  Mi colpiscono la storia,  la trama,  la sua personale,  la figura del padre e in particolar modo un riferimento a Buzzati:” Ad un passo dalla nostra solitudine c’è  l’amore”.  E questo passo bisognerà pur farlo perché  il tempo è  tiranno. Farsi trovare senza aver provato a rimediare,  con un ponte,  un riallacciare,  sarebbe deleterio. Bisognerebbe provare a rimediare prima che sia troppo tardi. In cuor mio passano tanti pensieri,  come daini,  che si rincorrono e si avvolgono,  in una spirale. La mezz’ora scivola via che è  una  bellezza. Mi spiace perché sentir parlare la scrittrice e’ un piacere.  Quella frase e’ stata determinante e alla fine mi convincera’ a comprare il libro. Un autografo,  un saluto,  a me,  ai ragazzi della scuola,  appena li vedro’. Poi un salto da Sellerio,  a cercare Spencer ed il suo amore infinito o eterno… Ma il pallino resta il Rinascimento. Cerco,  anche se a casa ho il mio Raffaello ed il suo amore per la Fornarina. “Guardami negli occhi” di Giovanni Montanaro, è  il titolo del libro,  Feltrinelli Editore. Veramente è  la storia di “Ghita”,  Margherita la fornarina,  di Trastevere, quella per intenderci che vado ad ammirare ogni qual volta scendo giù,  a Roma e respiro tutto quel periodo e fantastico sull’abitare li a due passi dal Pantheon. L’amore eterno per Raffaello. E poi vorrei cercare  altri testi della Maria Bellonci… tempo ne ho,  tra gli stand… poi sarà  la volta di inserire le mie scelte nel gruppo e condividerle.

Un Primo tocco artistico

Questa pagina e’ dedicata ai ragazzi del Liceo Artistico Primo,  di Torino, che questa mattina, “armati” di santa pazienza, colori, pennelli, secchi, hanno provveduto a dare un “tocco” artistico ad uno spicchio della nstra città,  tra i corsi Principe Oddone e corso Regina Margherita. Sotto, e al loro fianco, il fluire, veloce del traffico. Noi, a veder nascere viso e corpi di donna, angioletti, e compagnia. Il passaggio di una nuvola sembra aggredirmi e ingoiarmi, ma non faccio caso, concentrandomi sul nascere di queste figure. Un puttino? E il termini mi riporta alle pagine, rinascimentali, che attendono. Raffaello, la fornarina….Pensieri che si rincorrono come daini, che si rincorrono a spirale.

Roma

Il sole di maggio e’ diverso a Roma. Il colore carico di luce e calore,  anche. Non so ma la sensazione e’ di essere in altra dimensione,  spazio-tempo.  Ho da poco lasciato il venticello che genera il treno della metropolitana al suo passare e fuori,  Roma,  e’ per me.  All’interno della piazza,  del Popolo, il vento e’ appena percettibile e il silenzio rotto qua e la’ da qualche uccello e dallo zampillio delle 4 fontane. Al centro della Piazza,  sotto l’Obelisco,  una scolaresca gioca alle carte in religioso silenzio. Volgo a tutto cio’ e al mio passato le spalle e  recupero la Basilica di Santa Maria del Popolo,  all’interno del “cubo merlato”, ovvero,  della “porta Flaminia,  avrebbe detto ed ha scritto la Bellonci”.  L’ultima volta che vi misi piede e occhio distrattamente, in molti si piangeva. Il terremoto di agosto,  sentito anche qui,  aveva distrutto Amatrice.  Entro e so cosa cercare. Attentamente. E’ uno spettacolo immenso,  stare qui, all’interno della Basilica di Santa Maria del Popolo, a due passi da Piazza del Popolo. Sono all’interno della  Cappella Chigi,   (fatta costruire dal banchiere Chigi su progetto di Raffaello nel 1513) sotto il capolavoro di Raffaello: il Dio Creatore,  l’alternarsi delle stagioni, le vicende della Creazione,  la cacciata o caduta,  i cassettoni… scendendo si amirano le statue del Bernini,  i monumenti ai Chigi, i Profeti,  Giona,  Elia,  Daniele. E poi la mano di Sebastiano del Piombo. Possibile questo effetto? Una miniera di tesori racchiusi al suo interno? E qui siamo solo agli inizi della Basilica. Poco  piu avanti,  il Caravaggio,  nella Cappella Cerasi. Qui dentro sono conservati i due capolavori:” La Conversione di San Paolo” (da notare lo zoccolo del cavallo cosi fermo,  immobile,  per non calpestare il soldato romano) e la “Crocifissione di San Pietro” (il chiodo,  la mano). Ma il tutto non finisce qui,  ovviamente.  Entrando sulla destra,  la nativita’ del Pinturicchio. Disegni bellissimi,  così come le lunette, appena sopra la Natività . Resto a contemplare e non so quanti giri percorro. Non vorrei più andar via,  stordito come sono da tanta davvero grande bellezza.

