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A Torino

A Torino oggi non c’e’ il sole di ieri e il tepore gioca a nascondino. Non importa: sempre meglio del freddo polacco. Manciate di coriandoli sparsi lungo le vie torinesi, sono  indice di Carnevale alle porte di qualcuno,  anche nostro.  Cento,  Venezia,  Viareggio, Fano e Senigallia non sono poi così distanti da Gianduja. Tempo speso al “recupero” delle notizie durante il tempo “polacco”. I giornali,  in una settimana,  mi sono davvero mancati e cosi i tg. A proposito: l’escursione termica tra i meno 8 gradi di Cracovia e i nostri “piu'” torinesi fanno sembrare questo clima l’inizio di primavera. Anche se non è  così. Lavati,  stesi,  asciugati,  stirati maglioni e “compagnia”;  idem per  zaino uno e zaino due,  lavati e appesi al chiodo. Ora,  ” viaggero’ da solo,  come scriveva la Perosino. Che dire? La scuola è  ripresa normalmente venerdì,  anche se in realtà  sono io che ho ripreso dato che le attività  didattiche han sempre funzionato regolarmente. La politica rimanda le discussioni interne al PD,  Renzi,  maggioranza,  Bersani,  minoranza,  D’Alema e compagnia,  la sinistra che si aggrega, dopo lo scioglimento di Sel,  intorno ad un nuovo soggetto politico;    Baggio,  divin codino,  festeggia i 50 anni nelle zone terremotate,  esprimendo così la sua solidarieta’ verso quelle popolazioni private di molto,  il Festival di Sanremo ha espresso il suo trionfatore e “partorito” come sempre le sue polemiche sulle esclusioni dei Big. Ci sarebbe molto altro da raccontare osservando lo zaino da poco relegato in soffitta,  ma preferisco avanzare nuove argomentazioni piuttosto che avvitarmi su quelle vecchie. Sfioro lentamente la dolcevita e gia’ mi entusiasmo per non avere addosso altri due maglioni. Va bene così. È  sufficiente. Osservo un’altra volta lo zaino: una buona impresa all’insegna del “siate realisti: chiedete l’impossibile” (Camus).

Un pensiero a Norcia

san-benedetto-foto-borrelli-romano-perugiaTorino,   1 Novembre.  Dicembre si avvicina,  a grandi passi da calendario.  Il centro torinese “pullula” per ammirare la diciannovesima edizione di torino-via-garibaldi-foto-borrelli-romanoLuci d’Artista o in coda per un torino-30-10-2016-foto-borrelli-romanoMuseo. E l’offerta culturale non manca certo. foto-borrelli-romanoSfoglio libri ma non riesco a terminare uno. Sottolineo,  giro pagine,  torno indietro ma non riesco a concludere un capitolo. “Cristo si e’ fermato ad Eboli”.  Cambio libro,  materia. Poi uno sprazzo,  la memoria corre e scorre istanti trascorsi a Perugia. Ricordo una citta’ e una regione meravigliose  scoperte in lungo e largo e una fontana,  perugina,  che ho ammirato e studiato per mattine intere. Si. C’era anche San Benedetto tra le tante statue sulla fontana. Sfoglio il giornale di ieri,  una ricerca su internet. Volontari,  sfollati,  ultime notizie e ancora scosse. Cerco,  ricerco. Eccolo. Avevo ragione. Trovato.  Desidero tornarci. Presto. Un abbraccio a tutti i norcini.

Col cuore al Centro Italia

torino-30-10-2016-foto-romano-borrelliDomenica 30 ottobre. L’ultima di un ottobre 2016. Notte più lunga delle altre per via di un’ora legale che lascia il posto a quella solare. Sette mesi dopo. Mi giro e rigiro nel letto avendo definitivamente da un pezzo sfrattato il sonno. Decido di alzarmi e lasciare nel letto solo il tepore e le lenzuola stropicciate. Un caffe’,  nero,  espresso con un occhio fuori dalle finestre.  Mattinata più lunga e sofferta. Cellulare e tg passano brutte notizie.  Le notizie provenienti  dall’Umbria e dalle Marche infatti non sono delle migliori. Il terremoto continua a far paura,  devastare,  distruggere. Penso alle due regioni che l’estate scorsa mi hanno ospitato per lunghi periodi. Tristezza. Patrimoni artistici, culturali,  case e altro ancora,  giu’. Non posso far nulla tranne che stringermi a loro in un abbraccio virtuale. Col cuore al centro.

