Archivi tag: Ferrara

Ora legale

L’orologio” (Carlo Levi) è stato completato. In ogni sua parte (pagina). La notte cala e “par di sentire ruggire i leoni”. A Roma. Dove anche lo sferragliare dei tram è così diverso. L’atmosfera del libro è da “ricostruzione” a tratti e a tratti uguale. Luigini e contadini…questa dicotomia mi pare interessante. Come il periodo narrato. Il “mio orologio” era fermo ad Eboli, poi, complice una conferenza sulla Costituzione al Polo del 900 ho ripescato il libro citato nell’ambito della ricostruzione dei tempi della Costituente e Costituente; il mio ricordo era fermo ai  tempi della passione, di Scienze Politiche. Non ne rammentavo molto. Pero’ di un paio di cambi ora, a Roma, si. Sono, a dire il vero tanti i posti dove mi sono trovato a cambiare ora. A Roma avanti, e indietro (e indietro, a Roma, posso assicurare che era stata una sensazione spiacevole: dalle parti di Viale Giulio Cesare non riuacivo a ritrovarmi) a Ferrara indietro, alle Cinque Terre, avanti, a Urbino avanti, ad Arezzo  indietro, Senigallia avanti…a Torino  entrambe, e di ricordo in ricordo ho trascorso piacevolmente un’ora insonne. Ora non so se continuare con la lettura di “Fausto e Anna” o col “Signore delle mosche”. Tempo un’ora di lancetta e decidero’ il da farsi. Un’ora soltanto. Avanti, ovviamente.

Ferrara

Ho seguito kilometro dopo kilometro la linea ferroviaria che da Bologna procede verso Ferrara immaginando di rileggere riga dopo riga uno dei libri di Giorgio Bassani, “Gli occhiali d’oro”. I due palazzi, grattacieli, adiacenti la stazione, sono visibili in lontananza, dal treno stesso, e ne annunciano,  al viaggiatore, l’arrivo nella cittadina estense. Con un pizzico di fortuna sono riuscito nell’intento di raggiungere la meta prefissata, nonostante lo sciopero ferroviario, proclamato da una organizzazione sindacale. Appena sceso dal treno sono immerso e attanagliato  da  un misto di foschia e da una morsa di gelo. Attraverso il corso facendomi strada tra persone in attesa di qualche bus.  Accelero il passo, da percepire cosi facendo,  il minor freddo possibile. Passo tra due palazzi, uno spiazzo aperto, come fosse un cortile. Lo oltrepasso. Riflettori e transenne mi annunciano che sono sul terreno della Spal (squadra di calcio ferrarese); costeggio lo stadio e cammino sempre diritto:Ferrara 17 12 2017.Romano Borrelli foto nel giro di 5 o 6 minuti  giungo al Castello EstenseFerrara.17 12 2017, Borrelli Romano foto. Le cose da rivedere sono molte, dal castello stesso, al Ferrara.17 12 2017,Borrelli Romano fotoDuomo (il Guercino, sfuggitomi a giugno!), al Palazzo Costabili, detto di Ludovic(in particolar modo la Sala del Tesoro e la rappresentazione delle due sorelle, Beatrice e Isabella, affacciate al balcone) ancora, Schifanoia (e qui la fortuna è doppia).  Al palazzo Schifanoia,  una guida davvero competente, gentile, ben preparata, spiega il Salone dei Mesi, cosa ne e’ rimasto, la suddivisione dei registri, dei personaggi, della vita di corte, e non solo, di Ferrara, del buon governo, di Borso d’Este, raffigurati da Francesco Del Cossa, Cosme’ Tura, Ercole De’ Roberti. Poi, è la volta  della visita presso il  convento del Corpus Domini (e un ringraziamento alle suore che ne hanno permesso la visita fuori orario) dove sono collocate le tombe degli Estensi e quella di Lucrezia Borgia. Infine, il complesso che ospita la mostra sugli ebrei. Tutto veloce, compatto, ma ora che sono di ritorno, in treno, penso ne sia valsa davvero la pena. Ferrara, merita davvero. Tanta dolcezza…un pochino è con me. Vassoi di doci caratteristici sono al mio seguito. Ben conservati. Ancora per poco.

 

 

