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Chiusura “Porta”Santa

Torino 13 novembre 2016. Ore 15. 30. Duomo. Affollatissimo. Celebrazione di chiusura dell’anno “giubilare misericordioso “. Della “porta santa”. E ordinazione di due diaconi.   L’omelia dell’Arcivescovo Nosiglia e’ efficace. Mi lascia un’ immagine forte: “Gesu’ Cristo crocefisso immobilizzato a fare eppure fa. Salva”.  Resto con questa immagine. Penso ad una pittura del Guercino.  Croce. Partecipazione. Coinvolgimento. Attenzione. A quanti continuamente pensano di non essere capaci o impossibilitati.  Apertura. Roma. Sembrava ieri, ma non lo e’.  Era l’8 Dicembre del  2015,  l’apertura dell’Anno Santo. Giubileo Straordinario della Misericordia. La Caritas, il volontariato,  Roma che si acende,  Roma che attende,  Roma che si dpiega e ci spiega.  Cisa  sarà  rimasto di un ann o intero?  Roma,  l’apertura dell’anno giubilare, della Porta Santa,  in un percorso che  da Colli Albani,  fermata metro,  osservavo lo “srotolarsi” della  citta’ Eterna dal finestrino di un bus che mi portava a san Pietro,  io all’interno del 70 e lui, il bus,  inghiottito dalle strade romane ancora deserte,  in un’ora insolita,  a dire il vero.  Soffiavo contro il vetro e col dito scrivevo e disegnavo. Sul piazzale dei capolinea un gruppo di “giocatori”di pallone ci salutava felice per aver recuperato metri a quell’insolito campetto “d’assalto” con i giubbotti come porte.  “Brum,  brum,  brum” e il 70 con il suo scarno carico,  cioè  io,  si allontanava e io con i miei ricordi che si accendono e si spengono ogni qual volta “pellegrino” da queste-quelle parti,  “Colli Albani” metro. Una metro sfuggita in un metro di sogno. Non era tempo di lampade Osram. Un anno,  questo,   trascorso all’insegna del fare. Porta chiusa,  rito,  rituale e molto altro che resta aperto. Torino accende le sue luci d’Artista. Per la diciannovesima volta. E’ tutto bello. Soffio per scrivere nell’aria e un po’ per noia. Fa freddo e mani in tasca ci si perde,  un po’ tutti,  lungo le strade della citta’,  dove a tratti,  a gruppi,  si parla ancora di elezioni. Americane. Good-morning,  America. Good-night,  America.

A margine,  ieri,  un incontro al Cottolengo su salute e poverta’. E qualche riferimento costituzionale.

Je suis “en terrasse”

20151121_074156Torino, 21 novembre 2015.Ore 7.00. La citta’ ancora assonnata si stropiccia gli occhi, un po’ annebbiati come a tutte le sue ore, del giorno e della notte. Il cielo  di Torino “piange” lentamente e il freddo e’ pungente. Dal soffitto lattiginoso il cielo  piange di dolore. Sono stretto nel mio cappotto: e’ di qualche anno. S. ci lascio’ le sue impronte e il suo odore e un po’ di quell’azzurro-verde dei suoi occhi, uno piu’ verde dell’altro, mi diceva, fino a quando pensai fosse giunta l’ora di vederli da vicino. Trmendamente belli e profondi. E cosi mi avvicinai sempre piu’, a lei, fino a quando, lei, si allontano’. “Si dice che se non altro i luoghi serbano una lieve impronta delle persone che li hanno abitati. Impronta: segno incavato o in rilievo” (Dora Bruder, Patrick Modiano). Mi stringo nel suo interno (del cappotto) per patire meno il freddo, una borsa arancione con libri e giornali mi accompagna, direzione  Porta Susa. Diciamoci la verita’: ho voglia di poter dire “je suis en terrasse” e godermi la liberta’, per e di questo viaggio. Voglio