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Giuseppe Torre da 80 anni sacrestano a Maria Ausiliatrice

Torino, 21 febbraio 2014. Eccovi – come promesso – il bel racconto del Nostro “Sig. Torre” nella odierna edizione de La Stampa scritto dalla giornalista MARIA TERESA MARTINENGO.

Da Ottanta anni sacrestano a Maria Ausiliatrice

Torre GiuseppeNovantotto anni appena compiuti e poco meno di ottanta trascorsi a prendersi cura della Basilica di Maria Ausiliatrice ogni giorno. Una vita speciale, quella di Giuseppe Torre, di Villafalletto, classe 1916, coadiutore salesiano (laico con le stesse regole dei sacerdoti), spesa nella cittadella di Don Bosco, vista mutare nel tempo come pochi altri.
Gli auguri del sindaco. Ieri Torre – gentile, entusiasta, sempre pronto all’aiuto – ha ricevuto gli auguri del sindaco.
Glieli ha portati un giovane amico, Romano Borrelli, che ha segnalato a Fassino un torinese schivo ma importante per l’impegno dedicato a uno dei gioielli della città, la basilica di Valdocco. «Torino si rispecchia anche in anonimi portatori di dignità e solidarietà che hanno contribuito a farla diventare la nostra preziosa Torino», ha scritto il sindaco, che ha definito Torre «persona fuori dall’ordinario, attenta e sensibile». …

 

Ieri, 20 febbraio, riportato il saluto del sindaco di Torino  Piero Fassino a Giuseppe Torre,  su TorinoClick:

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La storia importante: Antonio Corapi, richiesto da alcuni lettori

DSC00162Alcuni lettori del blog, hanno chiesto, se era possibile vedere DSC00128 i due quadri dipinti dal Sig. Corapi, relativi ai santi sociali torinesi e il testo della canzone “Il ragazzo”, elaborazioni artistiche  che stanno bene insieme.

Come è stato detto è una persona industriosa, grande lavoratore, ricco di fantasia e molto interessato agli aspetti pedagogici e della scuola in genere.

Il signor Corapi ha posto numerose domande sull’universo giovanile oggi, sul disagio e sulla questione lavorativa  rispetto ai grandi cambiamenti della società. Sui laboratori e sugli oratori. Sugli apprendisti e alcuni lavori del passato che non esistono più.  Il suo modo garbato e gentile riflettono una vita pensata e vissuta come un viaggio, lungo, non sempre comodo, talvolta faticoso, problematico, ricco di ponti che spesso ne hanno spezzato il ritmo.  Nella sua vita ha sempre saputo, grazie al proprio estro, che per ogni problema, esiste anche una soluzione. Ed è grazie a quei ponti, attraversati al suo passaggio,  che è riuscito a farne il simbolo più importante della sua vita: il punto di congiunzione fra passato e avvenire. Una pagina di storia ben scritta, ben riuscita, senza aver mai dimenticato la terra natia, il mare, la collina. Il passato e il futuro da disegnare, scrivere e cucire, per sé e per i figli. Un quadro di vita ben riuscito.

Ora, pero’, se potete, passate a dare un’occhiate presso il suo laboratorio:

Corapi Antonio, Via Ignazio Giulio, 27. Torino. (zona Anagrafe).