Archivi tag: Taranto

Un abbraccio da…

Torre Lapillo, Le.22 8 2016 foto Borrelli RomanoIl tempo rimasto è  davvero poco e decidere cosa farne è  impresa ardua. Non mi aiutano i ricordi sulle rette e i vincoli di bilancio:”burro o cannoni”?  Al diavolo le curve e l’economia. Qui si parla di emozioni e sentimenti. Le giornate si accorciano e il tempo stringe. Bastasse solo la macchina da cucire per agire sul tempo… sarei a cavallo. Cavallo,  vita,  cerniera,  cucire… ma qui ed ora non e’ affar da macchina da cucire. E allora quel poco che resta,  di questa estate 2016, cerco di  marcarlo a fuoco nella memoria colori,  odori,  profumi,  persone,  visi,  voci. Dopo aver preso contatto con me stesso,  e quindi appena sveglio,  decido che il modo migliore per marcare tutto quello nella mente è  salire in macchina e percorrere un po’ di km della Costa e salire in qualche punto più in alto,   osservando Torre Lapillo,  Torre Chianca,  Porto Cesareo e oltre. Verso S. Isidoro,  Porto Sevaggio e provare ad immaginare Gallipoli. Allontanarmi per poi avvicinarmi. Invidio un po’ il viaggio raccontato e scritto da Roberto Gianni’ sul Quotidiano di Lecce. È  interessante e lo seguo sfogliando il quotidiano,  fin dal suo arrivo a Taranto. E’ una bella storia d’avventura,  un diario,  un resoconto. Mi faccio un the,  prima di nettermi in macchina. La bustina lentamente cede il suo colore al liquido bollente fino a diventare uniforme. Ecco,  cosi dovro’ fare,  assorbire lentamente tutto il circostante e farne il pieno per le giornate vuote di colori e bianche di nebbia.  Dopo averlo sorbito mi metto in macchina e vado,  direzione Taranto,  fino  a Torre Lapillo e oltre,  ai confini del borgo. Torre Lapillo (Le) foto Romano Borrelli 22 8 2016Raggiungo  Torre (Lapillo), e mi accorgo che   molto è  cambiato negli anni e ora pullulano ristoranti e alberghi. Ricordavo soltanto  il B. O.  e il Gabbiano. Dal B. O.  bar la musica si spandeva e per noi ragazzi era un porto. A quel tempo erano situati dalle parti della fontana,  vicino le giostre,  dove ci si dava appuntamento e ci si incontrava,  dopo le 21,  per “fare le vasche”. Dopo il mare del mattino e del pomeriggio. E poi A. M.  era piacevole,  elegante e… interessante oltre che prosperosa  e molto graziosa e piacevole era camminare e parlare di quell’autore che dava il nome alla via, Tolstoy,  adiacente alla sua: Gentile. Avevamo 15 anni? Probabilmente,  si. Parcheggio l’auto ai bordi dell Torre,  con i suoi tre archetti e molti scalini.   Torre Lapillo, Le 22 8 2016 foto Romano BorrelliAll’ombra della Torre  “accumulano” fresco  tre anziani. Due si son portati la sedia da casa,  come fossero fazzoletti di carta (gia’,  perché  non mettere delle panchine? una fontana? ) mentre uno è  in bici. Canottiere e camice e gocce di sudore che incorniciano il viso. Dalla parte opposta arriva a piedi un amico,  sigaretta tra le labbra e braccio e avambraccio occupato da una sedia pieghevole,  e andamento lento. Le sedie qui sono utili e in paese, lo sono doppiamente: indicano un passo carraio ed un divieto di sosta. Guai a spostarle. I tre  parlano di calcio. Mi chiedono di Milan Torino “ehi tie… “e in due battute me la raccontano loro,  vedendo che ne sapevo poco, pur avendo i giornali sotto manoe  pur tifando Torino. Non lo avessi mai detto. Uno mi dice provenire da Pinerolo. Ovvio “ehi… iou egnu te… “.  