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Buon 1 Maggio 2016

Torino 1 5 2016 foto Borrelli RomanoBuon primo maggio, anche se bagnato. Sotto la pioggia, bloccati, corteo monco, diviso. Qualcuno ha deciso che un pezzo non passa. Siamo fermi. Alcuni distanti da me hanno subito anche “carezze” e attenzioni da non poco. Che dire? Non so proprio…Aspettavo questa giornata dall’anno scorso.Siamo qui. Chi canta “Bella Ciao” e chi “Resistenza”. Mancano le parole per poter scrivere qualcosa. Dopo esser stati fermi per un po’ di tempo (incalcolabile) finalmente un varco si apre e via Roma torna libera. Liberta’ di “camminare” e poterstare nel corteo ripristinata. Avevo voglia di rivedere vecchi compagn* e amic* di lavoro ma parevo impossibilitato a cio’. Anche recuperare via Po o indietreggiare verso piazza Vittorio pareva impossibile. Incontro Juri e Luigi Saragnese e amic* di vecchia data. Scambiamo opinioni. Poi ci perdiamo. Davanti un accenno di “alleggerimento”. Ora tutto riprende come avrebbe dovuto essereTorino. Corteo.1 5 2016 foto Borrelli Romano.20160501_114013. Passano i primi poi i secondi….verso le 12 si raggiunge piazza San Carlo.

 

Perché a Torino, stiamo con i comunisti e non con Fassino

Noi, donne e uomini della sinistra torinese sosteniamo e invitiamo a votare alle elezioni comunali della città di Torino del 15 e 16 maggio 2011 la lista della “Federazione della Sinistra” e il candidato Sindaco Juri Bossuto (sostenuto anche da Sinistra Critica) per quattro buone ragioni. (Scarica questo Documento in formato pdf)

Juri Bossuto candidato sindaco di Torino 2011

1)   Perché è un voto di parte. Dichiaratamente dalla parte dei lavoratori e delle lavoratrici e dei diritti del lavoro operaio, precario, intellettuale, sfruttato, sottopagato, umiliato. Le pretese di ridurre i lavoratori a pura merce sotto il ricatto continuo del posto di lavoro operato dalla più grande industria torinese ed italiana, la Fiat, non consentono posizioni intermedie: o si sta con i lavoratori o si sta con i padroni: Noi Marchionne non lo votiamo! E diciamo alla Fiat che lotteremo strenuamente per la difesa di ogni singolo posto di lavoro e che non può trasferirsi negli Stati Uniti (o dove altro crede); non glielo consentono tutti i soldi che ha ricevuto negli ultimi trent’anni dalle istituzioni pubbliche sia come contributi diretti che indiretti (i vari contributi alle rottamazioni, quelli per ristrutturazioni e ricerca).

