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Ferrara

Ferrara.29 6 2017.Romano Borrelli fotoFerrara poi non è  così calda,  oggi,  come lo era,  nei giorni scorsi. Ferrara, 29 6 2017, Romano Borrelli fotoChe dire? Tutto merito di… Sulle tracce di Isabella d’Este e Lucrezia Borgia.  Gia’,  perche mi interessava addentrarmi nella storia della citta’,  alla luce delle letture effettuate.  20170629_134159Il castello,  che fa pensare ai “bucintori” alle fughe e ai giochi, Palazzo Schifanoia… che nome,  gia’,  una sorta di “divertimentificio” dell’epoca. A Ferrara, mi aggiro,  perlustro,  una rapida occhiata alla Cattedrale e al Castello,  al suo Savonarola e alle sue delizie. I “tenerini”? Entro,  in un  bar pasticceria,  mi accomodo,  davanti a dolcezze davvero da capogiro. Sfoglio velicemente il giornale locale e scopro che e’ in abbinata a La Stampa. Li richiudo.   E intanto gusto questi dolci al cioccolato,  la fine del mondo. Ne ordino un po’,  per portarli a casa. Apro la cartina perche’  cerco un quadro,   delle  due sorelle,  Isabella e Beatrice,  descritte in uno dei tanti libri che fortemente mi hanno rilortato qua…   “nel palazzo di Ludovico il Moro-futuro sposo di Beatrice-c’e’ un delizioso affresco del Garofalo,  nel quale le due sono ritratte in eta’ adolescente,  nell’atto di affacciarsi a un balcone,  sotto un cielo celeste chiaro solcato da qualche leggera nuvola. Il volto angelico,  gli occhi espressivi,  le labbra morbide e piene,  i capelli mossi,  Isabella e’ in primo piano e tiene in mano un liuto,  mentre Beatrice,  piu piccola,  intimidita e un pochino discosta,  si appoggia a lei come a cercare conforto e protezione” (Alessandra Necci,  “Isabella e Lucrezia,  le due cognate”). Ferrara 29 6 2017 foto Borrelli RomanoUn tour rinascimentale calato nello studio… Una addetta alle sale leggeva gli stessi testi,  e cosi ci siamo ritrovati a discutere per alcuni istanti su personaggi e luoghi. Non la ricordavo così bella, la città,  forse perché a suo tempo non ne avevo passato in rassegna legrandi bellezze. Una gran bella cittadina,  giovane,  universitaria,  nuova ai miei occhi.  Nel castello osservo un po’ di cose e pare di rileggere i testina poco conclusi.  Devo chinare La testa e di molto per passare nelle stanze delle prigioni.  La Torre-prigione   ove furono rinchiusi i fratelli di Isabella e Alfonso d’Este, imprigionati nella Torre dei Leoni: Ferrante che morira’ in carcere 34 anni dopo e don Giulio liberato da Alfonso II,  nipote di Lucrezia Borgia esattamente 53 anni dolo. Che è quali brividi al pensiero. E poi le cucine con un sistema di scolo acque davvero all’avanguardia. Il giardino,  l’orologio,  la salita sulla Torre e il panorama su Ferrara.  Poi riducendo e faccio un salto sulla piazza.  Peccato per la facciata della  Cattedrale,  coperta… ma non importa… ho tempo per visitare e raccontare.

