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29 luglio: santa Marta

L’asfalto è lucido,  sembra bagnato.  Alle 13. 12,  il dislpay oltre la “rotonda” stradale che unisce Settimo Torinese a Torino ci informa che e’ il 29/07/2018 e che in quel “fazzoletto”di cittadina ci sono 37 gradi e  poi 38. La palina del bus 49,  fermata “Centro Sportivo” di Settimo,  direzione Torino,  segna che il bus passerà da qui alle 13. 21. Per non perderlo arrivo prima.  Come molti altri,  in uscita da un ospedale,  chi per trovare parenti,  chi amici,  in una domenica del Signore che ricorda Santa Marta.  Non lo vedremo,  in gruppo, appollaiati come tanti turisti giapponesi sotto la pensilina, un po’ di lamiera e qualche cespuglio, almeno fino alle 14. 06. Nessuna indicazione sul perché del ritardo. Chi ha un dispositivo  “app” sul cellulare informa il gruppo in attesa che l’arrivo “scivola” via dalle 13. 56 alle 14. 05. Uno dietro l’altro,  come tanti vagoncini di un treno,  ci giriamo e avvisiamo il nostro vicino. Quasi un’ora di attesa mentre dall’altra parte,  direzione Settimo,  ne passano due,  di bus. Una volta saliti,  e giunti a Torino,  in via Bologna e fino alla rotonda, un tempo luogo della stazione Dora,  il bus si riempie fino all’inverosimile. Ci vorrebbe un autosnodato per contenerci tutti, con mercanzie varie a corredo. Il bus ad ogni fermata tossisce,  espettora. Nessuno sciroppo potrà rimetterlo in sesto. Almeno nell’immediato. Al suo interno-inferno,  è  un festival di profumi.  Le macchinette azzurre “bip” restano “disoccupate” o “sottoutilizzate”.  Il pensiero corre alle rilevazioni: se ci saranno delle “contabilità” su quanti clienti hanno usufruito (e prendono,  perché  oramai è  un po’ di tempo che uso questo bus,  mentre prima identica sorte,  in alcune fasce orarie, accade per 3-16 tra rondò della forca e ospedale Maria Vittoria) del passaggio- bus,  la macchinetta potrebbe “dirci”: pochissimi! Un brivido caldo  corre lungo la schiena: e se dovessero tagliare le corse ulteriormente perché non giustificate dagli utenti? Gia’…. Un tempo erano gli omini Doxa a segnalare entrate e uscite e contabilità… quando la tecnologia era lontana e vicina da venire.   E quindi corse e passaggi. Oggi dovrebbe essere questo affarino blu a rendicontare. Mi piacerebbe verificare quante persone oggi su quel bus sono state contabilizzate e smentire.  Forse sarebbe il caso di mobilitare il personale gtt… forse… Cosi da cominciare a capire che sono piu adatti i bus doppi. Avere dei bus migliori, senza tosse,  sani e robusti,  costituzionalmente,  tutti,  ognuno come puo’,   paline con orari esatti, aria condizionata…. E pensiline e panchine per anziani,  in attesa.

Ps. Ultima considerazione. Anche  le “pipinare” di Pasolini bell’Italia anni ’50,  Roma, si preoccupavano del biglietto.

Oggi,  Santa Marta…. qualcuno indicava la giornata di oggi come la più indicata per andare alle urne…

Interrogazione alla Giunta regionale Piemontese di Rifondazione Comunista Antibioticos

Lavoratori Antibioticos, Rifondazione Comunista è con voi. Ecco l’interrogazione in Consiglio Regionale. Promessa mantenuta.

 

Al Presidente del Consiglio regionale del Piemonte

INTERROGAZIONE ai sensi dell’articolo 18, comma 4, dello Statuto e dell’articolo 89 del Regolamento interno. a risposta orale in Aula a risposta scritta
OGGETTO: Crisi Antibioticos di Settimo Torinese.

Premesso che: l’azienda Antibioticos S.p.A., ex Farmitalia di Settimo Torinese, del Gruppo Fidia Farmaceutici, ha comunicato l’intenzione di procedere con la messa in mobilità di 95 lavoratori su circa 250 attualmente in organico.

Considerato che: l’eccedenza è causata dalla dismissione di un intero reparto produttivo e che i lavoratori interessati sono in buona parte assegnati allo stesso oltre ad indiretti alla produzione ed altri ancora del reparto “fermentazione”.