Probabilmente avra’ visto recentemente un film di Toto’. O Fantozzi. O conosce il Galup.  E’ di Veglie e mi domando come faccia a conoscere Pinerolo. E cosi ridiamo insieme,  e parecchio. Mi congedo,  da loro. Recupero gli scalini e vado su. 20160822_084129Salgo e arrivo in cima. Osservo come un marinaio. Mano a visiera. Torre Lapillo(Le) 22 8 2016 foto, Romano BorrelliMi giro,  rigiro  viso e corpo e trattengo il tempo. Il mio. O forse vorrei. Taranto verso Occidente e Gallipoli a Sud. La taranta sta per mordere. Mordera’ il 27 agosto. Torre Lapillo, Le; 22 8 2016 foto Romano BorrelliTrattengo fiato e tempo. Torre Lapillo(Le) 22 8 2016 foto Romano BorrelliIl mare ha gli occhi lucidi. Forse ha capito che tra poco il sole non fara’ più l’amore. O forse si. Scendo gli scalini.  Mi rimetto in macchina e vado oltre Torre Chianca,  a Porto Cesareo. Qui c’è Porto Cesareo, Le 22 8 2016, foto Borrelli Romano la villa e passa la banda. E’ festa,  e’ stata la festa di Santa Cesarea con processione in mare. E ora dicevo,  musica,   maestro e ” musicisti”.  Camice bianche e pantaloni neri. Penso a Moretti: lui avrebbe canticchiato il motivo,  come fece nella “stanza del figlio”,  girando le scene in Ancona. Porto Cesareo, Le.22 8 2016 foto Borrelli RomanoSuonano. Il ficarolo è  sempre li che tenta di vendere “fiche e ficatigna senza spine” Il furgoncino si puo’ trovare  dalle parti del bar   “Bei tramonti” dove i turisti senza fine fanno la fila per  consumare la loro colazione. Mi ci metto anche io in fila. Esagero Tre pezzi differenti. Mi accomodo e comincio dal pasticciotto. Molto buono. Termino  con questo. Il resto,  a casa. Individuo,  seduto,  il dottore di un tempo,  il “ricamatore” delle ginocchia dei bambini. Bravissimo chirurgo,  juventino sfegatato. Ha gli occhi piccoli. Parliamo e intercetta ricordi e tra una estate e l’altra mi inserisce nel discorso Boniek,  Platini,  Vignola,  Tacconi,  Mauro Baggio e Del Piero. E ridiamo! “Su dintatu nonnu” mi dice con orgoglio. “Fijama stae subbra”per dirmi che come molti si e’ traferita al nord. “Ma siamo tutti felici”. Ci salutiamo e “butto un occhio” alle barche in arrivo e ai pescatori. Da queste parti,   quasi in ogni paese pare sia passato San Pietro… foto, Borrelli Romano Molto movimento. Parecchio. Giro. Le magliette “salentu,  lu sule,  lu mare,  lu jentu”. Si. Per alcuni. Il ricordo. Porto Cesareo,(Le) 22 8 2016 foto Borrelli RomanoLe cartoline. Ah,  si. Qualcuno mi ha chiesto una cartolina. E allora,  Porto Cesareo, 22 8 2016 foto Romano Borrelli“un abbraccio da Porto Cesareo”.

