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Neve “marzolina”

Torino 16 marzo2016.Borrelli RomanoStrano tempo, tempo strano, strani tempi…”Neve marzolina dura dalla sera alla mattina”.Proverbi.Torino, 16 marzo 2016. La notte annunciava vento e nel suo ventre portava tante promesse. Gennaio e’ l’inizio del tempo, la primavera della vita. La notte allo specchio si sfilava i collant e si sbottonava la camicetta. Sembrava giunto il tempo giusto per essere bella e farsi talle. Il desiderio di un bacio mai tanto aspettato. “Bum, bum, bum”,  sbam”. Rumori di finestre, nylon che si alzano e si abbassano: il vento bussava alle porte. La notte cominciava a tremare e piangere. Questioni di stato. Edi tempo. O temperature. Al mattino non aveva piu’lacrime. Troppe versate, come il latte. La neve scendeva copiosamente, fuori tempo. “Ti prego, resta ancora un po’”, imploravano in molti, camere da fare e obiettivi da prendere. Nevica da alcune ore, su Torino. Al mercato di Porta Palazzo smontano le tende, faticosamente. Torino 16 3 2016 foto Borrelli RomanoTorino 16 marzo 2016 foto Borrelli RomanoIn centro turisti fotografano ogni cosa di questo strano tempo. Per quanto mi riguarda, nella notte avevo cominciato a contare i giorni, passati e che mancavano. Questa neve mi ha proiettato indietro nel tempo, quando si era in cucina, nel periodo invernale, coi giochi di societa’, davanti, con il Monopoli e una carta frutto dei dadi tirati male e della sorte che bacia sempre al momento giusto, intimava: “torna indietro, senza passare dal via, e sta fermo due giri. E paga!”16 3 2016 Torino.foto Borrelli Romano

Neve su Torino

Torino e la neve 5 3 2016 foto Borrelli Romano.Torino 5 marzo 2016. Mattino presto. Cielo lattiginoso. Fiocchi d’ovatta precipitano dal cielo. No.E’ altro. “Ma vero?” provo a fare il verso ai ragazzi quando la tal frase e’ di dominio pubblico. Quando ormai sembrava non crederci piu’ nessuno, quando ormai tutti avevano smesso di pensarla, almeno per questo anno, mentre il generale inverno lo avevamo lasciato alle nostre spalle senza essere mai veramente entrato,  a farsi vedere e “sentire”…eccola, lei, sottile e silenziosa, candida e bianca. Bianca come…la neve. Soffice. La neve del 2016. Ci mette un attimo a stendersi e assumere forma, sui tetti e sul manto stradale. E tra le mani dei ragazzi.  Torino si sveglia, si affaccia e ammira lo spettacolo. Neve, neve, neve.   Ricordo “Panchina innevata, gelo siberiano”. Un ricordo, un libro, “Un amore senza fine”, Scott Spencer. Bellissimo. Sospiro glutinoso, profondo, discontinuo. Avvolto in una nube di vapore, per il freddo o per gli occhi che si sciolgono o per entrambi. Da “paura di volare” a un amore senza fine.

Mi affaccio sul cortile allargato dove tutti navigano: la rete. Pupazzi di neve in grandissime quantita’ e forma. Ma come avranno fatto?? 5 centimetri? Mha’, certo e’ che un po’ ne e’ caduta. Non sentiremo i trattori e gli spalaneve, ma questa e’ cronaca. E storia. “Qui si che ci sta la notizia. Scrivi, scrivi” par di sentire voci “galoppine” e fotografi al seguito  sguinzagliati per la citta’ (e la rete) per qualcosa e qualcuno, di buono e caratteristico. Il tutto quando ormai nelle vetrine dei negozi torinesi, colombe zuccherate e uova di cioccolata anticipavano Pasqua  e le vacanze pasquali,  e quelle la facevano da padrone. Ecco, festa interrotta, perche’ di colpo arriva lei. E si che ci voleva pure la sorpresa!!! Qualcuno sussurra in tono di sfotto’, “buon Natale”. Io ci scherzo su, prendo la sfera di Roma, regalo di alcune studentesse e ricordo di una gita e mi dico: “bhe’, nevica anche qui. Tutto l’anno”.Nevica pure qui dentro...foto Borrelli Romano

Don Bosco a Torino: in Duomo

DSC00207Dopo un lunghissimo peregrinare, l’urna di don Bosco, con la “mano benedicente” è arrivata a Torino. Rintocchi di campane. Sbandieratrice e sbandieratori sotto la neve, e gente pronte ad accogliere l’urna in Duomo, sotto una abbondante nevicata. In attesa del grande rientro a Valdocco. A casa. A Maria Ausiliatrice, tra i Salesiani. Causa neve, una modifica rispetto al “rientro”. Niente più cavalli. Confermata la processione dalle 22.15 ma con percorso più breve, dalla Cattedrale alla Consolata e poi a Maria Ausiliatrice, dove si esibiranno gli artisti che avrebbero dovuto esibirsi lungo il tragitto, e dove, sempre a Maria Ausiliatrice,  il Rettor Maggiore  Don Pascual Chavez darà la buonanotte. Come era solito fare don Bosco con i suoi ragazzi.