2) Perché è un voto di parte. Dalla parte del rispetto per l’ambiente, minacciato da un’idea di sviluppo cieca e squilibrata. Contro la cementificazione del territorio (come si vuole fare a Barriera di Milano con la variante 200 in primo luogo), contro le grandi ed inutili opere (in primo luogo la TAV Torino-Lione), per una mobilità sostenibile con al centro il trasporto pubblico gratuito (da finanziarsi con la fiscalità generale) e politiche ambientali di difesa della salute per l’abbattimento concreto della concentrazione di polveri sottili che i torinesi sono costretti a respirare ben oltre i limiti di legge.
3) Perché è un voto di parte. Dalla parte della fruibilità reale dei diritti, il riconoscimento dell’indisponibilità alla privatizzazione dei beni comuni (l’acqua in primo luogo) e delle politiche conseguenti in materia di proprietà e di gestione degli stessi, la difesa dei livelli acquisiti di stato sociale municipale in materia di diritto alla casa e di assistenza (anziani, diversamente abili fisici e psichici) e di sistemi educativi (nidi e scuole materne): la crisi finanziaria del Comune prodotta dal bilancio fallimentare delle Olimpiadi torinesi non la devono pagare le periferie e i soggetti più deboli;
4) Perché è un voto di parte. Dalla parte della laicità, senza compromessi, delle istituzioni repubblicane, contro i fascismi vecchi e nuovi e contro tutte le guerre. Dalla parte delle donne, degli uomini e dei giovani in cerca di libertà, dei diritti di bambini e bambine, delle famiglie di fatto e di quelle omosessuali, dei migranti.
Testardamente, rimaniamo convinti e convinte che il fare politica, cioè il partecipare e il prendere parte, sia uno straordinario strumento, forse il più importante, in mano a coloro che ritengono che il mondo in cui viviamo, la nostra stessa vita, debbano essere radicalmente cambiati in meglio.
Chi comanda, invece, è ben soddisfatto quando la partecipazione democratica si affievolisce: il disimpegno, la disillusione, la rassegnazione, lo sconforto sono i migliori alleati di chi vuole governare esclusivamente secondo gli interessi del padronato e dei centri di potere finanziari, sempre più protervi ed arroganti, sempre più guerrafondai.
· Giorgio Cremaschi (Presidente Comitato Centrale FIOM – CGIL)
· Gianni Alasia (Partigiano – Dirigente Politico e Sindacale)
· Eleonora Artesio (Consigliera Regionale Federazione della Sinistra)
· Michele Bertolino (Responsabile Rifiuti Legambiente)
· Gastone Cottino (Giurista – già Preside Giurisprudenza – Università di Torino)
· Ugo Mattei (Docente di Diritto Civile – Università di Torino – editorialista de “Il Manifesto”)
· Fulvio Perini (Coordinatore Piemontese di Lavoro e Solidarietà)
· Lele Rizzo (CSOA Askatasuna)
· Antonio Soggia (Dottore di ricerca in storia – già presidente Arcigay Torino)
· Massimo Zucchetti (Docente Impianti Nucleari Politecnico di Torino – Comitato Scienziati contro la Guerra)
· Oscar Giammarinaro (musicista-STATUTO)
· Giovanni Deidda ( musicista – STATUTO)
· Lino Sturiale (Regista)
· Pietro Passarino (Segreteria Regionale CGIL Piemonte)
· Ugo Bolognesi (Fiom CGIL – Torino)
· Brunello Mantelli (Docente Storia Contemporanea Università di Torino)
· Ugo Zamburru (Psichiatra – Arci Torino)
· Enrico Moriconi (Veterinario – Animalista – già Consigliere Regionale Verdi ed Uniti a Sinistra)
· Marilde Provera (già Deputata)
· Marco Scavino (Ricercatore di Storia Contemporanea – Università di Torino)
· Piero Gilardi (Artista)
· Stefano Alberione (Professionista – già assessore al Bilancio Città di Torino)
· Francesco D’Ursi (Cooperazione sociale Torino)
· Giorgio Marpillero (Avvocato – Giuristi Democratici Torino)
· Luigi Saragnese (Insegnante – già assessore Risorse Educative Comune di Torino)
· Lucia Delogu (Docente Scienze Politiche – Università di Torino)
· Mauro Sonzini (ANPI – Comitato Provinciale di Torino)
· Mimmo Porcaro (Saggista – Cancelliere Tribunale di Torino)
· Delfo Rafaschieri (Pensionato – già Dipendente Comune di Torino)
· Roberto Valerio (RSU Agile Torino)
· Ciro Argentino (già operaio TyssenKrupp – Associazione Legami d’Acciaio)
· Riccardo Bellofiore (Economista – Università degli Studi di Bergamo)
· Marina Loro Piana (Direttivo Regionale CGIL)
· Daniela Converso (Docente di Psicologia – Università di Torino)
· Claudio Caron (Lavoro e Solidarietà – già sottosegretario al Lavoro)
· Alfonso Natale (Insegnante – CUB Torino)
· Pino Chiezzi (Pittore)
· Raffaele Radicioni (Urbanista)
· Alessandra Algostino (Giurista – Docente Università di Torino)
· Margherita D’Amico (Traduttrice)
· Valter Zanoni (Partigiano – già Consigliere Provinciale)
· Alberto Deambrogio (già Consigliere Regionale del Piemonte)
· Elena Ferro (Segreteria Regionale CGIL del Piemonte)
· Secondo Novello (Partigiano – ANPI Barriera di Milano)
· Elana Ochse (Docente universitaria)
· Daniela Adorni (Ricercatrice universitaria)

A supporto di Juri Bossuto c’è una coalizione formata da Federazione della Sinistra e Sinistra Critica.

Federazione della Sinistra – Comune di Torino

1 – BALLISTRERI CATALDO, 61 anni, Operaio Fiat Power Train – Rsu Fiom

2 – ALFONZI DANIELA, 54 anni, Impiegata Provincia

3 – BONETTO SERGIO, 61 anni, Avvocato (Processi Thyssen e Amianto) – Indipendente

4 – OMAR SHEIKH ESAHAQ SUAD detta OMAR SUAD, 43 anni, Operatrice-mediatrice culturale

5 – MULAS ANTONELLO, 46 anni, Operaio Fiat Carrozzerie

6 – AGLIANO VITTORIO, 50 anni, Impiegato RAI – Già Presidente VI Circoscrizione

7 – BECCO MARTA, 28 anni, Lavoratrice precaria

8 – BELCASTRO MAURO, 33 anni, Ricercatore Università

9 – BERRINO MADDALENA, 72 anni, Pensionata

10 – BETTARELLO CLAUDIO, 54 anni, Impiegato bancario – sindacalista CUB

11 – BOSCO ROSALBA, 54 anni, Insegnante precaria – Indipendente

12 – BUDA VINCENZO, 60 anni, Pensionato

13 – CADDEO EMANUELE GIUSEPPE, 60 anni, Pensionato

14 – CANARUTTO PAOLA, 53 anni, Medico San Giovanni Bosco – Coordinatrice Rete ebrei contro la guerra

15 – CARDETTA DANIELE, 28 anni, Dottorando di ricerca – precario

16 – CARULLI RAFFAELE, 47 anni, Lavoratore Eutelia RSU Fiom – Indipendente

17 – CASTELLENGO CINZIA, 47 anni, Operatrice scolastica – Coordinatrice regionale USB Pubblico Impiego

18 – CHESSA FERNANDO, 38 anni, Operaio Lear – Coordinamento Nazionale Confederale USB