4 Agosto 2017

Porto Cesareo (Le), 4 8 2017.Romano Borrelli fotoLa Torre e’ al suo solito posto e così “l’Arcuri”,  un pochino sfiorita nella sua bellezza,  col passare delle stagioni: il “trucco”  passatole sul viso presumibilmente da qualche gelosa di troppo è  evidente da un po’ di tempo a questa parte. Lo specchio d’acqua,  questo mare che luccica ad est e “bolle”,  riflette barche,  scoglio e “Lo Scoglio” e mentre qualcuna,  riposando li nei pressi,  osserva lo sciabordio e misura le distanze ,  tra Torre Chianca e  Torre Lapillo; Enrico C.,  riconoscibilissimo dal suo cappellino dai colori vivaci e dalla sua canottiera blu,  agita le mani e le braccia,  immerso fino alle ginocchia,  nel mare gia caldissimo da quando l’alba si è  distesa e allungata su questa parte di cielo.  Cerca le “corse”,  specie di granchi conosciute solo da lui,  o probabilmente si illude di trovarle,  un espediente per fermare il tempo in cui quell’ attività  era redditizia e i clienti facevano a gara per accapparrarsele. Un modo come un altro per nascondere i suoi 85. Accenno un saluto,  un piccolo cenno con la mano,  ma resto dubbioso che mi abbia effettivamente riconosciuto. Fin dall’alba dei suoi 80,  l’occhio “semi chiuso” o “semi-aperto”,  il che è  lo stesso,  lo rende assai simile al bel don Giulio di Ferrara. Anche li,  una Torre. Lascio ricadere mano e braccia lungo il corpo e prendendo fiato faccio partire un : “Enricooooo”. Rialza il suo pesante corpo da ciclista consumato, porta la sua mano a tetto o a visiera tra occhi e fronte cercando di capire qualcosa in piu, di quel mio grudo,  già  consumato…  ma… Mi giro,  mi infilo nel corso del paese,  alla ricerca dei quotidiani,  di un caffè  forte e di un pasticciotto,  prima che “Lucifero” cominci la sua “cattiva” opera. Solo i ragazzi non si accorgono di lui: loro,  felici,  tra un tuffo e l’altro, riempiono il tempo: non è  piu’ alla ragazza di Veglie,  che dedicano i tuffi,  ma a nomi propri dolcissimi.   Non conoscono stagioni o mezze stagioni, il caldo o il freddo. Perché è  la felicità dei loro anni che  vuole così. E così  sia.

Ferrara

Ferrara.29 6 2017.Romano Borrelli fotoFerrara poi non è  così calda,  oggi,  come lo era,  nei giorni scorsi. Ferrara, 29 6 2017, Romano Borrelli fotoChe dire? Tutto merito di… Sulle tracce di Isabella d’Este e Lucrezia Borgia.  Gia’,  perche mi interessava addentrarmi nella storia della citta’,  alla luce delle letture effettuate.  20170629_134159Il castello,  che fa pensare ai “bucintori” alle fughe e ai giochi, Palazzo Schifanoia… che nome,  gia’,  una sorta di “divertimentificio” dell’epoca. A Ferrara, mi aggiro,  perlustro,  una rapida occhiata alla Cattedrale e al Castello,  al suo Savonarola e alle sue delizie. I “tenerini”? Entro,  in un  bar pasticceria,  mi accomodo,  davanti a dolcezze davvero da capogiro. Sfoglio velicemente il giornale locale e scopro che e’ in abbinata a La Stampa. Li richiudo.   E intanto gusto questi dolci al cioccolato,  la fine del mondo. Ne ordino un po’,  per portarli a casa. Apro la cartina perche’  cerco un quadro,   delle  due sorelle,  Isabella e Beatrice,  descritte in uno dei tanti libri che fortemente mi hanno rilortato qua…   “nel palazzo di Ludovico il Moro-futuro sposo di Beatrice-c’e’ un delizioso affresco del Garofalo,  nel quale le due sono ritratte in eta’ adolescente,  nell’atto di affacciarsi a un balcone,  sotto un cielo celeste chiaro solcato da qualche leggera nuvola. Il volto angelico,  gli occhi espressivi,  le labbra morbide e piene,  i capelli mossi,  Isabella e’ in primo piano e tiene in mano un liuto,  mentre Beatrice,  piu piccola,  intimidita e un pochino discosta,  si appoggia a lei come a cercare conforto e protezione” (Alessandra Necci,  “Isabella e Lucrezia,  le due cognate”). Ferrara 29 6 2017 foto Borrelli RomanoUn tour rinascimentale calato nello studio… Una addetta alle sale leggeva gli stessi testi,  e cosi ci siamo ritrovati a discutere per alcuni istanti su personaggi e luoghi. Non la ricordavo così bella, la città,  forse perché a suo tempo non ne avevo passato in rassegna legrandi bellezze. Una gran bella cittadina,  giovane,  universitaria,  nuova ai miei occhi.  Nel castello osservo un po’ di cose e pare di rileggere i testina poco conclusi.  Devo chinare La testa e di molto per passare nelle stanze delle prigioni.  La Torre-prigione   ove furono rinchiusi i fratelli di Isabella e Alfonso d’Este, imprigionati nella Torre dei Leoni: Ferrante che morira’ in carcere 34 anni dopo e don Giulio liberato da Alfonso II,  nipote di Lucrezia Borgia esattamente 53 anni dolo. Che è quali brividi al pensiero. E poi le cucine con un sistema di scolo acque davvero all’avanguardia. Il giardino,  l’orologio,  la salita sulla Torre e il panorama su Ferrara.  Poi riducendo e faccio un salto sulla piazza.  Peccato per la facciata della  Cattedrale,  coperta… ma non importa… ho tempo per visitare e raccontare.