staccarmi da pagine quotidiane di giornali e tg e vedere un po’ cosa capita al fine di poter rispondere alle numerose domande dei ragazzi,a scuola, (terrorizzati) relativamente a quanto accaduto a Parigi e ilsuo riflesso. Scale mobili, biglietteria. Allungo 109 euro per un biglietto di prima classe a Roma. E il ritorno, a parte. Sono le 8.00 e la freccia 9615 per Roma Termini spunta ed e’ pronta. Semaforo verde. Pronti, via, sfreccia. Arrivo previsto: 11.55. Qualche sedile piu’ avanti una giovane donna estrae libri da una borsa in tela con tante scritte: “Paris”.  Mi piace, l’idea. La osservo e lei si sente osservata nella sua borsa. Mi sorride. Ha uno sguardo alla Laura Morante, “una donna”. Mi piace. Avrei voluto porgerle delle rose. “In un momento”. “Giornali?” la domanda di una signorina  trenitalia che spunta dal fondo del corridoio. E si posiziona col carrello aggiungendo   un “dolce o salato?” Poi lentamente dopo tanta fretta della durata di 45  minuti “infiliamo” sotto le volte di Milano Centrale, poi,  e’ la volta del passaggio veloce da Bologna sotterranea, e Firenze con la sua pioggia obliqua che si stampa sui finestrini. Il finestrino e’ un foglio le gocce una scrittura. 15 minuti di ritardo e…sono a Roma Termini. Scendo dal treno. In  molti attendono oltre i varchi. Sotto le volte di Termini. Militari “corredati” di fucile e forze dell’ordine, pure, posizionati ora qua ora la. Compro due biglietti metro e mi infilo nella pancia direzione Battistini. Ad Ottaviano scendo dalla metro. Avrei voluto fotografare la scritta “Ottaviano” e altro ancora ma alcuni militari mi avvicinano e mi intimano  di mostrare il cellulare dicendomi che “e’ vietato fotografare: “ordinanza”! Mi chiedono di cancellare se ne ho gia’ fatte altre, di foto. Mostro lo smartphone. Ok. Penso: “Divieto di filmare e fotografare. Zona militare”. Un passo cosi identico a quello di pag. 123 del libro “Dora Bruder”. Cosi identico ancora a quello di  pag.128 Dall’alto  della metro stavo osservando le arcate di quella e gente in attesa, coi loro segreti, di perdersi verso i 4 punti cardinali. “Ora posso andare”. Esco su viale Giulio Cesare: due o tre camionette sono disposte lungo l’accesso alla metro. “Divieto di filmare o fotografare”. Piove. Allungo verso la Feltrinelli. Da qui torno indietro e mi dirigo verso San Pietro. Militari e gruppi di fedeli. Piove insistentemente e  la gente fuori mi pare in numero inferiore rispetto al solito. La gente comunque e’ fuori ugualmente. Fossimo a Parigi diremmo “En terrasse”. Velocemente raggiungo Santa Maria Maggiore e forse qui e’come sempre. Un paio di militari che c’erano anche altre volte. Il tempo stringe. 20151121_164102Il tempo e’ brutto. Il tempo e’ poco. Fuori piove e piovono ricordi mentre passano tram: “Marta di qua, Marta di la, questo non si dice e quello non si fa. Marta, Marta..”Il 5 ne  copre le voci e i ricordi. “Si dice  che se non altro i luoghi serbano una lieve impronta delle persone che li hanno abitati.Impronta: segno incavato o in rilievo” (Patrick Modiano, Dora Bruder).20151121_164013Raggiungo Termini, i varchi di accesso ai binari: incontro alcuni compagni della Fiom di ritorno dalla manifestazione. Sono le 17. Il treno parte. Ho raccolto materiale a sufficienza da raccontare ai ragazzi lunedi a scuola: alla quinta e alla quarta. Mi son fatto una idea.Tutta e solo mia.