19 – D’ELIA TOMMASO detto TOMMY, 39 anni, Dipendente GTT

20 – FANTON DARIO, 25 anni, Studente lavoratore

21 – FARINA GAETANO, 33 anni, Giornalista – Indipendente

22 – FEDELE PASQUALE, 51 anni, Impiegato ATC – Indipendente

23 – FOTI ANDREA, 44 anni, Impiegato bancario

24 – GALLO ALESSANDRA, 32 anni, Operatrice socioassistenziale

25 – GRAZIADEI ROCCO, 62 anni, Pensionato – Indipendente

26 – LAZZARINI MASSIMILIANO, 46 anni, Commerciante

27 – LIMONCINO COSIMO, 35 anni, Dipendente GTT RSU-CGIL

28 – LISAI FRANCO, 56 anni, Operaio Comau

29 – MALGIOGLIO LUCIA, 23 anni, Studentessa precaria

30 – MARCIANTE DANIELA, 39 anni, Operatrice sociosanitaria RSU-CGIL

31 – MARTELLI DOMENICO, 52 anni, Medico Ospedale Maria Vittoria – Rappresentante USB

32 – MILANESIO DOMENICA, 68 anni, Pensionata

33 – MONTAGNESE IVANA, 41 anni, Impiegata Provincia

34 – ORRÙ PAOLO, 32 anni, Impiegato bancario

35 – PAGANO TIZIANA, 39 anni, Impiegata CTO

36 – PELLEGRINELLI GIORGIO, 59 anni, Impiegato IBM RSU FIOM

37 – PORTA MARIA detta MARICA, 35 anni, Insegnante precaria

38 – RIZZI VALENTINA, 29 anni, Consulente aziendale

39 – RIZZO ALESSANDRA, 22 anni, Studentessa precaria

40 – SOAVE EMILIO MARIO ERMINIO FILIPPO, 61 anni, Pensionato

Sinistra Critica – Comune di Torino

1 – LOIACONO Pasquale, 46 anni, operaio delegato Fiat Carrozzerie

2 – VISINTIN Antonella, 52 anni, impiegata nell’editoria, ambientalista

3 – NGANDU Mukendi detto Gippò, 36 anni, ricercatore precario

4 – FRANZOSO Antea, 20 anni, universitaria del Politecnico

5 – AIROLDI Lorena, 40 anni, impiegata

6 – ALESSANDRIA Adriano Lorenzo, 53 anni, operaio delegato della Lear

7 – BIROLO Sergio, 49 anni, rappresentante di commercio

8 – BONI Edoardo, 52 anni, lavoratore Aem distribuzione

9 – BRASCHI Massimo, 48 anni, lavoratore Terna

10 – CARLIN Giulia, 27 anni, storica dell’arte

11 – BRESCIA Salvatore detto Rodolfo, 57 anni, operaio

12 – CALCAGNO Oliviero, 39 anni, operatore culturale

13 – CARDELLA Tiziana, 35 anni, lavoratrice/ studentessa universitaria

14 – CARLIN Giorgio, 64 anni, ex lavoratore RAI

15 – CAVALLARO Massimo, 44 anni, lavoratore precario

16 – CERESI Barbara, 40 anni, architetta

17 – DELLI FALCONI Ignazio, 39 anni, veterinario

18 – CHIESA Nadia, 55 anni, operatrice artistica

19 – FALCHI Franco Antonio, 74 anni, docente istituzioni paesi mussulmani

20 – FRANZOSO Giuseppe Cesarino, 59 anni, ex lavoratore Alenia

21 – CIRILLO Lidia Maria, 70 anni, ricercatrice, teorica del femminismo

22 GIACHETTI Diego Giuseppe, 56 anni, insegnante, saggista

23 GLORIOSO Diego, 67 anni, ex lavoratore CF gomma

24 MARRANDINO Generoso, 62 anni, operaio Mirafiori presse

25 CONA Lucrezia, 62 anni, pensionata

26 MARTINO Giovanni, 57 anni, operaio Kuehne Nagel

27 COTTA RAMOSINO Marta, 21 anni, studentessa universitaria

28 MASERA Stefano, 40 anni, location manager

29 MASSARENTI Fabio, 40 anni, operaio comprensorio Chivasso

30 CRIPPA Elisabetta, 57 anni, maestra elementare

31 RINAUDO Fabio, 33 anni, operaio edilizia stradale

32 RUTO Rinaldo, 50 anni, operaio

33 POLLEGHINI Ada, 64 anni, animalista

34 SIRACUSA Liborio, 35 anni, lavoratore precario

35 SPINA Marco, 25 anni, lavoratore precario

36 VALFRE’ Monica, 43 anni, lavoratrice

37 STRAMAZZO Aljossa, 35 anni, impiegato Gruppo Generali assicurazioni

39 TANGOLO Giovanna detta Gianna, 55 anni, docente, ex consigliera provinciale

39 TURIGLIATTO Franco, 64 anni, impiegato, ex senatore

40 ZINI Virginia Rosa, 50 anni, interprete


CANDIDITATI PRESIDENTE NELLE CIRCOSCRIZIONI

Circ. 1 – GALLO ALESSANDRA, 32 anni, ricercatrice

Circ. 2 – SIRACUSA LIBORIO, 35 anni, lavoratore precario

Circ. 3 – MARIELLA PASQUALE, 48 anni, dipendete pubblico

Circ. 4 – LAZZARINI MASSIMILIANO, 46 anni, commerciante

Circ. 5 – BUDA VINCENZO, 60 anni, pensionato

Circ. 6 – AGLIANO VITTORIO, 50 anni, impiegato Rai presidente uscente VI Circoscrizione

