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Notti di note

Foto Romano Borrelli. In centro, per TorinoTorino 22 giugno 2014. Ore 17. Via dei Mercanti. Il concerto dal balconcino. Foto, Romano BorrelliSui balconi della nostra città non solo bandiere.  Non solo tv accese sintonizzate sul Mondiale di Calcio e sedia o poltrona divenuta panchina, la piu’ lunga del mondo dove siedono contemporaneamente 60 milioni di allenatori. Qui, infatti, impazza lo slogan “siamo tutti Ct”. Divertente vedere gruppi fuori dai bar gesticolare e parlare di ali, terzini e altro ancora. A volte sembra che da quel gesticolare possa materializzarsi da un momento all’altro Cerci o Ciro Immobile. Mondiali infiniti. Cesare Prandelli che in 48 ore diventerà il più grande disegnatore del mondo. Un sarto in ritiro che “cambierà” la nazionale. Dai balconi e dalle strade torinesi anche altro. Musica, immagini sacre, piante. Basta aprire gli occhi e le orecchie. Per quanto riguarda la prima, duecento concerti in tre giorni con un palco che si chiama “selciato” o vie della nostra città. Domicilio di tanta musica: il Quadrilatero Romano. Torino 22 giugno 2014. Via dei Mercanti 3. Il concerto dal balconcino. Foto, Romano BorrelliUna tre giorni organizzata dall’Associazione dei Mercanti di Note, il sostegno del  Comune e il supporto della Regione e della Camera di Commercio. 800 musicisti sparsi per il Quadrilatero. Come dicevo, il più grande palco per tanta musica, teatro, danza.

In via dei Mercanti, anche oggi, alle 17, appuntamento sotto il balconcino con reading poetico. Oramai questo del balconcino è un appuntamento domenicale da tantissimo tempo. Un appuntamento davvero da non perdere.In centro, a Torino. Invasione di note anche dal balconcino

Per quanto riguarda la lettura, un “Circolo” o “in Circolo” al Borgo Medievale. Al Valentino.

Giuseppe Torre da 80 anni sacrestano a Maria Ausiliatrice

Torino, 21 febbraio 2014. Eccovi – come promesso – il bel racconto del Nostro “Sig. Torre” nella odierna edizione de La Stampa scritto dalla giornalista MARIA TERESA MARTINENGO.

Da Ottanta anni sacrestano a Maria Ausiliatrice

Torre GiuseppeNovantotto anni appena compiuti e poco meno di ottanta trascorsi a prendersi cura della Basilica di Maria Ausiliatrice ogni giorno. Una vita speciale, quella di Giuseppe Torre, di Villafalletto, classe 1916, coadiutore salesiano (laico con le stesse regole dei sacerdoti), spesa nella cittadella di Don Bosco, vista mutare nel tempo come pochi altri.
Gli auguri del sindaco. Ieri Torre – gentile, entusiasta, sempre pronto all’aiuto – ha ricevuto gli auguri del sindaco.
Glieli ha portati un giovane amico, Romano Borrelli, che ha segnalato a Fassino un torinese schivo ma importante per l’impegno dedicato a uno dei gioielli della città, la basilica di Valdocco. «Torino si rispecchia anche in anonimi portatori di dignità e solidarietà che hanno contribuito a farla diventare la nostra preziosa Torino», ha scritto il sindaco, che ha definito Torre «persona fuori dall’ordinario, attenta e sensibile». …

 

Ieri, 20 febbraio, riportato il saluto del sindaco di Torino  Piero Fassino a Giuseppe Torre,  su TorinoClick:

auguri-a-giuseppe-torre-gentile

Candidati sindaco di Torino Juri Bossuto

Pubblichiamo il post di Daniele che ci comunica come stanno crescendo i consensi intorno al candidato sindaco di Torino Juri Bossuto.  Alle elezioni comunali di Torino del 15 e 16 maggio non asteniamoci e sosteniamo JURI BOSSUTO candidato dalla Federazione della Sinistra e da Sinistra Critica, da sempre dalla parte dei giovani, dei lavoratori, dei disoccupati e del popolo. Candidato forte e coerente, Juri! Merita il nostro appoggio e il nostro voto. Una parola sola dentro e fuori il palazzo, a differenza degli altri candidati a sindaco.