Un “infinito” amore.

Buongiorno Roma

20160824_062851È  un caffè  lungo e amaro allo stesso tempo. Tre sorsi. Lunghi. Dalle 3 e 36 alle 6. 30 circa. Paura. Forte. Lunghissimi e interminabili secondi e il terremoto torna a farsi sentire. Una due tre e chissà  quante volte. Momenti lunghi alla ricerca di un muro portante che non so dove dia,  perché  non è  casa mia. Scendo alla ricerca del cortile. Lo trovo. Due piani, a piedi,   non e’ difficile. Il muro portante non saprei proprio dove individuarlo. Siamo in tre,  che abbiamo avuto la medesima idea.  Cerchiamo  di passare il tempo. Chiacchierando. Ci raccontiamo altre esperienze: uno dei due mi rassicura su come e’ la conformazione di Roma e l’altro mi racconta duemila anni di storia,  incendio,  invasioni,  barbari ma “lui” no. “Roma e’ vuota sotto”.  Qualche luce dalle camere ai piani della casa, primo e secondo,  a due passi da Termini, si accende,  segno che lo abbiamo sentito in molti,  qui. Ho freddo. Non so se sia per via della magliettina o la paura di quei lunghissimi secondi einterminabili. A meta’ cortile smanetto lo smartphone e capisco da subito che la situazione e’ drastica. Perugia: 6. 4 di magnitudo. Qualcuno posta che ad Amatrice la situazione e’ gravisdima. Cerco e mi arrivano notizie dai centri tramite i social. “Amatrice non esiste piu'”,  rimbalza un post.  E’ passata un’ora circa,  da quando siamo qui sotto.  “Ora posso salire” e salgo mentre gli alri due restano. Due piani in senso inverso evitando l’ascensore. Chiave nella toppa entro in camera. Mi distendo,  vestito. Un attimo e ancora tutto si muove. Forte. Terrore. Panico. Paura. Ma è  un’altalena. Ancora. E’ lui. recupero una camicia,  questa volta,  e scendo ancora cortile. Dove gli altri due erano rimasti. Ora ci fa compagnia anche una fam. milanese. Stazioniamo ancora in centro.  Un po’. Riguardo ancora il cellulate e un messaggio mi ri-riposta “Amatrice non c’e’ piu'”.  Pensavo agli amici perugini. Ma e’ un tam tam. Accumoli,  le Marche… Passa ancora un po’ e risalgo. Ma intorno alle 6.00 e’ ancora li che non bussa e non chiede. Ho sentito male? No. Scendo. Vado a Termini. Faccio il biglietto. Oggi torno. Un caffè  lungo e amaro. Tre sorsi.

Un pensiero a tutti coloro che sono stati coinvolti in questa disgrazia.

Avevo programmato alcuni giorni di permanenza nella capitale per poter svolgere una visione e studio attenti sui dipinti del Caravaggio nelle varie Basiliche romane e presso la Galleria moderna,  un salto ai musei capitolini e un ritorno ad Assisi e Spoleto. Solo un paio di queste cose poi il rientro. Non riesco,  attanagliato da paura e ansia e poi,  meglio così,  interrompere. Giusto così. Sarà  per un’altra volta. Il tutto era in vista del nuovo anno scolastico,  al fine di avere materiale per i ragazzi. Provvedero’ in seguito a pubblicare qualcosa.

Terremoto HAITI: Solidarieta’. Ora

Dal quotidiano  LIBERAZIONE del 14 Gennaio 2009.

Un sisma di terrificante violenza distrugge Haiti, uno dei luoghi piu’ poveri della  terra. Un terzo della popolazione colpita, 500 mila i morti, forse di piu’. Ore decisive per trarre i vivi dalle macerie. Alla comunita’ internazionale e’ richiesto il piu’ grande moto di solidarieta’.  Il violento sisma ha raso al suolo la capitale di Haiti Port-au- Prince(Servizi alle pagine 2 e 3). Articoli:

Haiti e’ in ginocchio: i morti non si contano.

Povera, analfabeta e quasi senza governo. L’isola degli ex schiavi in ginocchio da sempre.

