Tutti gli articoli di Romano Borrelli

Dottore in Scienze Politiche e dottore in ISSR polo-teologico piemontese, Teologia (laurea ISSR Polo Teologia Torino).

Neve e cornicette

Roma, Pinturicchio.9 12 2017 Romano Borrelli fotoCon il pensiero gli occhi fissano ancora “le storie” di San Bernardino, fissate in Aracoeli dal Pinturicchio, “artista dei Borgia”. Fisicamente non andrei mai via, da lì, tanto meno col pensiero. Profondita’, archi, personaggi, spazi, nessi col Perugino, “registri”…No, certamente non me ne allontanerei mai. Ho la fortuna, inoltre, che all’interno della Cappella Bufalini un gruppo di studio spiega, evidenzia, racconta. Colgo al volo ogni loro termine e me ne approprio. Sono un “accumulatore” di competenze altrui. Mi servono. Per assimilare e restituirle. Poi. Osservo le altre cappelle, presenti nella Basilica, sfiorate nel mese di luglio. Cerco una cappella, quella dove si possono ammirare i capolavori del Pomarancio…La trovo.Giro, osservo, accumulo ancora….Cerco ancora, un’opera di un allievo di Michelangelo su disegno di quedt’ultimo: la trovo.Cerco qualcosa che riguarda Costantino e ..meraviglia mi coglie.

Il pensiero…il fisico è qui, a Torimo.Le previsioni annunciavano neve e cosi è stato. Torino si imbianca, ancora una volta. Ah, “le notti bianche”. Le luci intermittenti mi proiettano al tempo delle elementari: finito un calcolo, un pensierino, il foglio si riempiva di colori per il trionfo delle cornicette.

9 dicembre 2017

Ho lasciato da poco il caldo di casa, il tepore di un letto che ci contiene e raccoglie in simil-letargo, e assaporato il latte e miele bollente il giusto, dopo averlo  versato in uno dei tanti bicchieri-collezioni di plastica azzurri che fanno tanto infanzia, mia,  e “Imagine” di tutti) e dopo tutto cio’ ho cosi recuperato velocemente il lungo nastro d’asfalto che congiunge il nuovo corso, Principe-Inghilterra con la stazione, nuova, Porta Susa. Un vento inconsueto mi sospinge con piu’ forza lungo il mio  tragitto, la nebbia fa la sua parte, rarefatta ma sempre “affamata”, finisce per “sequestrarmi” inghiottendo me e i pensieri di un “corso” (master) che lentamente va esaurendosi. Al termine del mio percorso utile (ma non del nastro d’asfalto che il termine lo conoscera’ solo dopo aver “sbattuto” la testa contro il grattacielo San Paolo-Intesa) mi sono cosi imbattuto nel sottopasso “M”  lasciandomi ancora inghiottire, questa volta, dalla pancia della balena, Porta Susa. Non so se sentirmi piu’ Geppetto o  Pinocchio, ma, questa è altra faccenda. “Il treno ha fischiato” e il rumore è amplificato nello stomaco di questo “contenitore” di perenni  e instancabili viaggiatori,  e cosi, grazie a quel fischio, scuola e maturita’ si sono presi per mano nel  “sequestrarmi” pensieri e parole, ricordi e programmi. A proposito di ricordi e programmi, non avevo certo dimenticato i caduti sul lavoro alla Thyssen, (2007) e  così, aiutato da video e articoli di giornale ne ho ricordato, in classe, nomi e volti. Il lavoro, il concetto di “nuovo lavoro”, passando da Marcinelle e da altre realtà geografiche…Un lieve tocco al braccio, “biglietti prego”. È Trenitalia, che augura buone feste”. Sulla stessa tratta, due anni fa ero di ritorno, dall’apertura dell’anno giubilare. Insomma, si viene e si va.

Neve

Come da pronostico, qualcosa nell’aria,  c’era: la neve. Puntualssima, cotonata, limpida, soffice, è atterrata, ieri, sul suolo torinese. Pochi centimetri ma sufficienti per regalare un pochino di quella magia di cui c’era bisogno. Nella stessa giornata, Cgil e lavoratori in piazza. Pensieri, briciole e frammenti di ricordi, flusso interrotto dal passaggio di un tram che taglia in due le luci d’artista.