Ciao Romano, La fan page su facebook di Juri sta andando molto bene. In questo momento ha toccato i 600 iscritti.
http://www.facebook.com/juribossutosindaco

Diamo una mano anche noi con i nostri amici e compagni!

Superare il 4% a Torino è possibile e praticabile.

Questa è anche una soglia psicologica che se raggiunta avrà un duplice fine: costringere al ballottaggio Fassino e dunque fargli ascoltare le istanze della Federazione della Sinistra e dimostrare al veltrusconismo che non vi sono sbarramenti e censure mediatiche di sorta che possono far perdere la voce alla sinistra, quella vera.

JURI BOSSUTO, inoltre è un ottimo candidato, il migliore possibile per Torino, comunista e “moderato” allo stesso tempo, oltre che con un bagaglio conoscitivo della cosa pubblica di primo ordine.

Vota e fai Votare alle comunali del 15 e 16 maggio 2011 Juri Bossuto della Federazione della Sinistra.

Tagli e ritagli, gli effetti della riforma Gelmini

SCUOLA PUBBLICA…LIQUIDAZIONE DI FINE STAGIONE

Mentre la maggior parte del Paese sembra non rendersi conto di quello che sta accadendo, proviamo a ricordare quello che ancora attende la scuola (provvedimenti di durata triennale previsti dall´art. 64 della Legge Finanziaria 133/2008 Tremonti e perfezionato dai regolamenti della Gelmini).

Per l´anno scolastico 2010/2011…

Ø Saranno tagliati 25.600 docenti, suddivisi tra i vari gradi d´istruzione (ma solo nella scuola elementare ci saranno circa 15.000 alunni in più)

Ø Ci saranno 15.000 ATA in meno (e nel contempo si taglieranno del 25% gli appalti esterni per la pulizia delle scuole)

Ø Sarà eliminato il 40% (- 4.500) circa dei posti di lingua inglese nella sc. primaria (ma il Miur rassicura: sarà avviato per tempo (?) un piano straordinario di formazione e con 30 ore di corso si potrà insegnare nelle prime e nelle seconde classi!)

Ø Continuerà a calare progressivamente l´offerta di tempo scuola nella sc. primaria (nel 2010 meno ore per cl. prime e seconde)

Ø Sulla scuola secondaria si abbatterà la scure dei nuovi regolamenti con, tra l´altro, una riduzione corposa del tempo scuola.

Non solo le classi prime vedranno contrarsi l´orario settimanale: da settembre 2010 negli istituti tecnici anche nelle classi seconde, terze e quarte si dovrà ridurre l´orario settimanale da 36 a 32 ore.

Saranno penalizzate le materie che caratterizzano i singoli indirizzi di studio e nei tecnici e nei professionali, nonostante i proclami sulla “valorizzazione del metodo laboratoriale”, con i nuovi ordinamenti verranno significativamente tagliate proprio le ore di laboratorio, le più professionalizzanti.

Ø Proseguirà la politica di taglio delle risorse economiche

Si prefigura un altro anno di lacrime e sangue per la scuola pubblica.

E QUEST´ANNO COSA E´ GIA´ ACCADUTO ?

Sono state chiusi 322 istituti “sottodimensionati”, cioè formati da scuole con un numero di alunni complessivo inferiore a 500.

Sono stati tagliati 36.218 docenti e circa15.000 ata. Sono state eliminate 4.945 classi.

E mentre i territori perdevano le loro scuole e i loro insegnanti, la popolazione scolastica quest´anno ha registrato 37.876 alunni iscritti in più. E´ aumentato il numero di alunni per classe, soprattutto nella scuola superiore (fino a 32/33).

Nella scuola primaria si sono perse le compresenze, ore necessarie per portare i bambini nei laboratori, fare i progetti, uscire dalla scuola per le visite di istruzione, recuperare i bambini in difficoltà… Alle medie e alle superiori si sono perse le ore a disposizione ed è diventato impossibile sostituire un collega assente.