Lecce o Ravenna? Matera capitale europea della cultura 2019

Foto, Romano Borrelli (3)Ormai ci siamo quasi. D’accordo, le città candidate sono anche altre e tra queste Matera, Cagliari, Siena, Taranto. Ognuna meritevole di titolo, ciascuna capace di esprimere una bellezza straordinaria. Ma quale sarà la capitale della cultura in europa nel 2019? Il cuore, naturalmente, batte, tra le radici.

Oggi e’ una giornata di sole.  Di svolta. Vedremo di chi sara’ il titolo.

…Il titolo e’ stato assegnato a Matera…in ogni citta’ vi erano schermi dove venivano proiettate immagini….La citta’ dei sassi ha avuto la meglio sulle altre. 13 commissari dovevano eleggere la citta’ “capitale” della cultura europea per il 2019: Matera ha incassato  7 voti e  ricevera’ un premio in denaro da spendere in manifestazioni culturali. La notizia e’ stata data dal Ministro Franceschini. Un po’ di delusione nelle e dalle  altre citta’ candidate. E anche mie, ovviamente, che gia’ di prima mattina mi ero svegliato con questo pensiero: quale citta’  si aggiudichera la vittoria? Ora posso dirlo, in fondo in fondo, il cuore batteva per Lecce, per il Salento, per quel mare, sole, terra, ulivi, vigne, le orecchiette, i pasticciotti…il Quotidiano al mattino e il caffe’ Quarta, spesso e bollente. Un’alba e un tramonto non soltanto da vedere ma da “Belvedere”. Avrei voluto essere li, per abbracciare l’intera citta’ che ci aveva creduto fino all’ultimo. In ogni caso, da parte mia, ho provato a lanciare un modo alternativo per far amare sia Ravenna, prima, sia Lecce poi.  Spesso ho pensato ad una modalita ‘di fare “scuola”passando dalla scuola di massa alla scuola di massa”. E l’esperienza non e’ stata male, anzi. Suscitare interesse per la cultura, l’arte, la geografia in “una frazione di intervallo”, anzi, due, non e’ stato semplice, soprattutto in fase di “vigilanza”. Non e’ stato un multitasking ma una sfida educativa. Come e’ possibile educare in una societa’ liquida? Nuove sfide educative? Certo, ora sarebbe bello approfittare della vittoria di Matera per effettuate un piccolo passo avanti, vedendo, studiando Pasolini e il suo film, girato a Matera, “Il Vangelo secondo Matteo”. Senza dimenticare che altri 50 film sono stati girati nella città lucana. A scuola, sarebbe stata una bella e ulteriore sfida poter fare scuola…Comunque, complimenti a Matera. Ti guardo e ti riguardo e mi dico  che sei davvero bella. Verro’ a visitarti. In fondo, da Lecce e da Taranto disti davvero poco.

una giornata ricca di avvenimenti. A Torino, fin dal mattino gruppi di studenti in attesa in Piazza Arbarello per marciare insieme agli operai e la Fiom in vista della  manifestazione-sciopero  indetta dalla Fiom: 10 mila contro la riforma del lavoro che toglie diritti. In diecimila scendono in piazza e se la riprendono. Tutti contro il jobs act.  Non succedera’ come con le pensioni. Un fiume in piena, Maurizio Landini dal palco. Una ventina di pulmann, un anticipo della manifestazione della prossima settimana. Si sono registrati momenti di tensione tra antagonisti e forze dell’ordine.  Giornata calda, insomma, a Torino.

Anche a Terni Fiom in piazza. In trentamila hanno manifestato in citta’, non solo operai ma una citta’ intera. La tv rimanda immagini di ragazze piangere per il lavoro che lentamente muore.

A Torino  era previsto il vertice europeo dei ministri del lavoro, aperto al teatro  Regio . Un punto sulla situazione a partire dalla carta rta dei diritti firmata qui a Torino, il 18 ottobre del 1961. Domani e’ prevista la presenza del presidente della Camera Laura Boldrini. Infatti, l’incontro-vertice continuera’ anche domani. Ma il lavoro dove e’?

Gia’, il lavoro…alle 16.42 “la puoooorta” si e’ chiusa. Verso,”sud” se ne apre un’altra. Tra dolci colline…..Ravenna. Stazione. Foto, Romano Borrelli (2)

Mare: “un amore così grande, 2014”

Torre Lapillo, 2 agosto 2014. Foto, Romano BorrelliTorre Lapillo. 2 agosto 2014, foto Romano BorrelliTorre Lapillo. 2 agosto 2014. Foto, Romano Borrelli

 