Buongiorno, Roma

20140827_075131Buongiorno Roma! Mi piace l’idea che dai, di avere il mondo addosso stando fermi, le voci di mondi e realta’ lontanissime che ti entrano continuamente dalla finestra, comprese le rotelle dei trolley che girano e rigirano e consumano il manto stradale che pare il corridoio ed entrano fino in camera ad interrompere il  sonno della notte, se mai questa vi e’ stata. Voci che in continuazione chiedono “dove e’via Vicenza“? Buongiorno Roma, sei acqua fresca che lava. Acqua dei tuoi ‘nasoni’ 20140827_083531instancabili. E ne dai a quanti instancabilmente chiedono acqua, in coda, come sestessero andando a prendere la Santa Comunione. Acqua rappresentata, disegnata, dipinta  in ogni modo e che di tanto in tanto si materializza in  qualche goccia, come capita durante la visita alle catacombe.  Acqua ricercata come fonte dove dissetarsi, come i cervi, rappresentati a San Giovanni in Laterano. Due cervi che cercano l’acqua. Il mosaico nel catino dell’abside  della Basilica fatto rifare da Innocenzo III che ne illustra il versetto 42 del Salmo: “come il cervo desidera le fonti d’acqua  così l’anima mia desidera Te, o Dio”)Roma 27 agosto 2014. San Giovanni in Laterano. Particolare cervi verso fonte d'acqua. Foto, Romano Borrelli . Ma di questa Basilica ci sarà modo di vederla e parlarne.  Mi muovo percorrendo a piedi via Marsala,Roma 27 agosto 2014. Via Marsala. Foto, Romano Borrelli fino al suo termine, costeggiando la Caritas (quanto e quale lavoro, qui, i volontari e quanta dedizione e attenzione al prossimo). Roma 27 agosto 2014. Via Marsala, Caritas. Foto, Romano Borrelli Tutta via Marsala, senza dimenticare che sulla stessa via passo’piu’ di cento anni fa don Bosco20140827_080823La Chiesa è intitolata al Sacro Cuore. Al suo interno, tra i tanti, un altare di Maria Ausiliatrice.Roma, Salesiani via Marsala. Altare di Via Maria Ausiliatrice. Foto, Romano Borrelli..  Roma, 27 agosto 2014. Foto, Romano BorrelliProseguo a piedi tutta la via, Marsala. Un tunnel, sotto  i binari della stazione Termini e sono dall’altra parte. Un gruppo mi precede. E’ alla ricerca di Via Giolitti, dove si trovano alberghi non cari, a loro dire. Qualche albergo, hotel, BB,  gente in attesa di avventurarsi per Roma e  approdo  alle porte del quartiere  di San Lorenzo,  da dove si vede svettare il torrino di Roma Termini.Roma, 27 agosto 2014. Nei pressi di San Lorenzo. Foto, Romano Borrelli Una rapida occhiata, per immergermi mentalmente tra le pagine di una mia lettura preferita: “La Storia” di Elsa Morante. Mi immergo appena nel quartiere, così, per avere l’impressione di sentire le voci dei personaggi del romanzo.Roma 27 agosto 2014. Porta San Lorenzo. Foto, Romano Borrelli Roma, Quartiere San Lorenzo. Foto, Romano BorrelliIl romanzo che mi ha dato e continua a darmi ancora tantissimo.  Un capolavoro letterario.La storia Ida e di Useppe, suo figlio, frutto di uno stupro.Ida e la sua dignita’gonfiano il cuore di emozioni.Una storiav dove Elsa Morante ha alternato poesia e dramma.Un libro d’amore. Una rapida occhiata verso questo quartiere, lo scalo, San Lorenzo e il rimando a memoria  di una frase di Elsa Morante:”Con te per sempre finch’io viva e pi’in la’”. Da qui mi dirigo verso Porta Maggiore Roma, 27 agosto 2014. Piazza di Porta Maggiore. Foto, Romano Borrelliper prendere un tram, il