Black Friday

Spira freddo, aria di neve. In giro, per le vie dello shopping torinese, lungo il nastro d’asfalto a forma di L (via Garibaldi e via Roma)si possono “ammirare” lunghe  code alle casse, all’interno di alcune catene,  mentre all’esterno, occhi e nasi  sono piacevolmente incollati alle vetrine per quelle tante promesse sbandierate e importate che fanno  tanto” Black Friday”. Chissà perché bisogna sempre importare “feste laiche” da oltre Oceano. Il nero dei libri contabili. Comunque, si sostiene che uno su tre anticipa ad ora, ad oggi, a questo “week” i regali di Natale, risparmiando tempo e probabilmente un 30 per cento. Chissa’.  La cosa che stupisce e’ che l’iniziativa cade nella settimana in cui si elargisce un “pacco” per i piu’ poveri. E ce ne sono! Pare siano 5 milioni, assoluti. Quelli relativi, molto di piu’. Basta una spesa imprevistace….Nei pressi del grande fiume, il Po, l’aria è ancora più rigida e  l’istinto sarebbe quello di stringersi ancora, all’interno del cappotto, così, da sparire ulteriormente dentro la nebbia. Senza lasciar traccia. Forse ci piace un pochino, quella sensazione di giocare a nascondino. Che ci rende tanto piccini.  Anche da grandi. I grandi giornali, invece, rinnovati, Corriere e Repubblica si presentano nelle loro nuove vesti, grafiche e di cronaca.  Il primo, riferito alla cronaca cittadina,  “scusandosi per il ritardo”. Il secondo, in genere. Correva il 1976…anno della sua nascita. Per entrambi ho ricordi vastissimi legati alla maturita’. Anni dopo, ovviamente. Quante merendine e caffè sacrificate pur di avere “quotidianamente” l’informazione a portata di mano! Altro che cellulare!!

Fermate poetiche

Mi sono reso conto che la “produzione” del blog ha conosciuto una “fermata” da piu’ giorni. Eppure di cose interessanti che hanno suscitato curiosità e riflessioni ce ne sono state. E quindi, “inchiostro”alla penna. E anche di numerose, oltre che interessanti. Capita. A volte.  Di rilassarsi e dedicarsi ad altro. Per esempio alla lettura. Per non parlare poi dei “buoni consigli” della scuola. E quest’anno sono davvero tantissimi. Ma partiamo dai fatti da accennare. Dalla “sVentura”, alla panchina Ikea, a livello “nazionale”, prodotta virtualmente sui social dopo il fischio finale di Italia-Svezia. “Luci a San Siro” spente, o mai accese. Lacrime di Buffon per un viaggio mancato. Lasciamo pero’ tutto cio’ e dedichiamoci alle bici verdi e arancioni che spopolano  a Torino (grazie ad una app è possibile prendere a noleggio una bici con pochissimi centesimi e lasciarla non necessariamente in stalli o stazioni ben delimitate come accade per le bici gialle”comunali”. L’importante è non intralciare strade, vie, ecc.ecc.). Nello snocciolare gli eventi, non mi sono fatto mancare un’uscita presso l’oratorio della circoscrizione, ora gestito dai Salesiani, e una breve spiegazione sulla validità del sistema pedagogico del Santo sociale torinese. L’oratorio e il cortile come elementi necessari alla costruzione e conduzione della casa e/cosa comune. Ogni casa salesiana possiede un cortile e una sala giochi. Iniziativa apprezzata e lodata tra giubilo di un pallone che entra in rete, come metafora di una buona vita, ed una pallina che entra nella porta di un calcio balilla. Insomma, un’ora buona e dolce di buone pratiche e una fetta di pane e nutella a condire gioia ed entusiasmo adolescenziale. Le curiosità e le novita’, certamente, sul  percorso cittadino, non si fanno certo mancare. Nuove “fermate poetiche”sono state installate in via Pietro Micca.Difficile accorgersene, dato il frastuono e la confusione cittadina che hanno anticipato “la vigilia” di Natale.  Mi fermo, leggo, incuriosito, rifletto..all’ombra della Mole e di mille luci di luci d’artista.

