Archivi tag: Vigili del Fuoco

Porta Palazzo:racchiude molte cose ed esiste in altre ore

Torino24 9 2015 Porta Palazzo.Foto Borrelli RomanoNel cuore di Porta Palazzo il cuore batte. Forte. E i cuori pulsano. Di vita. Sarebbe un peccato caratterizzare qualcosa o qualcuno e lasciare nel sonno della nemoria altri. Porta Palazzo e’ da sempre un tripudio di immagini: tutte belle. Visi concavi, mai convessi. Essere spugne e accoglienza. Tutti, ma proprio tutti rendono bello questo posto.  Tra l’altro, l’unico posto di Torino ad avere un tram circolare,  destra e sinistra con un unico capolinea (il 16, a piazza Sabotino, pero’). Vista da quassu’, (la piazza o il mercato), del “metro e 88 della memoria”,  (ma anche da lassu’ della Mole o dalla mongolfiera) non si puo’ certo dimenticare che in questa piazza la dolcezza e l’amore hanno trovato sempre la loro sorgente e il loro sbocco naturale. Non ho mai compreso fino al fondo delle loro cose se “Damarco” o “Da Marco”  fosse la denominazione giusta o un complemento per specificare da chi. Fatto sta che una moltitudine di anziani sceglieva proprio quel luogo o quella  persona per “impasticcarsi” dai loro risvegli pomeridiani. Un carosello di caramelle esposte in vetrina  non hanno mai fatto venir meno il loro dolce lavoro: valda, al miele, mou, alla menta e una infinita’ di altre pronte da riversare e “stazionare” nelle numerose tasche che solo i saggi sanno avere:profonde e senza fine. Sia chiaro: a loro ne basterebbe una soltanto ma e’ agli altri che pensano e penseranno. Sempre. E certo per non far torto ai ragazzi, alle loro emozioni e ai loro giovani amori, da queste parti esisteva anche la caserma dei vigili del fuoco, agenti sempre pronti a salire sui loro mezzi, ad accendere la sirena e raffreddare facili entusiasmi nel caso di ormoni difficili da gestire ospesso impazziti. Manicotti alla mano…il resto era solo tutto caos al caso di qualcuno…Ah…Porta Pila…Equazione da risolvere.

Primo Dicembre 2015

Foto Borrelli RomanoTorino, piazza Castello, ore 17.30-18.00. Tutto pronto come sempre, meglio, come da un po’ di anni, almeno per il presepe. I vigili del fuoco gireranno l’interruttore e abbasseranno la prima casella del Presepe e poi “coro” di flash e selfie. Per quanto riguarda l’albero, bhe’ devo dire che mi piaceva di piu’ quello dell’anno scorso. E’ un po’  come l’albero di Natale di Porta Nuova sempre piu’ magro. Poverino. Un po’ come la storia della  metro, fatta per magri. E noi torinesi, di magri abbiamo davvero un occhio: senza offesa, da Primo Cittadino. L’occhio o il fisico? (Comunque mi ha fatto gli auguri per il mio sogno avverato e per il primato!). Un po’ come quando ci sentivamo dire da piccoli: “e vuoi piu’ bene a papa’ o mamma?” Ecco, ora: “e ti piace di piu’ la metro di Milano o quella di Torino? E ancora, :”L’albero della stazione Centrale di Milano o Porta Nuova?” E ancora: “E tra l’albero di piazza Castello e quello del Duomo?” Non voglio essere critico con la mia citta’ ma perche’ dobbiamo  sempre fare le cose in riduzione un po’ come quel caro vecchio e attuale “sistema” matematico matematico sempre cosi in voga fra gli studenti.  “Quale sistema usi?” Rduzione, rispondevamo sempre. Al massimo una “sostituzione”. Dobbiamo sempre ridurre. L’anno scorso ho appeso sull’albero di Natale un sogno in  grande, riuscito poi. Era in grande e per un sogno grande ci voleva un albero grande. (Due anni fa la storia e la pagina de La Stampa, di Diego e Marilisa cosi piaciuta ai ragazzi: “Dhe'”). Quest’anno portero’ a turno le classi. E le mie, si sa, sono, manco a farlo apposta, in ….riduzione. Chissa’ che anche i loro sogni….non possano trasformarsi in…grandi, da grandi. Ora prendo la mia storia sotto braccio e le faccio  fare un giro nella sua piazza tanto amata. Anche questa per me e’ una grande storia. “Ma che vuoi fare??” Mi domandano davanti ad un caffe’, scrutandomi per quel mio sogno pronto ancora una volta da appendere lassu’,.sull’albero nel momento in cui lo montetanno”. ” Insegnare”, rispondo. “Ma non lo fai gia’? Non hai realizzato il sogno dell’anno scorso?” Rispondo:”Si, ma vorrei farlo…in grande. Non in…riduzione”. E fortunatamente non sono una “pantera grigia” nell’Italia record di professori anziani.

