19 agosto 2019

20190819_181605.jpgUna cosa che non deve mancare, soprattutto in periodi caldi come questo, è  la mazzetta dei giornali, perché la lettura è  questione….quotidiana, “la preghiera del mattino dell’uomo moderno”. Poi, a corredo di quelli, anguria (o cocomero), pasticciotto e un buon caffè, di quelli forti, robusti, scuri, come questa terra e il volto abbronzato di molti, cui la protezione non ha alcuna difesa, un caffè Quarta,  tanto per intenderci,  da queste parti o caldo o con ghiaccio è  salutare. La giornata è  lunga, l’antenna tv non riceve e cosi non resta che riannodare i fili del tempo e informarsi con la carta, che a me, personalmente, piace più e molto rispetto a quelle tratte da palmare. Poi,  la musica del mare, le onde che si infrangono, fanno il resto.  Immaginazione, fantasia e racconti o chiacchiere che a sera paiono sortite dal caminetto, narrazioni domestiche, famigliari, come quelli di Roosvelt lanciate dal 1933, senza radio ma con tanti ascoltatori che faticano a prender sonno per il troppo caldo, non dal caminetto, ma da un sole che fa 40, insistendo tutto il giorno. Radio, discorsi, come quelli di Papà Pio XII. Il sole  si ritira, e con permesso o senza queste del tramonto sono le ore piu belle per l’ammollo in acqua. Sulla sabbia trasformata in porte girevole tra chi lascia e chi arriva, ci si contende qualche scampolo di metro per l’ultimo selfie della giornata.

16 agosto

Quante cose si ricordano il 16 di agosto! Il compleanno di don Bosco, 1815, il padre dei Salesiani e della gioventù abbandonata,  relegata ai margini della società, nella Torino di metà  ‘800; don Bosco, santo sociale, ideatore di un progetto educativo, il sistema preventivo, continuato dai Salesiani nel corso degli anni e valido ancora oggi. Educazione, lavoro, oratorio, religione, per  loro. Per i ragazzi, in particolar modo i bisognosi di cure. “Un sogno che viaggia”, e dura! Oratorio come casa e accoglienza. Sintetizzare tutto in due righe è  davvero ingeneroso tanto che anche una tesi specialistica sulla “La formazione al lavoro nell’esperienza di don Bosco e dei Salesiani””  del 2015 risulta  una piccola  finestra sul  mondo salesiano e di don Bosco,  ma ricordarlo oggi è  un dovere. E rileggere la sua lettera da Roma, anche! Sempre il 16, di agosto, fioccano le ricorrenze di San Rocco, e da queste parti, in Salento, sono tantissimi i paesi che lo ricordano e lo celebrano in moltissimi modi.   Sagre, “ville”, luminarie, gente che si ritrova dopo anni  costretti a “perdersi” per mancanza di lavoro, da queste parti e  in paesi di quello che è  il capo leccese.

Il 16 agosto del 1924, inoltre, a Riano in provincia di Roma viene ritrovato il corpo di Giacomo Matteotti.

Apparentemente è  una giornata sotto tono, con vento che a tratti diventa   perfino fastidioso, con i primi turisti che lasciano il posto ad altri prospettandosi una forma di staffetta e  di rientro verso le grandi città.  Passato ferragosto….ci avviamo verso il contro esodo.

Buon ferragosto (2019)

