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16 agosto: san Rocco

S.Rocco.Lorenzo Lotto 1549.Urbino.Borrelli Romano20160802_143512Chissa’ se davvero gli alberi la notte russano,  se dormono,  se si rilassano e si contraggono dopo aver trascorso una giornata intera ad alzarsi in continuazione,  fino in cielo,  come la Cagnotto. Chissa’ se si abbracciano tra di loro e… Quanto buon profumo ci regalano insieme all’ossigeno grazie a quel processo di fotosintesi (processo attraverso cui le piante usano la luce del sole per trasformare l’anidride carbonica e l’acqua in zuccheri).  Ma la notte no. Si riposano. Dormono davvero? Un salto al mare,  alle 8 dove ancora regna sovrana la maleducazione: spiaggia da tutto esaurito con ombrelloni e asciugamani ma “mancane li cristiani”. Rientro. martedi 16 agosto,  senza giornali: festivita’ di S. Rocco;  santo con la Croce rossa sul cuore,  abito da pellegrino,  mantello,  mantellina,  borraccia  e piaga della peste su di una gamba. Festa molto sentita da queste parti,  nel capo leccese. Un santo nato in Francia,  a Montpellier nel 1346 circa e morto a Voghera nel 1376 circa. E’ stato il piu invocato nel Medioevo come protettore della peste che all’epoca era un flagello. E’ patrono di molti, contagiati,  viandanti,  pellegrini,   operatori sanitari,  farmacisti,  volontari,  volontari,  cani e protettore delle gonocchia e delle articolazioni con le sue ferite e piaghe e il cane appresso con in bocca un pezzo di pane. Da queste parti,  in Salento,  sono molti i paesi che lo festeggiano e lo ricordano e tantissime le tradizioni culinarie in occasione della stessa perché  si sa,  il cibo è  veicolo culturale,  storico… ecc. ecc. Tra i “sentieri del gusto” molti i paesi che lo festeggiano come sano patrono, “luci” accese e colorate in suo onore: Leverano,  Torre Paduli,  Sternatia e giu’ giu’ nel… “capo”. Santità  attribuita dalla Chiesa intorno al ‘500. In tanti possiedono una piccola statuetta di San Rocco,  in legno,  da qualche parte,  in un angolino della casa. Anziane,  fazzoletto a coprire il capo,  lo pregano e lo invocano,  nei pomeriggi estivi. Anziani,  sigaretta in bocca,  colpo di tosse,  tra l’asma e il fumo che ne impedisce il buon respiro biascicano qualcosa,  tra implorazione e altro. Studenti che si rivolgono a lui insieme a San Giuseppe da Copertino. A Urbino mi è  piaciuta tantissimo la tela del Lotto,  fine 1400.  E quando penso ai pellegrini,  viandanti,  automatico è  il ricordo alla Madonna di Loreto del Caravaggio (Chiesa di S. Agostino,  a due passi da piazza Navona).

Incontro dei 2 mari un anno dopo: Santa Maria Di Leuca

14 8 2015 Santa Maria d Leuca foto Borrelli RomanoLe parole hanno un loro peso specifico, un loro valore. Sprecarle ora in un “sali e scendi”continuo di bus e treni sarebbe fare un torto a questa grande bellezza. Attreversata e solcata con ogni mezzo. Ho deciso di “”sviscerarla” per alcuni giorni partendo da Santa Maria Di Leuca, raggiungendo quest’ultima in bus, da Porto Cesareo con Salento in Bus,  (con cambio a Gallipoli). 20150814_190729Bisogna raccontarla tutta,  ma raccontarla proprio tutta con calma. Dal finestrino o declinato al plurale, finestrini, si distendono atlanti geografici e libri di storia. E’ l’Italia che si distende, non solo sulle spiagge, (con turisti provenienti dal Nord al Sud come ampi rotoli di carta geografica) quella  che fuori, paese dopo paese, si mostra i nomi delle vie e materializzano città e paesi: via Torino, Milano, Trento, Genova e Pesaro e via cosi. E lingue e dialetti che si confondono e impastano. Sul bus.  E “lu”,( articolo salentino anteposto ad ogni discorso), Panama sventolato un po’ per fare sria un po’ per salutare e’ di ogni tipo e  cosi visiere a go go calate. E calcato su trecce, code  e “rape”. E storia con nomi di Torri che richiamano pagine di storia e saraceni e Carlo V: Torre Mozza, Torre San Giovanni e altri ancora.