Chiudo gli occhi e penso: “un anno e’ trascorso”, avviandomi verso casa con la mia storia sotto braccio. I miei passi ritmano i ricordi.”In un momento” (ricordando Dino Campana, e non solo) e la piazza si svuota.

Buon primo dicembre.Foto romano borrelli

1 Dicembre in piazza Castello per l’evento Avvento

Torino 1 dicembre 2014, piazza Castello sotto la pioggia. Foto, Borrelli Romano20141202_174430Torino, piazza Castello. Aspettando l'accensione dell'albero di Natale, foto, Romano BorrelliTorino 1 dicembre 2014, piazza Castello. In attesa della luce per l'albero e del presepe. Foto, Romano BorrelliTorino 1 dicembre 2014, piazza Castello, torinesi in attesa di luce albero e......casella presepe. Foto Romano BorrelliTorino, primo dicembre 2014. Un po’ come festeggiare Capodanno in piazza o l’attesa di un comizio. O come in attesa di una partita. Sempre di Attesa si tratta. Torinesi in attesa della luce, per l’albero, dato che le Luci, degli Artisti, sono sulle nostre teste già da un po’. Già. E giù invece, la casella numero uno, quella del Presepe, come ogni anno. Torino 1 dicembre 2014. In piazza Castello, i torinesi in attesa...luce albero e casella presepe........foto, Romano BorrelliDavvero forti in tutti in sensi questi torinesi, pronti a sfidare ogni avversità atmosferica pur di essere presenti a questo Avvento-evento. In ogni caso, giù la prima casellina, e giù dal cielo tantissima acqua fin dal mattino.Torino 1 dicembre 2014, piazza Castello sotto la pioggia. Foto, Romano BorrelliTorino 1 dicembre 2014, piazza Castello sotto la pioggia. Foto, Borrelli RomanoTorino 1 dicembre 2014, Piazza Castello sotto la pioggia, foto, Romano Borrelli

Torino 1 dicembre 2014, Luci d'Artista. Foto Borrelli RomanoTorino, 1 dicembre 2014, Luci d'Artista. Foto, Romano Borrelli

Ma i torinesi hanno sempre a cuore la città. In qualsiasi condizione.Torino,  1 dicembre 2014, via Pietro Micca, giardini. Foto Borrelli Romano

Torino 1 dicembre 2014, piazza Castello, torinesi in attesa di luce per albero e casella presepe. Foto, Romano Borrelli

Attenti all’antenna. Vita di quartiere

DSC00391

DSC00390Torino, via don Bosco ore 10.00 circa. All’altezza del civico 18, un paio di automezzi dei vigili del fuoco stazionano nella via. Scala allungata. Vigili del fuoco al lavoro. Questa volta, non è da mettere in salvo un gattino. E neanche, fortunatamente un incendio. E nemmanco qualcuno che, perdendo le chiavi di caso, o dimenticandole, ha dovuto far ricorso ad una chiamata “ai vigili”.  Oggi il problema è un’antenna.  O le antenne. Al centro del problema. Dei problemi. Solo da tendere bene le “orecchie”. Tutto filerebbe via, liscio, come l’olio. Problema di padiglioni auricolari. Di auditel? No, di ascolto in genere. Certo sarebbe tutto più semplice, se nella società liquida, senza fili, si riuscisse a mettere a posto ogni cosa con un paio di mezzi, una scala, che diviene ponticello e “registrare” a dovere  le relazioni e le ricezioni. Comunicazione come impegno. A dovere. Di dovere.

Il lavoro dei vigili è in stato di attuazione. Al momento. Quello “relazionale” anche. Ma sarà molto più lungo, complesso, complicato e duraturo di una “chiamata” al centralino. Dei vigili. Anche quello relazionale è un caso di scuola. Spesso la si riesce a fare. Con tanti sacrifici. Che fanno scuola.