20190814_193124.jpgVento, in via del mare, nuvole di ogni fattezza, e “il vento è  cambiato”, si sente surrurrare, in un periodo in cui in tanti cercano il mare e anche la politica ha messo il costume e fa parlare di sé. Sulla spiaggia invece continuetanno a far parlare di loro quei quattro che piazzeranno ombrelloni dalle prime luci del mattino per rendere “bene personale” la spiaggia, bene di tuti. Dalla parte opposta della via, che congiunge una frazione ed un paese che in questo periodo si trasformano in una città unica e compatta, strozzata dal caos e dal caldo, una Chiesa  dedicata all’Assunta è  aperta, per lasciar passare aria e luce. Penso velocemente a tutte le Chiese dedicate all’Assunta, in giro per l’Italia. Sono mentalmente a Orvieto, a Siena e in tutte le regioni e città che mi accompagnano nelle spiegazioni dell’anno scolastico. Torno qui, “ad ora”, e spazio con l’occhio all’interno della Chiesetta dedicata all’Assunta. L’acqua, come pioggia, è solo accennata, nei pronostici, dopo le quattro gocce quattro di ieri pomeriggio. Non punteggia nessun tipo di strada, né  asfaltata né  di breccia. Un tempo era piccolina, come struttura ed il popolo dei fedeli era obbligato a partecipare alla funzione anche in piedi, anche fuori, tanto la voce del sacerdote, giungeva anche in quella piazzetta che serviva a quattro auto in parcheggio. Oggi, non più. È  grande, spaziosa, ed è  stata modificata, mi pare, nel corso degli anni, la struttura, così, osservo, incuriosito,da fuori. La gente da`una occhiata veloce, distratta, sul qui ed ora, ma non sul dopo, sul pranzo, borse della spesa in mano e borse frigo appena riempite,  e  poi, scivola via, tra la confusione che neanche a Natale in via della Conciliazione a Roma….I bar sono aperti dall’alba ed una gran confusione regna sovrana, tra scontrini, caffè pasticciotti, e code diverse da farsi e spazi ugualmente diversi dove servirsi. È giovedì, giornata di mercato, inoltre è  ferragosto, e sulla via si parcheggia come capita, come serve, forse, con poca disciplina abituati a calma e leggerezza. Angurie, fichi, uva, pesche, i prodotti più richiesti, ma la domanda è  su tutti i fronti, per il pranzo di ferragosto.

È  ferragosto e ripenso a quello di Verdone, a Roma. Verso Cracovia? Buon ferragosto a tutte e tutti.

C’era una volta…Sud Est

20190810_133001Bello il trenino, che, proveniente chissà  da dove, arriva a Martina,  passando da paesi dai nomi profumati e cosi i sedili, da fichi d’india, fichi, pomodori, uva, nera e bianca, prugne di ogni tipo, vino e olio…Guagnano, Novoli, Salice, Campi,  San Pancrazio, Manduria…ho provato a immaginarci “piccolini” al tempo dell’infanzia, della scuola, qui, dei muretti a secco, talvolta “sdentati”, la brezza del mare, le strade polverose di breccia, degli “zippi e leune”, dei fichi maturi e secchi…e dell'”ua  tifara”, non ancora matura, “rubacchiata” da ragazzini tanto per passare il tempo e giocare a trattenerlo, facendo finta di esser grandi, del circostante che si muove e fa la storia e noi pianeti…;la cosa, il pensiero, il ricordo, permettetemi, mi faceva sorridere, al suono di “ua” perché immaginavo, anziani, di quaggiù, con la fronte scritta dal tempo e dal sole, sorridenti, mani callose, scure, per il lavoro e la terra, il cappello appena levato, per salutare, il bastone, la sapienza e l’offerta di “ua” e…fichi che diventano femminili, quaggiù  “le fiche”,vendute “estra” da un signore, a Porto Cesareo, con la scritta, “vietato pubblicare foto alle fiche”e così, pensavo, se al posto di “ua”, nelle aule, a scuola,  fosse uscito questo tetmine..inoltre, tutti quaggiù abbiamo avuto una “Mascia tetta” che si è  occupata di noi, nell’aggiustarci la vita e gli umori da piccoli, in preda a mali fanciulleschi come gli acetoni, guariti quaggiù con uno spicchio d’aglio, o al tempo delle cadute in bicicletta, con un bel bicchiere di vino o d’aceto per disinfettare  le ferite. Per non parlare poi di quando, appena giunti “dal nord”, i nonni, “per aggiustare l’intestino” ci facevano ingoiare un bel bicchierone di acqua di pozzo, salata. È poi, vogliamo mettete la Candida, declinata in Candiduccia o “mazza curta” o “mazza te fierru” o ” li scuasatu” (lo scalzo)….Ecco, il passaggio a livello si alza e devo rimettere in moto, ma è  stato un bel tempo, divertente, poter immaginare nell’abitacolo della vettura tutti quei personaggi….
Ahahah…