4 11 1966: l’impegno e la meglio gioventu’

“Sabato pomeriggio”. Titolo di una canzone. Qualche libro,  incornicia la scrivania, un pc, un altro  in corso di lettura, fogli sparsi, penne, matita. Un ticchettio simile al rumore delle lancette di un orologio distrae la mia attenzione pomeridiana, obbligandomi cosi ad interrompere la lettura del diario di Anna Frank, avviato oramai verso la conclusione. Mi alzo e lentamente recupero la finestra occultata da tendina e rivestita di leggerissimo velo o “panno di nebbia”. Al mio avvicinarmi, alla finestra, il ticchettio sembra modificarsi in un   beccare di un passerotto. Sembra il titolo di altra canzone. “Passerotto non andare via”. Stesso cantautore e canzone. Rimuovo la tendina, passo il dorso della mano su di un angolo della finestra, cerniera fra il tepore interno e lo smog esterno. Dalla “porziuncola” ripulita dal velo, scorgo che il ticchettio, simile al cammino  delle lancette di un orologio prima  o il becco di un passerotto poi si è in realtà trasformato nella tanto attesa pioggia che lentamente si e’ affacciata sulla nostra citta’. E picchia, sulla finestra. Dopo un lungo periodo di siccità, afa, smog, finalmente una “ventata” di pulizia. Chissà quanto durerà….Oggi 4 novembre. Oramai in piedi penso che avrei dovuto riflettere su alcuni suggerimenti da fornire ai ragazzi, a scuola, al fine di svolgere un tema sull’ impegno. Mi “affaccio”, fuori e sui suggerimenti. L’impegno de “la meglio gioventu'”, in quell’occasione da Nord a Sud riunitasi a Firenze per salvare la cultura, patrimonio universale, sommersa dall’acqua e dal fango del fiume Arno, straripato dagli argini con tutto il suo carico distruttivo.  Ripenso al Crocefisso del Cimabue, “strappato” dal fango, e che ho avuto la fortuna di ammirare un po’ di volte nel corso dell’anno. Torno alla scrivania, accendo il pc, rivedo documentari e frammenti del film.  Tutto puo’ essere bello, anzi, bellissimo (come si conclude il film), se poi si riuscisse a tutelare il bene comune, a fare comunita’, esprimere solidarieta’, ancora meglio. La meglio gioventu’, l’impegno e i volti di ragazze e ragazze, così belli anche se sporchi di fango, muniti solo di pala, stivali, giubbotto. E impegno.

1 Novembre

20171101_175343Giornata di festa preceduta da una vigilia che ha visto di scena bimbi in maschera incalzati  da genitori a domandare ad ogni passante o negoziante: ” dolcetto o scherzetto”.  Questo era ieri. Inflazione di trucchi, cappelli, streghe e stregoni…Oggi, giornata di ri-lettura: ” Anne Frank. Diario”. Qualche pagina, in classe, nei giorni scorsi. Oggi, molte, in casa. In classe la lettura era stata preceduta da un breve test: ” lo avete mai letto? Sentito parlare? Chi era Anne Frank?” Oggi continuo a sottolineare pagine, e ne preparo l’esposizione, in vista del rientro. Nel pomeriggio pensando di partecipare alla mostra su Lutero, 500 anni dopo. Mi reco quindi presso la Biblioteca Nazionale, nel cuore di Torino, dove da pochi giorni odpira una mistra sui 500 anni “luterani”. Purtroppo, biblioteca chiusa. Non ho verificato. Peccato. Quattro passi nel centro.Torino 1 11 2017 foto Rimano Borrelli Un bar, immerso tra i libri, un caffè, poi le luci, la luna, che “bussa” su via Po. Il giorno spegne le luci mente la notte accende le sue.  Il cielo e i suoi colori sembrano aver rubato pennellate di Monet…Il tram storico staziona da pochi minuti. Inghiotte torinesi e turisti in una serie infinita di foto. Lo sciamare tra vie e piazze, “sotto portico” si infittisce mentre i  cappottini ci raccontano che siamo oramai  alle soglie. Di dicembre.

30 Ottobre

20171028_184557Su Torino ancora nessuna nuvola all’orizzonte. Dalla val di Susa le notizie non sono buone: ” brucia molto, ancora. Brucia dentro, tutto questo dolore. Grigio, smog, aria “pesante”, un’auto brucia lentamente, avvolta dalle fiamme, in via Principessa Clotilde. Si soffoca, qualcuno cammina e va in bici munito di mascherina. Si fermano, scrutano in direzione dell’auto e su, in alto, in cielo, oltre, verso le montagne, dove il Piemonte brucia. Qualcuno chiama i vigili del fuoco. L’aria, quella rimasta, diviene irrespirabile. Plastica, fumo, occhi rossi, lacrime. Le sirene in lontananza si fanno  sempre piu’ vicine. Qualcumo urla dai balconi intimando a tutti di allontanarsi da quei pressi.

