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Fiammetta

Fiammetta? Chi era costei? Provo a pensarla come una bellissima biondina dagli occhi azzurri con due trecce all’altezza delle spalle,  pantaloncini color sabbia,  canotta bianca e un paio di Superga,  che presta il viso carino e un po’ smorfioso ad una qualche pubblicità di oggi. Insomma,  una bella ragazza discesa dal cielo. Ma non e’ una ragazza di oggi: è anzi una donna…  rinascimentale!  Ci arrivo, davanti all’abitazione,  indicatami da un  cartello verde: è  una bella casetta del XV secolo dotata di un bel portico con tre archi frontali,  due laterali,  uno per parte,  un terrazzino con porte ad archi al primo piano,  un balcone con porta al secondo. Mi ci imbatto,  ma non per caso! Conoscevo la storia di questa Fiammetta Micheli,  una donna amata dal Valentino figlio del Papa Borgia. La palazzina e’ molto bella,  pare disabitata ed è  situata come scrivevo proprio in piazza “Fiammetta”. Si trova a due passi da piazza delle 5 Lune e a 5 passi da piazza Navona,  vicino la Basilica di S. Agostino,  dove pare,  pare, che Fiammetta Micheli,  gentildonna di Firenze avesse avuto li,  una cappella.  La storia di questa donna,  molto dettagliata,  occupa quasi una pagina del bellissimo libro su Lucrezia scritto dalla Bellonci. Vediamone alcune righe…. “… Fiammetta Micheli di Firenze detta ” del Duca Valentino” che lascio’ il suo nome ad una piazza nel quartiere del Rinascimento a Roma. Fiammetta apparteneva alla classe delle cortigiane ed ebbe,  tra le sue compagne,  un destino fortunato perché  (ce ne informa Pietro Aretino nei suoi “aggressivi” Dialoghi) riuscì  a farsi un posto onorevole nel mondo così da pervenire ad una vecchiaia e ad una morte da signora ricca e stimata,  e da possedere perfino una cappella nella Chiesa di Sant’Agostino.. ” pag. 186 Lucrezia Borgia, Maria Bellonci,  Oscar Mondadori).  La storia di Fiammetta,  cortigiana fiorentina, “che per il Valentino era salita alla fortuna e alla ricchezza e che stava diventando a poco a poco una donna pia”. Pag. 450 Lucrezia Borgia,  Maria Bellonci,  Oscar Mondadori). E,  come si capisce,  non ci sono  arrivato per caso,  nella suddetta piazzetta,  ma dopo aver visitato nuovamente la Basilica di S. Agostino.  Nella  suddetta Chiesa è  possibile ammirare un affresco di Raffaello (che rappresenta un profeta) e un bellissimo dipinto del Caravaggio,  la Madonna di Loreto,  situato all’entrata a sinistra. Due “vecchini” inginocchiati, mani giunte, davanti alla Madonna col bambinello in braccio.  I piedi sembrano dell’anziana coppia paiono reali,  di due contadini anziani che hanno da poco lavorato;  piedi di contadini fuoriusciti dalla terra, rossa,  che e’ talmente “reale” che  pare di toccarla. Ovviamente Fiammetta in Chiesa non c’è  e per scorgere una sua presenza occorre immaginarsela andando presso l’ abitazione dove misero in piazza,  insieme al Valentino,  il loro presunto amore:” che lo amasse,  come cortigiana,  è  inutile domandarselo: poteva e non poteva essere”,  ma agiata e buona riuscita della sua esistenza questo è  certo ricavabile da un testamento del 1512 ci scrive la Bellonci nella stessa pagina.

9 luglio

Domenica 9 luglio… giornata di memoria e storia. Termini sembra in aereoporto:uscita,  entrata,  gate,  lettera. L’attraverso da parte a parte entrando da via Marsala. Sul lato opposto un salto veloce a Santa Maria Maggiore. Cappella “Paolina”  a sinistra e “Sistina” a destra,  il soffito a cassettoni d’oro,  proveniente dal Peru’,  come dono,  ad Alessandro VI,  il Borgia. A sinistra della Basilica,  al suo interno, la cappella ideata da Michelangelo.  Rapidamente cerco di interpretare mosaici e pitture che riproducono l’Antico e il Nuovo Testsmento. Troppo in alto e con occhiali deboli. Mi sforzo. Aguzzo la vista e mi aiuto con un libro. Doppio giro andata e ritorno in “stile olimpionico”. E poi il Presepe, capolavoro di Arnolfo di Cambio visitabile nel museo.  Esco,  “recupero” velocemente un bus direzione Campidoglio. Ai musei capitolini c’è  “Pinturicchio,  pittore dei Borgia” e in altro cortile dello stesso museo, Caravaggio, la sua zingarella che legge la mano al giovanotto e intanto gli sfila l’anello e il San Giovanni, quasi con un ghigno beffardo, poi tanto  Guercino,  Domenichino,  Cola Dell’Amatrice…il  Baglioni,  a destra del grandissimo quadro,  pala d’altare.

