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Fontana del Bargello (Gubbio)

20190724_124228Una cosa in particolare (tra le tantissime belle) mi ha incuriosito e fatto sorridere nel viaggio a Gubbio. E` la fontana  del Bargello o "dei matti" situata  nel cuore della cittadina umbra. Ho provato a chiedere, in giro, tra un ascensore e l'altro, luoghi "esposti" all' ombra e piu facile da  incontrare gente, incuriosito dalla cosa,in quanto giaprima della partenza, alcuni amici, sapendo della mia puntata a Gubbio, mi avevano sollecitato a “prendere la patente”. Ho provato a chiedere ad un paio di ciclisti, immaginando fossero dei don Matteo in “ripresa” e cosi ad alcune negozianti in attesa di qualche cliente. Stupito dell’invito degli amici ho provato a chiedere in loco alcune delucidazioni in merito. Pare sia sufficiente fare tre giri intorno ad essa per ottenere la patente, da matto, ma occorre rispettarne alcuni regolamenti e leggi.  Bisogna infatti compiere i giri in presenza di un cittadino di Gubbio e che lo stesso faccia la  richiesta per il candidato “corridore”   versando così un contributo all’associazione “Maggio Eugubino” che provvedera` ad emettere il documento che attesta il tutto. È  un rito che ha preso piede verso la fine del 1800 mentre la fontana è  del 1500 circa e si dice, parrebbe, che sul luogo ci sia stata la contaminazione di una sostanza particolare. Chissà.  Comunque tutto cosi bello…

Non ho fatto i tre giri, dato il caldo, l’ora, l’impossibilità di chiedere e trovare un cittadino di Gubbio, con la voglia di sudare per verificare i miei giri, che onestamente non avevo intenzione di fare, data la stanchezza, ma ho trovato un posto dove pranzare tranquillamente, con gusto e stare a mio agio, tranquillo e riprendere forze per continuare a girovagare, presso il Ristorante pizzeria “Il Bargello”, a due passi dalla fontana.

Al termine di questo racconto, un augurio nella giornata di oggi,  a tutte le Marta. Oggi, 29 luglio, Santa Marta.

Gubbio

20190724_150204A Gubbio c’è  caldo e aria di quelle che furono riprese televisive di don Matteo. Ma c’è  profumo di crescia e buon cibo. Un’oretta e qualche “etto” di minuti da Perugia, (e qualche kg in piu, sulla via del ritorno),  piazzale bus, piazzale Partigiani, pochi metri da una stazione di Perugia,  santa Anna al momento fuori uso, e mi ritrovo su altro piazzale alla base di questa bellissima cittadina;  sono cosi, per scelta, mica tanto, dato che a settembre, una strizzatina d’occhio e un’apertura d’orecchie al Festival del Medioevo verrò a darle (25-29 settembre) a Gubbio, una cittadina medievale, forse la piu antica e c’è  chi dice la piu bella delle medievali. Durante le vacanze di Natale sulle sue colline  ridenti spunta l’albero piu grande  e ora, oggi  gia` dalla strada, se ne puo immaginare la sua costruzione e posizione osservando una “ferita” che  poi è la risalita per la funivia sul monte Eletto, luogo in cui si conservano i ceri. Ci penso molto se infilarmi in una di  quelle tante gabbiette per una risalita di 6 minuti. Alcune indicazioni-guide “on line”affermano “bellissimo panorama ma sconsigliato per chi soffre di vertigini”. 6 minuti per  salire, 6 per scendere..vabbè  proviamo. Gubbio è  davvero bella: scale, scalini, costruzioni caratteristiche, ascensori, la rendono ancora piu affascinante. A Palazzo Beni scopro che i Papi Martino V e Giulio Il soggiornarono per un certo periodo di tempo in questa bellissima e calda cittadina. Scopro inoltre che lo Studiolo del Duca di Montefeltro (identico a quello che si puo ammirare ad Urbino) fu venduto per poche lire e si trova oggi negli Usa mentre qui vi si ammira una fedele riproduzione costata anni di produzione. La cattedrale è  bellissima e cosi il museo diocesano. Il teatro Romano, inoltre, è  bellissimo, ai piedi della cittadina.Tutto così bello, nonostante il gran caldo, nonostante le agitazioni di oggi che rendono complicato il muoversi con i mezzi pubblici. Un posto bellissimo, a frotte turisti e scene da archivio e caccia alle fontanelle d’acqua. Le amiche che si aspettano a vicenda sotto un porticato dove alcuni accumulano aria fresca per farne conserva nelle ore ancora lunghe della giornata. Si prospettano giorni da bollino rosso; qui, sotto il portico, ragazze e ragazzi  si stringono in abbracci eterni; ragazze accompagnate da padri che forse avrebbero voluto sonnecchiare e motorini d’altri tempi ma a disposizione di figlie appiedate. Prendo la mia crema solare 50, e il suo profumo ha l’effetto di farmi  ripensare alla special, quella di Cremonini, che però  erauma motoretta,  e dei tempi. Il tempo passa ma il contenuto, il desiderio di viaggiare, è  identico.

