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25-26 luglio 2017

Roma è… Non sono stati giorni particolarmente afosi qui a Roma. Immaginavo peggio. Gia’ perche’ e’ dalla giornata,  meglio,  mattinata di ieri, che ho messo piede nella capitale. Super-treno doppio Torino-Roma e opla’,  in un men che non si dica,  Termini. La preoccupazione preventiva  era la ipotetica “razionalizzazione” dell’acqua prevista o ventilata,  che ci sara’ a partire da venerdì.   Prima,  si ipotizzavano   8 ore di chiusura dei rubinetti,  poi 4, poi qualcuno sosteneva che l’erogazione dell’acqua avrebbe conosciuto uno stop,  si,  ma a zone,  quartieri,   a partire da venerdì.  “Si comincera’ da Monte Mario”,  asseriva qualcuno. Ma erano voci “in metropolitana” e penso equiparabili alle famose leggende”. Metropolitane. Monte Mario,  che sappia io, è  zona di ospedali,  quindi,  probabilmente,  quella affermazione, potrebbe essere davvero una   leggenda metropolitana.  Vedremo. Intanto,  nel pomeriggio, così,  tanto per non farci mancar nulla,  “una grattugiata” d’acqua è  piovuta dal cielo,  in contemporanea al mio salire in  visita a Castel Sant’angelo. Con tanti anni di “militanza”,  qui a Roma,  mai vi avevo messo piede,  in questa interessantissima roccaforte. Una ventina di minuti in coda, come filtro,  fuori dal Castel, e poi un’altra,  breve,  per il biglieto. Peccato mortale,  davvero,  non averci mai messo naso e  piede dentro! Il “passetto”,   via di fuga dei Papi dal  Vaticano alla fortezza tonda e orlata, ” la antiche celle”,  le stanze… da restare senza fiato,  e non solo sul finire delle scale. Ottimo panorama in cima. Davvero,  per me, ogni cosa di Roma e’ un puzzle che la rende sempre una grande bellezza. Con acqua o senza. C’è  anche una caffetteria,  a meta’ percorso, e da buon “gianduiotto” quale sono, non mi son fatto mancare un cappuccino sabaudo. Unico neo, cappuccino  un pochino “salato”. Mi è  sembrato eccessivo,  al banco, il suo costo: 2 euro. Ma vabbe’,  Non son mica venuto fino qui per un cappuccino salato. A me interessa altro. Cercare di entrare nella dimensione storica raccontata dal castello,  pagina dopo pagina e dipanarla poi da settembre,  a scuola. Preparare unità,  moduli, uda, conoscenze,  abilita’, competenze. Trovare qualcosa che possa appassionare. Terminata la visita al Castello,  un ritorno presso la Basilica Santa Maria del Popolo,  per Pinturicchio (Nativita’), Caravagio (Cappella Cerasi) e Cappella Chigi. In mattinata un ritorno presso Minerva di Sopra,   (Santa Caterina da Siena,  Beato Angelico) a “Santa Chiara”,  cappella-cella di Santa Caterina da Siena inserita ora all’interno di un teatro,  proprio a due passi dal Pantheon. O meglio,  alle spalle. Sempre fruibile,  visitabile,  con grande gentilezza da parte di chi gestisce il locale adiacente. Non so quanti km avro’ macinato,  vorrei chiederlo ai miei piedi,  che in questo momento si rifiutano di parlare. Hanno inscenato anche una serata di sciopero,  per cui,  le uniche parole sono: “non si esce! “.

News alle porte

Torino 23 4 2017 foto Borrelli RomanoGiornata di lettura. La mia (lettura) consiste in un duplice tomo  su Santa Caterina da Siena: lungo le pagine dei testi, uno spaccato storico-sociale prettamente “centrale” che intreccia tantissima storia, storico sociale e di devozione.  Giorni di lettura che confluiscono in “Sant Jordi”. La Biblioteca civica torinese,  per esempio, quella in via della Cittadella,    dona una rosa al pubblico femminile che si reca al bancone per prestito libro.  Bella iniziativa,  come le numerose librerie che espongono libri e rose.  Mattine,  pomeriggi, sere e notti in un girotondo di carta. Notte “rosa”,  sembra esplosa. Ma questo era Umberto Tozzi alcune “rose” fa,  per i 40 di “Ti amo”,  proprio qui,  a Torino, una “Gloria” unica della canzone italiana, anni ’70.  Altri tempi. Di storia “gloriosa” quando grigio e nero delle fabbriche si sprigionavano sul cielo cittadino.  La città  si presenta oggi nella nuova veste, “quotidiana” turistica “sold out”. Grigio e neto alle spalle e quasi azzerato, almeno quello delle fabbriche.  Belle presenze,  in giro,  nel cuore cittadino;  tutta bella gente davvero.