Due anni fa si “discuteva” oggi  si osserva,  si analizza,  si studia…Due anni fa si pensava di concludere un ciclo gettando fogli all’aria mentre in realtà  si ricomincia tutto,  ogni giorno.  Una ragazza sfoggia davanti a me una maglietta:” La vita è  a colori: scegli quelli giusti”. Ecco,  questo è  il parametro giusto.

Roma

Il sole di maggio e’ diverso a Roma. Il colore carico di luce e calore,  anche. Non so ma la sensazione e’ di essere in altra dimensione,  spazio-tempo.  Ho da poco lasciato il venticello che genera il treno della metropolitana al suo passare e fuori,  Roma,  e’ per me.  All’interno della piazza,  del Popolo, il vento e’ appena percettibile e il silenzio rotto qua e la’ da qualche uccello e dallo zampillio delle 4 fontane. Al centro della Piazza,  sotto l’Obelisco,  una scolaresca gioca alle carte in religioso silenzio. Volgo a tutto cio’ e al mio passato le spalle e  recupero la Basilica di Santa Maria del Popolo,  all’interno del “cubo merlato”, ovvero,  della “porta Flaminia,  avrebbe detto ed ha scritto la Bellonci”.  L’ultima volta che vi misi piede e occhio distrattamente, in molti si piangeva. Il terremoto di agosto,  sentito anche qui,  aveva distrutto Amatrice.  Entro e so cosa cercare. Attentamente. E’ uno spettacolo immenso,  stare qui, all’interno della Basilica di Santa Maria del Popolo, a due passi da Piazza del Popolo. Sono all’interno della  Cappella Chigi,   (fatta costruire dal banchiere Chigi su progetto di Raffaello nel 1513) sotto il capolavoro di Raffaello: il Dio Creatore,  l’alternarsi delle stagioni, le vicende della Creazione,  la cacciata o caduta,  i cassettoni… scendendo si amirano le statue del Bernini,  i monumenti ai Chigi, i Profeti,  Giona,  Elia,  Daniele. E poi la mano di Sebastiano del Piombo. Possibile questo effetto? Una miniera di tesori racchiusi al suo interno? E qui siamo solo agli inizi della Basilica. Poco  piu avanti,  il Caravaggio,  nella Cappella Cerasi. Qui dentro sono conservati i due capolavori:” La Conversione di San Paolo” (da notare lo zoccolo del cavallo cosi fermo,  immobile,  per non calpestare il soldato romano) e la “Crocifissione di San Pietro” (il chiodo,  la mano). Ma il tutto non finisce qui,  ovviamente.  Entrando sulla destra,  la nativita’ del Pinturicchio. Disegni bellissimi,  così come le lunette, appena sopra la Natività . Resto a contemplare e non so quanti giri percorro. Non vorrei più andar via,  stordito come sono da tanta davvero grande bellezza.

Ah,  quasi non lo scrivevo: auguri a tutte le mamme.

A Roma

4-3-2017-foto-borrelli-romanoDi Roma è  già stato scritto tanto ma è  sempre poco comunque. Ti si apre il cuore. Talvolta lo spacca anche tanto,  che a ricordarsi bene qualcuno (Niccolo’ Fabi) ci fece su una bellissima canzone,  “Lasciarsi un giorno a Roma”. (Pero’ ae ci si lascia,  ci si “acchiappa” pure! ).  L’aria,  appena scesi dal treno,  la riconosci fra tante differenti (si perché  l’aria mica è  unica! ): e’ la stessa di sempre: ti si appiccica addosso,  come una vecchia conoscente giunta a prenderci.  Odore di pioggia e di primavera e vento marzolino che intensifica il suo vociare,  con forza,  impattando sul viso  all’uscita dalle stazioni,  Termini o  metro che siano. Era da un po’ che mancavo dalla città  Eterna e che  non solcavo la periferia romana,  gli inizi della Tuscolana,  la dove si perde la citta’ verso la finzione di  Cinecittà, e il piazzale della metro e dei bus,  Anagnina.. . (era almeno dal tempo delle manifestazioni! quelle oceaniche! ) ed e’ stato un modo per pensare al grande Pasolini. Le piante sono fiorite e qui diversamente da Torino,  sembra aprile.

