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“Pulisci.I vicini ti guardano”

30 1 2016 foto Borrelli Romano.Torino via BiellaQualcuno questa mattina si e’ alzato…con il verso ne’ giusto ne’ sbagliato ma….”inc”….esasperato. Torino via Biella 30 1 2016 foto Borrelli RomanoTorino via Biella 30 1 2016 foto, Borrelli RomanoGiustamente. Via Biella, Maria Ausiliatrice, il ponte su corso Regina Margherita, la ex scuola elementare De Amicis e altro ancora tappezzati da fogli bianchi “Pulisci. Ti stiamo guardando”….mentre il lastrico, selciato, marciapiedi tappezzati da…Un tempo si scriveva “Dio ti guarda” , le nonne che si affacciavano alle finestre a richiamare pargoli per l’ora della merenda e belle di altre richiamate  al suono di della musica di Jovanotti (“affacciati alla finestra amore mio”) mentre ora lo fanno i vicini…nel giusto e puntuale richiamo alla civilta’.

Per ora questo, mentre mi accingo ad una passeggiata nel mio quartiere.

Dopo aver “sconfinato” per le vie del centro di Torino alcune occasioni per sorridere e riflettere  non sono certo mancate. La prima: un signore attempato, squadrato da rughe, segno dei tempi, radi capelli, “ciondolando camminando”, munito di zaino dal cui interno proveniva musica ad alto volume tipo discoteca. Registratore con casse incorporate e musica anni ’70-’80 offerta al grande pubblico dello struscio del sabato pomeriggio: sabato pomeriggio stile Baglioni, “amplificato”. Fabbricante di musica vecchio stile in una societa’ dove molto e’ digitale. Ma il fatto, la notizia, come dicono gli uomini al soldo del giornale sta nella controtendenza: in un mondo dove tutti di isolano con cuffie alle orecchie quell’uomo con zaino sulla groppa “ingloba” e coinvolge la Torino delle vasche. Gratis. Lungo la via,  teste che si voltavano, applausi e consensi per l’uomo della musica addosso. Segno dei tempi. E’ L’emozione  che prevale sulla funzione. Segno che ci voleva…un giro di “musica”…alternativa. Musica per le orecchie e le corde di tutti. Ma la “sorpresa” non termina qui. Mentre chiacchiero del piu e del meno davanti ad un caffe’ in attesa di un dolce SidaTorino 30 1 2016. Foto Romano Borrelli, un cliente sospira:”ma sai che il bancomat mi ha fatto gli auguri prima di prelevare?” “Non ci credo”, rispondo io. ” Si, si, e’ vero…guarda guarda” e mi allunga il suo cellulare. Torino 30 1 2016 foto Romano Borrelli“Te la passo. Hai blu….?”mentre non gli esce di bocca il resto….Sorrido e rido…mentre penso a quell’uomo dalla musica appesa. Allo zaino.

Tra caldo e calore a Torino

Il caldo e l’afa, a TorinoTorino dai Cappuccini, 19 luglio 2015. Foto, Borrelli Romano, proprio non vogliono mollare la presa e ce li sentiamo addosso. Sulla pelle. Gli eritemi da sudore non si fanno mancare. E si “gratta”. Mica ci facevamo mancare anche questo no? Vorrei continuare a svelare i sogni, miei (un paio) e dei ragazz* annotati in giro nella scuola,foto  Borrelli Romano ma i fogli di questi racconti preferisco srotolato per i giorni che verranno e così preferisco staccare e rimandarne il racconto e la sua traiettoria a  data da destinarsi. Parto dal p.m. (pomeriggio). Sul tram, capita di origliare storie, cosi come al mercato, al tempo in cui tutto si smobilita e tutti smobilitano. Cartoline da Torino. È il cuore del pomeriggio e in queste scatole di ferro grigie e blu che si chiamano tram si contavviene al “divieto di parlare al conducente” e “obliterare entro la prima fermata dopo quella iniziale del percorso”: le macchine obliteratrici, almeno di questo tram, non funzionano. Il via vai  interno , direzione conducente, è continuo e i discorsi identici: trovare cioè un’annata simile a questa cosi “condizionata” dal caldo. “Quando il peso delle parole”…”Era da 150 anni”, ” no, era dal 2003″ risponde pronto un altro, “ricordo le vacanze a Roseto degli Abruzzi, l’anno della finale di Champions, Juve-Milan, vista in piazza Castello, e sai, c’era ancora  lei con le scarpe regalate da lui, che erano nuove simili ad un tappeto da salotto”….”già hai ragione quell’anno che poi lei lasciò lui…””no”, interviene un altro sullo stesso sfondo calcistico,  “è dal 1994, quando si disputava Argentina Grecia ai tempi del Mondiale USA. Ricordo che c’era una pizzata di piazza in piazza Statuto, all’aperto…noi, cioè gli artefici del racconto, davanti ad uno….”screen wall”. Questo è il tema dominante. Potrei continuare ma  ad “Università'” devo scendere. Una voce metallica femminile dice: “Università” cosi metallica come ho sentito in altri luoghi e piazze, lontane da qui. Devo  ritirare dei libri. La copisteria mi rimanda ai ricordi della tesi, l’ultima, ovviamente, con la prima pagina, la sua scrittura dedicata… Entro, pago ritiro. Mi dirigo verso Piazza Castello: fontane sold out.Torino 23 7 2015 foto Borrelli Romano Il caldo è davvero infernale. Decido di rientrare. La gola è secca. Vorrei un’acqua e menta. Pochi passi e sono alla Sida. Entro.” Acqua e menta, per favore”. Mentre la sorseggio lentamente, in vetrina, in attesa di qualcuno, è in bella mostra una tortaTorta Sida. foto Borrelli Romano simile alla mia, quella della tesi, di due settimane fa. Saprei a chi regalarla per festeggiare e sfogliare ancora la tesi e brindarci su, su quello e questo di  record. Di laurea e di calore. Fa caldo. Nei pressi,  una Chiesa. Si sa che oltre ad essere luoghi sacri sono anche luoghi freschi. È quasi buio. Entro, mi siedo. C’è una funzione ma non sono qui per pregare: sono soltanto un accumulatore di fresco. Dalla sacrestia entra ed esce una sacrista: una giovane suorina espleta quelle funzioni che un tempo…accende delle luci ed ha un microfono in mano. È gentile nelle sue movenze. Io intanto vago nel tempo e nella storia “mangiando” del tempo, incurante che allo stesso tempo, una flotta di zanzare ha trovato il loro pasto tra i miei piedi. Esco. Oramai è tardi. Il loro dovere lo hanno fatto. E si gratta. Mica poteva mancare questo.