Ps. Mi pare davvero importante ricordare l’attività febbrile svolta dal santo sociale per garantire  e normare quei diritti nel mondo del lavoro che, in quel tempo, mancavano.  Soprattutto per tutelare le fasce deboli, i giovani che si apprestavano, come apprendisti, all’attività lavorativa. Utile ricordarlo oggi, in un mondo del lavoro sommerso da una  babele di contratti. Utile ribadirlo, nella nebbia odierna, dove, il lavoro non si sa più dove è di casa, e la residenza è “sdoppiata”, tra legale e fiscale.

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Da Piazza Castello direzione Valentino: sotto la neve

DSC00214Giornata di festa. Perfino il bancomat e la macchina fotografica lo rammentano. Cose. Del mondo materiale. Il muro, con la scritta murale, agisce, per qualcuno, da specchio, nel rammentare la situazione: “sei il mio,  guaio preferito”.  Un tempo, sarebbe stato: “Ehi!”. Ma non sono happy days. Effettivamente, a voler ripensare alle scritte, ci sarebbe da domandarsi: ” Ma come,  è già “toDSC00212rnata” (scritta murale, del centro città, zona quadrilatero) ed è nuovamente fonte di un guaio preferito? (scritta murale ai Murazzi). Allora, il problema è serio. Coazione a ripetere. Allora era meglio non fosse tornata. Mha…se anche le scritte non si mettono d’accordo, figurarsi le persone. Nel mondo attuale, tutto è incrinato. Si entra e si esce con clic, si è “amici” e non si è più amici nel giro di pochissimi secondi, virtualmente, dimenticando che forse, la costruzione dei rapporti richiede qualcosa di più duraturo, di coinvolgente. Rapporti, incrinati, note stonate, navi inclinate, treni inclinati. Insomma, parecchio inclinato. Anche sul lavoro. “O così, o ti inchini”.  La confusione è al massimo grado.  Un po’ come in politica. Professionisti illustri, di filosofia, musica, analisi, che spesso ricordano il medico di pinocchio. Quando mai se ne trovano due capaci di suggerire la stessa cosa?  Professionisti della confusione. Terra rovesciata, cielo increspato. Cosa succede in città sotto la neve? Il Valentino, in lontananza, è stupendo. Le impronte dei piedi sulla neve fresca  fanno pensare a “giri di coppia”.  Dopo il tanto parlare delle cene, fra giri di pizza e giri di carne, ecco che un giro di coppia, meglio, un giro in coppia, forse non guasta. A ben vedere, col torcicollo in agguato, forse solo le mie, di impronte, risultano “spaiate”. Il Valentino esprime tutta la sua bellezza in ogni stagione.  Cellulari e macchinette fotografiche immortalano lo scenario per tenerla “in card”, quando la memoria del cuore, comincerà ad annebbiare anche le menti. O per dire: “sono stato qui”. A voi, un “mi piace”.  Il grande fiume, lentamente, stancamente, si muove, verso Sud. La nebbia in superficie, si dirada.  Cielo lattiginoso. Sopra il ponte, il rumore del tram, verde. Il tredici.  Sembra una Torino d’altri tempi. In lontananza i Cappuccini, avvolti nella nebbia e la Gran Madre, più in basso. Ai suoi piedi “una corona” di bar. Tutto sembra immobile, come lo era una decina di anni fa. Corsi e ricorsi storici.  Una Torino magica. Bianca.

Dalla California. Per la neve

DSC00210Una giornata di neve …..gelata! Fin dalle prime ore della notte. Mobilitati trattori e spalaneve. Giornata surgelata, da immobilizzare ogni organo.  Per questo giorno importante. Mentre gli altri, no?  Freddo e neve, che scendono, copiosa la seconda…Anche dagli Usa, dalla California, festeggiano questa prima neve dell’anno. Sorridenti, con il sole nel cuore e tanta gioia per questa giornata di neve. Sorridenti, felici, pronte a non lasciar cadere neanche un fiocco di neve. Da zona Lingotto, dove risiedono, studentesse in Italia, fino a giugno, si coccolano questa neve, stando bene a non sciupare neanche un fiocco di tanta abbondanza mandata dal cielo. Ormai, il suolo torinese è un panno imbiancato. Da Piazza Castello, fino a Piazza Vittorio la neve prende consistenza. Sembra una giornata di festa. DSC00209

Seconda parte: La crisi la paghi chi l’ha causata.

Oggi, non soltanto è stato un giorno di rientro in ufficio, in fabbrica o scuola, università per coloro che studiano. Come tutti i rientri ci si trova sovente ad affrontare delle sorprese. A volte sono imprevedibili, ma anche quando sono probabilisticamente verificabili, vedi la nevicata di ieri e oggi, per molti rimangono delle sorprese: vedi lo stupore che la neve suscita nei bambini, vuoi per le difficoltà nel raggiungere il proprio posto di lavoro, scuola, università. Ma le sorprese non sono riconducibili solo alle abbondanti precipitazioni di neve; infatti, oggi, mi è stata data comunicazione che anche alcuni settori impiegatizi riferibili al mondo Fiat saranno collocati in cassa integrazione: parrebbe circa duemila.Quest’ultima è una notizia poco gradita che metterà, se confermata, in crisi altre famiglie. Tutto ciò mentre ancora oggi, sotto una Torino imbiancata continuo a vedere gente dormire sotto i porticati, avente come unico giaciglio, un cartone. Possiamo, comunque, stare tranquilli c’è chi pensa loro: v’e’ la social card da 40 euro al mese!