Roma  ormai non sorprende piu’,  frizzantina come è. Ti avvolge e non puoi farci più niente.  Lasci che sia. Un cartello informa sul meteo di domani20170304_081838. Un altro che siamo a Roma. Un altro ancora i minuti a San Giovanni,  qui,  dalla Tuscolana. Quella cosa,  “Roma” a sfondo bianco, a dire il vero,  fa molto Lucio Battisti a cavallo con Mogol,  mentre entravano nella capitale,  anche se,  la data odierna fa tanto Lucio,  l’altro, il  Dalla.  Quanto mancate entrambi! In ogni caso,  poche cose da scrivere. Cerco Palazzo Barberini,  ecco su cosa cade la scelta odierna del cosa vedere. Un palazzo che sa di storia,  politica e arte. Tante cose da vedere ma a me interessano alcuni autori su tutti: Raffaello,  Caravaggio,  Guercino,  Guido Reni. La Fornarina di Raffaelloraffaello-fornarina-roma-borrelli-romano-foto e la Giuditta di Caravaggio20170304_155946. La meta,  seconda,  dopo l’impegno di facolta’,  in realtà  era visitare altro ma poi la voglia di vedere quelle  opere e’stata davvero determinante, decisiva,  impellente. E cosi e’ stato. Due soggetti femminili davveto belli. A starci ore a guardarli e studiarli. Probabilmente ci si potrebbe innamorare.  E cosi il pomeriggio è  trascorso in compagnia di queste bellezze.  Poi,  ancora un ripasso al San Luigi dei Francesi,  ancora per Caravaggio e…. Quirinale e roma-quirinale-4-3-2017-foto-borrelli-romanoFontana di Trevi.

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16 agosto: san Rocco

S.Rocco.Lorenzo Lotto 1549.Urbino.Borrelli Romano20160802_143512Chissa’ se davvero gli alberi la notte russano,  se dormono,  se si rilassano e si contraggono dopo aver trascorso una giornata intera ad alzarsi in continuazione,  fino in cielo,  come la Cagnotto. Chissa’ se si abbracciano tra di loro e… Quanto buon profumo ci regalano insieme all’ossigeno grazie a quel processo di fotosintesi (processo attraverso cui le piante usano la luce del sole per trasformare l’anidride carbonica e l’acqua in zuccheri).  Ma la notte no. Si riposano. Dormono davvero? Un salto al mare,  alle 8 dove ancora regna sovrana la maleducazione: spiaggia da tutto esaurito con ombrelloni e asciugamani ma “mancane li cristiani”. Rientro. martedi 16 agosto,  senza giornali: festivita’ di S. Rocco;  santo con la Croce rossa sul cuore,  abito da pellegrino,  mantello,  mantellina,  borraccia  e piaga della peste su di una gamba. Festa molto sentita da queste parti,  nel capo leccese. Un santo nato in Francia,  a Montpellier nel 1346 circa e morto a Voghera nel 1376 circa. E’ stato il piu invocato nel Medioevo come protettore della peste che all’epoca era un flagello. E’ patrono di molti, contagiati,  viandanti,  pellegrini,   operatori sanitari,  farmacisti,  volontari,  volontari,  cani e protettore delle gonocchia e delle articolazioni con le sue ferite e piaghe e il cane appresso con in bocca un pezzo di pane. Da queste parti,  in Salento,  sono molti i paesi che lo festeggiano e lo ricordano e tantissime le tradizioni culinarie in occasione della stessa perché  si sa,  il cibo è  veicolo culturale,  storico… ecc. ecc. Tra i “sentieri del gusto” molti i paesi che lo festeggiano come sano patrono, “luci” accese e colorate in suo onore: Leverano,  Torre Paduli,  Sternatia e giu’ giu’ nel… “capo”. Santità  attribuita dalla Chiesa intorno al ‘500. In tanti possiedono una piccola statuetta di San Rocco,  in legno,  da qualche parte,  in un angolino della casa. Anziane,  fazzoletto a coprire il capo,  lo pregano e lo invocano,  nei pomeriggi estivi. Anziani,  sigaretta in bocca,  colpo di tosse,  tra l’asma e il fumo che ne impedisce il buon respiro biascicano qualcosa,  tra implorazione e altro. Studenti che si rivolgono a lui insieme a San Giuseppe da Copertino. A Urbino mi è  piaciuta tantissimo la tela del Lotto,  fine 1400.  E quando penso ai pellegrini,  viandanti,  automatico è  il ricordo alla Madonna di Loreto del Caravaggio (Chiesa di S. Agostino,  a due passi da piazza Navona).