Ah,  quasi non lo scrivevo: auguri a tutte le mamme.

Santa Caterina

“Tempo di libri” non è  terminato.  Certo,  quello “sdoppiato” l’anno scorso,  sfilandosi da Torino,  con strascichi di polemiche,  si,  che è  terminato. E forse in “riduzione”. Aspettando ora,  Torino.  “A ciascuno il suo”,  (che poi e’ un libro!)di libro,  di tempo,  nel tempo,  di luogo,  dove leggerlo,  e con chi. Tempo di mare,  di “teli racconto” e sabbia e matite per sottolineare e scrivere storie e muovere personaggi. Oggi ricorre la festa di Santa Caterina da Siena e cosi, ricordando di avere tomi su tema, riprendo a sfogliare alcune pagine di uno di quelli,  dedicato alla Santa ma lasciato a meta’.  Il libro,  come scritto, in un precedente articolo del blog,  mi piace ed è  utile per la scuola,  per i ragazzi. Ne riporto alcuni passi intrecciando fatti salienti di storia e nozioni di psicologia. E poi mi ricorda un posto dove vorrei tornare. Presto. Siena. Quella piazza a “conchiglia”… Da gustare lentamente. Forse perche’ effettivamente come sostiene l’amico di un altro amico che poi e’ uno che scrive “un libro e’ come la lasagna cge e’ compista da tanti strati”. E poi c’è  l’altro libro (e quindi,  tanti altri strati e una lasagna ! ) “Rinascimento privato” (Maria Bellonci,  Oscar Mondadori) che appena  iniziato lo avevo deposto da qualche parte,  abbandonandolo in giro,  per la casa. Poverino,  senza colpe! Forse era in attesa,  ma la dove si attende c” anche la speranza! ). Correva il termine (come ultimi spiccioli) dell’estate… Una foto,  di mare,  telo,  la coperta-ina di un libro,  individuato,  ricercato,  ordinato. Dalle prime pagine capi’ che mi sarebbe riuscito difficile leggerlo, possibile  colpa di un nome fra i tanti che si intrecciavano lungo le pagine  fra le corti di Mantova,  Ferrara,  Urbino. Da poco,  l’ ho ripreso  tra le mani e, lesto e  spedito,  pagina dopo pagina, finalmente ho  comincio a sentirlo mio. È  veramente bello,  storie sul finire del 1400 e iniziò 1500. Tempi interessanti,  da vivere.  I Borgia,  Giulio II (… “gigantesca presenza fisica… “…. “torreggiava sulla politica d’Italia e d’Europa incalzando duramente il nemico del momento facendo fronte a tutti”…. pag. 165), i figli Lucrezia e  Cesare, e poi Francesco,  Isabella,  Federico, Eleonora. La bellezza,  (e le bellezze) i capelli d’oro,  trecce,  amori,  vissuti,  preparati. Passioni. Ragazzi che Storia!  Pagina dopo pagina rientro fantasticando in quel di Urbino,  Mantova,  Ferrara… e corro col pensiero a chi me lo ha suggerito. Bello! E pazienza per un nome,  tutto il resto fila…Ecco,  un altro posto dove assolutamente vorrei ritornare… Urbino.  E ripensare a “quel mostro della natura che lascia il sigillo del suo pennello divino”,  pag. 159). E mangiare un buon piatto. Magari lasagna?