Appreso che: il 17 luglio in un incontro tra le parti presso l’A.P.I. di Torino, è stata raggiunta un’ipotesi di accordo che pare preveda la ricollocazione di circa 15 lavoratori presso lo stabilimento di Rodano (MI) e un integrazione economica ai lavoratori che saranno messi in mobilità, tra i quali circa trenta potrebbero avere accesso alla pensione nel biennio prossimo.
Preso atto che: lo stabilimento Antibioticos di Settimo Torinese, negli ultimi 15 anni ha più che dimezzato il numero dei dipendenti e che la perdita di una intera tipologia di prodotto potrebbe mettere seriamente a rischio la sopravvivenza dell’intero stabilimento.

INTERROGA la Giunta regionale, per sapere:
• se sia al corrente della situazione descritta in narrativa;
• se non ritenga utile procedere con una rapida convocazione delle parti per valutare la possibilità di utilizzate tutti gli strumenti utili ad evitare l’ennesima perdita di produzione e posti di lavoro sull’immediato e in futuro;
• se non si ritenga, inoltre, di intervenire, anche tramite politiche attive, per rilanciare stabilmente questo importante settore strategico: sia per il territorio, sia per la specifica qualità delle stesso, derivante da applicazioni tecnologiche e qualificata ricerca scientifica.

Torino, 21 luglio 2009

Juri BOSSUTO – Alberto DEAMBROGIO (PRIMI FIRMATARI)

Interrogazione Antibioticos in pdf

“Siamo tutti dello stabilimento 6”, “Siamo tutti della Antibioticos”.

La crisi è globale: colpisce tutti, a qualsiasi latitudine. Te ne rendi conto anche quando per alcuni istanti vorresti pensare ad altro, “globalizzandoti” un po’ con la lettura di una rivista come Internazionale. “Operai d’America” è il titolo di Jonatan Mahler, comparso su Internazionale, a pagina 30, 17/23 luglio 2009. “Operai d’America”, operai d’Italia, operai di Settimo Torinese. Siamo tutti lavoratori della Antibioticos. Siamo tutti operai. Ho ricevuto molte e-mail e telefonate, nelle quali gli operai di questa fabbrica di Settimo mi confidano le loro preoccupazioni, anche in questo fine settimana. L’articolo tratteggia la storia di uno stabilimento, chiamato Stabilimento 6 “perchè nel 1972, quando è stato inaugurato, era la sesta fabbrica della General Motor (GM) in città: produceva metà dei veicoli venduti negli Stati Uniti.” Lo stabilimento è a Pontiac (Pontiac Assembly Center), nel Michigan. L’articolo racconta che c’è un solo turno, ora, quello dalle 6 alle 14.30, che la fabbrica ha licenziato altri 600 dipendenti e che gli operai al lavoro sono meno di 600. Il prodotto, “l’output”, non supera i 230 veicoli al giorno. L’articolo è inoltre la storia di una famiglia americana, di Marvin Powell e della sua famiglia. Le preoccupazioni, l’ansia, di una persona, di un lavoratore, di una famiglia, di una classe, quella operaia. La storia è identica a quella di migliaia di lavoratori, operaie ed operai. Negli Stati Uniti, come in Italia, come nel mondo. Oggi, mi dicono che i lavoratori della Anibioticos saranno in assemblea. Speriamo esca qualcosa di positivo. Un pensiero è rivolto a loro. Certo è che la storia del “capitale” la conosciamo tutti: accumulare il più possibile, questo è lo scopo principale.  Andare dove le condizioni migliori diano possibilità di “spremere” fino in fondo. E poi, tradire. “Tradire a Termini”, come sosteneva il Manifesto di sabato 18 luglio.  Sicilia, non Pontiac; oppure la condizione è la medesima. 1700 operai, che rischiano perchè, forse, dal 2012 non si faranno più macchine. Prospettive? Bho! E, ha ragione il giornalista, che a volte, neanche la “Santuzza” (Santa Rosalia) o il “Santuzzo” riescono a mutare le condizioni. Spremere. Ma, a volte ci si “compatta” e si riesce a reagire. Così, anche Mirafiori, “vede”  uno sciopero: in periodi come questi, non si poteva fare uno strappo e andare oltre i 600 euro di premio? C’è l’accordo sul premio, titolavano i giornali, e per alcuni, “un premio giusto”, magari “oltre era difficile portare a casa, con tutta la cig fatta in un anno”: per fortuna che: “la Fiom non ci sta: sciopero” (vedi La Stampa, pag. 59, articolo di Marina Cassi).  Come se andare in cig è una colpa del lavoratore! Per Airaudo, “La cifra è insufficiente. L’azienda fa profitti sul nostro lavoro”. Il capitale è volatile, sceglie posti sempre più convenienti per esso, per essi.  Spreme. Anche nei giorni scorsi, in Francia si è registrata una ulteriore crisi, a Chatellerault, (nel centro della Francia), dove operai  della New Fabris hanno manifestato contro la chiusura dello stabilimento.  Preoccupazioni già viste, già conosciute. Una volta v’erano le crisi cicliche, quelle che avrebbero dovuto verificarsi “ogni dieci anni”; ora il tempo tra una crisi e l’altra si è accorciato. A volte il tempo pare proprio non sia passato, e con esso, tutti i diritti conquistati dal movimento operaio, con le sue lotte, il suo sudore: diritti che continuamente vengono messi in discussione. Il movimento operaio era forte, e il capitalismo doveva mostrare “la faccia buona”, per cercare di contenerlo. Il tempo sembra essersi fermato. Agli anni ’60. Non solo per alcune zone geografiche, ma anche per le persone. Non è un trolley a dare la sensazione del tempo passato. Laureati e operai continuano a fuggire dal Sud. “7oo mila giovani fuggiti dal Sud“, titolava la Stampa, venerdì 17 luglio: “un vero e proprio esodo quello che ha visto 700 mila persone scegliere l’emigrazione negli ultimi 10 anni”. Il trolley e la laurea non mutano la precarietà.  Erano il 25% dei laureati con il massimo dei voti a lasciare il Sud nel 2004, erano il 38% tre anni dopo.  Si è fatto proprio poco. Mentre si è fatto tanto, davvero tanto, per spremere e, per tradire.

