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Buongiorno Agosto da…”dreamers”

Buongiorno Agosto da “dreamers”. Non pensavo ti potessi manifestare cosi, in modo inaspettato, a tratti festoso. Tra una galleria d’arte ed e un “filotto” di capolavori di Caravaggio e Raffaello, e fili di storia da poter riprendere, raccontare, edulcorare per rendere il tutto piu attraente, almeno, provandoci,  mi son imbattuto, nei pressi del Chiostro del Bramante e della Basilica di Santa Maria della Pace, a due passi da piazza Navona, (nei pressi di Sibille e Profeti di Raffaello),  in un sogno da vivere e raccontare. Ero alla ricerca di un sogno da poter recuperare nelle giornate grigie e nebbiose,  che una volta in cui ci incappi si fa fatica ad uscirne. E cosi, ecco che all’improvviso, sogni e luci e numero e caverne….in “Dreamers”.

La mostra, prorogata fino 25 agosto 2019, era da tempo aperta al pubblico e nonostante negli ultimi mesi ci sia passato molte volte forse non ero stato attento, come ora, a dire il vero, a questa offertaculturale. Come ora perché  solo un caso mi ha condotto a comprare il biglietto per l’ingresso. Ero in cerca delle Sibilla e invece …Inizialmente non ero molto felice della non scelta, del caso, dell’errore,  a dirla tutta, ma poi, entrando eccomi colto da una fitta pioggia tipo di monete d’oro con la voce dell’audioguida, così, delicata, gentile, che pareva prendermi per mano e condurre in uno stordimento fra sogno, utopia e realtà.  È ancora la stanza con un letto e un occhio, la caverna, quella dei numeri….E poi, al termine di tutto, una marea di post-it lasciati a memoria da chissa chi per tutti noi aiquali non potevo che aggiungere il mio.

Prima campanella: per 539 mila in Piemonte (276 mila torinesi)

20150914_083023Torino, 14 settembre 2015, ore 9. Fermata metro. E’ il grande giorno del “primo giorno”. Al via l’anno scolastico. Incontro il prof. Giovanni Carpinelli, che a suo tempo, pazientemente mi ha accompagnato alla conclusione dei cicli di Scienze Politiche. Un’amicizia. Non trovo le parole giuste per dirgli grazie ma ci tengo sia lui a condividere con un caffe’ la mia gioia. E’ quasi una sorta di accompagno (certo li ricordo tutti i prof. delle tesi, Reburdo, prof.Bennardo e dedica). Parliamo del passato, quando questo si fa storia” e del presente. Poi, ci salutiamo, con un arrivederci a presto, da queste parti. E’ ora di “andare”. La scuola, la classe, la campanella  e si accede alla…classe. E’ l’ora. Mia. Si spengono i device per due ore.  Poi…Una spremuta di emozioni. Un cappello sopra la tesi in tempi di record perche’ fortemente volevo incontrare loro,  le classi, gli studenti. Una quinta per due ore, per cominciare. Non potevo chiedere di meglio. Un sogno che si e’ avverato, lungamente atteso, rincorso. Con tutte le forze. Penso ai saluti istituzionali del Sindaco di Torino (in visita all’Istituto Comprensivo Marconi-Antonelli) e allo stesso tempo rileggo le sue congratulazioni per “l’obiettivo raggiunto”. A tempo di record. Il sogno nel cassetto ha lasciato ora solo “il secondo”(il cassetto, nell’aula insegnanti), come contenitore. Due ore scivolate via, nel migliore dei modi. Il registro elettronico, volantini distribuiti all’entrsta da chi compra-vende libri usata, adagiati  sui banchi, emozioni stemperate e tanta voglia di raccontarsi. I saluti, i ringraziamenti e l’appuntamento a domani. Certi sogni di sa…si realizzano anche.

