Genova e i suoi angeli

Una delle tante foto condivisa dalla rete. Una delle poche foto non mia. Meritano davvero un plauso quest* ragazz*  che spalano, spazzano, strizzano stracci e spostano in continuazione secchi ricolmi d’acqua.  Svuotano tombini, fango alle caviglie, pala in mano o mani nude, e piu’ ne levano piu’ ve ne ‘, di fango, senza mai arrendersi, sotto un cielo cupo. La foce del Bisagno, via XX Settembre, interi pezzi di citta’. Genova ricolma di giovani, pala in mano, stivali ai piedi. Senza pensarci su. Studenti delle scuole medie superiori, universitari. Ripulire strade ricoperte di fango e farci riscoprire un valore un po’ sbiadito, quello della solidarieta’ verso chi ha poco, verso chi ha perso molto. Le immagini televisive mostravano ragazz* intenti a spostare fango, anche  con le mani nude ed una ragazza munita di soli bicchierini per prosciugare il manto stradale: “in mancanza d’altro” ! Grandissima quella ragazza: instancabile, infaticabile e col sorriso e la voglia di fare, di darsi da fare, di essere utile per rifare bella Genova. Un esempio.  Li, dove ve ne era bisogno. Senza perdere tempo, li immagino dirigersi verso la stazione di Brignole, a rendersi disponibili in una citta’ ferita. Un plauso a quest* ragazz* che si stanno adoperando per renderci Genova come ogni giorno, con la sua collina, il suo mare, il suo centro storico, i suoi profumi, i ricordi sempre vivi di una “Genova per noi”, sempre. Resistente. Ricordiamoli (se ne ricordi l’estensore della scuola buona) poi quando saranno nelle scuole, quando torneranno nelle aule (qualcuno ha anche scritto, senza porte) tra i banchi, nei loro, nostri edifici. Ricordiamoli quando alla richiesta di qualche fotocopia “timbriamo”il nostro no perche’ “la scuola non ha soldi” e risposte simili  per altre richieste. Ricordiamoli soprattutto quando ci rispondono  che ne hanno bisogno, delle fotocopie, perche’ non hanno libri  con loro e ti dicono il perche’: “come faccio, i miei genitori non possono permettersi di comprarmeli”. Ricordiamocene…

Intanto, il messaggio che ci mandano e’ che “un altro mondo e’ davvero possibile“.” Non c’ e’ fango che tenga”.  Dalla citta’ della lanterna un messaggio forte di questi ragazzi che sono luce nella luce. Grazie.

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5 pensieri su “Genova e i suoi angeli”

  1. devo davvero ringraziarti Romano per la tua attenzione ai giovani che, tra l’altro, inconri ogni giorno a scuola. Condivido che non sono così indifferenti e apatici come molti li descrivono, sono invece pieni di slanci e di speranza come eravamo noi alla loro età…e lo siamo ancora oggi di sicuro!.

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    1. Angela, hai utilizzato il termine appropriato:inccntro. E’ dall’incontro che nascono le esperienze piu belle, Nell’incontro confluiscono i bisogni, , e attenzioni, le sensibilita’, , e esperienze e le inesperienze, mondo diversi che si incontrano, e che formano persone. In uno degli articoli del blog (in realta’, molti)ho giocato molto sull’incontro. E nell’incontro bisogna sapersi e volersi mettere in gioco, senza risparmiarsi. Ascoltare, saper ascoltare, entrare in quella situazione specifica, con empatia…..poi, le giuste distanze si metteranno da sole, di volta in volta. Saper ascoltare con le orecchie del cuore…La scuola e’ una palestra formativa, che affina, migliora, stimola e si fanno glimincontrimche ti segnano, per sempre….per la persona…..

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  2. Ti fa onore apprezzare,ma soprattutto parlare, di quello che fanno questi ragazzi,anche se non “abiti” da quelle parti! In questi pochi giorni ho sentito molte interviste di ragazzi ,che proprio come dici tu (per solidarietá) , si sacrificano per quelli che stanno peggio no noi!! Ormai in questo paese si pensa solo a se stessi,e quindi va apprezzato il gesto di questi ragazzi,gia cosi umili e adulti! Di solito dei genovesi si diceva un’altra cosa!Ora si puo pensare di “loro” in un altra maniera!!

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  3. Grazie. La storia di Genova e’ di lotta, di solidarieta’, di operaismo, camalli, accoglienza. La storia di Genova e’ ricca di solidarieta’. Mi e’ sempre piaciuta Genova, i suoi carrugi, il porto, la parte storica. Genova per noi, Genova che non si vergogna delle mutande appese, Genova che non avrebbe mai voluto le barriere ad un G8, Genova che doveva essere libera e chee’ stata liberata, Genova che era ed e’cosi bella con la sua collina e le sue luci e il mare con il suo profumo, e non sapevi e non sai dove guardare prima di dormire.Prima dell’amore. Genova ferita, Genova che risorge, Genova dove non crederesti mai che ha una metropolitana, Genova Principe e Genova Brignole…..Genova che quanto sono buoni i suoi panini e i suoi gelati, Genova che sa di focaccia, Genova con i suoi ponti e quel grattacielo, Genova che ti affacci al finestrino e dici “zenaaaa”.Genova per noi. Genova che sara’ ancora piu bella come i suoi ragazzi, come i suoi angeli. Genova, una tesi, anche la mia, Genova che un altro mondo e’ possibile.

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