Archivi tag: Torino sotto la pioggia

1 Dicembre in piazza Castello per l’evento Avvento

Torino 1 dicembre 2014, piazza Castello sotto la pioggia. Foto, Borrelli Romano20141202_174430Torino, piazza Castello. Aspettando l'accensione dell'albero di Natale, foto, Romano BorrelliTorino 1 dicembre 2014, piazza Castello. In attesa della luce per l'albero e del presepe. Foto, Romano BorrelliTorino 1 dicembre 2014, piazza Castello, torinesi in attesa di luce albero e......casella presepe. Foto Romano BorrelliTorino, primo dicembre 2014. Un po’ come festeggiare Capodanno in piazza o l’attesa di un comizio. O come in attesa di una partita. Sempre di Attesa si tratta. Torinesi in attesa della luce, per l’albero, dato che le Luci, degli Artisti, sono sulle nostre teste già da un po’. Già. E giù invece, la casella numero uno, quella del Presepe, come ogni anno. Torino 1 dicembre 2014. In piazza Castello, i torinesi in attesa...luce albero e casella presepe........foto, Romano BorrelliDavvero forti in tutti in sensi questi torinesi, pronti a sfidare ogni avversità atmosferica pur di essere presenti a questo Avvento-evento. In ogni caso, giù la prima casellina, e giù dal cielo tantissima acqua fin dal mattino.Torino 1 dicembre 2014, piazza Castello sotto la pioggia. Foto, Romano BorrelliTorino 1 dicembre 2014, piazza Castello sotto la pioggia. Foto, Borrelli RomanoTorino 1 dicembre 2014, Piazza Castello sotto la pioggia, foto, Romano Borrelli

Torino 1 dicembre 2014, Luci d'Artista. Foto Borrelli RomanoTorino, 1 dicembre 2014, Luci d'Artista. Foto, Romano Borrelli

Ma i torinesi hanno sempre a cuore la città. In qualsiasi condizione.Torino,  1 dicembre 2014, via Pietro Micca, giardini. Foto Borrelli Romano

Torino 1 dicembre 2014, piazza Castello, torinesi in attesa di luce per albero e casella presepe. Foto, Romano Borrelli

Un cappuccino “insieme alla storia” al bar “la casa del caffè”

Torino 4 novembre 2014. Comune. Foto, Romano BorrelliAll’uscita dal lavoro, l’atmosfera era proprio quella adatta. Giusta. Pioggia battente. A tratti, nebbia, asfalto bagnato e che luccica e riflette. E ti rifletti. Le 16.45. Le mani sono fredde ma il tempo non abbastanza per cercare in qualche fondo di un qualche armadio di una qualche stanza di una sola casa, in affitto, i guanti che di anno in anno rivestono le dita fino ai polsi. No.

Ho voglia di un cappuccino, da sorseggiare in un posto particolare, in una casa. Del caffè. Come la pioggia insistente picchia sulla testa così il pensiero di riprodurre su fogli realtà e fantasia diviene di ora in ora sempre più insistente.  Raggiungo il bar. Ordino il cappuccino e scambio qualche chiacchiera con Giancarlo e Gaetano, nella realtà. Torino, Bar Casa del caffè. 4 novembre 2014. Foto, Romano BorrelliIl cappuccino arriva. Caldo, bollente, schiuma compatta. Nessun foro. Sono rimasto solo, nel locale, insieme a Giancarlo e Gaetano, dall’altra parte del banco, e i personaggi che affollano i mie pensieri; chi mi precedeva ha pagato, salutato e riversato il suo “a domani”. Mi “accuccio” attorniato da cioccolatini di ogni sorta. Il cappuccino ha fatto il suo corso. Forse è arrivato fino alle mani, alle dita. Ora sono calde e pronte a scrivere. Chiudo gli occhi, dopo aver visto e assorbito tutto il possibile. Pago. Declino il mio saluto e il mio “a presto”, anzi, prestissimo.  Afferro la maniglia della porta. Mi assale una necessità impellente, non fisiologica. Ho voglia di saltellare tra questi colori di queste minuscole pozzanghere davanti al Comune, così come capitava nelle serate invernali davanti al Valentino, quando una lei mi costringeva a immergere scarpe e piedi nella neve, per quel senso, che solo lei, a dire il vero, provava. Oggi invece saltello, tra una pozzanghera e l’altra, meglio, tra il riflesso di un cerchio e l’altro, meglio ancora, tra gli anni nella storia. Il blu è il 75, il 76, il 77, il 78, il bianco, gli ottanta, fino all”85. Saltello, tra i colori, come fossero i quadretti numerati, quel gioco che piaceva tantissimo ai bambini. Saltello negli anni. Il rosso me lo invento, li, davanti al portone, dove immagino che da un momento all’altro possa uscire Diego. Diego Novelli, i comunisti, la galassia della sinistra, le mani e il mani. Festo. Era proprio questo che desideravo. Prima del cappuccino. Anzi, il cappuccino era “propedeutico”. Salto, gioco, nei miei momenti di libertà, nel mio riappropriarmi delle cose che piacciono. Sfoglio pagine di anni passati, formati, sformati dall’usura e dal tempo,  e compongo.  Prima o poi, Novelli, uscirà. Piove, parecchio. Ma è piacevole, e onestamente, non mi importa molto. Ci sarà anche in solitudine qualcosa di romantico. L’acqua ormai è entrata abbattendo ogni barriera protettiva, dapprima le scarpe, poi i calzini. Non importa. E’ il mio tempo. Mentre saltello realizzo che è passato il 50. Anzi, sta passando, dopo la solita sosta e il suo cra, cra, cra e “orecchio dell’elefante” arancione,  per l’ennesima volta fatto rientrare e rilasciato subito dopo.. Ora è fermo. Speriamo non esca Novelli dal Comune, proprio ora, rischierei di non vederlo, di perdermi un pezzo di storia e non riuscire a presentargli Laura e Mario. Il resto, lo inventeremo.

Ps. Colgo l’occasione per dire di aver visto, anni 2014, Juri Bossuto, saltando tra un cerchio e l’altro, proprio qui, davanti al Comune di Torino. Un ringraziamento per aver mostrato un forte senso di amicizia rendendomi noto, per primo, il suo ultimo lavoro. I cerchi sono oramai alle spalle e con ogni trasformazione possibile mi ritrovo “cosa unica” con l’acqua della pioggia e la luce specchiata della casa di tutti i torinesi.  E’ stato un piacere sfogliare alcune pagine del geande viaggio che si chiama vita. Calzini bagnati ma con lo spot al libro, ai libri e di “librarsi” un pochino.

Ps. 2. Certo che questo posto e’ fonte di soddisfazioni,  per me e blog, articoli sulla luce, la lettera del sindaco Fassino per gli auguri al sig. Torre, il lavoro di Juri….tutto sotto i riflettori. Prima e dopo…..

 

ps. Spegnamo l’ignoranza.