A Roma

4-3-2017-foto-borrelli-romanoDi Roma è  già stato scritto tanto ma è  sempre poco comunque. Ti si apre il cuore. Talvolta lo spacca anche tanto,  che a ricordarsi bene qualcuno (Niccolo’ Fabi) ci fece su una bellissima canzone,  “Lasciarsi un giorno a Roma”. (Pero’ ae ci si lascia,  ci si “acchiappa” pure! ).  L’aria,  appena scesi dal treno,  la riconosci fra tante differenti (si perché  l’aria mica è  unica! ): e’ la stessa di sempre: ti si appiccica addosso,  come una vecchia conoscente giunta a prenderci.  Odore di pioggia e di primavera e vento marzolino che intensifica il suo vociare,  con forza,  impattando sul viso  all’uscita dalle stazioni,  Termini o  metro che siano. Era da un po’ che mancavo dalla città  Eterna e che  non solcavo la periferia romana,  gli inizi della Tuscolana,  la dove si perde la citta’ verso la finzione di  Cinecittà, e il piazzale della metro e dei bus,  Anagnina.. . (era almeno dal tempo delle manifestazioni! quelle oceaniche! ) ed e’ stato un modo per pensare al grande Pasolini. Le piante sono fiorite e qui diversamente da Torino,  sembra aprile.

Roma  ormai non sorprende piu’,  frizzantina come è. Ti avvolge e non puoi farci più niente.  Lasci che sia. Un cartello informa sul meteo di domani20170304_081838. Un altro che siamo a Roma. Un altro ancora i minuti a San Giovanni,  qui,  dalla Tuscolana. Quella cosa,  “Roma” a sfondo bianco, a dire il vero,  fa molto Lucio Battisti a cavallo con Mogol,  mentre entravano nella capitale,  anche se,  la data odierna fa tanto Lucio,  l’altro, il  Dalla.  Quanto mancate entrambi! In ogni caso,  poche cose da scrivere. Cerco Palazzo Barberini,  ecco su cosa cade la scelta odierna del cosa vedere. Un palazzo che sa di storia,  politica e arte. Tante cose da vedere ma a me interessano alcuni autori su tutti: Raffaello,  Caravaggio,  Guercino,  Guido Reni. La Fornarina di Raffaelloraffaello-fornarina-roma-borrelli-romano-foto e la Giuditta di Caravaggio20170304_155946. La meta,  seconda,  dopo l’impegno di facolta’,  in realtà  era visitare altro ma poi la voglia di vedere quelle  opere e’stata davvero determinante, decisiva,  impellente. E cosi e’ stato. Due soggetti femminili davveto belli. A starci ore a guardarli e studiarli. Probabilmente ci si potrebbe innamorare.  E cosi il pomeriggio è  trascorso in compagnia di queste bellezze.  Poi,  ancora un ripasso al San Luigi dei Francesi,  ancora per Caravaggio e…. Quirinale e roma-quirinale-4-3-2017-foto-borrelli-romanoFontana di Trevi.