Tra una visita e l’altra al barocco leccese una passeggiata e buone letture sulla spiaggia, al tramonto e all’alba. Tra le pieghe dei libri, pagina dopo pagina,  immaginare di vivere tante vite. Altre vite, quando la propria pare non essere sufficiente. O all’altezza. E la si vorrebbe migliore, diversa. Con alcuni tratti da cancellare e rifare.  Il sole, all’alba o al tramonto, ci vendemmia. Chiudiamo gli occhi davanti  un’infinita bellezza, senza orizzonti.  Vediamo nuotare in un lago (originariamente, ma qui e’ mare) infinite promesse. Le promesse mancate. Promesse mancanti in questo zaino che ci accompagna sotto cieli diversi.  Mare e cielo che ci sfilano un sorriso. Mare, cielo e sole. Mi piace questa ipotetica figura. Colgo l’attimo esatto in cui un pallone calciato dalla riva giunge quasi sotto la sfera del sole, così ben rappresentato. Così come è stupendo osservare le sfumature dei colori quando il sole si nasconde dietro una pianta di quel che è rimasto di una vecchia duna. Quante, quanti e che belle sfumature in un gioco di nuvole in cielo di questa parte di Salento. Mi siedo sulla sabbia che sembra appena ripulita, una esibizione di bellezze di costruzioni che solo i bambini riescono a comporre. Il ripasso del “taccuino” (ovviamente, quello di Simone Weil) con appunti a matita. Osservazioni, analisi. Dall’attenzione all’osservazione. Bimbi, braccioli alle braccia che giocano senza mai conoscere il senso della stanchezza sotto occhi vigili delle mamme e dei papà, rigorosamente in canottiera.   Osservare i loro giochi  mentre si improvvisano, sabbia tra le mani, architetti del futuro: castelli, case per tutti, senza dimenticare nessuno, con una chiara idea del diritto alla casa  e pesci, moltiplicati in continuazione, insieme al pane, per sfamare tutti coloro che versano in condizione di povertà (disegni che paiono passi del Vangelo). Bambini, costruttori di relazioni sociali e pontieri fra culture differenti. E pensi ad Otranto, Santa Maria di Leuca. Bambini, scrivevo.  E forse, un giorno, pescatori. E mentre giocano a costruire ponti ripassano geografia e divengono ambasciatori di pace e ottimi politici. Bambini, portatori di speranza, di pace, di futuro migliore: “Davanti la Calabria, poco a Nord, Taranto A Sud, l’Africa… e intrecciano discorsi sul lavoro, che manca,  come è quel poco che ancora non è stato colpito come altre cose che terminano in “zione” (delocalizzazione, finanziarizzazione…) sul sindacato, su questioni ambientali, sul cibo, che basterebbe per tanti eppure …,migrazioni, richiedenti asilo, per loro. Per loro, i grandi, per loro, i piccoli. Asili che mancano…Idee in abbondanza. E’bello vederli correre, secchielli alla mano, mentre provano e riprovano a “svuotare” il mare e riempire una buca che assorbe continuamente ogni goccia d’acqua. Costruire e distruggere. Paiono Cartesio. “Se si vuole costruire qualcosa bisogna distruggere le certezze”.Corrono, eccome se corrono.  I miei disegni, le mie scritte, non resistono. Ci pensa il mare. L’ acqua e’ azzurra, chiara, cristallina, pulita. Ma non da bere, anche se dal lido Belvedere, Battisti e anni ’70-’80 vanno che è un piacere.  Qualche barchetta, i pedalo’, a 12 euro l’ora, o una canoa . 7 euro ad un posto, 12 euro per due. Qui tutto qui e’ tranquillo, anche dalle parti di “bassa marea”. Quella alta, che faceva riferimento alle migliorate condizioni economiche che faceva salire tutte le barche, frase celebre del Presidente F. Kennedy, e’ parecchio lontana, ferma al 1947. I bambini continuano i loro giochi. Li osservo pensando se staranno, tra qualche anno, peggio o meglio dei loro genitori. Per ora , meglio lasciarli concentrare sui loro giochi e costruire sogni e speranze.