Orvieto

Orvieto è  proprio una bellissima citta’,  così,  sospesa,  sulle nuvole,  avvolta d’inverno da una patina misteriosa,  fiabesca e oggi cosi,  “in -attesa”.  Quante volte mi sarebbe piaciuto tornarci l’inverno appena trascorso…. o trovare il tempo di fermarmi,  nel mio girovagare “formativo”,  ma non importa,  sono qui e   ora,  esattamente nello stesso “belvedere” dove ero,  quasi  un anno fa. Le colline,  i colori, l’alta velocita’ e la linea tradizionale, verso Roma (un’ora e mezza esatta con il treno regionale) o verso Firenze e  quella voglia di restare che mi sorprende per non andare mai più  via da qui. L’idea è  tutto. Una manciata di ragazze,  sdraiate sull’erba ripetono,  in prossimita’ degli esami. Dalla funicolare si danno il cambio 20-30 persone,  in uscita e in entrata. Il bus, è  pronto sul piazzale;  ha appena “restituito” turisti e non provenienti dal Duomo,  dalla citta’,  mai “espugnata”,  cosi mi racconta la guida del “Palazzo dei Papi”. Quelli appena scesi dal bus parlano molte lingue e avranno “carismi diversi”, si intrufolano velicemente,  piedi ravvicinati, all’interno della stazione,  obliterano e il conta persone ci informa “quanti”. Appena arrivata la funicolare,  via,  alla ricerca di un pezzettino di posto sulla panchetta in legno,  per un viaggio che durerà  pochissimi minuti.  Il Duomo,  maestoso,  bello,  dedicato alla Madonna,  visitato in maniera diversa,  dall’anno scorso,  oggi preparata e senza confronto con la prima volta,  al tempo della scuola. Cosi bello,  anche in lontananza, da ammirare e fotografare  fra turisti alla ricerca di qualche oggetto tradizionale. La facciata,  bellissima,  con le storie dell’Antico Testamento,  il rosone con ai lati i padri della Chiesa,  le storie di Maria,  il doppio giro di colonnine e il viso di Cristo; i simboli degli Evangelisti,  l’aquila,  il Toro…  E poi l’interno,  con gli affreschi del Signorelli (1445-1524) presso la cappella di San Brizio (1499,  già avviata da Beato Angelico e Benozzo Gozzoli), la Pieta’, la risurrezione della carne,  l’Anticristo,  il giudizio… ) e la cappella del Corporale. Cerco tra le stradine interne della cittadina il negozietto con l’insegna in legno,  sul viaggio e sul tornare con nuovi occhi. Mi piace,  vorrei mi raccontasse mentre per una buona fetta dell’ anno scolastico ho raccontato “il viaggio” ai ragazzi.  Orvieto,  quanto sei  bella.