Buongiorno e buonasera mare

20190806_090441Capita, di perdere la concezione del tempo, al far del giorno e della sera, quando lo scenario, è  bello, il palcoscenico, idem, noi spettatori, affacciati e muti a riempirci, di   colori, unici, e la necessità di riempirli per farne scorta si rende “urgente e necessario”, come fosse un decreto legge, da convertire però,  prima dei fatidici 60 giorni, perché si sa, l’estate ed i suoi giorni, di luce,sono lunghi ma, le risorse economiche ed il tempo, questi, proprio no, non permettono il prolungamento della “mia legislatura”e allora, è  d’obbligo adattarsi come i cammelli, gonfiare gli occhi, di colori, non di lacrime. E cosi, la grande bellezza distrae, sonnecchiando, dopo un “buongiorno mare e buonasera mare” , sul divano, dopo i pasti, mentre in sottofondo la tv rilancia un ripasso forzato di diritto costituzionale, tra chi convoca le Camere, chi gestisce le crisi parlamentari, le fiducie, le sfiducie, le tattiche, le strategie,  e qualche zanzara poco stanca e viva ad un’ora insolita è alla  ricerca, con ronzio, di  qualche millimetro di preda  di carne umana, di pelle da pungere, e le pale del ventilatore stancamente rilanciano un pochino di frescura dopo averla acchiappata in qualche meandro della veranda, simile ad una nave stanca o incagliata; intanto, san Lorenzo e le sue stelle, s e santa Chiara, sono alle spalle, con le spiagge sempre aperte 24 h, per nuove magliette fine e canti a squarcia gola. Sul fare della sera  nuovi e solito spettatori prendono posto per immortalare il momento esatto in cui il sole va oltre.

Lecce, 10 agosto 2019

20190810_144441.jpgUtilizzare il trenino per muoversi in Salento è uno degli aspetti piu divertenti, economici e arricchente di conoscenze storiche economiche sociali del territorio. La sua lentezza è  un elemento aggiuntivo in quanto permette di spaziare con  l’occhio da un punto ad un altro velocemente, “agguantando” masserie di ogni fattura, muretti a secco e contadini al lavoro su campi immensi e ben lavorati, panni stesi che narrano vicende sociali e private, e anche questo ritengo sia un aspetto che vale il viaggio. Per non parlare di “appendici” di case, dal vago aspetto di garage o contenitore di ogni cosa:gomme di auto, caffettiere,  pentole, reti e pomodori stesi a seccare. Lungo questo “nastro ferrato” tutto, ad un occhio attento e vigile, racconta, peccato che ogni tanto si debbano anche vedere  incendi “non governati”.  Il treno rallenta, accenna a fermarsi, tutti noi viaggiatori “tremiamo” a questa possibilità  non preventivate nel prezzo e nel tempo. Fortunatamente, si riparte, tanto, più  a vista di così, impossibile viaggiare.20190810_140227Il viaggio è  una occasione per scambiare due chiacchiere su questa linea, di contratti fra ferrovie e velocità fra poderi, velocità in corrispondenza fra  passaggi a livello ed enti locali, insomma, qua sopra, su questo pezzo storico in movimento,  i miei studenti, a parlare, sentire e approfondire potrebbero preparare un esame di diritto amministrativo e pubblico. Giunto a Lecce recupero  il