treRoma 27 agosto 2014. Fermata tram. Porta Maggiore. Foto, Romano Borrelli, e dirigermi verso Piazza San Giovanni56Nel giro di qualche fermata di tram (il tre) ma leggo alcuni numeri a me famigliari, il 14, Viale Palmiro Togliatti, il 19…ricordo il Prenestino, Cinecittà, quasi un’ora di tram da Termini…)Roma 27 agosto 2014, tram in Piazza di Porta Maggiore. Foto, Romano Borrellisono a Piazza San Giovanni. Il capolinea del 218 è qui.Roma. 27 agosto 2014. Da Piazza San Giovanni verso le Catacombe. Il bus 218. Foto, Romano Borrelli Mi accomodo e nel giro di 15 minuti sono alle Catacombe, nei pressi delle Fosse Ardeatine. Dalla fermata del bus, un dieci minuti a piedi. Sulla destra, le Catacombe di San Callisto e i Salesiani. San Tarcisio. Costeggio la mia sinistra fino ad arrivare alle Catacombe di Domitilla.Roma. 27 agosto 2014. Le Catacombe di Domitilla. Foto, Romano Borrelli.Roma 27 agosto 2014. Orari Catacombe Domitilla. Foto, Romano BorrelliFortunatamente oggi è possibile la visita. 7Le altre, sono chiuse per giorno di riposo.Roma, 27 agosto 2014. Le Catacombe di Domitilla. Foto, Romano Borrelli (2) Roma, 27 agosto 2014. Catacombe di Domitilla. Foto, Romano Borrelli (2)Qui, eravamo tre gruppi: americani, orientali e un gruppo, davvero esiguo di italiani. I primi sembravano fossero tutti sotto le catacombe, a milioni. Non terminavano mai. Noi italiani invece  sembrava avessimo il “tutor” personale, una guida tutta per noi, dato che eravamo in otto a seguire la spiegazione. Eevidentemente siamo sazi di tanta superficialita’. La guida e’stata davvero paziente nel rispondere a curiosita’ davvero….Quanti gradi vi sono qui sotto qui sotto?quanta umidita’? Quanto sono lunghi i cunicoli? Quante catacombe ci sono, sparse, a Roma? E’ vero come dice il film Quo Vadis….?  Le Catacombe sono quelle di Domitilla, in via delle sette Chiese. La Chiesa è davvero Roma, 27 agosto 2014. Catacombe di Domitilla. Foto, Romano Borrellibella. Roma, 27 agosto 2014. Le Catacombe di Domitilla. Foto, Romano BorrelliFa freddo, qui sotto.Roma, 27 agosto 2014. Le Catacombe di Domitilla. Foto, Romano Borrelli (3) Roma, 27 agosto 2014. Catacombe. Foto, Romano BorrelliUna visita guidata, un’ora circa. Ora si sa di più  sul tufo, sul refrigerium, fossores,  e su quante sono a Roma le catacombe, anche se, queste sono le Catacombe. In questa zona. Quelle di San Callisto,Roma, 27 agosto 2014. Catacombe di San Callisto. Foto, Romano Borrelli. oggi, come detto, sono chiuse.Roma, 27 agosto, foto Romano Borrelli Terminata la visita faccio ritorno, verso San Giovanni. Percorro un viale, da porta a porta.  Ne approfitto  per fare due passi , una zona a me tanto cara e carica. Un viale, lunghissimo.  Roma, da qui è ancora più bella. Chiudo gli occhi un attimo. Mi pare di vedere le luci che salutano l’arrivo del nuovo anno.Roma, 27 maggio 2014. Salesiani, San Tarcisio, Foto, Romano BorrelliLa terrazza di questo istituto internazionale dei SalesianiRoma, 27 agosto 2014. Salesiani San Callisto. Foto, Romano Borrelli e il Cupolone e sullo sfondo. Roma, Sei bella anche da quassu’, da questa terrazza. Il tempo trascorso ti rende ancora piu’ bella e affascinante.  