Ri-ri-ri buongiorno Roma

Roma.foto Borrelli RomanoRi-ri-ri verrebbe da chiedersi il lettore o potenziale letore. Bhe’ perche’ da qui il buongiorno e’ stato dato varie volte. Buongiorno Roma,  romane e romani,  sindaca o sindaco il che e’ lo stesso.  Mi son sempre piaciute le finestre sul mondo e forse per questo mi piace leggere i giornali in ogni citta’ in cui mi reco.  E poi,  le finestre sul mondo aprono nuovi sguardi,  portano aria fresca e ti proiettano oltre. Oltre me. Ma non era un vino? Non solo.  Grida, per le strade e piazze romane eppure fino a un’ora fa la citta’ era sonnacchiosa,  luce e ombra ricercata per quei pochi scommettitori e fini ricercatoti di angoli sconosciuti in una grande bellezza.  Ecco vorrei scrivere fino ;   giochi di bimbi festosi,  una colazione pronta  e una consumata a meta’.  E una da fare. La miaRoma Termini.10 7 2016 Borrelli Romano. Mi piace consumarla a Termini dove i viaggi  cominciano e…. terminano.  E’ tutto un gioco,  anche scivare trolley che ti vengono incontro per poi titirarsi con semplici scatti come onde marine.  Viaggi che terminano cominciano e talvolta continuano anche. Mi piace consumarla  qui, la mia colazione,  sotto la lampada Osram,   che e’ un po’ la mia finestra. Qui,  nell’atrio di Termini dove non si sprecano mai sorrisi…. lunghi come dei viaggi. Qui dove il tempo resta cristallizzato anche quando gli anni trascorrono. Qui dove allungavi qualche mille lire per un Porta Portese ad uno dei tanti giornalai per  la pesca di un lavoro. Roma.10 7 2016 Borrelli Romano fotoIl tabellone arrivi-partenze gira in continuazione e io e noi tutti con lui. Le storie si che  ci muovono sempre. E sai quante se ne potrebbero scriverle dopo averle ascoltate?  Allora sai che si fa? Mi ci tuffo,  nella citta’ Eterna. Oggi ho programmato la visita ai dipinti di Caravaggio. Vedremo cosa riusciro’ a pescare. Questo fa parte anche del mio lavoro. E allora, programmiamo questo lavoro,  un occhio al Senato,  un occhio a via del Corso.

Questa mattina avevo pensato di dedicarla ai dipinti del Caravaggio,  disposti in varie Chiese o Basiliche o gallerie. Roma.Caravaggio.10 7 2016 foto Borrelli Romano-Roma, 10 7 2016 Caravaggio, foto Romano Borrelli-Roma 10 7 2016, foto Borrelli Romano, Caravaggio-Caravaggio, Roma.foto Borrelli Romano.10 7 2016-Alla fine,  direi che e’ andata bene anche se non benissimo.  Di strada ne ho fatta parecchia e… poveri piedi:  (i piedi,  quelli rappresentati da Caravaggio nel dipinto della Madonna dei Pellegrini nella  Chiesa di S. Agostino,  stupendi) da piazza del Popolo a piazza NavonaRoma 10 7 2016 foto Borrelli Romano.p.zaNavona Roma 10 7 2016.p.za Navona, foto Borrelli Romano-, passando per via del Corso10 7 2016 Roma via d.Corso.foto Borrelli Romano passo piu’ passo meno. Ma ho tratto anche tanti particolari fonte di allegria. Bimbi che giocano in piazza del Popolo con un papa’ e preti lungo via del Corso.  Gia’,  in fondo a piazza del Popolo lato Nord vi e’ una Basilica al cui interno sono conservati dipinti del Caravaggio ma in quel preciso istante si celebrava la messa per cui velocemente ripiego su San Luigi dei Francesi.  Entro,  la messa e’ in francese. Qualcosa la comprendo. Sento la lettura,  Mose’.  Penso a quello di San Pietro in Vincoli,  quello di Michelangelo Roma 8 7 2016.Mose'.foto Borrelli Romanoche tanto mi emoziona. Per vedere il Caravaggio dovro’ attendere il termine della Messa. In fondo,  a sinistra,  la cappella Contarelli.  Anche qui era in corso la celebrazione della santa messa,  in francese. Le letture di oggi ci parlano di Mode’ e io non posso non pensare a quello di Michelanfelo in SanMa ho saputo attendere.   Il ciclo di Matteo,  vocazione,  ispirazione,  martirio.  Il ciclo appare in tutto lo splendore. Luci che continuamente si accendono e spengono. E’  tutto una meraviglia. Esco e vado a rivedere la Madonna dei pellegrini,  sempre di Caravaggio,  piazza delle 5 Lune e sono in S. Agostino. Qui si puo’ ammirare anche un dipinto di Raffaello.

Ieri un pomeriggio intenso e vorrei lasciar parlare le immagini. Roma9 7 2016 foto Borrelli Romano.Raffaello-Roma 9 7 2016 foto Borrelli Romano-