20190810_150727centro storico, il Duomo, l’anfiteatro romano, la piazza con le sue luminarie e mi addentro in una sala del 20190810_152644Bar Alvino, così, per accumulare aria condizionata in una giornata caldissima in cui molti operai sono alle prese con i preparativi della festa di S.Oronzo.  Una vetrina lunghissima presenta ogni tipo di pasticciotto, anche  gelato, e questo deve essere davvero ottimo. Opto per il classico ed un Quarta. Le mie vicine sorseggiando velocemente un caffè con ghiaccio, hanno mappe ed itinerari ma lasciano ben presto sul “campo”  al fondo della tazzina i cubetti di ghiaccio. Mi fiondo come per sgusviare via dall’afa a visitare santa Croce, ora libera dalle impalcature. È  davvero molto bella. Al suo interno si sta per celebrare un matrimonio e quindi non sara possibile “osservare” con cura e attenzione il suo  interno. Velocemente, mentalmente,  ripasso Riforma e Controriforma, perché siamo più o meno in quegli anni. Anche Santa Irene mi piace e non ci avevo mai fatto cado a quante somiglianze con altra basilica romana, santa’Andrea Dellavalle. Tra una basilica e l’altra, ragazze salentine, carine, munite di trecce e no, offrono ai passanti taralli di ogni specie. Unico neo, personale,  è  il pagamento di un obolo per entrare in Duomo. Il viaggio e la sua bellezza insomma consistono nel viaggio stesso e la sua imponderabilta. È  sufficiente avere a disposizione tempo e pazienza.   È  ora di riprendere il trenino.

Giù, in Salento

20190809_101059“Il treno ha fischiato”, ed è  come essere al cinema, quando il passaggio a livello  chiude,  in attesa che la littorina a cherosene, bianca e azzurra con la striscia rossa, lasci le impronte del suo passaggio “puffff, puffff”. Sembra un giochino elettrico, di quelli dell’infanzia, dolce. Intanto tutti si godono il passaggio, osservandola come una bella signorina, sulla massicciata, tra fichi d’india, alberi di fichi non ancora maturi, vigne, ulivi….Gente che esce dell’abitacolo della vettura, gamba fuori e una poggiata, insieme al braccio, tra finestrino e portiera e abitacolo. È ‘ una immagine da film,  in bianco e nero, bella, che ha lo scopo di portare tutti, indietro negli anni.  Il gregge delle pecore, poco distanti, e un cane pastore che le tiene a raccolta, il pastore alza il bastone, verso la pettorina, come a dire, “guardate, guardate”.

20190809_194223A sera, all’ora del tramonto, non può mancare un posto in riva al mare.

8 agosto 2019

A lavorare con la fantasia e l’immaginazione si potrebbe pensare di estrapolare “Agostino” ed i suoi amici dal testo di Moravia e lasciarlo correre e scappare, da loro e altro,  lungo l’arenile, sulla sabbia che scotta, rasentando le cabine, con i giochi, le stuoie, salviette, salvagenti, creme solari di ogni ordine e grado, libri consumati, sgualciti, nuovi,  letti di notte e non, il primo chioschetto, la vetrata del ristorante, albergo, e il camminamento in legno che chissa quanti piedi e corpi, in una danza continua per il troppo calore, ha raccolto, intriso di storie personali, posteggi macchine e i tendoni che le ricoprono, creando ombra, allargata a bimbi che giocano, il rivenditore di quotidiani e riviste, sparse tra tavole di legno dal profumo umido, di sughero, ma non siamo in Toscana, bensì  in Puglia, zona del Salento.  Profumo di mare, caffe, crema, dolce e solare, e distese di corpi sotto gli ombrelloni, blu, dove il cielo è  sempre piu blu. Giornalaio volante, metto mano in tasca dei boxer mare, raccolgo gli spiccioli necessari per  il quotidiano in accoppiata, Messaggero piu Quotidiano. Come sempre scorre i titoli in prima pagina ed il santo del giorno, San Domenico, e la data in alto. Oggi, 8 agosto si ricorda la tragedia di Marcinelle, in Belgio. Il tempo di ricordarlo e due mail mi raggiungono: “prof. con la tesina dell’anno scorso sul lavoro abbiamo imparato un pezzo di storia, economica, sociale, che non dimenticheremo mai”. Soddisfazioni della scuola, dalla scuola, che non chiude mai.