Circ. 7 – BRASCHI MASSIMO, 48 anni, lavoratore Terna

Circ. 8 – CASTRONOVO GIUSEPPE detto BEPPE, 59 anni, presidente uscente Consiglio Comunale

Circ. 9 – PAGANO TIZIANA, 38 anni, Impiegata CTO

Circ. 10 – CHIEPPA VINCENZO, 45 anni, tecnico di radiologia, ex consigliere regionale

Comitato Juri Bossuto Sindaco

Via Brindisi 18/c – Torino

11 maggio 2011

http://www.juribossutosindaco.it/

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Intransigenza. Le ingiustizie e le menzogne…dell’accordo

2326; 20; 9; 49,91%

2326 i No usciti dalle urne di   Mirafiori.

20 gli impiegati che hanno avuto   il coraggio di dire No al ricatto.

9 la differenza effettiva se…”al netto del voto impiegatizio i si hanno vinto per nove voti”.

49,91% gli operai che restano privi di rappresentanza a Mirafiori.

Il 51 % tanto ricercato da Marchionne non è così uscito dall’urna, bensì “50% piu’ nove voti”, che come ci ha ricordato Eugenio Scalfari, “non fanno il 51% (ne mancano ben “41 di voti”!).

Il 49,91 % è privo di rappresentanza, a Mirafiori. Tutto normale?

Con questi dati mi reco all’appuntamento di via Perrone,a Torino, a prendere parte ad una utile conferenza su analisi e ingiustizie dopo l’accordo di Mirafiori. (Ingiustizie che ci portiamo appresso ormai da decenni, a dire il vero).

 

Sabato 22 gennaio, ore 15.30, Torino, via Perrone 3, Sala Monaco.

Le ingiustizie e le menzogne dietro il piano Marchionne”.

 

Relatori. Cataldo Ballistreri, rsu; Giorgio Airaudo, Fiom; Gastone Cottino, professore emerito università Torino; Oliviero Diliberto, portavoce Federazione della Sinistra. Andrea Rivera alla chitarra e a metà incontro Margherita Hack in collegamento telefonico.

Il colpo d’occhio è magnifico. Sala piena. Occupo posizione grazie ad un posto riservatomi dagli amici Simone, Andrea e Marilisa.

Inoltre, Armando Petrini, Luigi Saragnese.


Penso a quei 2326 no, al bisogno di solidarietà e di vicinanza che necessitano, in un mondo dove “uno ride”, acuni “godono”. In questa sala i lavoratori incontrano la precarietà, il mondo della scuola, la politica. Si danno appuntamento al 28 gennaio. Anche prima. Una giornata in cui, secondo Airaudo, ci sarà l’apoteosi di un movimento che non vuole questa riscrittura del capitale e lavoro. Una riscrittura dove solo uno è il vincitore, il “win-win”.

Cataldo ci racconta un po’ di storia, dagli anni ’70 in avanti, sulle conquiste del movimento operaio ora messe in discussione: pause, mensa, malattia. Tutte rimesse in discussione con alcune compiacenze: il fronte del si. Cataldo, a proposito dell’indennità di malattia non retribuita, evidenzia come, anche la privacy sarà superata, in base a quell’accordo, dal giudizio espresso da una commissione. Nominata da chi? Nel momento in cui l’operaio produrrà il certificato medico (ora senza diagnosi) tutti saranno a conoscenza del suo stato di salute, “superando” così la professionalità di un medico.

Gastone Cottino ci “rispolvera” l’importanza di alcuni articoli della Costituzione: 1, 3, 35, 41. Ci narra qualcosina di Gobetti e della necessità di una “intransigenza”.

Prima di Airaudo la telefonata di Margherita Hack, con il suo grazie alla Fiom, ai lavoratori che hanno vissuto in prima persona una grande battaglia a nome di tutti. Un plauso a tutti i lavoratori. A quei 2326, alla Fiom, ai sindacati che hanno detto No.

Airaudo ha analizzato il voto, dai no, ai 20 impiegati, che hanno votato no perchè conoscono bene la realtà della catena di montaggio, dove un’operazione dura un minuto, un minuto e mezzo al massimo; dove una pausa ridotta di dieci minuti ha un valore elevatissimo per il recupero psico fisico e non per il suo valore monetario. La pausa ridotta infatti, oltre a non essere di dieci minuti è, analizzandola bene, di 40 minuti. La pausa ridotta, è l’equivalente di diciotto centesimi l’ora, pari a circa un euro al giorno. Un caffè. Trentadue euro al mese. Come ricordato da questo blog, senza rientrare nel computo del Tfr. Diventano 40 perchè la pausa mensa verrà spostata a fine turno, quando le forze sono ormai al culmine, quando la “resa”, un po’ come avviene per la curva dell’attenzione, si avvia a scemare. Airaudo ci parla di empatia, di solidarietà, di chi “seppur un mutuo, una rata, un figlio all’università, votero’, dovro’ per forza votare si, ma tu, voi della Fiom, continuate la lotta anche per me”. Continua il suo racconto, Airaudo, nell’aver incontrato gente alla fermata del tram che sente il bisogno di “toccare” chi crede in un’idea diversa, di chi crede che solo il conflitto sociale porta qualcosa nelle tasche dei lavoratori e non una firma veloce su uno straccio di accordo”, distribuito, con coraggio dalla sola Fiom. Toccare chi ha avuto con la lotta, grazie alla lotta, il coraggio di dire che “il re è nudo”. Airaudo ci ricorda ancora una volta come gli ipotetici 3600 euro in piu’ sono semplicemente una ipotesi, di qualche cosa che è fittizio, non esiste, come “la finanziarizzazione dell’economia”. Euro derivanti dallo straordinario, pari a 120 ore, se “l’azienda vorra”. Airaudo ci ricorda come il costo del lavoro per prodotto sia pari al 6% e “competere comprimendo quel fattore” significhi non avere le idee chiare su formazione e innovazione. Viene tirato in ballo l’esempio dell’industria di tessitura di Bergamo, dove i telai vengono cambiati ogni sei mesi, al fine di prevenire “scopiazzature” cinesi. E quei telai, a chi sono venduti? A proposito di cinesi. Li si cominciano a registra aumenti salariali, qui si segue la strada opposta. Intanto i lavoratori, causa cassa integrazione hanno perso 8000 euro dal proprio già magro bilancio annuale.