Aprite le Porte

Roma 8 12 2015.foto Borrelli RomanoOre 9.00. Il tempo non prometteva nulla di buono: qualche goccia mattutina  lasciava pensare al peggio. Di primo mattino individuo un bus per recarmi a San Pietro, evitando la metro. Un 85 fino a Termini e poi un “Express” fino a via della Concilazione. L’espresso caffe’ e’ stato la “porta” mattutina, insieme ad un buon maritozzo. Piu’ li mandi giu’ e piu’ ti tirano su.  “Potrebbe piovere”! Sostengono alcuni alle fermate e sui bus.  E invece no. Per fortuna. Scendo dal bus nei pressi di San Pietro e percorro via della Conciliazione:  mi sottopongo ad un duplice controllo. Ok. Nulla di particolare. Posso accedere. I fedeli sono qui, nei pressi del colonnato del Bernini , da un bel pezzo. Forse dalle prime luci dell’alba. O forse prima. Sono una marea. Provenienti da tutta Italia. Tra poco saranno in mondovisione, insieme ad un evento, apertura del Giubileo,  un rito che si ripete dal 1300, istituito da Bonifacio VIII. (Nella foto il dipinto di Giotto conservato in San Giovanni in Laterano a Roma).  Bonifacio VIII s.G. in Lat.foto Borrelli RomanoFedeli assiepati nella piazza. A Roma, da sempre, per guadagnare la vita eterna. Marea ma mica tanto.Chi dice sessantamila chi meno. I colori.sono tantissimi: giallo, dei volontari, blu della polizia, nero carabinieri, il vermiglio della Crocerossa e le tantissime tute mimetiche, presrnti anche a due a due nelle stazioni metro. Presenze asdidue, volatili ed rlucotteri che scrutano questa imminente apertura della Porta Santa, rito “inventato” da Alessandro VI, cioe’ Rodrigo Borgia nel 1500. Personaggi citati da Dante (Bonifacio VIII) e da Savonarola (Alessandro). Mi ritrovo qui, in piazza San Pietro, a conclusione dei giorni di vacanza, spesi in parte alla scoperta (o riscoperta) dell’ arte cristiana ( insieme ad uno studio attento delle Basiliche, oggetto di “Porte Sante”) e di un periodo di volontariato presso la Caritas, in via Casilina, come precedentemente raccontato. Ho richiuso da poco i volumi d’arte che mi hanno accompagnato in questi giorni e in queste notti di studio e “vigilanza” . Li ho riposti e custoditi nello zaino, pronti per essere ripresi, sfogliati e “restituiti” ai ragazzi. Voglia permettendo. Loro, almeno, degli studenti, non mia. Visto che ce ne ho messa parecchia. Di voglia e impegno. Attendo, ora, l’inaugurazione straordinara del Giubileo della Misericordia, e della Porta Santa, a San Pietro. Alzo gli occhi, di tanto in tanto, e li allungo in questa sterminata piazza, corredata da Presepe, Albero di Natale e Obelisco. In lontananza vedo sfilare vesti bianche e in sottofondo il Coro accompagna l’entrata in Basilica, dei Vescovi. Le statue sul colonnato paiono tanti “fedeli spettatori”. E noi qui, liturgicamente fedeli, in un campo di calcio, dove non esistono perdenti. Solo vincitori. Basta saper fare “rete” passando nella porta giusta.  E la Porta Santa si ispira al Dalmo 101, 19-20, salmo che lega il simbolo di porta al concetto di giustizia che poi e’ presente sia nel perdono che nella misericordia.  Ma il riferimento e’ anche al Vangelo di Giovanni (10,9). I due maxi-schermo piazzati ai bordi della piazza ci proiettano  immagini interne alla Basilica. Boati, musiche, canti, bimbi sulle spalle dei padri e giovani coppie mano nella mano. Suorine rosario alla mano e frati che impugnano la chitarra.  E’ una festa, un tripudio, un giubilo, un…”Giubileo”. Appena il Papa dice “Gioia Perfetta”, spunta il sole.  Luce nella luce. Le provenienze, su questa piazza, sono le piu’ svariate. Roma 8 12 2015 foto Borrelli Romano“Apritemi le porte della giustizia”. Siate misericordiosi! E la benedizione di Francesco scende su di noi, tutti. Molti, a questo punto, sfollano. Attorniati da pettorine di diversi volontari. Qualcuno ne approfitta e chiede foto a carabinieri simili a statue. E’ stata una bella esperienza. Una festa. Che chiude, anzi no, apre, una stagione straordinaria. Che terminera’ il 20 novembre del 2016: una maratona di 347 giorni. E intanto domenica prossima sara’ la volta  della porta di San Giovanni in Laterano. Lentamente, come al termine di un concerto di una partita di calcio recuperiamo la metro. Con nuovo metro di giudizio o discernimento. Piu’ misericordioso.

Altri attendono per il passaggio sotto la Porta Santa: “Ecco dunque il Pontefice che batte la porta con tre colpidi martello, mentre esclama dapprima “apritemi le porte della giustizia” poi entrero’ nella tua casa, Signore. Aprite le porte perche’ Dio e’ con noi” ( cronista dell’epoca, Burcardo di Strasburgo).

Per tutto il pomeriggio sul cielo di Roma gli elicotteri ronzano insieme ai volatili.