Dal mare con le Torri Salentine

Il mare è  chiaro, limpido, cristallino; la Torre sempre avvolta nel suo mistero e alla sua ombra, da anni, accumulano fresco una dozzina di persone che si contendono  ombra, e staziona pure una fontana che ha dissettato generazioni di autoctoni e turisti, ora a piedi, ora in bici,  ora con le taniche custodite in macchina, ad ore precise, quando per bere era necessario passare da qui, o da altre fontane. Tempi andati, mica moderni. Eppure le luci della ribalta passaronno da qui e in milioni di case italiane ai tempi del codino di Fiorello e del suo karaoke, una sera di un gennaio di tantisssssssimi anni fa. Poco distante, “Manuela Arcuri” è  ancora fotografata e ricercata, non più  come ai vecchi tempi, ma lo è sempre perché nel corso degli anni è  riuscita a  mantenere intatto il suo fascino. Eppure si tratta solo di una semplice  statua che fece ingelosire mogli di pescatori che a suo tempo la resero oggetto anche di “Stalker”. Povera statua “tagliuzzata”. Pensate un pochino che guaio. Tutto come sempre, o quasi, se non fosse per un calo copioso, affermano alcuni negozianti,  di turisti, rintracciabile dagli incassi. Un gruppo gioca a carte con una finestra aperta sul mare, un pochino in collera, mentre i primi, una carta giu l’altraa su, sono davvero presi dal loro gioco. Un caffè,  un pasticciotto, “crema 1,20, nutelli,pistacchio, amarena, 1,50”.  Sorseggio e mangio, ma non hanno, per me,  lo stesso identoco gusto. Personalmente non so che  dire, tranne  che una assenza, questa si, la sento,  la vivo, la soffro.

6 agosto di…

20190730_160633.jpgLa prima pagina del Messaggero, quotidiano romano riporta che  la giornata odierna è dedicata alla Trasfigurazione. Immediato è  il pensiero al grande capolavoro di Raffaello conservato presso la Pinacoteca dei Musei Vaticani. Una “grande bellezza” suddivisa in due registri, la parte superiore, in cui trionfano Cristo e la luce, in basso, il bimbo ossesso, con occhi deformati, tela dai colori bui.

Ma oggi è  la giornata in cui si ricorda il lancio della bomba atomica in Giappone e  la morte del Mimmo Nazionale, Domenico Modugno, 25 anni con la sua assenza-presenza   coi suoi dolci lasciti, primo fra tutti, Volare, l’uomo in frack,  nel blu dipinto di blu, la lontananza  e tu si ‘na cosa grande e molti ancora.

Ma, e non lo ricorderà nessun quotidiano ma solo la memoria personale di qualcuno dei partecipanti, un lunghissimo viaggio, ad est, Cecoslovacchia e Polonia,  con tappe a Praga, Varsavia, Cracovia.  Partiti il 5 di agosto alle ore 15 dalla stazione di Torino Pota Nuova, la mattina successiva, affaccciatomi al finestrino del treno, potevo, meravigliato,  ammirare campi immensi, di grano appena falciato, contadini al lavoro con uno sguardo tutto nuovo. Un ricordo indelebile, di cori, e di volti, di compagne e compagni  di viaggio, occhi  a me ancora sconosciuti, (ma senza la diffidenza del giorno prima), usciti anche loro dagli scompartimenti,  occhi stropicciati, e raggiuntomi nel corridoio di un treno lunghissimo, tutti a cantare, a squarciagola,Volare, Nel blu dipinto di blu, bandiere, fuori, ad ascoltare,capelli biondi, occhi chiari, gioia, sorrisi; in seguito, nei giorni successivi, la prima commozione e lacrime amare e indimenticabili nel campo di concentramento ad Auschwitz-Birkenau. Certe date davvero non le dimentichi mai.

Un altro mondo è possibile!

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