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A Siena

siena-28-2-2017foto-romano-borrelli1 marzo. Siena non dista molto da Arezzo. Chiedo ad alcuni aretini quale sia il mezzo piu conveniente, a coprire la distanza (75 km circa) in termini di tempo,  e mi viene risposto che in assoluto è  il bus ad essere piu’ competitivo. “Se non ha idea di arrivare dopodomani”,  ovviamente forzandone la risposta alla mia domanda.  Se hai tempo,  esiste un trenino fino a Sinalunga,  poi… “Alle 8. 30,  puntuale,  il bus è  davanti il piazzale della stazione di Arezzo e alle 10. 15 siamo a Siena, studenti,  impiegati,  operai,  turisti,  ecc.  Nel frattempo,  dal finestrino,  scruto,  nomi di paesi e natura che muta,  dolci colline e praterie e giardini di marzo che si vestono di nuovi colori. I cartelli,  ad un certo punto,  indicano che Perugia è a  75 km e Cesena idem.  Non me le lascero’ scappare. Ci risara’ posto ancora per loro. È   cittadina giovane ed elegante. Era da un po’,  anni,  che mancavo da Siena. Era il tempo delle azioni Telecom (chi le comprava e vendeva),  delle chitarre e delle tende canadesi,  pronte da montare in uno dei tanti campeggi della Versilia a Riotorto, come  Follonica,  Campiglia e compagnia.  Appena sceso dal bus mi metto alla ricerca del siena-borrelli-romano-fotocaffe-pasticceria Nannini,  e questo si che lo ricordo,  a pochi passi dalla piazza a Conchiglia o ventaglio,  quella per intenderci dove si svolge il palio in agosto.  siena-foto-borrelli-romano-28-2-2017Mi “accoscio” per una foto ricordo: intorno alla piazza,  bambini che cortono,  per lanciare ultimi coriandoli rimasti. siena-28-2-2017-foto-romano-borrellisiena-28-2-2017-foto-romano-borrelliAl suo interno,  meta preferita degli universitari,  si aprono,  lentamente,  libri e quaderni. Staziono un pochino e scatto foto ricordo.  Davanti, siena-28-febb-2017-foto-romano-borrelli la Torre e il pensiero va subito al governo dei 9 e all'”allegoria del buon governo e a quella del cattivo governo”. Ci andro’. Dopo. Poi recupero il tutto,siena-28-2-2017-fotoromano-borrelli  una delle uscite,  o entrate,  il che e’ lo stesso,  ed esco dalla piazza.siena-s-caterina-28-2-2017siena-santa-caterina-28-2-2017-borrelli-romano Santa Caterina,  l’Universita’ e il Duomo,  attendono.  E cosi dopo in salto da “Santa Caterina” osservo attentamente gli affreschi e la 20170228_122412Chiesa ove e’ conservata la santa Patrona d’Italia e d’Europa. Poi,  veloce verso   il siena-duomo-foto-borrelli-romano-28-2-2017Duomo,  intitolato a Santa Maria Assunta,  inizio costruzione nel 1220 e terminato nel 1370 circa; sullo stesso terreno esisteva gia in precedenza un edificio,  residenza del Vescovo fino al 913 circa,  edificio rivolto verso Est dove si trova ora il Battistero. Ha un altezza di circa 48 metri mentre il campanile circa 77 metri. È  luogo dove,  diversamente da altre volte,  nella storia, mia,    oggi ci saranno i Michelangelo,  che nel  1501 comincio’ quattro statue prima di dedicarsi al David di Firenze. Le quattro statue sono San Pietro,  San Pio,  San Gregorio Magno e San Paolo. E la mia curiosita’ e’ vedere proprio San Paolo cosi somigliante a Michelangelo,  con le torsioni impresse in ciascuno dei suoi personaggi. È  cosi il Mosè  in San Pietro in Vincoli,  a Roma.  Pisano con il suo pulpito realizzato tra il 1265 ed il 1268, un Donatello,  San Giovanni Battista scolpita nel 1455 nella stessa  cappella di San Giovanni Battista affrescata dal Pinturicchio),  Lorenzetti,  il citato Pinturicchio, con i suoi affreschi nella Libreria Piccomini,  tra il 1502 ed il 1503,  probabilmente con un giovanissimo Raffaello.  Grandi personaggi che oggi aspettano.

Ma ora è  tempo di guide,  audio guide e tablet. Non fa caldo,  Non suono più la chitarra,  non dormo nelle tende e ora ho una passione in piu’: l’arte.