Quanto sei bella, Roma. Non solo una canzone di Venditti. Non ti preoccupare, L’acqua lava tutto.20140827_083531Mi piace l’idea di passare dopo anni da piazza San Giovanni e ricordare nomi e visi incontrati e conosciuti per  vie di citta’ adriatiche. Mi piace questo odore, Roma, che hai addosso e che si attacca come un vestito. Mi piace questa idea di padronananza che ho di te, nonostante il tempo trascorso, tra una visita e l’altra e qualche cicatrice di cadute che ancora porto addosso e che grazie a quelle ora mi muovo liberamente, saltellando di qua e di là,  privo di cartina tra le mani, confondendomi tra i tuoi tanti abitanti. Sei bella, ma sempre capace di renderti nuova ad ogni incontro e spiazzarmi. E forse per questo, mi piaci, cosi come mi e’ piaciuta la mostra di Frida Kahlo (artista messicana, 1907-1954, simbolo dell’avanguardia artistica e dell’esuberanza della cultura messicana del ‘900. La mostra romana, aperta dal 20 marzo presso le scuderie del Quirinale e in prossimità di chiusura, il 31 agosto. Costo del biglietto, 12 euro) , tanto bella e appasionante la sua vita da volerla rivedere ancora e ancora. Una donna che porta impresso l’amato, in ogni suo autoritratto, ora sotto la fronte, ora tra le sopracciglie, ora nel cuore. Una donna capace di amare fino all’ ossessione, una lampada osram mai mancata, per il suo Diego Ravera. L’abbraccio dell’universo, un’opera spettacolare. Almeno lei, c’era sempre. Davvero qui passa il mondo intero, in continuazione. Per rinfrescare la memoria occorre prendere i tram e la metro.20140827_145152Le cicale cantano, il sole spacca le pietre e …20140827_13333320140827_150554Roma, 27 agosto 2014, Foto, Romano BorrelliRoma, 27 agosto 2014. Foto, Romano BorrelliIn questo momento mi trovo presso la Basilica di San Clemente.Roma. 27 agosto 2014. Basilica di San Clemente. Foto, Romano Borrelli Qualcosa di molto simile, quasi identico a Ravenna, Sant’Apollinare in Classe per quanto mi riguarda, almeno per  i mosaici. La primitiva chiesa fu edificata nel tardo IV secolo nei pressi del Colosseo e delle caserme dei gladiatori ai margini dell’area monumentale su preesistente edificio del II secolo d.C.: si trattava verosimilmente della domus ecclesiae di Clemente, un liberto martirizzato sotto Diocleziano. “Domus Ecclesiae” erano luoghi di culto dove si riunivano i fedeli nei primi secoli del Cristianesimo, generalmente identificabili con ambienti di abitazioni private adatte allo scopo. A due passi dal Colosseo su via di San Giovanni in Laterano.Roma, 27 agosto 2014. Basilica di San Clemente. Foto, Romano Borrelli20140827_15574020140827_15580420140827_160216Roma, 27 agosto 2014. Basilica di San Clemente. Foto, Romano Borrelli (2)Da qui, un salto ai Fori 20140827_161706e sulla via dei Fori Imperiali. E poi, Colosseo e poi…Roma 27 agosto 2014. Foto, Romano Borrelli Trovo un posto sul palco e “mi accomodo”.20140827_161924Quando la stanchezza prende il sopravvento decido di lavarla via. Un salto a Termini, per togliermi la curiossta’di vedere se la ragazza cantata da Claudio Baglioni stara’ancora aspettando per poterle dire che lui le piace tanto.20140827_173503 Qui, penso, l’amore continua a perdersi, l’amore continua a trovarsi, oggi come ieri. A Roma Termini, molto è cambiato negli ultimi anni, tranne il via vai. Gente che arriva, gente che parte. Roma Termini, un porto di mare, si potrebbe dire. E poi, in quale posto meglio di altri si potrebbe cantare “lasciarsi un giorno a Roma?” (Niccolò Fabi). E poi dimenticarsi, ovviamente.