 

Un pensiero a Norcia

san-benedetto-foto-borrelli-romano-perugiaTorino,   1 Novembre.  Dicembre si avvicina,  a grandi passi da calendario.  Il centro torinese “pullula” per ammirare la diciannovesima edizione di torino-via-garibaldi-foto-borrelli-romanoLuci d’Artista o in coda per un torino-30-10-2016-foto-borrelli-romanoMuseo. E l’offerta culturale non manca certo. foto-borrelli-romanoSfoglio libri ma non riesco a terminare uno. Sottolineo,  giro pagine,  torno indietro ma non riesco a concludere un capitolo. “Cristo si e’ fermato ad Eboli”.  Cambio libro,  materia. Poi uno sprazzo,  la memoria corre e scorre istanti trascorsi a Perugia. Ricordo una citta’ e una regione meravigliose  scoperte in lungo e largo e una fontana,  perugina,  che ho ammirato e studiato per mattine intere. Si. C’era anche San Benedetto tra le tante statue sulla fontana. Sfoglio il giornale di ieri,  una ricerca su internet. Volontari,  sfollati,  ultime notizie e ancora scosse. Cerco,  ricerco. Eccolo. Avevo ragione. Trovato.  Desidero tornarci. Presto. Un abbraccio a tutti i norcini.

Col cuore al Centro Italia

torino-30-10-2016-foto-romano-borrelliDomenica 30 ottobre. L’ultima di un ottobre 2016. Notte più lunga delle altre per via di un’ora legale che lascia il posto a quella solare. Sette mesi dopo. Mi giro e rigiro nel letto avendo definitivamente da un pezzo sfrattato il sonno. Decido di alzarmi e lasciare nel letto solo il tepore e le lenzuola stropicciate. Un caffe’,  nero,  espresso con un occhio fuori dalle finestre.  Mattinata più lunga e sofferta. Cellulare e tg passano brutte notizie.  Le notizie provenienti  dall’Umbria e dalle Marche infatti non sono delle migliori. Il terremoto continua a far paura,  devastare,  distruggere. Penso alle due regioni che l’estate scorsa mi hanno ospitato per lunghi periodi. Tristezza. Patrimoni artistici, culturali,  case e altro ancora,  giu’. Non posso far nulla tranne che stringermi a loro in un abbraccio virtuale. Col cuore al centro.

Un “infinito” amore.

Buongiorno Roma

20160824_062851È  un caffè  lungo e amaro allo stesso tempo. Tre sorsi. Lunghi. Dalle 3 e 36 alle 6. 30 circa. Paura. Forte. Lunghissimi e interminabili secondi e il terremoto torna a farsi sentire. Una due tre e chissà  quante volte. Momenti lunghi alla ricerca di un muro portante che non so dove dia,  perché  non è  casa mia. Scendo alla ricerca del cortile. Lo trovo. Due piani, a piedi,   non e’ difficile. Il muro portante non saprei proprio dove individuarlo. Siamo in tre,  che abbiamo avuto la medesima idea.  Cerchiamo  di passare il tempo. Chiacchierando. Ci raccontiamo altre esperienze: uno dei due mi rassicura su come e’ la conformazione di Roma e l’altro mi racconta duemila anni di storia,  incendio,  invasioni,  barbari ma “lui” no. “Roma e’ vuota sotto”.  Qualche luce dalle camere ai piani della casa, primo e secondo,  a due passi da Termini, si accende,  segno che lo abbiamo sentito in molti,  qui. Ho freddo. Non so se sia per via della magliettina o la paura di quei lunghissimi secondi einterminabili. A meta’ cortile smanetto lo smartphone e capisco da subito che la situazione e’ drastica. Perugia: 6. 4 di magnitudo. Qualcuno posta che ad Amatrice la situazione e’ gravisdima. Cerco e mi arrivano notizie dai centri tramite i social. “Amatrice non esiste piu'”,  rimbalza un post.  E’ passata un’ora circa,  da quando siamo qui sotto.  “Ora posso salire” e salgo mentre gli alri due restano. Due piani in senso inverso evitando l’ascensore. Chiave nella toppa entro in camera. Mi distendo,  vestito. Un attimo e ancora tutto si muove. Forte. Terrore. Panico. Paura. Ma è  un’altalena. Ancora. E’ lui. recupero una camicia,  questa volta,  e scendo ancora cortile. Dove gli altri due erano rimasti. Ora ci fa compagnia anche una fam. milanese. Stazioniamo ancora in centro.  Un po’. Riguardo ancora il cellulate e un messaggio mi ri-riposta “Amatrice non c’e’ piu'”.  Pensavo agli amici perugini. Ma e’ un tam tam. Accumoli,  le Marche… Passa ancora un po’ e risalgo. Ma intorno alle 6.00 e’ ancora li che non bussa e non chiede. Ho sentito male? No. Scendo. Vado a Termini. Faccio il biglietto. Oggi torno. Un caffè  lungo e amaro. Tre sorsi.

