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Europei di calcio 2016

20160610_095707 10 6 2016 porta palazzo to.borrelli romano fotoSotto la tettoia di Porta Palazzo si contano piu’  etti piu’ che kg. un po’ come le diete quando si cominciano e quando di kg la bilancia manco a parlarne. Un’alba cortissima ha dato origine ad una bellissima mattinata. Il 4 scarica i suoi passeggeri dalle mani vuote e carica quelli dalle mani piene: la spesa e’ stata fatta. Il jumbo tram e’ una porta girevole ad ogni fermata, da sud a nord e viceversa. Chissa’ quanto avranno da raccontare quegli ortaggi e quella frutta e chissa’ quanto ascolteranno quando saranno adagiate su di una tavola o depositate al fresco di un frigo. Ora non resta  che preparare, dopo la corsa al tram e su questo. I profumi di frutta e  verdura non si fanno mai mancare sotto la tettoia. Ortaggi sempre a buon mercato. Basta solo attraversare tra il coperto e lo scoperto, due scalini e una lingua di pietra che divide i banchi. L’orologio, fuori,  batte la sua ora da cento anni. Senza alcuna stanchezza. Un’occhiata qua e una la e vissero tutti felici e contenti.  Un saluto al Cottolengo et voila’ siamo davanti la tv in Francia. L’ultima volta furono 4 gol incassati e molto altro ancora. Fu la fine dell’ Europeo 2012. E dell’Italia calcistica. Ora pero’ e’ tempo di marsigliese. E’ cominciato l’europeo della Francia dice il tele-cronista. E io…scrivero’.

E cosi e’ stato. La serata era fresca, l’ideale per uscire di casa, fare 4 passi senza avere nesdun appuntamento o incontro programmato. Cosi, per sentire il rumore dei propri passi in una di quelle sere che fanno d’anticamera alll’estate. Le persone si lasciano le storie non terminano. Quasi mai. Pezzi di vetro risuona in una di quelle stanze lasciate aperte e  affacciate sulla piazza mercatale piu’ grande d’Europa. Una musica gradevole. Mi lascio cullare mentre ne capto il senso. Le persone si lasciano le storie non terminano mai. Talune piacevoli da ascoltare anche senza il sonoro.

