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Torino-Chivasso-Ivrea: il treno della vergogna 2

Stazione Porta Susa, sotterranea. Ore 7.35. Attesa. “Che stazione mirabolante”, afferma qualcuno; peccato per i treni…pensa qualcun altro; trovo molto pericoloso questo lungo tunnel artificiale pensa qualcun’altro. E tra un dire ed un pensare, il piccolo tabellone luminoso illustra ai viaggiatori del sabato mattina che il treno diretto ad Aosta, subirà un ritardo di 30 minuti. Poi, diventati 20, e poi, ritornati nuovamente 30. Motivi? Misteriosi. Ad Ivrea, i minuti di ritardo ritardo-torino-ivrea-1risultano essere 45. E’ ritardo per Trenitalia? Oppure Ivrea è una stazione intermedia e quindi….Comincerò il lavoro letteralmente in ritardo. Ho dovuto telefonare, sul posto di lavoro (non è la prima volta!!). Abitudine. Il ritorno? cinque minuti di ritardo. Il pendolare, la gente comune, continua ad essere penalizzata. Agli occhi della gente, il fumo: TAV, Ponte sullo Stretto, CASE ai terremotati (quante migliaia nelle tende o sono ancora ospitate presso alberghi lungo le coste e che non ci mostrano nelle prime serate di Porta a Porta dello strapagato giornalista di regime?). A proposito di calamità: un ricordo va a quel lontano 1994 quando l’alluvione causò distruzione in molte zone del Piemonte.  Crisi terminata, continua ad affermare qualcuno (ma i posti di lavoro persi si recuperano? o sono persi per sempre?). Le sacche di disperazione esistono in tanta gente che non appare; tant’altra gente riempie i supermercati, tanti però vivono il disagio della crisi in silenzio e la paura del non farcela più a reggere il peso delle scadenze monetarie mensili, mutui, malattie e costi per i sanguisughe di psichiatri, dentisti e specialisti vari dilaga; professionisti, veri e propri macchine da soldi in assenza di una seria sanità pubblica! Non si trovano amici quando le banche potrebbero fregarti la casa perché non riesci a reggere il ritmo di pagamento del mutuo. Questo capitalismo con i suoi tentacoli, con le sue regole ed i suoi ritmi iniqui ed insostenibili è in contrasto forte con la vita a misura d’uomo. …vorrei continuare, per fortuna mi è arrivato un messaggio: “Un abbraccio nel giorno della rivoluzione d’ottobre”.