Un pensiero a tutti coloro che sono stati coinvolti in questa disgrazia.

Avevo programmato alcuni giorni di permanenza nella capitale per poter svolgere una visione e studio attenti sui dipinti del Caravaggio nelle varie Basiliche romane e presso la Galleria moderna,  un salto ai musei capitolini e un ritorno ad Assisi e Spoleto. Solo un paio di queste cose poi il rientro. Non riesco,  attanagliato da paura e ansia e poi,  meglio così,  interrompere. Giusto così. Sarà  per un’altra volta. Il tutto era in vista del nuovo anno scolastico,  al fine di avere materiale per i ragazzi. Provvedero’ in seguito a pubblicare qualcosa.

Perugia, ciao

“Ciao Perugia”.  E buon agosto anche se ci sussurra con piogge e vento che il sig. settembre si avvicina a 30 passi. 30 7 2016, Perugia.Borrelli Romano fotoPerugia.30 7 2016,foto Romano BorrelliPerugia.30 7 2016.foto Borrelli RomanoPeruhia.30 7 2016.Romano Borrelli foto.20160729_153435Perugia, 30 7 2016 Romano Borrelli foto30 7 2016 foto Romano Borrelli.PerugiaBuon viaggio,  mi occhieggia e sembra voler dire  ancora il Corriere dell’Umbria” adagiato sul bellissimo libro della Chiara Frugoni,  “Quale Francesco?  Il messaggio nascosto della Basilica superiore ad Assisi. Edizione Einaudi”1 8 2016.foto Borrelli Romano. Pensavate fosse sufficiente una micro guida al prezzo di sei euro impegnando anche  la carta di identita’? Certo che no. Si e’ in cammino,  verso il meglio. “Io studio” e’ la risposta piu’ appropriata a quanti ci vorrebbero soli nel nostro recinto. Io ci provo.  Pollici su,  like,  cuori  e reazioni,  Non mi importa. Questo per restare in comunità  virtuale. Per il resto si: voglio il meglio per me e la scuola. Restando ai giorni di vacanza-studio.  Posso confermare di aver trovato una parte di Umbria davvero interessante,  bella,  dove arte,  cultura,  musica,  enogastronomia non hanno confini. Umbria,  un capolavoro. In vetta al mio gradimento Perugia e AssisiBorrelli Romano foto,  già  visitata in doppia “seduta” dove oggi mi rechero’ ancora una volta prima di fare un “coast to coast” verso l’Adriatico. Assisi,  citta’ che si prepara per la visita del Papa,  di ritorno da Cracovia e i suoi giovani della giornata giovanile mondiale. Assisi che si prepara a vivere un momento bellissimo: “il Perdono di Assisi”. Giovani spronati a fare della propria vita un capolavoro. Andare e camminare senza essere “uomini divano”.  Per restare in tema,  bellissima Passignano sul Trasimeno coi suoi 4 rioni  che si sfidano nelle singole prove. “L’incendio” al castello,  la corsa delle brocche,  prove singole e poi la corsa,  il palio delle barche. E poi colori: nitidi,  vivi,  per vivere in maniera tale e non in bianco e nero. “Vivere  a colori”  e “andare” motti dell’estate 2016.  E che dire poi del Trasimeno? Luci bellissime,  tramonti belli,  morbidi,  che invogliano ad abbracciare  ogni singola cosa di questo territorio e provare ad ammorbidirsi dentro e fuori. E i girasoli poi? Fantastici. Del cibo poi preferisco non parlarne ma… mangiare,  anche quando era “Street food”  avendo tra le mani un panino con la porchetta e la crescia con verdura e salsiccia. Umbria,  terra di santi,  un po’ come Torino,  dei santi sociali. 20160730_07531720160730_20133520160731_060614Anche qui sono presenti i salesiani che svolgono un lavoro attento e fondamentale in questa città  dalla forte presenza universitaria. Bhe’ che dire ora? È  il momento di andare… buon cammino allora. 20160730_201427

