Archivi tag: Giulio II

Roma: alla scuola di Atene

Roma.24 6 2017 foto Romano BorrelliRoma e’ Roma. Fa caldo,  parecchio. A Termini il “tran tran ” e’ il solito: trolley,  vite,  esistenze che vanno,  vengono,  si disperdono,  tornano,  cercano,  ognuno qualcosa. Non perdo un attimo. Mi organizzo la giornata: qualcosa da vedere,  studiare,  riempire il mio “trolley di competenze”.  E tantissima acqua. Opto per il Vaticano: i musei vaticani. Linea metro A,  direzione Ottaviano,  e via. Mi piace ritornare a contemplare  “La scuola di Atene”,  a Roma,  nella stanza della Segnatura. La Scuola di Atene è  un affresco di Raffaello,  databile tra il il 1509 ed il 1511. Mi dirigo velocemente,  sala dopo sala,  prima da Raffaello e poi alla Sistina, perché,  “mi interessano”, mi interessa capire quanto conosco in piu’ rispetto alla volta precedente. Immagino Giulio II che conferisce l’incarico a Raffaello,  le impalcature,  il suo mal “di schiena” o la probabile “cervicale” a furia di stare ore ore con il viso in su,  sull’impalcatura. La “Fornarina” che lo cerca e forse “Pippi” (Giulio Romano) che cerca lei.  La tristezza di Raffaello nel non voler “distruggere” altri capolavori,  (per dar luce ai suoi) quali quelli di Piero  della Francesca,  affrescato in precedenza.  Risuonano le sue parole,  movimenti e di tutti quelli della sua scuola,  perché,  lui,  Non realizzava il tutto mica da solo. Risuonano inoltre le parole del mio prof di filosofia,  e di chi commentava la bellezza e la grandezza della filosofia,  nei sabati pomeriggi a prendere appunti. Gioco a riconoscere Michelangelo,  Leonardo da Vinci, Bramante e il Sodoma,  vicino a Raffaello,  col suo cappellino. Ma nel gioco si è  aggiunto anche Federico Gonzaga. Mentalmente sfoglio le pagine del libro della Bellonci,  e il merito va a chi lo ha consigliato. Ripasso mentalmente Isabella d’Este, quando nelle sue pagine descriveva un bimbo che osserva attentamente l’osservatore,  coi capelli biondi;  Lucrezia Borgia e così via,  con tutte le sfilate dei vari Papi. E poi,  il confronto fra le “resurrezione dei corpi” queste di Michelangelo,  qui,  alla Sistina e quelli del  Signorelli, nella Cappella di San Brizio,  a Orvieto.

Santa Caterina

“Tempo di libri” non è  terminato.  Certo,  quello “sdoppiato” l’anno scorso,  sfilandosi da Torino,  con strascichi di polemiche,  si,  che è  terminato. E forse in “riduzione”. Aspettando ora,  Torino.  “A ciascuno il suo”,  (che poi e’ un libro!)di libro,  di tempo,  nel tempo,  di luogo,  dove leggerlo,  e con chi. Tempo di mare,  di “teli racconto” e sabbia e matite per sottolineare e scrivere storie e muovere personaggi. Oggi ricorre la festa di Santa Caterina da Siena e cosi, ricordando di avere tomi su tema, riprendo a sfogliare alcune pagine di uno di quelli,  dedicato alla Santa ma lasciato a meta’.  Il libro,  come scritto, in un precedente articolo del blog,  mi piace ed è  utile per la scuola,  per i ragazzi. Ne riporto alcuni passi intrecciando fatti salienti di storia e nozioni di psicologia. E poi mi ricorda un posto dove vorrei tornare. Presto. Siena. Quella piazza a “conchiglia”… Da gustare lentamente. Forse perche’ effettivamente come sostiene l’amico di un altro amico che poi e’ uno che scrive “un libro e’ come la lasagna cge e’ compista da tanti strati”. E poi c’è  l’altro libro (e quindi,  tanti altri strati e una lasagna ! ) “Rinascimento privato” (Maria Bellonci,  Oscar Mondadori) che appena  iniziato lo avevo deposto da qualche parte,  abbandonandolo in giro,  per la casa. Poverino,  senza colpe! Forse era in attesa,  ma la dove si attende c” anche la speranza! ). Correva il termine (come ultimi spiccioli) dell’estate… Una foto,  di mare,  telo,  la coperta-ina di un libro,  individuato,  ricercato,  ordinato. Dalle prime pagine capi’ che mi sarebbe riuscito difficile leggerlo, possibile  colpa di un nome fra i tanti che si intrecciavano lungo le pagine  fra le corti di Mantova,  Ferrara,  Urbino. Da poco,  l’ ho ripreso  tra le mani e, lesto e  spedito,  pagina dopo pagina, finalmente ho  comincio a sentirlo mio. È  veramente bello,  storie sul finire del 1400 e iniziò 1500. Tempi interessanti,  da vivere.  I Borgia,  Giulio II (… “gigantesca presenza fisica… “…. “torreggiava sulla politica d’Italia e d’Europa incalzando duramente il nemico del momento facendo fronte a tutti”…. pag. 165), i figli Lucrezia e  Cesare, e poi Francesco,  Isabella,  Federico, Eleonora. La bellezza,  (e le bellezze) i capelli d’oro,  trecce,  amori,  vissuti,  preparati. Passioni. Ragazzi che Storia!  Pagina dopo pagina rientro fantasticando in quel di Urbino,  Mantova,  Ferrara… e corro col pensiero a chi me lo ha suggerito. Bello! E pazienza per un nome,  tutto il resto fila…Ecco,  un altro posto dove assolutamente vorrei ritornare… Urbino.  E ripensare a “quel mostro della natura che lascia il sigillo del suo pennello divino”,  pag. 159). E mangiare un buon piatto. Magari lasagna?