Ora, che dire……………ancora un salto, da Frida. Certe cose sfuggono e prima che chiudano le Scuderie del Quirinale,Roma. Il Quirinale. Foto, Romano Borrelli meglio muoversi.

Bhe, buonanotte Roma.Roma. Il Cupolone dal Quirinale. Foto, Romano Borrelli

Verso l’incontro. Dei 2 mari. Santa Maria di Leuca

20140807_100503Proviamo a muoverci nell’interno. Prima da Torre Lapillo verso Porto Cesareo (Lecce), dove il giovedi si svolge il mercato. Il bus è azzurro.20140807_101303 Copio gli orari dei passaggi tra Porto Cesareo e Torre Lapillo e li riverso sul blog,   potrebbero essere utili nell’eventualità che qualcuno decidesse di passare qualche giorno di vacanza da queste parti. L’attesa poi, a Porto Cesareo, in attesa del bus, direzione Lecce. L’edicola -tabaccaio dove si possono comprare i biglietti è in via Cilea. Poco distante. Scopro anche che con una applicazione da scaricare sul cellulare è possibile munirsi da casa del biglietto. L’autista leggerà poi sul cellulare l’avvenuto pagamento del biglietto.  Potenza delle “App”. Una modalità che permette anche di risparmiare qualcosa. Partenza, in “Salento in bus“: Leverano, Copertino, poi Lecce.  Il bus, Chiffi, verdino, e’ arrivato ora.20140807_10204720140807_120135Quasi 40 minuti di tempo mi concedono la possibilità di una breve visita di Lecce, prima di rimettermi in cammino, anzi, di risalire sul bus, diretto  “verso l’incontro, con i due mari”. La Cattedrale, il Campanile, l’anfiteatro, Piazza Sant’Oronzo. I balconi dei palazzi leccesi, le corti. Lecce, Estate 2014. Foto, Romano Borrelli Lecce barocca trabocca di turisti.La cartina del Salento. Foto, Romano Borrelli Poi, di corsa verso il gazebo, luogo di informazioni e fermata per i bus che si manifesta con  puntualità. Salgo. I nomi dei paesi che si attraversano  hanno qualcosa di magico, evocano ricordi, profumi gradevoli. Di tanto in tanto si comprende che nei paesi è in atto qualche festa, una sagra. Il cielo  è nuvolo la temperatura non eccessivamente calda (almeno fino a questo momento).20140807_11283820140807_11322020140807_134336Siamo in pochi, sul bus. Un paio di studenti universitari (uno di Brindisi che durante l’anno accademico fa la spola tra la provincia leccese e Brindisi e una studentessa universitaria di Roma, di ritorno a casa) e un’altra coppia. Peccato non sia molto utilizzata questa forma di mobilità. Mi informo se è sempre così, la risposta è che “i tempi sono cambiati ed ora, in quasi tutte le famiglie ognuno ha la sua macchina”. Peccato. Non che abbiano la macchina, ma che non approfittino di questo servizio. Migliorare le indicazioni, le paline dei bus, luoghi di interscambio con le bici per un’attenta mobilità. Si riuscirebbe a gustare “lentamente” il tutto. Dopo un’oretta di viaggio, tempo ridotto rispetto al altra linea che  attraversa i paesi e ci impiega più tempo, sono quasi a destinazione. Gagliano è uno degli ultimi paesi. Un campeggio rinomato, la ferrovia, terminale, un ospedale trasformato a presidio (mi è stato detto),  qualche km e sono a destinazione.20140807_133123 Scendo dal bus, mentre questo continua a percorrere la sua corsa. Un attimo e mi trovo davanti ad un piazzale, grande. Con una chiesetta. Entro, un po’ per cercare un attimo di pace e fresco, un po’ per un attimo di raccoglimento. Santa Maria di Leuca. 