UNA SCUOLA SEMPRE PIU´ POVERA

I pochi finanziamenti, che arrivano sempre più in ritardo, costringono le scuole a chiedere contributi sempre più consistenti ai genitori per tirare avanti. Nel 2009 nessun finanziamento per il normale funzionamento è arrivato alle scuole e poche migliaia di euro arriveranno per le supplenze e le attività.

Ogni scuola vanta crediti cospicui nei confronti del Ministero: si va dai 70mila euro ai 150/200mila di finanziamenti promessi, ma mai arrivati, alle scuole che hanno così dovuto anticipare con la disponibilità di cassa (spesso i contributi dei genitori) le spese affrontate. Senza soldi non si riesce a pagare lo stipendio ai supplenti, perciò i dirigenti scolastici sono costretti, in caso di assenza di un insegnante, a suddividere gli alunni nelle altre classi.

Nel 2009, per l´ampliamento dell´offerta formativa sono stati tagliati 45 milioni (il 21,66% in meno dell´anno prima) e altri 40 milioni saranno tagliati nei prossimi due anni.

Per la formazione degli insegnanti nel 2009 è stato stanziato il 27,64% in meno rispetto allo scorso anno (l´83,07% rispetto al 2001). 500mila euro sono stati tagliati al fondo per l´handicap.

Tra l´altro questi fondi, relativi al 2009, a dicembre non erano ancora stati resi disponibili alle scuole!

In compenso le scuole private riceveranno 120 milioni di euro di risorse aggiuntive.

MENO SCUOLA PER TUTTI !

Tutti gli ordini di scuola hanno visto, o vedranno, la diminuzione del tempo scuola offerto alle famiglie. Ad esempio nella scuola primaria, nonostante nel febbraio 2009 il 56% delle famiglie avesse chiesto le 30 ore, l´organico per le classi prime è stato assegnato a tutte le scuole per 27 ore.

Ma meno scuola non è la risposta giusta all´emergenza educativa che si va sempre più delineando nel nostro Paese, dove la famiglia da cui provieni, la scuola che frequenti, il luogo dove nasci, contano di più dei talenti e delle capacità individuali.

Il recentissimo Rapporto sulla scuola in Italia 2010 della Fondazione Agnelli mette in luce:

· le mancanze del nostro sistema scolastico impoverito: un ragazzo su 5 tra i 20 e i 24 anni non ha completato la scuola superiore.

· La frattura sempre più evidente tra nord e sud del Paese: il 30% degli allievi meridionali non raggiunge la soglia minima di competenza; il Trentino spende 9.900 euro per un alunno contro i 5.800 della Puglia; c´è un computer ogni 5 studenti a Bolzano e uno ogni 27 da Napoli in giù; un quindicenne del sud ha una preparazione uguale ad un tredicenne del nord…..

* La disuguaglianza sociale (che i nuovi ordinamenti accentueranno): i figli dei ceti abbienti si iscrivono ai licei (dove la probabilità di laurearsi è del 50%), mentre gli altri si iscrivono ai tecnici (probabilità laurea 12%) o ai professionali (probabilità laurea 5%).

Intanto i fondi che il contratto nazionale della scuola destina agli insegnanti che lavorano in scuole situate nelle aree a forte processo immigratorio o a rischio di dispersione scolastica, e che sono gli unici finanziamenti di questo tipo, sono rimasti gli stessi dal 2001. Ma nel frattempo la presenza di alunni stranieri sul territorio è quasi quadruplicata e sono aumentate in modo preoccupante le situazioni di disagio scolastico e di abbandono. E la politica risponde permettendo ai 15enni di uscire prima dal percorso scolastico, barattando l´obbligo di istruzione con l´apprendistato in qualche fabbrichetta!