Le fiamme la divorano, lentamente. Recupero la via del ritorno. Ho un libro sotto il bracio,  appena riletto, Fontamara, di Ignazio Silone. Ripenso a Berardo Viola e ai soprusi di don Circostanza e l’Avvocato Pazienza. Sopra di me, una danza di Luci. Luci d’Artista sopra la testa, che fa 20 anni. Le luci della farmacia e  il verde illuminano la pallina, del bus, del 46, verso Mappano, che come comune cerca una banda. Altra storia. Altra musica. La pasticceria Sida sta per tirare giù le serrande. Un’altra giornata di lavoro volge al termine. Branduardi in sottofondo: ” dopo domenica è lunedi’”…

A Roma

Roma, 27 10 2017, foto Borrelli RomanoEra da tanto che non vedevo e sentivo fattezze ed il profumo della mortadella. Custodita all’interno di una di quelle “rosette” o michette, gonfie al centro, che sembrano, da un momento all’altro, esplodere. E, a dire il vero, questo  non è l’unico profumo che promana all’interno di un bus, in sosta, in fila, insieme a tanti altri.  Termini, le sue luci, via Marsala da un lato, via Giolitti dall’altra. I taxi, tanto che al solo evocarli “mi ritorna in mente” Alberto Sordi. A Roma, grazie a quella mortadella, mi sono riappriopriato di ricordi e profumi. Il signore seduto davanti a me, all’interno della “scatola di latta” scarta il suo panino e affonda i suoi denti. Sui sessanta, ben vestito, sicuramente un “ministeriale”, penso, intriso di vergogna nel consumare il suo pasto all’ora giusta perso tra altri ministeriali. Quell’odore mi concede uno spunto di riflessione. Penso al grande dibattito degli anni scorsi: “la mortadella è di sinistra?”. Domanda posta, abbinata, affiancato ai ricordi di  un viso curiale, pacioso, “presidenziale”, ciclista, insomma, “euro”. M. mi regalo’, all’epoca un libro illustrato di Forattini,  una pagina -una vignetta, e in un men che non si dica imparai a riprodurre le fattezze con un tratto veloce.  Fattezze, tratti, del politico e della mortadella. Ricordo il tratto della penna stilografica Aurora e piazza della Repubblica che si materializzava velocemente, con l’inchiostro, su fogli di carta bianca, liscia, con Roma sullo sfondo. Sapevo a memoria il numero degli archi, delle finestre e dei piani che formavano quei portici tanto torinesi. Piazza della Repubblica, o Esedra. Adoravo la Roma…politica. Roma 27 10 2018 foto Romano BorrelliMi ridesta un passeggero che chiede all’autista a che ora e’ prevista la partenza del  bus. Risposta: “mo vedemo se parte. Tante volte nu’ se po’ sape’…” Fortunatamente, parte. Nessun fumo, solo tanto rumore. Roma 27 10 2017, Romano Borrelli foto-1Per niente. Sciopero scongiurato ieri e mete raggiunte senza problema oggi. Una, due fermate, ecco le Terme di Diocleziano e Sanra Maria Degli Angeli. Un  lungo nastro d’asfalto verso il centro. Ma qui e’ tutto centro. Vado, torno, col mio biglietto h 24. L’onda umana che mi investe alle fermate Termini e ad Anagnina è indescrivibile. Vengo travolto, risucchiato, respinto, espulso su scale mobili. Mi curo poco di tutto cio’. Trattengo il tempo e respiro. Emozioni forti. Penso di recuperare  il Quirinale (dove si è tenuta una bellissima lezione di diritto Costituzionale) la scalinata, Fontana di Trevi, Palazzo Chigi e il palazzo del…Tempo (giornale), la galleria Sordi, Montecitorio e la politica, quella andata, via del Corso, piazza del Popolo, piazza Navona. …La notte è lunga, gli esami non sono piu’ vicini…e cosi la festa del Cinema…Mi piacerebbe tornare e riprendere il blocchetto, di carta bianca, e l’ Aurora, stilografica e disegnare ancora…