E lidi. Da Porto Cesareo a Gallipoli, l’apoteosi. E’ Salento sold out. Impossibile provare a descrivere le meraviglie. Occhi incollati ai finestrini del bus e olfatti sviluppati. I ragazzi programmano gia’ la serata, tutta da ballare. Non da sballare. Dormono ora approfittando della nenia del bus  stracarichi nel loro “pendolare” per 11 volte al giorno. Passano velocemente, ai nostri occhi, paesi come S.Isidoro, Porto Selvaggio, Le 4 Colonne…fino a Gallipoli per un viaggio inizia o alle 10 e 20 e terminato un’ora dopo per il cambio. Ma è Santa Maria Di Leuca,14 8 2015Sants Maria D.Leuca foto Romano Borrelli oggi, la mia meta. Una Santa Maria Di Leuca “Total white”, in bianco dalle parti di “Gibo'”. Poi saranno sagre (Spongano, Sagra della “cunserva amara”, ad esempio), e cultura e paesi da set cinematografici come Spongano, Tricase…E per questi posti utilizzerò il mitico treno diesel tante volte oggetto di lamentele: arriverà o non arriverà con l’aria condizionata? Ci faranno cambiare? Sarà pieno? Bho’ così ho sentito ma sono qui e verifico con alcuni viaggi. E poi spazio per Otranto, “in processione” per i martiri e lungo i suoi “Sentieri del gusto”.

Poi sara’la volta del trenino,.da Gagliano-Leuca, a 4 km da Leuca.(ultima stazione). E gia’ immagino il sole che entra dai finestrini stendendosi, spandendosi, avvolgendo ogni cosa contro ogni volere di verde tendine. Avvolgendo ogni cosa, pensiero e parola. 14 8 2015 Gagliano (Le) foto Borrelli Romano14 8 2015 Gagliano, Le.Foto Borrelli Romano

Anche queste poltroncine marroni di questo treno diesel che molti snobbano per vari motivi hanno una storia, un’anima, tante stagioni .Diciamoci la verita’: sono qui anche per voi, poltroncine adorate. 14 8 2015 treno sud-est foto Borrelli RomanoHo la penna dello zio,  e il blocco dove appuntare le emozioni, gli incontri, le parole, il piu’ il meno. Allora, possibili lettori, vi saluto momentaneamente. Per me è passato un anno da quando da quassù, dal santuario di Santa Maria Di Leuca, o da quaggiu, sotto la macchina della luce (il faro) 14 8 2015 Santa M.D.Leuca, Le,foto Borrelli Romanomi dissi:” Faremo un’impresa, quest’anno, senza se è senza ma. E tornero'”. Perche’ negli anni si cambiano numerosi vestiti ma quelli primordiali, delle prime emozioni, odori, colori, questi quelli, no. Resistono, in fondo a ciascuno di noi. O, per meglio dire, “in Capo”.  Nel Salento. Qui, Santa Maria di Leuca ha la “febbre”: fa caldissimo. Sono giorni festa, la Madonna, la Basilica, la devozione, i fedeli, i colori. Entro nel bar del piazzale: un caffè con ghiaccio, per dissetarmi. Ora però… Ora davvero uso la penna. Passo al blocchetto e annoto, per non distrarre gli occhi, il cuore, mente.

A dopo.Ps.Davvero difficile scrivere in determinate condizioni: in piedi sul bus e connessione che va e viene.