Snocciola Airaudo dati e diritti “andati in fumo”: malattia, sciopero, rappresentanza. Diritti previsti e garantiti dalla Costituzione. Ci ricorda ancora che lo scambio lavoro-diritti nella versione Marchionne, non ci porta affatto verso la Mitbestimmung cioè la co-gestione dei sindacati tedeschi della IG-Metall presenti nei consigli di sorveglianza della Volkswagen. E non porta neppure alla partecipazione all’azionariato ottenuta dai sindacati americani.

Airaudo ci parla di brevetti che mancano, in questo Paese. Ci troviamo negli ultimissimi posti nel deposito di brevetti. Ultima la Grecia. 650 mila auto prodotte in Italia da circa 22.100 operai. Eccesso di offerta. Il mercato e non solo quello mondiale riuscirà ad assorbire? Possibile che non si riesca ad immaginare un nuovo modello di mobilità? Quei 2326 no non verranno lasciati soli, così come non verrà lasciata sola la città ora che si sta ricomponendo una sorta di ricucitura, dopo lo strappo degli anni ’80.

Infine l’intervento di Oliviero Diliberto: la crisi consiste nella scellerata politica di distruzione della scuola, della formazione e della ricerca. In sintesi, Tremonti, Marchionne, Gelmini sotto braccio. Mentre altri Cesare ridono.

 

Occorre una dura Intransigenza.

Arrivederci al 28 gennaio.

 

In piazza con la Fiom

Giornate di saldi, da ieri, nella nostra città, Torino. Folla lungo le vie del centro. In Piazza Castello, intanto, un gruppo di lavoratori, studenti (molti, e fra questi, Simone Ciabattoni) pensionati, militanti della sinistra-sinistra, (Luigi Saragnese, Armando Petrini, Paolo Ferrero e tanti altri) uniti a presidiare e informare sulla grave situazione posta in essere a Mirafiori. E la Fiom, naturalmente.  Alternativa o ricatto? Continuo a pensare recandomi velocemente in piazza. Il ricatto incorpora il dolo, ci ricordava un quotidiano alcuni giorni fa. A voi la scelta. Personalmente ritengo che le grandi conquiste di civiltà debbano essere difese, mantenute. Certo a fronte di un situazione così grave mi sarei aspettato piu’ mobilitazione, partecipazione su una questione così importante. Diritti in cambio di un investimento. Ma di chi sono questi soldi che si stanno per investire a Mirafiori? Ma chi è il vero proprietario della Chrysler? A cosa hanno rinunciato gli operai della Chrysler? Dollari, fondi pensione….Pensavo avesse  investito dollari suoi, del manager, cioè!!! Molte cose sono già state dette, ridette, scritte. Pomigliano non era una situazione contingente, eccezionale, che non avrebbe mai avuto il ruolo di “apripista”. Era forse un’operazione collocabile nel solco di una strategia, ribadita poi con Mirafiori. Perchè tagliare le pause dei lavoratori ( e poi, sotto il profilo contabile, perchè se dieci minuti diventano lavoro a tutti gli effetti non devono concorrere a formare il tfr?), il primo giorno di malattia, e poi, via via, anche il secondo, e non  tagliare sui benefit magari di chi percepisce un compenso elevato perchè dirigente o funzionario? E’ o non è l’Italia un Paese con uno squilibrio delle risorse, della ricchezza posseduta? Vogliamo cominciare a mettere a posto questa differenza o accettarla acriticamente? Perchè, in tempi in cui tutto deve essere messo in competizione, il recupero della produttività deve riguardare il fattore lavoro e non il fattore imprenditoriale? Perchè non tagliare quelle famose “600 volte il reddito percepito rispetto ai sottoposti” del manager in maglioncino blu?  “La classe operaia non è andata in paradiso”, ci ricorda Marco Revelli nel suo testo “Poveri, noi”. E non andrà in paradiso con quei 3500 euro o 4000 euro in piu’, lordi, che percepiranno nell’arco di un anno (eruo, utile ricordare, che verranno incamerati a fronte delle ore svolte in piu’ e presumibilmente come straordinari o notturni, a scapito di tutto quello che è il benessere: piu’ stress, piu’ fatica, meno tempo in famiglia, ecc. ecc.). Venti anni di drenaggio continuo di risorse ai percettore di reddito fisso. Borse che esultano, titoli che volano, e che di volo in volo, dal settembre 2007 sono finiti nella “spazzatura”. Titoli tossici. Ripuliti. E ripulite le tasche dei percettori di reddito fisso. Perchè banche e aziende si devono pur salvare, le persone no. Gongolano gli imprenditori di una certa levatura, gongola questa parte politica al governo. “La nave va”, solo per pochi. I molti restano a piedi. O in cig, da febbraio. Per un anno. E chi la paga la cig per un’operazione “strategica”? Molte cose sono state dette; passanti che si coprono gli occhi e chiudono le orecchie. I saldi continuano. Ma i diritti non sono merce in saldo. Diritti indisponibili. In un’Italia fondata sul lavoro.  Noi ci abbiamo provato, ieri, al presidio, perchè “ci interessa”, forse non “Care” piu’ all’ideatore del voto utile e agli amici che tagliano a fette un accordo. Già, voto utile e sbarramento e mancanza di sponda politica, mancanza di rappresentanza. Accordo di Mirafiori e mancanza di rappresentanza. Noi ci proveremo. Oggi e domani. A difendere diritti, non monetizzabili. Al mio fianco, persone anziane, ma giovani per andare in pensione…”col viso vizzo”. Reggeranno quei nuovi ritmi di lavoro? Occorre un bel colpo di….frego….di questi ultimi vent’anni.