Una scuola impoverita e dequalificata diventa premessa di insuccesso scolastico e formativo, provoca disaffezione che poi diventa abbandono e dispersione scolastica. E pensare che la Costituzione assegna all´istruzione, e alla scuola pubblica, il compito fondamentale di promozione culturale e sociale di ogni cittadino, riconoscendola come strumento principale per rimuovere gli ostacoli che possono limitare “la libertà e l´uguaglianza dei cittadini” e che “impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l´effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all´organizzazione politica, economica e sociale del paese” !

di orsola
pubblicato sul Manifesto il 15 marzo 2010

Rai, Berlusconi e Minzolini indagati per concussione

Così Berlusconi ordinò; “chiudete Annozero”: parte da qui, dal titolo de Il Fatto , l’ennesima vicenda giudiziaria riguardante il premier, da ieri indagato dalla Procura di Trani con l’accusa di concussione, insieme al direttore del Tg1 Augusto Minzolini e al membro dell’AgCom Giancarlo Innocenzi. Secondo quanto riportato dal quotidiano i pm, nell’ambito di un’inchiesta parallela, sarebbero incappati in delle intercettazioni telefoniche fra Berlusconi e Innocenzi, con il primo che si sarebbe lamentato con il secondo di molte trasmissioni del servizio pubblico, da Anno Zero di Santoro (vedi: caso Spatuzza) a Ballarò , a Parla con me di Serena Dandini per l’ospitata del direttore di Repubblica Ezio Mauro. Critiche che si sarebbero trasformate in vere e proprie richieste di chiudere tali trasmissioni. Il premier avrebbe trovato sia in Innocenzi (che avrebbe riferito le volontà del capo al dg Rai Masi) sia nel «direttorissimo» Minzolini, due alleati molto più che bendisposti. Adesso l’opposizione chiede le dimissioni del direttore del Tg1 e il ripristino dei talk show politici vista la sentenza del Tar del Lazio che ha bocciato il regolamento che li ha vietati finora. servizi a pagina 4 e 5 13/03/2010

Fonte Liberazione.it

Guglielmo Epifani: “La giornata del 12 marzo la prima di una lunga tappa”

di Fabio Sebastiani

”Non è che l’inizio”. Lo slogan del maggio francese da oggi entra ufficialmente, anche se un po’ in sordina, nella storia del movimento dei lavoratori e delle lavoratrici del Bel Paese. ”Non è che l’inizio”, detto dal segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani, potrebbe voler dire tante cose. Speriamo valga quella “interpretazione autentica” che indica nella giornata del 12 marzo la prima di una serie di tappe di lotta e di mobilitazione a sostegno di una piattaforma sindacale contro la crisi economica e per respingere l’attacco all’articolo 18. L’arrivo dell’avviso comune sul “Collegato Lavoro” sugella, semmai ce ne fosse ancora bisogno, la fine di ogni dialogo unitario con Cisl e Uil, che ormai praticano un modello di sindacato basato sugli iscritti e sui servizi. Un modello nettamente diverso che più che mettere in discussione il sindacato più grande d’Italia e la sua etichetta, mette in discussione il ruolo dei lavoratori.

Sulla strategia unitaria, l’attuale segreteria guidata da Epifani ha basato la sua iniziativa politica. Ora si tratta di trarne le dovute conseguenze. E il sedicesimo congresso sarà sicuramente la sede giusta. I contenuti non mancano, come è noto. Dalla democrazia alla contrattazione, passando per il welfare e i migranti: c’è solo l’imbarazzo della scelta. Il punto non è “cosa”, ma “come”. Per questo è molto importante che questo periodo di mobilitazione non sia solo un ”pro-forma” in attesa che l’ennesimo scandalo sul giro di estcort o il solito de-cretino spazzino via quel che rimane del centrodestra. Stavolta le mobilitazioni, vista anche l’alta partecipazione alla discussione e al voto nei congressi di base, soprattutto al Sud, devono sapere trasformare la quantità in qualità. Se non ora quando? Per poter dare un senso a questa fase storica di vera e propria svolta sociale non basta una Cgil “solo sulla carta”. Serve una Cgil viva, nodo ineliminabile di un paese che non trova più risorse per uscire da una crisi che da economica si sta trasformando in culturale, sociale, storica, morale.

I congressi di base hanno dimostrato che questa vitalità c’è. E’ il momento di usarla. Milioni di pensionati pronti a far valere i loro diritti. Decine di migliaia di giovani, figli soprattutto della “primavera pugliese”, che vogliono davvero chiudere con un passato fatto di precarietà e di sfruttamento. E dire che il Sud ne avrebbe tanto bisogno di una Cgil giovane e piena di idee.