Santa Caterina

“Tempo di libri” non è  terminato.  Certo,  quello “sdoppiato” l’anno scorso,  sfilandosi da Torino,  con strascichi di polemiche,  si,  che è  terminato. E forse in “riduzione”. Aspettando ora,  Torino.  “A ciascuno il suo”,  (che poi e’ un libro!)di libro,  di tempo,  nel tempo,  di luogo,  dove leggerlo,  e con chi. Tempo di mare,  di “teli racconto” e sabbia e matite per sottolineare e scrivere storie e muovere personaggi. Oggi ricorre la festa di Santa Caterina da Siena e cosi, ricordando di avere tomi su tema, riprendo a sfogliare alcune pagine di uno di quelli,  dedicato alla Santa ma lasciato a meta’.  Il libro,  come scritto, in un precedente articolo del blog,  mi piace ed è  utile per la scuola,  per i ragazzi. Ne riporto alcuni passi intrecciando fatti salienti di storia e nozioni di psicologia. E poi mi ricorda un posto dove vorrei tornare. Presto. Siena. Quella piazza a “conchiglia”… Da gustare lentamente. Forse perche’ effettivamente come sostiene l’amico di un altro amico che poi e’ uno che scrive “un libro e’ come la lasagna cge e’ compista da tanti strati”. E poi c’è  l’altro libro (e quindi,  tanti altri strati e una lasagna ! ) “Rinascimento privato” (Maria Bellonci,  Oscar Mondadori) che appena  iniziato lo avevo deposto da qualche parte,  abbandonandolo in giro,  per la casa. Poverino,  senza colpe! Forse era in attesa,  ma la dove si attende c” anche la speranza! ). Correva il termine (come ultimi spiccioli) dell’estate… Una foto,  di mare,  telo,  la coperta-ina di un libro,  individuato,  ricercato,  ordinato. Dalle prime pagine capi’ che mi sarebbe riuscito difficile leggerlo, possibile  colpa di un nome fra i tanti che si intrecciavano lungo le pagine  fra le corti di Mantova,  Ferrara,  Urbino. Da poco,  l’ ho ripreso  tra le mani e, lesto e  spedito,  pagina dopo pagina, finalmente ho  comincio a sentirlo mio. È  veramente bello,  storie sul finire del 1400 e iniziò 1500. Tempi interessanti,  da vivere.  I Borgia,  Giulio II (… “gigantesca presenza fisica… “…. “torreggiava sulla politica d’Italia e d’Europa incalzando duramente il nemico del momento facendo fronte a tutti”…. pag. 165), i figli Lucrezia e  Cesare, e poi Francesco,  Isabella,  Federico, Eleonora. La bellezza,  (e le bellezze) i capelli d’oro,  trecce,  amori,  vissuti,  preparati. Passioni. Ragazzi che Storia!  Pagina dopo pagina rientro fantasticando in quel di Urbino,  Mantova,  Ferrara… e corro col pensiero a chi me lo ha suggerito. Bello! E pazienza per un nome,  tutto il resto fila…Ecco,  un altro posto dove assolutamente vorrei ritornare… Urbino.  E ripensare a “quel mostro della natura che lascia il sigillo del suo pennello divino”,  pag. 159). E mangiare un buon piatto. Magari lasagna?

Certe notti

Torino 22 5 2016. C.so Inghilterra.Borrelli RomanoCorso Inghilterra, a Torino si e’ rifatta il trucco. La “pancia e’ piatta” dopo 25 anni di lavoro e’ una bella signorina. Ha perso anche quella “protuberanza” che era il ponte di “Brooklyn” torinese che univa un corso, Inghilterra, ad una Piazza, XVIII dicembre tra due”seni” che erano due montagnole all’ombra delle quali i giovani innamorati ammiravano altri seni. Con la speranza, perche’ no, di affibiare qualche carezza.  Altri tempi. 21 5 2016 Torino ex Porta Susa .Borrelli RomanoLa campana di quella che un tempo fu Porta Susa a tre binari, ora tace, come un pezzo da museo, e  cosi, quei due altoparlanti che annunciavano i treni direzione Milano-Venezia (o in arrivo da li) e che ora per i tanti che osservano oltre le sterpaglie, annunciano solo ricordi. Anni ’90, qualche anno dopo le notti magiche. Quando il cielo lo lasciavamo ai passeri e noi stavamo con i piedi per terra. Erano gli anni d’oro dello zaino sempre in spalla, delle zanzare  di Ferrara, delle notti a Bologna e degli “Spari Sopra” dei concerti di Vasco a San Siro. Il treno delle 0.20 perso e la moltitudine in Centrale. Per altri erano gli annunci per  “Certe notti”…di Ligabue, e per altri ancora un fast food in attesa “di quello notturno per Parigi”. Per altri e’ l’annuncio del “pendolino” per Barcellona e per altri ancora un treno verso Milano per cambiare treno e fiondarsi a Rimini.Tanti ricordi di gente che ammira questo tratto di strada, dove un tempo c’era solo un minuscolo sottopassaggio mentre ora…un’autostrada intera che “sfreccia”  con la rossa, magari affianco alla bruna o alla biondina, senza sapere che un tempo ci si “accucciava” sulle panche dei binari tronchi. Frecce d’amore scagliate. Per correre piu’ in fretta, oggi come ieri,  incontro all’amore…