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Neve, Gliz, Aster: 10 anni dopo. E la scuola, oggi

Torino 26 2 2016.foto Borrelli RomanoNeve,  Gliz e Aster, ripescati, ripuliti e rimessi a nuovo fanno ritorno in piazza Castello. 20160226_175132Dieci anni dopo. Fervono i preparativi per celebrare la ricorrenza delle Olimpiadi invernali torinesi.  Bracere a lato. Tute da volontari e volontari attempati in giro per la citta’Torino 26 2 2016. Foto Romano Borrelli. Zaino adagiato sulle spalle.  Arancio, giallo e rosso cinabro.  Scarponcini a cinque cerchi e felpe con “marsupio” e pass con foto incorporata.  L’Olimpico che “sbuffa” col suo bracere. “Torino, passion lives here. Si prepara la notte Bianca”. Dei musei. La citta’ si prepara a rivivere e ricordare quell’evento e quegli eventi che un po’ l’hanno cambiata.

 

Lavori in corso. Torinesi attenti osservatori sul confine tra due circoscrizioni: la 7 e la 4. Tutti fermi. Torino 26 2 2016 foto Borrelli RomanoCitta’ in movimento. E cosi noi. Altra zona di Torino, altra circoscrizione. La scuola. La classe. Movimento. Metro Torinese. Con classe. Una, due fermate di metro.20160226_142613 Sotto la pancia, sopra la pancia, sotto il tabellone arrivi/partenze. Atrio Porta Nuova.  Un pianoforte suona per noi. Accenniamo passi di danza, cosi, per scherzare, prima del lavoro da svolgere. Bicchieri di plastica e sorrisi “lungo i viaggi” ci sfiorano. Qualcuno sorride a qualcuna e qualcuna sorride a qualcuno. Signore e signori va ora in onda ” il gioco degli sguardi”. In stazione si respira aria di viaggio, anche solo con la fantasia. Ora pero’ tocca “lavorare”. A cavallo tra lettere, psicologia e religioni. Indossiamo la veste da attenti osservatori. Ci esercitiamo sulla descrizione fisica dei personaggi. Nessun dettaglio deve essere tralasciato. Persone che divengono personaggi. In arrivo. In partenza. In attesa. Abbracci, che mancavano. Piu’ a lui che lei e viceversa. Maschi, barbe, baffi, capelli lunghi, raccolti, lettori di ogni tipo. Donne. Eleganti, mani tra i capelli, tra doppie punte, su chignon, sciolti, biondi, rossi, castani.  Berretti da mozzo, donne capitane coraggiose e da sempre in viaggio. Concentro l’attenzione su chi legge cosa. Mi piace vedere quanto amore sprigionano le loro mani tra le pieghe…di un libro. Andare sullo scaffare, una volta allontanatesi e rileggere due righe di quel libro appena posato. Entrare cosi nella loro fantasia. Tra puntini di sospensione, come quelli sul viso appena “ricoperti”. Trucchi si e no, lettrici,  forti oppure no.  Perche’ ognuno di noi al mattino e’ un po’ se stesso e unnpo’ di quello che vorrebbe essere. Ci ritroviamo venti minuti dopo, sotto il tabellone . Esattamente da dove era stato dato il “mandato” del lavoro.  Obiettivi e scopi. Poi, sovrapponiamo i nostri lavori. Torniamo nelle viscere della nostra citta’ dive un altro pezzo di mondo, viaggia abitualmente da dieci anni. In metro. In uno dei suoi vagoni, con alcuni studenti,  impattiamo “nel personaggio”, quello giusto, ideale per un racconto, dopo averlo cercato e immagginato tra sale d’attesa, atrio e binari eccolo esattamente davanti a noi. Come fosse in attesa.  E’ seduto. Gambe divaricate. Camicia leggera color salmone. Pantaloni di tela scuri e due paia di scarpe diverse una dall’altra: una da ginnastica, l’altra elegante. I calzini, diversi anch’essi. Indossa un cappotto scuro. Sulla manica sinistra manca il bottone. La sua bocca e’ simile a quella di un bambino: aperta e sdentata. Al suo interno notiamo (perche’ lui ce ne offre lo spettacolo), una gomma americana trasformata in una pallina da ping-pong:  si muove velocemente ora a destra ora a sinistra , gonfiandone le “reti” o paretidella sua bocca. Di tanto in tanto parte uno schiocco. Ha capelli grigri con un lieve riportino. Occhi scuri e qualche “scritta” sul suo viso che segnano gli anni,  ormai per lui,  passati. E’ un intreccio di strade e chissa’ quanto avrebbe da raccontare se solo riuscissimo a porgli donande e se solo V.smettesse di ridere. E far ridere. E’ contagiosa e mi contamina. L’uomo dalla gomma americana e’ un personaggio. Velocemente arruviamo a destinazione. La nostra fermata e’ li, come sempre.  Si aprono le porte. Scale mobili. Saliamo. L’asfalto, l’edicola, i rumori delle auto, inghiottiti nel giro di pochissimonda altri rumori. Abbiamo viaggiato per un po’. Anche solo con la fantasia. Ora cominceremo a scrivere. E descrivere. Abbiamo lavorato e ci siamo tanto divertiti. Il tutto mentre V. se la ride ancora tanto. E noi con lei.