Alla fermata del 4 in Corso Giulio Cesare

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Per arrivare alla stazione, anzi, ex stazione Torino Ceres, occorre percorrere un paio di fermate di tram, linea 4 da Porta Palazzo, come è già stato detto, il più grande mercato all’aperto d’Europa. Colorato, di gente, di frutta e verdura. Ci si arriva alla stazione,  con il jumbo tram proveniente da sud. In tram, che sembra un trenino, l’odore di frutta e verdura e’ davvero intenso. Le lingue che si sentono sono d’altri mondi. A sud, Mirafiori, a nord, la Falchera, con vista Mappano e Leinì. In mezzo Barriera di Milano. Ricordi di un libro e di vita. Nel controviale una Chiesa e una panetteria che sforna a tutte le ore. All’interno del tram il controllore percorre  km andando su e  giu’ nell’espletare la sua funzione di controllo ed emissione biglietti; ma a dire il vero, non e’ una riproduzione di come “era una volta Torino“,  quando c’era il bigliettaio, quando aveva la sua posizione fissa. A pochi passi  da  qui vi era la facit, con tantissime fabbrichette e questa bellissima stazione “accoglieva e “vomitava” in continuazione gente. Direzione Valli di Lanzo. Dall’altra parte del corso, la Cgil, in via Pedrotti,  con i suoi iscritti e militanti. E i pensionati, in particolare, Stefano, da sempre un punto di riferimento. All’Inca e per l’Inca.  Per molti lavoratori e pensionati.  Ora, all’interno di quello che era lo scalo ferroviario, il sabato e la domenica si ritrovano volontari che rimettono a nuovo alcune gloriose locomotive a carbone. Davvero un mondo nel mondo, entrarci dentro. Nessuno sarebbe capace di immaginare quella “mole” di lavoro si nasconde nella città della Mole. Solo il caso porta a scoprire che in quella stazione, in mezzo alle case cittadine  “il lavoro e il vapore”  continuano nelle loro dinamiche proprio  là’ dove invece e ‘evaporato. Ormai da anni. Forse il lavoro si conserva, anche se sotto forma di volontariato, perché esiste e resiste al tempo e all’usura una “guardia portone“. Anche il giornalaio Alberto e il suo amico di una vita, Savino, ricordano quel luogo, della Torino anni ’70.  Camminare all’interno di questa isola dona un senso di nostalgia e  buoni sentimenti. Il ricordo di un nonno, di una signora con i capelli bianchi e un cane al guinzaglio. Nostalgia, mista a gratitudine nell’aver vissuto e toccato davvero quel bene e quell’affetto.  Una bilancia, datata, resiste al corso degli anni. Con 200 lire o 50 centesimi? Una coppia scherza, gioca, ride, provando a salire in due sulla pedana per evitare un obolo doppio. Con gli zaini e senza. Per vedere l’effetto che fa. Ridono e scherzano come solo in quell’età si riesce a fare. Solo un accenno di pioggia li fa desistere dal gioco.  E dalle risate. I libri strizzano gli occhi. La consapevolezza li ridesta. Domani è’ vicino e l’interrogazione pure. La bilancia si sa è’ simbolo di giustizia e di coscienza. Nell’interrogazione, come nella vita, prima o poi ci si pesa. E li’…Anche san Valentino è’ vicino. Le vetrine lo hanno annunciato per tempo. Il ragazzo lo ricorda alla ragazza. Qualcuno ne vorrebbe festeggiare uno, il Papa addirittura 25 mila. L’anno passato, qualcuno, lo festeggio’ con una “tob”: era il cambio di “guardia” al portone Vaticano. Il vento del cambiamento si sentiva già. Era l’effetto Francesco. Dietro, il vuoto. S. Valentino nelle vetrine è comunicato largamente in anticipo, quando è’ ora di vendere. Tu chiamale se vuoi, emozioni. I sentimenti, bhè, questa è un’altra storia da raccontare. Anzi, da conservare.  Un’altra storia importante.DSC00332

A Torino….e dintorni

Pioggia, freddo, umido ed ora un timido sole. Speriamo. Giornate di speranza, in tutti i sensi.

Ho provato a salire sul tram, il 4, a Torino. E poi il 3, nei pressi di Porta Palazzo.  Obliterando il biglietto, naturalemente, a un euro e cinquanta. Pazzesco. Il costo del biglietto, ovviamente, non il fatto che abbia obliterato.  Ho provato ad osservare le nuove macchinette. Chissà se erogano anche il resto, nel momento in cui il biglietto lo si fa a bordo. Certo che effettivamente, due euro e cinquanta…Già un euro e cinquanta mi pare una grande sofferenza. Tantissimo, di questi tempi.

Un’altra questione. Quali poteri ha il “controllore” sulla linea 4? E le telecamere, dal momento che vi è un lavoratore a bordo, possono essere utilizzate? Domande….. Soldi pubblici………….ahimè…e la coda ai centri di distribuzione alimentare si incrementa sempre piu’…..Fortunatamente  “Gian” e la sigonora “Eleonora” (nomi di fantasia) hanno trovato due nuovi amici, Pino e Rosa (nomi veri) che se ne sono presi cura, nel vero senso della parola. Grande cura nel preparare loro (a Gian ed Eleonora, due anziani che certamente non solo non riescono a prendere il bus, a Torino, ma spessso, riescono a saltare o pranzo o cena) pranzo e cena. E che pranzo, e che cena. Basta poco, in fondo, a prendersi cura degli altri. Intanto, gli specializzandi di medicina giustamente protestano, perchè si vorrebbe tassare la loro borsa di studio (tagliare la ricerca…altra pazzia), gli stipendi per il secondo mese consecutivo han subito un’ulteriore decurtazione….quasi cento euro……..Altri pensano al partito della nazione, altri a lingotti, diamanti, case……….Niente da aggiungere

Rispondo a coloro che chiedono notizie di Perasso Roberto. Anche io ho provato al numero di telefono in mio possesso, purtroppo risulta disabilitato. Ho provato a chiedere a chi lo conosce nel giro dell’attività politica, a Torino. Spero di avere risposte. Al piu’ presto.