Prima domenica di dicembre

DSCN3612DSCN3575Tornato in piazza Castello il “mese di dicembre” con le caselle da uno a venticinque.

Una domenica che indica l’inizio dell’anno liturgico. Prima di Avvento.

Una domenica, la prima, delle tante, con le saracinesche dei negozi alzate.

In fondo a via Garibaldi, sulla collina, resiste una “spruzzata” di neve.

Intanto, Cioccolato’ smonta i tendoni, e così pure i mezzi dei vigili del fuoco, lasciano Piazza Castello, non dopo aver regalato un po’ di gioia ai bambini. Su molte giacche in evidenza qualche fiocco. Rosso. .

Genitori: La succursale del Botta non è sicura

Genitori: «La succursale del Botta non è sicura». Il preside: ‘E’ vero’.  Le carenze del plesso sono a conoscenza della Provincia.

Il preside Ugo Cardinale
Ugo Cardinale

IVREA. I genitori degli studenti del Liceo Botta di Ivrea. E’ così genericamente firmata, senza le firme degli estensori, secondo una pessima abitudine che educatori responsabili non dovrebbero avere, una lettera, inviata nei giorni scorsi al giornale, nella quale si denuncia la forte carenza di sicurezza nella succursale del Liceo, prima Istituto Moreno.

Le “mancanze” presentate vengono tutte confermate dal preside Ugo Cardinale e sono a conoscenza della Provincia di Torino, ente pubblico che si occupa degli istituti superiori. Anche al sindaco Della Pepa sono state descritte le precarie condizioni del plesso ed egli ha garantito che, insieme con la Provincia, opererà per individuare nuovi spazi per il liceo, reperibili presso Palazzo Giusiana.

La lettera. In essa si precisa che “a fronte del notevole successo ottenuto dal Botta, con conseguente considerevole aumento del numero degli iscritti, non ha fatto riscontro un’adeguata sistemazione degli stessi, confinati in una succursale situata in un vecchio edificio, in via Siccardi. Lo stabile è costituito da tre piani collegati da una scala stretta e vecchia, non ha alcuna uscita di sicurezza ai piani ma solo tre porte a due battenti al piano terra e i corridoi, in alcuni tratti, sono talmente stretti da consentire il passaggio di una colonna di studenti in fila indiana”.

Nella missiva si ricorda che i genitori più volte hanno fatto presente tale situazione poco sicura, durante gli incontri con gli insegnanti, ed è stato verificato che: “Le prove antincendio hanno dimostrato che l’evacuazione di tutti gli studenti avviene in circa nove minuti”, un tempo davvero lungo nel caso si dovesse lasciare lo stabile in fretta. Si precisa poi: “I corridoi stretti e così pure le scale costituirebbero un ostacolo insormontabile all’uscita delle circa 270 persone ospitate nella strutture”. Il preside Cardinale.

«E’ tutto vero – dichiara il dirigente del Botta -. La situazione della succursale è stata più volte sottoposta a chi di competenza, presso la Provincia, e ci è stato garantito che s’interverrà in tempi brevi per realizzare una scala per l’uscita di sicurezza, opera che risolverà in parte il problema e che ha già ottenuto il beneplacito dei Vigili del Fuoco. Il mio Liceo, che negli anni ha riscosso ampi consensi con conseguente incremento delle iscrizioni, necessita di spazi certamente più sicuri ma pure maggiori per le molteplici attività didattiche che riguardano i corsi sia del Classico che dell’Internazionale linguistico».

Il sindaco. Sta cercando di individuare una soluzione al problema e crede di averla trovata.

«Il Tribunale verrà trasferito sulla sponda destra della Dora, in due stabili, uno in parte già occupato dagli Uffici Giudiziari, l’a ltro a fianco dell’Eutelia. Il progetto è stato inviato al ministero competente e abbiamo chiesto un incontro urgente con i funzionari, per ottenere gli ultimi consensi al trasferimento, il cui avvio spero avvenga già quest’anno. Con questo spostamento, lo storico Palazzo Giusiana si svuoterà e parte dei locali potranno essere così assegnati al Liceo Botta. La ristrutturazione di parte dell’edificio, per renderlo adatto all’attività didattica, sarà a carico della Provincia»
(22 febbraio 2010)

Fonte: La Sentinella del Canavese