A Urbino

urbino-la-venere-9-12-2016-foto-borrelli-romanoPensavo fossero gli ultimi giorni di Venere in mostraurbin-9-12-2016-foto-borrelli-romano,  a Urbino,  e così,  di buon mattino,  veloce con una freccia, mi metto in viaggio  direzione Bologna-Pesaro Urbino. Torino alle 6 del mattino sonnecchia,   dorme.  Il profumo delle brioches appena sfornate inonda le strade di Torino e rianima muri e palazzi che sembrano annusare e fare l’occhiolino mentre in realtà sono soltanto luci che lentamente accendono vita. E vite.  Vita che si incontra,  vita che si scopre.  In molti lasceranno l’impronta del loro corpo e il calore da questo emanato,   in prestito,  come cambiale, per qualche manciata di minuti ancora al proprio letto. In attesa di un “ripaghero'”.  A passi veloci raggiungo la stazione  di Torino Porta Susa.  Identica a se stessa. Scale,  banchina,  treno che arriva,  biglietto,  rigorosamente cartaceo, posto e tutti i riti e rituali del caso. ll treno fa la sua parte: Bologna, Milano alle spalle,  Rimini e  Pesaro,  just in time. Poi il bus,  “fast”, che non c’è  tempo da perdere.  Pesaro,  Gallo,  Capponi,  e colli e bordoli e rotatorie e pugni nello stomaco e conti che non tornano mai. Poi,  l’ultima curva e la bellezza si dispone e urbino-9-12-2016-foto-borrelli-romanourbimo-foto-borrelli-romano-9-dic-2016le torricine di Urbino svettano e pare stssero attendendo il mio ritorno. urbino-9-12-2016-foto-borrelli-romanoPromesso.  Le strade,  le salite e… voila’ Venere,  Raffaello,  Tiziano,  Lotto,  Guercino…. sono li che attendono insieme allaurbino-9-12-2016-foto-borrelli-romano citta’ futura. Mi siedo e la scruto attentamente e conto piani,  finestre aperte e porticati cosi come attentamente avevo fatto per la Venere ritornata a casa. Ed è  per lei che son venuto….e per altro ritornato. Urbino è stupenda,  coi suoi colli,  le sue case,  strade,  il parco,  l’Universita’… Ah,  la Venere è  prorogata… dimenticavo. Ho trovato una Urbino dall’atmosfera natalizia,  con alberi di Natale e vie dei Presepi in ogni dove.  Sul calar della sera rientro a Pesaro. Un salto al mare,  con questo freddo non puo mancare.  Prima della partenza mi dedico ad un libro,  “L’orologiaio di Everton”,  un po’ di tempo,  quello giusto per dimenticarmi di tutto,  spazio,  tempo e del treno che inevitabilmente… ho mancato all’appuntamento. La cosa che più mi fa sorridere è  che l’ho perso stando dentro la stazione! Non importa. L’arte e la cultura non hanno prezzo. Quello successivo mi ha dato la possibilita’ di inserirmi tra quattro posti: tre ragazze ed io. Loro hanno trasformato i posti in una biblioteca. Una scrive,  una legge,  una sogna e disegna: La Venere.

