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Villa Farnesina

Ogni qual volta mi reco a Roma è  come fosse la prima.  Ed è  come sognare un pochino a occhi chiusi o  aperti. In realtà,  in questa settimana Santa, le cose fatte e viste sono davvero uniche e originali. La cosa che segnalo Però è  la difficoltà negli spostamenti in  metro A con le  rispettive fermate, Repubblica, Barberini e Spagna chiuse. Sopra, la metro, il traffico e’ quello si sempre, con qualche accelerazione di troppo. In questa occasione ho cercato di “ripassare” il libro “Rinascimento Privato”  della scrittrice Bellonci.Mi interessavano le bellezze di Raffaello (e non solo) esposte presso la Villa Farnesina, commissionate dal banchiere Senese Chigi. Grandi bellezze, davvero. Tutta la storia descritta in quelle pagine sembra dipanarsi in queste stanze. Gli amori, i Lanzichenecchi, Lutero, Leone X, il padrone di casa e le sue riunioni, Michelangelo che lascia un cartone e Raffaello, “testa giovane”, ammira e rispetta l’altro genio. Difficile descrivere l’alternarsi delle emozioni che si provano qui dentro.

Meglio sarebbe “armarsi” e partire e seguire  tutte le vicende del grande artista, del grande banchiere, della grande scrittrice, da qui, passando poi a Santa Maria della Pace per ammirare altri capolavori del grande maestro urinate, commissionate sempre dal grande banchiere Senese.

A Roma

4-3-2017-foto-borrelli-romanoDi Roma è  già stato scritto tanto ma è  sempre poco comunque. Ti si apre il cuore. Talvolta lo spacca anche tanto,  che a ricordarsi bene qualcuno (Niccolo’ Fabi) ci fece su una bellissima canzone,  “Lasciarsi un giorno a Roma”. (Pero’ ae ci si lascia,  ci si “acchiappa” pure! ).  L’aria,  appena scesi dal treno,  la riconosci fra tante differenti (si perché  l’aria mica è  unica! ): e’ la stessa di sempre: ti si appiccica addosso,  come una vecchia conoscente giunta a prenderci.  Odore di pioggia e di primavera e vento marzolino che intensifica il suo vociare,  con forza,  impattando sul viso  all’uscita dalle stazioni,  Termini o  metro che siano. Era da un po’ che mancavo dalla città  Eterna e che  non solcavo la periferia romana,  gli inizi della Tuscolana,  la dove si perde la citta’ verso la finzione di  Cinecittà, e il piazzale della metro e dei bus,  Anagnina.. . (era almeno dal tempo delle manifestazioni! quelle oceaniche! ) ed e’ stato un modo per pensare al grande Pasolini. Le piante sono fiorite e qui diversamente da Torino,  sembra aprile.

Roma  ormai non sorprende piu’,  frizzantina come è. Ti avvolge e non puoi farci più niente.  Lasci che sia. Un cartello informa sul meteo di domani20170304_081838. Un altro che siamo a Roma. Un altro ancora i minuti a San Giovanni,  qui,  dalla Tuscolana. Quella cosa,  “Roma” a sfondo bianco, a dire il vero,  fa molto Lucio Battisti a cavallo con Mogol,  mentre entravano nella capitale,  anche se,  la data odierna fa tanto Lucio,  l’altro, il  Dalla.  Quanto mancate entrambi! In ogni caso,  poche cose da scrivere. Cerco Palazzo Barberini,  ecco su cosa cade la scelta odierna del cosa vedere. Un palazzo che sa di storia,  politica e arte. Tante cose da vedere ma a me interessano alcuni autori su tutti: Raffaello,  Caravaggio,  Guercino,  Guido Reni. La Fornarina di Raffaelloraffaello-fornarina-roma-borrelli-romano-foto e la Giuditta di Caravaggio20170304_155946. La meta,  seconda,  dopo l’impegno di facolta’,  in realtà  era visitare altro ma poi la voglia di vedere quelle  opere e’stata davvero determinante, decisiva,  impellente. E cosi e’ stato. Due soggetti femminili davveto belli. A starci ore a guardarli e studiarli. Probabilmente ci si potrebbe innamorare.  E cosi il pomeriggio è  trascorso in compagnia di queste bellezze.  Poi,  ancora un ripasso al San Luigi dei Francesi,  ancora per Caravaggio e…. Quirinale e roma-quirinale-4-3-2017-foto-borrelli-romanoFontana di Trevi.

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