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Terza prova

All’angolo del corso Principe Oddone,    proprio dove fino ad una decina di anni fa sferragliava il regionale per Milano,  (appena “uscito” sbuffando dalla pancia di piazza Statuto o in procinto di immettersi nelle viscere,  lasciandosi alle spalle,  nell’ordine,  a sinistra una farmacia,  una pasticceria,  un oratorio,  una scuola con tanto Cuore),   il semaforo rilancia le sue luci e blocca il fluire delle auto in questa autostrada urbana che da Barriera di Milano giunge  al Poli.  Al rosso si fermano le auto e scatta la ragazza, tra le macchine che stazionano, lei, tutta treccioline munita di tre birilli,   si esibisce ruotando il corpo,  felice e sorridente nell’essere osservata per una manciata di secondi: il birillo rosso è   la prima prova, ed e’ andata, alle spalle dei suoi capelli, quello verde,  la seconda, pure,(con sensi di colpa di sua madre,  dalle braccia lunghe e denti ancor piu),   il bianco, la terza la proverà  e la lancerà tra i banchi,  lunedì mattina,  cioè, oggi – ora.  Al momento,  sul banco si tace, e si lascia parlare la  memoria su appunti,  schemi,  libri,  mentre trionfa la sua biro sul foglio bianco;  presto afferma che si esibirà in un colloquio,  aperto da una tesina,  in prossimità  di essere pensionata,  senza quote e senza scalone. Anche il suo e’ un “lavoro”, dal titolo molto impegnativo e interessante: “Dal lavoro al nuovo concetto di lavoro”. Terminata la presentazione, la scuola la licenzierà.  O lo licenziera’. Termine incontrato chissa’ quante volte nel suo lavoro di studentessa. O studente.  Dopo cinque anni… Poi cercherà davvero un nuovo lavoro. Senza concetto. Con tanta speranza.  Tra curriculum,  encicliche e Marx…

“Pulisci.I vicini ti guardano”

30 1 2016 foto Borrelli Romano.Torino via BiellaQualcuno questa mattina si e’ alzato…con il verso ne’ giusto ne’ sbagliato ma….”inc”….esasperato. Torino via Biella 30 1 2016 foto Borrelli RomanoTorino via Biella 30 1 2016 foto, Borrelli RomanoGiustamente. Via Biella, Maria Ausiliatrice, il ponte su corso Regina Margherita, la ex scuola elementare De Amicis e altro ancora tappezzati da fogli bianchi “Pulisci. Ti stiamo guardando”….mentre il lastrico, selciato, marciapiedi tappezzati da…Un tempo si scriveva “Dio ti guarda” , le nonne che si affacciavano alle finestre a richiamare pargoli per l’ora della merenda e belle di altre richiamate  al suono di della musica di Jovanotti (“affacciati alla finestra amore mio”) mentre ora lo fanno i vicini…nel giusto e puntuale richiamo alla civilta’.

Per ora questo, mentre mi accingo ad una passeggiata nel mio quartiere.

Dopo aver “sconfinato” per le vie del centro di Torino alcune occasioni per sorridere e riflettere  non sono certo mancate. La prima: un signore attempato, squadrato da rughe, segno dei tempi, radi capelli, “ciondolando camminando”, munito di zaino dal cui interno proveniva musica ad alto volume tipo discoteca. Registratore con casse incorporate e musica anni ’70-’80 offerta al grande pubblico dello struscio del sabato pomeriggio: sabato pomeriggio stile Baglioni, “amplificato”. Fabbricante di musica vecchio stile in una societa’ dove molto e’ digitale. Ma il fatto, la notizia, come dicono gli uomini al soldo del giornale sta nella controtendenza: in un mondo dove tutti di isolano con cuffie alle orecchie quell’uomo con zaino sulla groppa “ingloba” e coinvolge la Torino delle vasche. Gratis. Lungo la via,  teste che si voltavano, applausi e consensi per l’uomo della musica addosso. Segno dei tempi. E’ L’emozione  che prevale sulla funzione. Segno che ci voleva…un giro di “musica”…alternativa. Musica per le orecchie e le corde di tutti. Ma la “sorpresa” non termina qui. Mentre chiacchiero del piu e del meno davanti ad un caffe’ in attesa di un dolce SidaTorino 30 1 2016. Foto Romano Borrelli, un cliente sospira:”ma sai che il bancomat mi ha fatto gli auguri prima di prelevare?” “Non ci credo”, rispondo io. ” Si, si, e’ vero…guarda guarda” e mi allunga il suo cellulare. Torino 30 1 2016 foto Romano Borrelli“Te la passo. Hai blu….?”mentre non gli esce di bocca il resto….Sorrido e rido…mentre penso a quell’uomo dalla musica appesa. Allo zaino.

Incendio al 153 di corso Regina Margherita, a Torino

DSC00300DSC00296Il fumo era bene visibile da scuola. “Buttando” un occhio fuori dalla finestra”, il tempo per la professoressa di terminare i suoi “compiti” con il registro elettronico, e “un’occhiata” ad una classe alle prese con un “collettivo”  dopo aver ascoltato l’ennesimo “taglia risorse” relativo ai fondi d’istituto che un fumo in lontananza, oltre la nostra scuola, oltre i giardini di Piazza Sassari, appena tornati alla cittadinanza,  catturava la nostra attenzione. Pensavamo, osservandolo, fosse il fumo di una macchina. Invece, dopo il termine del servizio a scuola, all’altezza di corso Regina Margherita, 133,  quasi vicino l’assessorato regionale  alla sanità, si rendeva visibile una realtà differente: un incendio con  fumo proveniente dalle soffitte. Probabilmente. Dall’altra parte del controviale, quindi, oltre corso Regina Margherita, e l’altro controviale,  si trova  la scuola elementare De Amicis e nelle vicinanze della scuola,  la sede del Partito Democratico. Nel controviale numerose macchine dei vigili del fuoco e vigili. Corso Regina Margherita. I ricordi vanno ad altro……Come ogni volta che salgo o scendo le scale mobili della metropolitana…Un brivido corre lungo la schiena.

In serata, non restava che acqua a terra, e segnali che delimitavano il traffico e il divieto di sosta. Alcuni ne parlavano ancora, di quanto successo nel pomeriggio.

Probabilmente nelle mansarde, soffitte.

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