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Bruno Gambarotta

Realizzo  ora che son trascorsi alcuni giorni dall’ultimo scritto. Distratto dalle notizie che la tv rimanda nelle case, relative alla tragedia del treno dei pendolari nei pressi di Milano e dal caso “”Zhong Zhong e Hua Hua” (scimmie clonate) avevo scordato di raccontare un pochino di scuola. A scuola, nella mia, in una seconda, Bruno Gambarotta è “salito in cattedra”. Magistrale. In una delle ultime giornate di vacanze natalizie, avevo intercettato, tra una pagina e l’altra, tra un libro e l’altro, nei locali della Civica Torinese, il giornalista “ciclista”  Bruno Gambarotta.  Un saluto, veloce, un ricordo dell’incontro precedente (anni fa, di ritorno, io, da Vernante, sul treno), e, “Bruno, pisso chiamarti Bruno, vero?”. E lui. “Certo, mi chiamo cosi. Ma se vuoi chiamarmi Filippo”…Troppo forte! E io: “Senti, ci verresti da me, a scuola, a raccontare qualcosa? Magari nelle seconde…”.E lui, in piemontese .”Esageruma nen…”.Fortissimo!! Bruno e’ stato ospite di una classe dell’Istituto. Avevo accennato, nel corso delle mie lezioni,  alla tragedia di Vermicino, la vicenda di Alfredino Rampi, il ruolo dell’informazione-comunicazione, la diretta televisiva, 72 ore, l’annuncio della vicinanza alla famiglia e la presenza sul luogo dell’evento di Sandro Pertini, scavalcando ogni protocollo, come talvolta era suo modo di fare e procedere; una vicenda, quella e Vermicino e tragedia,  “sfuggita di mano” all’informazione…e da questo punto in poi,  Bruno ha preso “il largo” e ha cominciato a raccontare, il suo punto di vista sulla vicenda, sul suo ruolo in Rai, in quel periodo, del suo  lavoro, di scrittore, del come è perché, …giornalista, studente, lettore, padre, nonno…insomma, grazie a Bruno, è stata una bella mattinata. Ovviamente un sentito grazie per aver accettato l’invito. Bhe’, gia’, come mi faceva notare durante la pausa caffè, altrimenti “avrei potuto tagliare le gomme”. Della sua bicicletta.

A Vernante (Cuneo)

DSCN3035DSCN3043Una giornata a Vernante, Cuneo. Con una piccolissima “fetta” di quello che è il mondo della scuola. Mondo piccolissimo, davvero,  variegato, variopinto, colorato, a tratti, come alcune “palline” colorate, con funzione  ferma capelli, poste fra treccine rappresentanti un mondo nuovo e vicino allo stesso tempo. Mondo piccino ma portatore di  grande  speranze come giusto che sia per chi si affaccia alla vita,  con uno zaino tutto da riempire, come quello che si trascinano dietro le loro spalle, oggi: cibo di provenienza lontana farcito da mille raccomandazioni, ricevute nell’atrio della stazione di Torino Porta Nuova, raccomandazioni che rimbombano in tante lingue, nella teste e nelle orecchie di questi giovani protagonisti, per un giorno, per la vita,  presto riposte in qualche angolo mentre il treno si allontana e fazzolettini bianchi vengono riposti nelle tasche di qualche genitore. Fin dai primi minuti successivi la partenza, canti e musica. Musica di violino che accompagna piccoli viaggiatori a raccontare il prima e il dopo, e  a raccontarsi tra mille fantasie. Violino: quando la scuola azzera le differenze. L’esperienza di una scuola, di piccoli e forse di “frontiera” ma che scommette sull’apprendimento di questo strumento per abbattere barriere e “frontiere mentali”. Si cerca di renderla migliore, nonostante le condizioni dei lavoratori non siano delle migliori. Ma questa è altra musica. Torino Lingotto, Carmagnola. Dall’altra parte la strada ferrata che porta verso Slow Food, un intreccio, molto in comune. Poi,Fossano, Centallo, Cuneo. La Granda. Studenti, studentesse, lavoratori, lavoratrici che scendono. Pochi salgono, sul treno. Poi, Vernante, un paese con le montagne davanti e case poste tra murales e bellissime facciate colorate. La pro-loco e tanta bellezza. Natura. Qualche goccia, ma, senza paura. Il museo, dipinti, giornalini.  Pranzo, passeggiata. Storie, tra la fatina, Mastro Geppetto, Ciliegia, il gatto e la volpe, la giustizia. Il campo dei miracoli, e via, tra una facciata e l’altra. Il tempo scivola via lentamente. Un saluto al Pinocchio enorme, poi, la Stazione. Si avvicina il rientro. Un treno, poi un altro. Un minuetto.  Un signore seduto, intanto a leggere un bellissimo libro: Guerra e Pace. Mi piacerebbe leggerlo, penso. Ha i baffi, ha scritto tantissimo e il venerdì è sempre presente su La Stampa. E’ diretto Verso Porta Nuova, e una bicicletta lo aspetta. Come sempre. Quasi. E’ un giornalista, di lungo corso: Bruno Gambarotta. Gentilmente ci offre compagnia, parole dolci. Scambia parole con questi giovanissimi viaggiatori. Altra musica. Una bella giornata. Tra Vernante e……………la circoscrizione 7. Le lancette corrono, velocemente. Il tempo della gita è terminato, il suo ricordo, della prima gita, non avrà mai fine.