Tra cattedre e banchi

Torino.foto Romano BorrelliLa scorsa notte,  il cuscino era madido di sudore. Mi ero gia’ svegliato, una, due, tre volte, senza dormire granche’,  a dire il, vero. E’ il luglio piu’ caldo degli ultimi 150 anni,  dicono. Penso sia cosi. I consigli dei medici,  li ho seguiti alla lettera… acqua,  acqua,  acqua,  fino a due tre litri,  frutta e verdura,  eppure… Dalla finestra non fili di aria ma parole incomprensibili provenienti dalla strada dal sapore di birra o vino, o…giu’ di li’. A meta’ fra la seconda e la terza sveglia priva di quel rumore classico e assordante pari ad un “driiiiinnnnnnn” ma colma e colmo io di arsura, un sogno mi “intrappolava” e mi allontanava allo stesso tempo dalla seduta alla seduta. La prima, di fatto, gia’ registrata e passata alla storia, la seconda, di diritto. In pochi secondi, mentre il sogno si animava e mi animava, ho incontrato classi e studenti di annate diverse, tutte e tutti nel medesimo ambiente: la scuola. Come li ho incontrati in un colpo solo? Foto Borrelli Romano...TorinoSpostando banchi e sedie e cattedre e qui c’era seduto caio e li tizio e lui ama ancora lei ma lei non ama piu lui, e lui fa e lei no” e giorni e date e anni e nomi su nomi su nomi , inizi, termine, e succhi gastrici “cristallizzati” in un chewingum appositamente incollato sotto banchi e sedie. E centinaia di “programmate” e calendari infiniti inframmezzati da vacanze, di Natale, Pasqua, Carnevale. Recuperi, San Valentino, anniversari a chili, e “non ci lasceremo mai” proprio come una canzone andata e ancora “lei o lui fa le corna e lei o lui non lo sa” e allora lo fanno sapere sulla bacheca di un banco “nonna-nonno” di quella di facebook.  E io spostavo, da un’aula all’altra banchi e studen* negli anni e nei tempi, passato e futuro, e storie a quintali, e allo stesso tempo la cattedra scivolava in avanti senza averne la presa o  riuscire a raggiungerla e sedermici sopra. E mentre nel sogno “sudaticcio” spostavo e rispostavo suppellettili e persone e tempi in spazi e luoghi a me sconosciuti, anche i colleghi ( ormai ex colleghi) di universita’ (ma loro si, ancora interni ad essa) si “spostavano” nello spazio, avendo iniziato le loro vacanze gia’ da un pezzo: “Ciao Romano, sono  in attesa all’aereoporto in partenza per le vacanze”dice A. “Tu che fai?” Sposto banchi e cattedre per voi. Le telefonate continuano di chi al mare, montagna ecc….e io sposto e sposto…Quanto sono ingiusti certi sogni, ma anche certe realta’. Nel mio sognare il mio spostare e non raggiungere e il loro spostarsi avendo la ( o avendola, il che e’ lo stesso) presa. Mi sveglio, una quarta e una quinta volta. Mi alzo, bevo, calmo l’arsura. Che strana sensazione: le braccia, la schiena, sono intorpidite, come se avessi spostato banchi, cattedre, storie, tempi, passati, presenti, imperfetti. Raggiungo velocemente il letto. Mi stendo. Il sogno riprende, sembra reale o realta’. Gli altri girano e io che faccio girare…banchi, cattedre, storie. Mi sveglio e penso e mi dico: “era solo un sogno. Le spersnze sei ragazzi e i riscatti loro, no… ” e ancora… “pero’….anche fosse realta’, non importa. Ho scritto una pagina di storia bellissima e importantissima e spostato cattedre dove altri si siederanno. Come, non importa. Importa invece come lo faro’io”.

ora vorrei il mare,  ina rotonda,  un ballo,  bello,  come la storia appena scritta. E poi….. mare sud Salento…..sole e “bentornato a questo sole nelle camere di tutto il mondo”…  il resto verra’ da se’… “quando allaga i letti e i cuor,  che si girano per un secondo”.