“Siamo tutti operai della Antibioticos”: solidarietà!

Un lavoratore della Antibioticos di Settimo Torinese mi segnala che,  sotto la pioggia, in questo momento, una ottantina circa di dipendenti stanno manifestando, (davanti l’API), molto pacificamente,  per la sopravvivenza del proprio posto di lavoro.

Siamo solidali con loro. Siamo tutti operai Antibioticos.

Lavoratori Antibioticos S.p.A.: Rifondazione Comunista è con voi

In seguito alla lettera sui 95 esuberi all’Antibioticos di Settimo Torinese pubblicata sul blog, ed ai continui contatti avuti con numerosi compagni preoccupati per la loro condizione lavorativa, il gruppo regionale di rifondazione comunista, come potete leggere nella sezione riservata ai commenti, esprime tutta la solidarietà, e a nome del consigliere Deambrogio,  promette un impegno anche in sede istituzionale mediante un’interrogazione in consiglio regionale.

Potete contattare il gruppo regionale di rifondazione comunista e chiedere di Alberto Deambrogio o Juri Bossuto. In ogni caso, provvederò.

95 esuberi su 250 addetti all’Antibioticos S.p.A.

antibioticos-settimo-torineseVenerdì 11 luglio 2009  si è aperta la crisi per un’altra storica industria della cintura torinese: Antibioticos S.p.A., ovvero ex-Farmitalia, di Settimo Torinese. 95 esuberi su un personale di poco più di 250 unità.
Per l’azienda sono esuberi, ( o gestione delle risorse umane, questo brutto termine, come è tipico considerare le unità in tali casi) ma in realtà sono 95 persone che assieme ai propri congiunti devono fare i conti con un futuro incerto e difficile in un momento che offre poche alternative al welfare tanto decantato da questo governo di destra: due anni di CIGS e al termine la mobilità.
A queste persone si aggiungono quelle dei servizi, collegati tramite le società di servizi, che spesso trattasi di cooperative senza diritto agli ammortizzatori sociali.
Antibioticos è attualmente del gruppo Fidia Farmaceutica, appartenente ad una famiglia che sin dall’inizio della sua gestione ha mal digerito i rapporti con i lavoratori, e quindi con la rappresentanza sindacale ben radicata nello stabilimento.
Oggi inizia lo sciopero del personale turnista (8 ore) e domani, mercoledì, si replica con tutti gli altri e presidio davanti alla fabbrica. Bisogna impedire che i 95 lavoratori siano lasciati a casa. Solidarietà e lotta!!