2006-2016: Passion lives here

20160210_182526Bandiere rosso cinabro a 5 cerchi sventolano nei cieli di Torino. All’uscita dalla metro i ragazzi incontrati e conosciuti negli anni passati, al tempo del tirocinio,  mi salutano con affetto. Loro scendono, nella pancia cittadina, io risalgo, verso la citta’ e intanto le loro voci mi raggiungono:”ciao Romano, ti vogliamo  bene” mentre girati verso di me fino a scomparire ai miei occhi muovono le loro  mani in un ciao infinito. Intanto, appena fuoriuscito dal tunnel e assaporato il chiarore del tardo pomeriggio torinese noto che il vento smuove la bandiera e accarezza i miei ricordi: scarponcini, felpa, giubbotto, sciarpa e guanti, team leader, bollini, pista, bus, corsie protette, notti bianche, stadio olimpico, eroe a Gottinga e Barriera, dalle parti di un distributore, una margherita e una stella scesa “for me”. Un atleta. Pure io. Torino, “Passion lives here”. Casa Italia, casa Canada, casa piccola in Canada, davanti alla Camera di Commercio, piazzale Valdo Fusi.La neve tardiva e tanto da fare…Era il 2006. Neve e Gliz ridevano e salutavano quanti si trovavano da quelle parti, a Porta Susa; la metro Collegno Porta Susa e noi torinesi che cominciavamo ad imparare cosa  era una metro, fatta per magri con pilota automatico. Porta Susa che lentamente cedeva il passo e a noi restava solo l’immaginazione…di quanto sarebbe avvenuto. Il vento muove, smuove, nelle orecchie le prime note canticchiate ad un Sanremo appena cominciato. Io intanto faccio il tifo per Cieli Immensi di Patty Pravo…..

“Shinoi” for ever

Torino 12 1 20156. foto Borrelli RomanoIl vento scompiglia capelli e pensieri: rossi, castani, neri e biondi.  E li sposta, li alza, li annida. Capita come per le parole: il tempo di pronunciarle, fuori dai denti o con larghi sorrisi e si perdono nel vento. Fuori, la notte e’ piacevole, anche coi “fischi di fondo”: e’ la luna che in maniera smaliziata si sfila i collant, prima di spegnere le luci e richiudere la porta del cielo. E gli uomini fischiano come quando passa una bella donna. Ululati sguaiati, smodati. Forse gatti in calore. Fischi. Spazio al maschile, mai al femminile.”Fiu, fiu, fiu”. Colonia e l’uomo che “non cambia mai”, “difficilmente cambia”, “lentamente cambia”, “raramente cambia”. L’uomo.  Era il vento, maschile. E’ il vento. Foglie ingiallite e venate insieme a carte accartocciate che si “stoppano” ai piedi dei piu’. Raccoglitrici di storie e di venti di passione. Paole andate. Il tempodi pronunciarle e si consumano. Il  giorno la musica non cambia. Effetto “phoen”, si, il “fon, fon”, 15 gradi sulla citta’. Vento caldo di passione, e noi fermi davanti a scale mobili della metro  che non salgono ( e non solo per uscire dalla metro) e non scendono. Questa poi delle scale mobili rotte (della metro torinese) e’un ritmo costante e continuo. A dieci da Torino2006, anno di entrata in funzione. Altra passione, rosso cinabro. Appena usciti dalla metro, la pista ciclabile. Manubri di biciclette e manubri in palestra tra baffi a manubrio tipicamente sabaudi. Corso Vittorio Emanuele: ogni citta’ ne ha uno con questo nome. La statua, il Re, i baffi a manubrio, il cavallo: guardano verso Roma. Palestra: “Corri, corri, suda, suda, puff puff, pant pant”: km e calorie e tempo tutti sotto braccetto. E noi, “sob sob” a versare goccioloni di sudore di panettoni e pandoro del tempo andato…perche’ “oggi mi sento grasso dentro”.  “Dove, dove?” Risponde il vicino o la vicina? “Srotolando” cuscinetti, maniglie dell’amore, sederi, pance: il trionfo dell’estetica, mica della salute. E cosi, tanto per smaltire, o provarci,  ad una certa ora del pomeriggio la palestra sembra il piu’ grande mercato europeo all’aperto: Porta Palazzo. “Menu’ e donne e cibo e qui e la’ e sotto e sopra e su e giu’. “Bum, bum” “pesi” che si toccano tra sguardi che si sfiorano, respiri ansimanti e soffi, come dopo l’amore. Chi cerca, chi prova, chi prova a conoscere e chi contatta chi. Fuori.  Dopo la doccia, borsone in mano e capelli ancora bagnati. Tra poco tornera’ la luna in cielo e….sulla collinetta del Valentino due giovani amanti si giurano amore eterno. “Shinoi forever”…amore per sempre. Parole. Se son rose fioriranno. Scende il buio sulla citta’.  Gli ultimi tram fanno le ultime corse. Tra capannoni dismessi, noia di alcuni e tanta “capannoia”. O capannonia. Sguardi bassi e chini: vietata polvere!Torino c.so P.Oddone.12 1 2016.fot Borrelli RomanoIn cielo,  la luna tra poco chiudera’ i battenti e…pantaloni strappati all’altezza delle ginocchia queste  le mostrera’   rosa come pesche, insieme a  stivaletti da togliere e capelli lucidi da tirare su. Dopo il vento.Dopo le parole.Foto,  Borrelli Romano. Holden  scuola Tra poco sfilera’ ancora i suoi collant e…buonanotte. Shinoi for ever.