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Dal Quirinale. Da Roma.

20191229_215018Oramai ci siamo. Il rosso è stato il protagonista nelle o delle vetrine in questi ultimi giorni e  i consigli sul come vestirsi nelle pieghe dei giornali e tra le onde dei social e consigli per gli aquisti. Pagina a parte il cenone, a cada o fuori. Ma qui siamo tutti “Borghese”. Venti anni esatti dopo il 2000, il Ligabue, all’epoca, in piazza del Popolo, a Roma,ed il bus col maestro Demo che arranca tra la folla su per le strade del Pincio, la folla  ed il tappo delle bottiglie e quello umano fino a Termini e oltre. Con ancora pochi cellulari e pochissimi video e forse zero social. Passato, presente e futuro e l’Italia deve immaginare il suo futuro, con coesione, senza dimenticare il presente. Il discorso a reti unificate del Presidente della Repubblica mi è  piaciuto, come sempre. Ogni anno una breve sintesi, di quel che è  stato con uno sguardo al futuro. Si chiudono i primi venti anni del millennio, e un brivido lungo la schiena al solo pensiero di quanta agitazione era in noi  per quella data particolare: si chiudeva il 1999 per  proiettati nei 2000, con un “Punto” grande o “nuiva” e  con il timore dei pc, dei bancomat e  di chissà  che ora non ricordo più, proprio ora che i bimbi di allora di anni ne  hanno già 20. Il discorso del Presidente Mattarella, sintetizzato nei temi che più mi hanno colpito:  lavoro, disuguaglianze fra Nord e Sud, futuro, speranza, responsabilità, di tutti, dei corpi intermedi, elenco di alcune personalità che si sono distinte in maniera eccellente,  il ruolo dei social che spesso inducono a conseguenze gravi,  il grazie a Matera ed il pensiero a Parma, da domani capitale italiana della cultura.  Ovviamente molto altro, un discorso davvero interessante sul quale bisognerà tornare e rifletterci.

Dalla Fontana di Trevi una occhiata alla casa che fu di Pertini e uno sguardo allargato al Quirinale, la casa degli italiani, sulla bandiera simbolo di unità,  come il Quirinale, casa degli italiani.

Da Roma, due opere di Bramante al confronto: 20191228_153138San Pietro in Montorio (Gianicolo) e 20191229_172830Santa Maria della Pace (piazza Navona). In ultimo, un omaggio a Raffaello (nel 2020 si ricorderà la sua morte avvenuta nel 1520 con  una grande mostra ) ricordato  dal Presidente della Repubblica nel suo discorso: 20191228_182213la Fornarina.

Dal Quirinale, da Roma, è tutto.

Buon 2020.

Buongiorno Agosto da…”dreamers”

Buongiorno Agosto da “dreamers”. Non pensavo ti potessi manifestare cosi, in modo inaspettato, a tratti festoso. Tra una galleria d’arte ed e un “filotto” di capolavori di Caravaggio e Raffaello, e fili di storia da poter riprendere, raccontare, edulcorare per rendere il tutto piu attraente, almeno, provandoci,  mi son imbattuto, nei pressi del Chiostro del Bramante e della Basilica di Santa Maria della Pace, a due passi da piazza Navona, (nei pressi di Sibille e Profeti di Raffaello),  in un sogno da vivere e raccontare. Ero alla ricerca di un sogno da poter recuperare nelle giornate grigie e nebbiose,  che una volta in cui ci incappi si fa fatica ad uscirne. E cosi, ecco che all’improvviso, sogni e luci e numero e caverne….in “Dreamers”.

La mostra, prorogata fino 25 agosto 2019, era da tempo aperta al pubblico e nonostante negli ultimi mesi ci sia passato molte volte forse non ero stato attento, come ora, a dire il vero, a questa offertaculturale. Come ora perché  solo un caso mi ha condotto a comprare il biglietto per l’ingresso. Ero in cerca delle Sibilla e invece …Inizialmente non ero molto felice della non scelta, del caso, dell’errore,  a dirla tutta, ma poi, entrando eccomi colto da una fitta pioggia tipo di monete d’oro con la voce dell’audioguida, così, delicata, gentile, che pareva prendermi per mano e condurre in uno stordimento fra sogno, utopia e realtà.  È ancora la stanza con un letto e un occhio, la caverna, quella dei numeri….E poi, al termine di tutto, una marea di post-it lasciati a memoria da chissa chi per tutti noi aiquali non potevo che aggiungere il mio.

Villa Farnesina

Ogni qual volta mi reco a Roma è  come fosse la prima.  Ed è  come sognare un pochino a occhi chiusi o  aperti. In realtà,  in questa settimana Santa, le cose fatte e viste sono davvero uniche e originali. La cosa che segnalo Però è  la difficoltà negli spostamenti in  metro A con le  rispettive fermate, Repubblica, Barberini e Spagna chiuse. Sopra, la metro, il traffico e’ quello si sempre, con qualche accelerazione di troppo. In questa occasione ho cercato di “ripassare” il libro “Rinascimento Privato”  della scrittrice Bellonci.Mi interessavano le bellezze di Raffaello (e non solo) esposte presso la Villa Farnesina, commissionate dal banchiere Senese Chigi. Grandi bellezze, davvero. Tutta la storia descritta in quelle pagine sembra dipanarsi in queste stanze. Gli amori, i Lanzichenecchi, Lutero, Leone X, il padrone di casa e le sue riunioni, Michelangelo che lascia un cartone e Raffaello, “testa giovane”, ammira e rispetta l’altro genio. Difficile descrivere l’alternarsi delle emozioni che si provano qui dentro.

Meglio sarebbe “armarsi” e partire e seguire  tutte le vicende del grande artista, del grande banchiere, della grande scrittrice, da qui, passando poi a Santa Maria della Pace per ammirare altri capolavori del grande maestro urinate, commissionate sempre dal grande banchiere Senese.