Torre Lapillo, Lecce. Estate 2014. Foto, Romano Borrelli

 

Torre Lapillo, Lecce. Estate 2014. Foto, Romano Borrelli (3)Torre Lapillo, Lecce. Estate 2014. Foto, Romano Borrelli (2) Un po’ di dolcezza, con un pasticciottoTorre Lapillo, Lecce. Il pasticciotto di primo mattino. Foto, Romano Borrelli da far surfare su questa tavola azzurra,  spicchio di mare che non è solo un nome di Lido, ma che lo è di fatto: “Belvedere”, e quando il sole comincia a farsi alto, e vendemmiarci troppo, un salto nell’entroterra, tra gli ulivi,Salento. Una panchina tra gli ulivi, per una buona lettura. Foto, Romano Borrelli a ricavarsi una panchina, per una buona continuazione di lettura.Salento. Estate 2014. Foto, Romano Borrelli

 

Torre Lapillo. 2 agosto 2014. Foto, Borrelli Romano

Paradossi

Piove copiosamente su Torino, ormai da diverse ore. Piove di tutto, anche lacrime. Grida di disperazione, di chi cerca lavoro, seguendo nuove modalità, post-it lungo le vie della città, di chi il lavoro lo ha perso entrando così a far parte di quel quasi 12% di disoccupati a livello nazionale. Lavoro. Proprio all’insegna del lavoro era iniziato il Tff. Con una sedia vuota. Nonostante fosse previsto l’arrivo del “regista”. Sono rimaste solo le proteste. Gli echi delle proteste. Chissà…

Post-it. E  pensare che alcuni anni orsono con quei post-it si svolgeva attività e militanza politica. Pochi anni che sembrano altra era. Domenica in tre milioni si sono messi in coda per le primarie.

Tempo-scuola. Il barometro nonlo  indica buono. Anzi. Pioggia come doccia gelata. Sul corpo. Paradossi. Dopo aver subito spallate in ogni settore: scuola, sanità (sei manovre come una scure su quest’ultima negli ultimi cinque anni e la possibilità che non sia piu un servizio universale, con un sistema per ricchi ed uno per poveri!) e molto altro…Domani, forse, per quanto riguarda il mondo del continuo sprofondamento senza ritorno, quello della scuola, un incontro a Roma…sindacati convocati: chissà che non si muova qualcosa…”Nubifragi” permettendo. Emergenze e metafore, strane coppie, ma sempre bene accoppiate, in questo periodo.

Continua a piovere. Il rumore della pioggia, in una scuola “privata” dalle sue grondaie, e dei suoi lavoratori produce uno strano rumore, un effetto particolare. Rischia di fare…acqua, da tutte le parti. Metafore. 

Rumore, che invita alla riflessione. Io. Noi. La chimica. Un  rumore, quello  della pioggia, diverso dalla bellissima musica che ascolta una coppia, “La giostra” (Negramaro)…forse sulla giostra han posto le loro emozioni, da frontiera, mentre la coppia è sugli abissi. Ma non importa. Ora ballano. Per la frontiera, come confine o luogo morale tra consentito e illecito ci sarà tempo…Nessuna riflessione. Pero’ la musica è bella, la canzone anche. Bellissima.

Osservo alcune fotografie di una scuola marchigiana, la Martin Luther King, a Maiolati Spontini, costruita con materiali ecocompatibili. Che differenza.

Un pensiero a Taranto e ai suoi operai.

Ombrelloni chiusi.

Ombrelloni chiusi contro la legge Bolkestein, alle undici di mattina, Frecce in cielo  che disegnano e colorano come i “Fioretti a squadre” sul tetto del mondo. Diritto al lavoro e diritto all’ambiente, da coniugare, a Taranto, e non solo. Olimpiadi d’oro, ma non per il nuoto.

Quando gli ombrelloni riapriranno continuero’ la lettura del libro di Marc Augé, “Diario di un senza fissa dimora“, e “La Storia” di Elsa Morante.

Preoccupazione sul fronte del lavoro, in particolar modo per il destino di Mirafiori. Disoccupazione al massimo: quasi tre milioni in cerca di lavoro. Politiche del governo preoccupanti. Tasse per studenti universitari fuori corso incrementate. Si poteva far pagare molto di piu’ coloro che piu hanno. Le fasce andavano ripensate. Sicuramente.