“Gli ospedali sono distrutti, il nostro personale disperso”

Terremoto, basta con le comparsate dei politici. Prc fa funzionare Mensa, Apre asilo popolare, Raccoglie

TERREMOTO, BASTA CON LE COMPARSATE DEI POLITICI. PRC FA FUNZIONARE MENSA, APRE ASILO POPOLARE, RACCOGLIE FONDI

palazzo-del-governoLa presidente della Provincia dell’Aquila Stefania Pezzopane ha perfettamente ragione a denunciare, come ha fatto oggi sulla stampa, la sfilati di ministri che vanno nelle zone terremotate dell’Aquila non per dialogare con il territorio ma per farsi riprendere dalle telecamere.

I politici italiani di ogni schieramento farebbero bene a mettere a disposizione le loro strutture per inviare aiuti e dare una mano, invece di andare nelle zone terremotate solo per farsi pubblicità. Servono ora, superata la prima emergenza di aiuti sanitari e alimentari, psicologi e operatori sociali per gestire il grande, terribile, trauma del terremoto, specialmente verso bambini e anziani, ma al presidente-muratore Berlusconi forse questo interessa poco perché non vi sono imprese pronte a guadagnarci, in questo caso. Per quanto riguarda Rifondazione comunista, senza alcuna comparsata in loco di dirigenti nazionali, l’opera di solidarietà con le popolazioni colpite dal terremoto continua a pieno ritmo. La cucina da campo ora montata a San Biagio in Tempera, a pochi chilometri dall’Aquila, sforna 400 pasti a pranzo e a cena, mentre da oggi funziona, sempre a San Biagio in Tempera, l’asilo popolare, un vero centro di raccolta e di aiuti psicologici per far divertire e far superare il trauma ai bambini, dove sono già in funzione attività ludiche e ricreative, compreso un piccolo teatro, grazie anche all’azione di due psicologhe volontarie che sono già attive nel campo, ma l’invito a tutti gli psicologi, maestri/e e animatori sociali è di rendere disponibili a fornire la loro opera volontaria all’email doraonlus@yahoo.it .

Prosegue anche a ritmo serrato la raccolta di materiali (generi alimentari, indumenti, generi di prima necessità) con l’invio da parte di tutte le Federazioni provinciali abruzzesi e di quella nazionale di 6/7 camion al giorno di aiuti.

Inoltre, il Prc raccoglie le disponibilità ad ospitare sfollati in diverse regioni d’Italia (finora sono state 250 le disponibilità raccolte, sia in Abruzzo che in altre regioni) come pure raccoglie gli elenchi dei volontari disposti ad aiutare e dare il cambio alle squadre delle Brigate di solidarietà attiva, con una turnazione ogni 5 giorni, squadre ad oggi composte da una trentina di volontari, iscritti e non iscritti al Prc.

L’invito a singoli o strutture che abbiano la possibilità di accogliere gli sfollati è quello di chiamare il numero 085.66788, numero della Federazione Prc di Pescara. Mentre per partecipare alle Brigate di solidarietà attiva si può scrivere a piobbico@hotmail.com.  Rifondazione comunista ha anche aperto un conto corrente bancario per inviare, da parte di tutti i cittadini, un contributo economico per i terremotati dell’Abruzzo.

Conto corrente Bancario RIFONDAZIONE PER L’ABRUZZO –

IBAN: IT32J0312703201CC0340001497

9 Aprile 2009

Fonte: www.paoloferrero.it

Nuovo record: “Superate le mille visite al blog”

statistiche-record-7-aprileNella giornata di ieri 7 aprile 2009, il blog ha ottenuto 1003 visitatori, come consueto fare in caso di record, ringrazio i Visitatori tutti. A trainare è stata la pubblicazione delle tante fotografie della bella manifestazione della Cgil del 4 aprile 2009.

Di certo non avrei sbandierato record o share, se l’argomento trattato fosse stato il terremoto in Abruzzo, così come ha fatto il Tg1 in modo davvero “vergognoso”.

Guardare questo video per credere.

Attraverso il Blog voglio esprimere la solidarietà agli abitanti abruzzesi colpiti dal sisma, che ha causato lutti, gravissimi danni e disagi alla popolazione. Tim, Vodafone, Wind e 3 Italia, d’intesa con il Dipartimento della Protezione Civile, hanno attivato la numerazione solidale 48580 per inviare Sms da 1 euro, che sarà interamente devoluto al Dipartimento della Protezione Civile per il soccorso e l’assistenza. 2 euro se la chiamata è da rete fissa di Telecom Italia, utilizzando lo stesso numero: 48580