La lotta è di lunga durata. E il tatticismo non solo non è utile ma rischia di bruciare le risorse che si hanno a disposizione.

a cura della cooperativa editoriale LIBERAROMA

Fac-simile di delibera di collegio dei docenti per non dare attuazione alla riforma delle superiori

Per la delibera del Collegio Docenti

Sta girando on line un fac-simile di delibera di collegio dei docenti per non dare attuazione alla riforma delle superiori. L’iniziativa è partita da Bologna.
Il fac-simile di delibera parte dalla considerazione che la circolare n. 17 per le iscrizioni del secondo ciclo mancherebbe dei necessari presupposti legislativi (regolamenti non ancora pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale) e violerebbe l’autonomia delle scuole che non avrebbero la possibilità di scegliere i nuovi percorsi.
Il fac-simile, dopo varie argomentazioni, conclude proponendo questa conclusione deliberativa con la speranza di coinvolgere anche i livelli istituzionali territoriali (Province e Regioni):

Per tali motivi il Collegio delibera:

a) di non compiere alcun atto applicativo di tali provvedimenti se non quelli relativi all’organico aggiuntivo, che consentono di evitare la creazione di soprannumerari;
b) di invitare il Consiglio di Istituto, ai sensi del DPR 275/99, di valutare la possibilità di presentare ricorso contro l’assegnazione degli indirizzi prevista dal Ministero;
c) di invitare la Provincia di … e la Regione … a presentare ricorso contro l’invasione delle competenze in materia di programmazione territoriale dell’offerta formativa.
d) Ad inviare tale delibera agli altri istituti bolognesi, al Dirigente dell’USR, al Presidente della Provincia e della Regione, nonché agli organi di stampa.

Stop pensioni deputati: una scritta luminosa fatta scorrere sulla cupola di S. Pietro in Vaticano

Stop pensioni deputati: una scritta luminosa sulla cupola di S. Pietro

26. febbraio 2010

‘Stop pensioni deputati’, proiettata scritta su San Pietro
(Adnkronos) (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 26 febbraio, ore 09:55
Roma – (Adnkronos/Ign) – L’immagine proiettata (FOTO) da Luciano Casasole ha illuminato l’opera di Michelangelo con l’appello che monsignor Severino Poletto aveva lanciato nei giorni scorsi: “Vanno d’accordo solo quando si mettono a discutere di premi e di liquidazioni solo per loro, vanno d’accordo”. L’autore del blitz: “Ora i candidati governatori aboliscano i privilegi”. Il mondo politico si divide sul gesto.

Roma, 25 feb. (Adnkronos) – ‘Stop pensioni deputati’. Una scritta intermittente ha illuminato la cupola di San Pietro in Vaticano. L’ultima grande opera di Michelangelo e’ stata utilizzata come ripetitore-amplificatore dell’appello che monsignor Severino Poletto ha recentemente rivolto ai consiglieri regionali del Piemonte, esortandoli a rinunciare ai privilegi pensionistici in virtu’ del principio di uguaglianza e in considerazione delle gravi condizioni economiche in cui versano in questo momento migliaia di famiglie colpite dalla crisi economiche e dalla disoccupazione.
”I nostri politici sono sempre pronti a bisticciare su tutto, ma quando si mettono a discutere di premi e di liquidazioni solo per loro, vanno d’accordo”, aveva detto il cardinale, facendo riferimento all’indennita’ di fine mandato dei consiglieri regionali del Piemonte, una ‘superliquidazione’ di 100mila euro lordi decisa dall’allora governatore Enzo Ghigo. Nel mirino di Poletto anche l’aumento del premio elettorale dei parlamentari, da uno a quattro euro per ogni voto: ”E’ una contraddizione predicare che bisogna trovare risorse, fare sacrifici, e poi quadruplicarsi il premio elettorale. Non mi pare sia un bell’esempio, non fa bene al popolo. Pensare che i buoni esempi dovrebbero venire proprio dalle istituzioni pubbliche”.

A mettere a segno il blitz, Luciano Casasole, che gia’ in passato aveva messo a segno altre azioni clamorose contro le pensioni di deputati e senatori.