Arrivederci al 28 gennaio.

Uniti contro la crisi

La settimana era cominciata bene. Torino sotto la neve. Un “aperilibro”, presso una nota libreria del centro storico alla presenza di numerosi scrittori torinesi, alle prese con una iniziativa carina, “Due con”, la presentazione di tre libri. Un’atmosfera di famiglia. Durante la settimana il clima, viceversa, è divenuto “piu’ caldo”.

Resistere alla Gelmini, opporsi alla “Riforma”. Questo il tema dominante del dibattito pubblico tenutosi a Torino presso la Sala Pasquale Cavaliere.

Un’iniziativa voluta fortemente dal partito della Rifondazione comunista, Federazione della Sinistra, aperto a tutti. Fra i partecipanti, Valentina Barrera, (coordinamento nazionale precari Università); Alessandro Ferretti (Univresità di Torino, Rete 29 Aprile); Rino Lamonaca (rsu cgil Politecnico di Torino); Nicola Malanga (Studenti Indipendenti) e Massimo Zucchetti (Politecnico di Torino). Introduzione di Luigi Saragnese, dibattito coordinato da Alberto Burgio (Università di Bologna, Direzione Prc). Presenti una cinquantina di persone, studenti, professori, pensionati. Presente Armando Petrini, segretario regionale Piemonte di Rifondazione comunista.

Fra i temi dominanti le politiche “distruttive” del governo, la presenza di questo movimento, non nuovo, ma che si ripresenta sulla scena a distanza di due anni, capace di proporre un cambiamento. Un movimento la cui caratteristica è l’orizzontalità. Nota caratterizzante : il grande spontaneismo e la presa di coscienza di questo movimento “monumento”. Un movimento che “non è una banale rivolta luddista, ma una aggregazione di cervelli senza precedenti”. Un movimento che vede diversi partecipanti, nnl mondo della scuola, dell’università. Un mondo quest’ultimo che è “uno specchio ingrandito di quello che succede nella società. Una società precaria, che coinvolge tutti. Una condizione esistenziale, nata, come ci ricorda Marco Revelli da “una presunta modernizzazione che è un piano inclinato verso la fragilità e l’arretratezza”. Questo movimento fortunatamente ha preso coscienza, sociale e politica, e, pur essendo “privo di sponde politiche” (per una logica perversa del voto utile di veltroniana memoria) e “deficitario su quella (sponda) sindacale (un’ora soltanto di sciopero, modulata ogni dieci-quindici giorni è stato davvero poco, nonostante la pezza dell’intera giornata, con la proclamazione dello sciopero cgil) ha saputo, utilizzare nuove forme di protesta, rendendosi visibile agli occhi dei piu’. Occorre unificare le lotte dei ricercatori, universitari, studenti, lavoratori della scuola con le lotte dei metalmeccanici. Questi ultimi sono costantemente sotto ricatto: stanno per subire uno scippo, quello del contratto nazionale. Unificare le lotte, come avveniva negli anni ’70. Perchè non si è deciso uno sciopero “unitario”, stabilito il giorno della manifestazione studentesca? Forse ci sarebbero state “meno carezze di manganelli sui manifestanti”. Per questo, bisogna stare uniti. “Uniti contro la crisi, il 14”, e sempre, per non lasciare soli, in mezzo ad una strada questi studenti. Tantomeno in mezzo ad una autostrada. Uniti con gli studenti, affinchè non subiscano aumenti di tasse universitarie, come avviene in Inghilterra. Quanto attuale è Cosimo, personaggio di Italo Calvino nel Barone Rampante! Dall’albero alla gru, al ponte, al monumento e al suo movimento. In Italia, per chiudere, lo stanziamento per l’Università è pari ad un misero 0,5% contro una media Ocse dell”1,5%.

Chagrin d’amour? No, chagrin d’école.