Ciao Urbino

Urbino 2 8 2016 foto Borrelli RomanoFoto Borrelli Romano.Senigallia, An.3 8 2016Ciao, Urbino. Di Urbino serbero’un bellissimo ricordo.  Citta’ d’arte,  adagiata sulle colline,  dolci,  verdi. Un panorama mozzafiato,  le  mura cittadine,  quel modo un po’ particolare di accedere nella storia,  nel centro storico,  grazie all’ascensore che ti catapulta nel giro di pochi secondi dalla pancia della 20160802_125243Coop,  sezionata a livelli, al “terrazzo cittadino” ( appena arrivati con il bus, da Pesaro,  comodamente seduti o spalmati tra piu’ sedili,   oggi, e dicendo oggi si vorrebbe dire da un po’ di tempo,  perché  “i corsi universitari sono terminati, e   sa,  d’abitudine non è  cosi”,  mi riferisce l’autista di un bus a due piani prima di avviare  il suo torpedone). Ovviamente ci si puo’ arrangiare anche a piedi. Salire,  e scendere,  up and down. foto Borrelli Romano.Urbino agosto 2016Urbino, foto Borrelli Romano.agosto 2016Oltre le colline pare di vedere il mare, mentre luccica, mentre le incornicia,  coloratissime e cangianti.  Urbino agosto 2016 foto Borrelli Romano  Ma è  solo suggestione. Il mare da qui è  a 30 o 35 km  e questi ci separano. OltreUrbino.agosto 2015, Borrelli Romano foto la o le porte d’accesso,  la storia e ad ogni passo  si capisce che e’  stratificata da grandi eventi. Univerdita' Urbino.foto Borrelli Romano.ag 201620160802_151744L’Universita: ecco,  così come  capita di fare per i quotidiani locali cerco spesso l’Università del luogo in cui mi trovo,  oggetto di visita approfondita cercando di capire i corsi attivati. Mi piace immaginare il via vai degli studenti,  il cambio aule,  le bacheche,  gli annuci,  chi affitta a chi e cosa,  chi segue lettere o filosofia,  chi lascia un posto e chi e’ in cerca. Sociologia,  lingue,  teologia. Del suo centro20160802_15564720160802_154743, vie? Urbino ag 2016.Romano Borrelli foto20160802_15261420160802_13142120160802_130018 delle 20160802_13191220160802_132209Chiese,  Duomo,  Palazzo DucaleUrbino ag 2016, foto Romano Borrelli (non avrei mai lasciato la contemplazione di tutti quei dipinti che ci parlano! ),  della casa di Raffaello (quante emozioni li dentro! ),  già  scritto sinteticamente in altra pagina del blog. 20160802_154513E poi le vie cittadine,  con quei nomi un po’ particolari,  simpatici (ad esempio,  metà o meta del salire”? ).  Ma forse l’immagine piu’ bella è  stato vedere alcuni genitori che “istruivano” i figli davanti ai dipinti,  ai quadri,  aiutandoli a riconoscere e vedere oltre. Così davanti 20160802_142312“la città  ideale”: che vedete? Quali animali? Che proporzioni? Ci sono uomini? “Ecco, qui,  in quel momento non era quel vociare o correre e lasciar correre senza mai reguardire i propri pargoli  che creano trambusto tra le sale (cosa  che ho “ammirato” in altre gallerie di bambini mai gentilmente ripresi ed educati per rispetto dell’ambiente,  degli altri,  della storia,  della cultura). Posti sacri che meritano e merita insegnare ed educare loro al bello,  al gusto,  alle forme,  al rispetto. E’ stato un bel vedere che mi lascia speranzoso per il futuro. Ce la si puo’ fare.

Per il pranzo,  oltre ai caratteristici locali che offrono piatti tipici,  ci si puo’ aggiustare con i numerosi bar o pizzerie al taglio. Pochi anziani,  ma forse a quest’ora saranno in via “del pisolino”. Mi immaginavo di trovarli a gruppi,  al fresco,  sotto qualche ombrellone,  a buttar giu’ le carte e imprecare,  come solo loro sanno fare. A masticare qualcosa,  piu’ per passare il tempo che per fame. Pizzeria. Conosciuta e frequentatissima è 20160802_130459 “Il buco”. Urbino ag 2016 foto Borrelli Romano

20160802_132619Si è  fatta l’ora giusta,  “ora”. Occorre andare.  Salita,  ascensore,  Coop,  stazione dei bus. Siamo in tre. Oblitero,  una curva e via. Leggo i nomi di paesi,  ne riconosco uno,  che non passa:  era impresso in uno dei dipinti,  passati. Mi giro. Passano i km e i minuti. Urbino lentamente si perde. Si fa piu’ intenso l’odore del mare. E’ li. Attende.

Intanto canticchio: “Urbino,  ma che hai messo nel caffè  quando son venuto su da te… “