Le cronache a dire il vero non sono molto rosa,  tra la Korea del Nord e gli Usa che scaldano i muscoli diversamente dal tempo che non scalda affatto. (“Benvenuti in inverno”). Senza dimenticare i bimbi della Siria,  un Paese che lentamente sta scomparendo sotto le bombe.  In attesa di notizie da Parigi con le elezioni di primo turno ormai verso la chiusura. Giorni che scivolano via,  lentamente,  verso il 25 di aprile,  festa della Liberazione ormai alle porte con strascichi quest’anno si chi “puo’ partecipare,  chi no,  chi ammesso,  chi no”. Nelle distribuzioni di “patenti” a tutto siamo sempre ben messi.  A proposito, è  uscito il libro su Gramsci del prof. Angelo D’Orsi. E a proposito di porte…. un tizio regala la sua,  in via Cibrario,  per chi fosse interessato.

Riprendo la strada canticchiando “Si puo’ dare di piu'”.  Dopo aver visto la porta “accasciata” in omaggio,  cantarla è  d’uopo.

A Siena

siena-28-2-2017foto-romano-borrelli1 marzo. Siena non dista molto da Arezzo. Chiedo ad alcuni aretini quale sia il mezzo piu conveniente, a coprire la distanza (75 km circa) in termini di tempo,  e mi viene risposto che in assoluto è  il bus ad essere piu’ competitivo. “Se non ha idea di arrivare dopodomani”,  ovviamente forzandone la risposta alla mia domanda.  Se hai tempo,  esiste un trenino fino a Sinalunga,  poi… “Alle 8. 30,  puntuale,  il bus è  davanti il piazzale della stazione di Arezzo e alle 10. 15 siamo a Siena, studenti,  impiegati,  operai,  turisti,  ecc.  Nel frattempo,  dal finestrino,  scruto,  nomi di paesi e natura che muta,  dolci colline e praterie e giardini di marzo che si vestono di nuovi colori. I cartelli,  ad un certo punto,  indicano che Perugia è a  75 km e Cesena idem.  Non me le lascero’ scappare. Ci risara’ posto ancora per loro. È   cittadina giovane ed elegante. Era da un po’,  anni,  che mancavo da Siena. Era il tempo delle azioni Telecom (chi le comprava e vendeva),  delle chitarre e delle tende canadesi,  pronte da montare in uno dei tanti campeggi della Versilia a Riotorto, come  Follonica,  Campiglia e compagnia.  Appena sceso dal bus mi metto alla ricerca del siena-borrelli-romano-fotocaffe-pasticceria Nannini,  e questo si che lo ricordo,  a pochi passi dalla piazza a Conchiglia o ventaglio,  quella per intenderci dove si svolge il palio in agosto.  siena-foto-borrelli-romano-28-2-2017Mi “accoscio” per una foto ricordo: intorno alla piazza,  bambini che cortono,  per lanciare ultimi coriandoli rimasti. siena-28-2-2017-foto-romano-borrellisiena-28-2-2017-foto-romano-borrelliAl suo interno,  meta preferita degli universitari,  si aprono,  lentamente,  libri e quaderni. Staziono un pochino e scatto foto ricordo.  Davanti, siena-28-febb-2017-foto-romano-borrelli la Torre e il pensiero va subito al governo dei 9 e all'”allegoria del buon governo e a quella del cattivo governo”. Ci andro’. Dopo. Poi recupero il tutto,siena-28-2-2017-fotoromano-borrelli  una delle uscite,  o entrate,  il che e’ lo stesso,  ed esco dalla piazza.siena-s-caterina-28-2-2017siena-santa-caterina-28-2-2017-borrelli-romano Santa Caterina,  l’Universita’ e il Duomo,  attendono.  E cosi dopo in salto da “Santa Caterina” osservo attentamente gli affreschi e la 20170228_122412Chiesa ove e’ conservata la santa Patrona d’Italia e d’Europa. Poi,  veloce verso   il siena-duomo-foto-borrelli-romano-28-2-2017Duomo,  intitolato a Santa Maria Assunta,  inizio costruzione nel 1220 e terminato nel 1370 circa; sullo stesso terreno esisteva gia in precedenza un edificio,  residenza del Vescovo fino al 913 circa,  edificio rivolto verso Est dove si trova ora il Battistero. Ha un altezza di circa 48 metri mentre il campanile circa 77 metri. È  luogo dove,  diversamente da altre volte,  nella storia, mia,    oggi ci saranno i Michelangelo,  che nel  1501 comincio’ quattro statue prima di dedicarsi al David di Firenze. Le quattro statue sono San Pietro,  San Pio,  San Gregorio Magno e San Paolo. E la mia curiosita’ e’ vedere proprio San Paolo cosi somigliante a Michelangelo,  con le torsioni impresse in ciascuno dei suoi personaggi. È  cosi il Mosè  in San Pietro in Vincoli,  a Roma.  Pisano con il suo pulpito realizzato tra il 1265 ed il 1268, un Donatello,  San Giovanni Battista scolpita nel 1455 nella stessa  cappella di San Giovanni Battista affrescata dal Pinturicchio),  Lorenzetti,  il citato Pinturicchio, con i suoi affreschi nella Libreria Piccomini,  tra il 1502 ed il 1503,  probabilmente con un giovanissimo Raffaello.  Grandi personaggi che oggi aspettano.

Ma ora è  tempo di guide,  audio guide e tablet. Non fa caldo,  Non suono più la chitarra,  non dormo nelle tende e ora ho una passione in piu’: l’arte.