Nel dibattito, si è fatta anche della storia, personale, dove ognuno ci ha messo del proprio. Una Università che presenta falle a partire da Ruberti. Un dibattito che ha acceso ulteriormente le coscienze. Da domani occorre “infiammarle”: “dont’ get kettled, non farti intrappolare. Move, muoviti.

Se uno non si ribella, si scompare”.

Il muro va giù, ma crea un vuoto?

Prima o poi. Prima o poi, bisognava pur cominciare. Ormai le elezioni sono alle spalle. Resta un gran lavoro svolto dai candidati, tutti, della Federazione della Sinistra, in particolar modo di Luigi Saragnese, Juri Bossuto, Sergio Dalmasso. Resta il loro lavoro di cinque anni in Consiglio Regionale. Resta la fiducia, la stima l’amicizia. Resta un grazie a tutti coloro che hanno espresso un consenso per loro e la Federazione. Le riunioni a cui ho partecipato nell’immediatezza del voto sono state numerose. L’esito elettorale ha dimostrato che non vi è stata inversione di tendenza. Vi sarà ancora molto da lavorare. Ora, però, penso sia giunto il momento di responsabilizzarsi, ognuno per la propria parte. Affrontare alcuni temi, di petto, senza paura.  A cominciare dalla comunicazione, dalle strategie di comunicazione. Nel frattempo, giusta una riflessione. Nella circoscrizione in cui svolgo attività (la settima Circoscrizione di Torino) sta per sgretolarsi “un muro”, il muro posto su corso Principe Oddone, dove fino a pochi mesi fa transitavano treni diretti a Milano. Ora, vuoto. Cosa verrà costruito al posto dei binari? Ci sarà speculazione? Cosa accadrà ora? E tantissime altre domande. Il vuoto… ecco, quello che non dovremmo lasciare, nonostante la mancanza di consiglieri regionali. Servono militanti giovani che abbiano voglia di comunicare, fare cose, impegnarsi a responsabilizzare.

Nel frattempo, una nota molto positiva, è stata la pubblicazione del bel libro di storia locale, e non solo, del collega Domenico Capano, “Piergiovanni Salimbeni, nel ‘700, da quella picciola Terra di Limpidi”. Ricerche su archivi in rete e riflessioni“. Complimenti, amico Domenico. Soprattutto perché è il frutto di una ricerca che ha alle spalle tantissimi sacrifici. Sacrifici di un precario della scuola che ha voluto cimentarsi in un campo diverso dal suo. Ora, non mi rimane che leggerlo. Grazie.

Hei Ciao, riguarda TE, votami

La campagna elettorale  per le regionali sta per concludersi, l’amico Saragnese si è impegnato fino in fondo nel cercare consensi elettorali per il suo progetto che è quello della Federazione della Sinistra; per una regione a Sinistra che ponga in primo piano i problemi dei Lavoratori, del precariato,  dei cassintegrati e dei disoccupati con una particolare attenzione ai problemi che riguardano il pubblico impiego.

Luigi ci guarda, Luigi ci parla, Luigi ci scrive, Luigi si interessa di ciò che ci circonda per migliorarlo; questo vuol dire difendere l’interesse pubblico che è un voler interessarsi di ognuno di noi, e quasi lo grida: Hei Ciao, riguarda TE, votami.

No alla Bolkestein. La Federazione della Sinistra lo disse già anni fa.

Traffico bloccato su gran parte di Torino. Nel pomeriggio, un gran numero di ambulanti, con i loro furgoni, hanno paralizzato corso Regina Margherita per neutralizzare la Bolkestein. Già ieri, un centinaio di furgoni avevano bloccato il centro commerciali Auchan. Oggi, presumibilmente la meta era l’Ikea, direzione Grugliasco. Alle 16.00 circa Corso Regina Margherita era letteralmente paralizzata. Nel 2015 le licenze degli ambulanti saranno in scadenza e probabilmente “pesce grande mangerà pesce piccolo“, dato che le licenze saranno messe a bando, a meno che…

Premetto che un No secco a 360 gradi era stato detto a gran voce da rifondazione comunista e dai comunisti italiani, anni addietro. Solo che ci si mobilita tardi e quando si toccano interessi di categoria. Avessero dato retta a quelle due forze politiche, forse… Ho invidiato la compattezza della protesta odierna, degli ambulantim e spero che una protesta simile possa collegare i precari ridotti alla disperazione, insieme ai cassintegrati, ai disoccupati contro chi fa credere che siamo usciti dalla crisi e ci propone di comprare una bella cucina componibile. Per farne cosa, se non abbiamo un lavoro stabile, una casa, un progetto di vita?

Un’ultima annotazione. Ieri si è svolto lo sciopero dei ferrovieri in Piemonte: pochi ne erano a conoscenza: scarsa informazione il giorno prima e zero oggi sui quotidiani. Resto meravigliato dal giornale torinese, La Stampa. Personalmente non ho potuto usufruire del treno delle 7.33 per Aosta; quello delle 8.30 per Aosta ed infine quello delle 11.35 sempre per Aosta. Soppressi. Ho passato gran parte della mattina in stazione, con la speranza di poter prendere quello nella fascia garantita. Come detto altre volte, esiste un bus, il cui tragitto non è coperto dal biglietto mensile. Chi ha potuto permetterselo, si è arrangiato con mezzi privati. Oltre al danno, la beffa. Quanto dovrà durare questo stato di cose? Possibile che nessuno,nessuno abbia sentito il dovere di indignarsi? Certo la Tav porta lettori, i drammi dei pendolari no. Continuiamo a premiare il grande capitale.