Perugia, buongiorno

Perugia,  buongiorno! 'Perugia'.30 7 2016 foto Borrelli RomanoPer amare veramente una città  “non deve essere madre ma amante” scriveva Pavese. Così scriveva Cesare Pavese sul suo diario;  Pavese,   langarolo doc e innamorato del capoluogo torinese con i suoi km di portici,  ideale per passeggiare in qualsiasi condizione atmosferica. Cosi leggiucchiavo tra le mazzette dei vari quotidiani presenti  ieri su uno dei tantissimi tavolini, in uno dei bar perugini,  dalle parti dell’Università . E allora amiamola questa benedetta citta’,  afosa ma insieme opera d’arte,  musica,  da ascoltare e citta’ ancora da leggete con libri da scambiarsi. Ora,  il capitolo  di questo viaggio volge quasi al termine. Ma momentaneamente. Certo non si finisce mai di conoscere una persona,  una cosa, una  città come una  disciplina ma Perugia mi è  decisamente piaciuta. Fin da subito.  E molto anche. È  davvero una città  giovane. Universitaria e universale. In esposizione. Le cose che mi  resteranno dentro  sono tantissime (e certo ho già  messo in conto un ritorno) ma oggi  per questo blog mi soffermero’ sulla descrizione di cose… “perugine” nel senso  di… più… leggere.  In parte (bacio,  scritta muraria,  bici). Come la sua metro,  appunto (Fontivegge,  stazione ferroviaria,  Cupa,  destinazione),  29 7 2016 Perugia foto Borrelli RomanoPerugia.29 7 2016 foto Romano Borrelli. Estate,  “aperta per amori” fin dall’adolescenza,  con l’affiorare della soglia del desiderio e quindi,  tempo di baci e bacio che non sia il classico,  al cioccolato. Perugia 30 7 2016.Borrelli Romano fotoE quando l’amore cresce qualcuno trova anche tempo e modo di dirlo apertamente  e scriverlo gridandolo sui muri cittadini che poi l’amore è  vita e altro non si possiede (“ha” nelle intenzioni dell’autore,  frase però  già  brevettata e cantata nelle Chiese). Perugia.30 7 2016 foto Romano BorrelliE quando “l’amore c’è ” o è  ci si mobilità. Tutti.  E’ l’elogio della mobilita’. In bici, in due senza mani,   parcheggiandola poi chissà  dove,  anche sul muro se necessario. Perugia 30 luglio2016.Borrelli Romano fotoE se poi non fossero disponibile,  bici e muro,  bhe’,   in fatto di mobilità  qui la sanno lunga anche se in… “mini”. Perugia; 30 7 2016 foto, Borrelli RomanoPerugia 30 7 2016 foto Botrelli RomanoPerugia è  davvero giovane ed il titolo lo merita tutto. Quale? Capitale italiana dei giovani 2016. Perugia.29 7 2016.Borrelli Romano, fotoA parte questo e’qui presente una importantissima e conosciutissima Universita’ per stranieri. E poi qui davvero  tutto potrebbe essere arte. Vederla e metterla da parte. Perugia 30 -7-2016, Borrelli Romano fotoE ascoltarla,  perché  qui è  musica dolcePerugia foto Borrelli Romano. Molto. Perugia.30 7 2016 Borrelli Romano fotoAnche Perugia,  la bella statuina della fontana ci ricorda l’importanza delle arti. E anche la lettura fa la sua parte o due. O in due. E poi,  non e’ questa la patria di Sandro Penna? E poi,  qui,  il tempo è  nostro. Dimentichiamoci l’orologio. 20160730_115433 Perugia 30 7 2016,foto Borrelli RomanoE allora,  che dire? Buon viaggio e… visitate Perugia. 20160730_201427Ora colazione… giornali. E… andare. Ultimissima cosa. Qui a Perugia… Perugia 30 7 2016 foto Borrelli Romano31 7 2016 Perugia foto Borrelli Romano
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