Continuo a guardare il tunnel che da Porta Nuova conduce verso Porta Susa e poi direzione Stura. Davvero quanta ragione aveva l’amico Daniele nel considerarlo un pochino pericoloso.

La giornata, con molte difficoltà, si è conclusa con un volantinaggio per la Federazione della Sinistra e la candidatura di Luigi Saragnese. Ricordando che i partiti della Federazione dissero anni fa NO alla Bolkestein.


Romano Borrelli

Video di Luigi Saragnese

Alle elezioni regionali la Federazione della Sinistra si presenta con un proprio simbolo e un proprio programma. Sanità e Diritto all’istruzione per tutti, innanzitutto.
Vota Saragnese!

Il video è presente anche nel suo gruppo facebook:
Saragnese: un candidato alle regionali piemontesi per l’interesse pubblico

Saragnese scrive alle elettrici ed elettori del Piemonte

Care amiche e cari amici,

il 28 e 29 marzo 2010 si voterà per il rinnovo del Consiglio Regionale del Piemonte. Rifondazione Comunista ha dato il proprio contributo in questi cinque anni di governo di centrosinistra per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro dei piemontesi, con la responsabilità della buona gestione dell’Assessorato alla Sanità. La Federazione della Sinistra, di cui Rifondazione Comunista fa parte, ha sottoscritto con la Presidente Mercedes Bresso un accordo tecnico che prevede la presenza della lista della Federazione della Sinistra nella compagine che la sostiene, ma nel contempo lanostra autonomia politica e programmatica in caso di vittoria della Bresso. Ciò determinerà, nel prossimo Consiglio Regionale, la nostra assoluta libertà d’azione politica, in coerenza con il programma della Federazione della Sinistra, senza alcun condizionamento rispetto al programma del centrosinistra concordato con l’UDC.

Abbiamo sottoscritto questo accordo tecnico sulla base di due obiettivi di fondo.

Il primo: impedire la vittoria del centrodestra e di Cota, esponente di quella destra xenofoba e razzista che prefigura una pericolosa deriva fascista per la società italiana.

Il secondo: rafforzare la Federazione della Sinistra per renderla capace di rappresentare gli interessi della classe lavoratrice e dei ceti popolaririlanciare e rafforzare un sistema di servizi pubblici, a partire dai beni essenziali (acqua, energia, trasporti, salute, formazione), alternativo a quello oggi dominante, basato, al contrario, sulla centralità delle grandi opere inutili e dannose, come la TAV.

È in questo quadro che mi permetto di segnalarvi la mia candidatura.

In questi ultimi anni, come forse vi è noto, ho ricoperto l’incarico di Assessore alle Risorse Educative del Comune di Torino. In quest’ambito ho cercato di praticare scelte per le quali sempre mi sono battuto: affermare il diritto allo studio, difendere la scuola pubblica e il suo carattere laico, contrastando le politiche di privatizzazione e di esternalizzazione dei servizi educativi. Questa azione, nonostante i continui attacchi del centrodestra (ma anche in molte occasioni dello stesso PD) è riuscita ad aumentare l’offerta di posti negli asili nido attraverso l’apertura di nuove strutture con personale comunale, ad assumere a tempo indeterminato alcune centinaia di educatrici ed insegnanti precarie, a far approvare il nuovo Regolamento Nidi Comunali, venendo in contro alle richieste di tanti genitori di Torino. Sono questi alcuni dei motivi che spiegano la “cacciata” di Rifondazione Comunista dalla maggioranza in Consiglio comunale. Una rottura dovuta alle nostre posizioni critiche sulle scelte dell’Amministrazione in ambito urbanistico, sull’assistenza, sui servizi educativi e sulla proprietà e la gestione delle aziende pubbliche municipali.

La mia candidatura al Consiglio regionale del Piemonte intende riaffermare questo impegno e queste linee di fondo, per contrastare con forza l’attacco operato dal governo Berlusconi e dalla ministra Gelmini alla scuola e all’università pubblica. Il taglio degli organici nell’anno scolastico in corso ha già provocato nella nostra Regione la perdita di 2.500 posti di lavoro per gli insegnanti e per il personale ATA e ha determinato una grave situazione nel sistema scolastico e formativo piemontese, compromettendone il normale funzionamento. Occorre invece operare per una politica di diritto allo studio che preveda adeguate risorse sia per i singoli (gratuità dei libri e accesso ai servizi) sia per le scuole pubbliche. Vanno aumentati i finanziamenti regionali a favore delle scuole pubbliche (statali e degli enti locali) e delle Università statali, diminuendo contemporaneamente le risorse oggi indirizzate alle scuole private; vanno altresì stanziati forti investimenti per la messa in sicurezza degli edifici scolastici e per mantenere i piccoli plessi scolastici, garantendo capillarmente la presenza della scuola pubblica su tutto il territorio regionale.

E con questi impegni e per questi obiettivi che chiedo il vostro sostegno.

Un caro saluto,

Luigi Saragnese

Le informazioni complete scritte da Saragnese per le elettrici ed elettori piemontesi in versione pdf