7 agosto 2014. La Chiesa, interno. Foto, Romano BorrelliSanta Maria di Leuca. 7 agosto 2014. La Chiesa. Foto Romano BorrelliUna fontana. Acqua, tra le acque.Santa Maria di Leuca. 7 agosto 2014. La fontana. Foto, Romano Borrelli  Un’altura. In questo momento mi trovo su questa piazza, all’estrema punta della Puglia, dell’Italia. Il mare in basso.O forse, i mari. L’incontro e’ servito.  Una carezza del vento, del sole, del mare, di questa terra che ci apre al mondo. Un vero peccato accampare scuse su euro da centellinare e costi vari, pur di evitarne l’incontro. Non dare la giusta importanza ad una tale bellezza ad  un paesaggio così  ricco di storia e’ davvero un peccato.Santa Maria di Leuca.  7 agosto 2014. Foto, Romano BorrelliDella piazza e di questo lembo di terra. Il faroSanta Maria di Leuca. 7 agosto 2014. Foto, Romano Borrelli con la sua luce,  dall’alto dei suoi 48,60 metri, (e la sua collocazione a 102 metri sul livello del mare) anche in questo caso, prendendo a prestito pagine del libro Gilead, oserei affermare, Luce nella luceSanta Maria di Leuca, con quest’acqua e la sua colonna. Quella corinzia, del 1694, recentemente ristrutturata, posta sul piazzale, che segnala il ricordo di un passaggio.Santa Maria di Leuca, 7 agosto 2014. Il faro.Foto, Romano Borrelli. Passaggio, a quanto si afferma, di un santo, San Pietro, arrivato dalla Palestina diretto a Roma. Passaggi di uomini in cerca, alla ricerca.Mi piace molto l’ idea, leggenda,  che sia stato il primo approdo di Enea.  Era da tempo che immaginavo “questa discesa”, e “salita”, meta, simbolo. Un faro, che iilumina la luce che e’ in noi. Un cammino. Difficile dipanarne pensieri, emozioni. Semplicemente, luce. L’emozione e’ indescrivibile. Un vento ti avvolge, coinvolge, stravolge. Ma non e’ un cioccolatino da scartare, con una di quelle poesie che si attaccano sul diario e  convivono con noi un anno intero. E’ un Bacio Perugina antropologico che aderisce e si presenta congiuntamente al nome. Santa Maria Di Leuca, bellissima. E’ “tipa” ideale, non solo amore metafisico. Davvero, quassu’, “clima” da vertigini.  A sinistra di questa piazza, dalla parte opposta rispetto alla “vista” santa Maria di Leuca, i colori piu intensi, il  verde dei fichi d’indiaSanta Maria Di Leuca, 7 agosto 2014. Foto, Romano Borrelli, quello del mare, con  l’azzurro del suo cielo. Panorama da musica, fondamentale per ogno uomo, ideale per incontri come questo, anche se, a dire il vero, questo incontro e’ musica  che si autogenera. Friedrich Nietzche sosteneva che l’ esistenza umana senza musica sarebbe un errore, come vivere senza contemplare questo paradiso musicale. Musica di questo “tenore” e’ un linguaggio dell’ anima per giungere al cuore. Delle persone, del cielo, della terra, in ogni genere di cose. Santa Maria di Leuca:” E vide che fu buona cosa”, pare un pezzo di Genesi. Santa Maria di Leuca. 7 agosto 2014. Foto, Romano Borrelli (2) A gruppi ci scambiamo apparecchiature fotografiche e tablet, per immoralare il momento, per scrivere un pezzo. Di storia, personale. Sono convinto che se esiste un’altra vita, eterna, tutta questa bellezza ne fara’ parte.20140807_13530820140807_13531920140807_13425520140807_13414320140807_13403420140807_133437Il sole si affaccia continuamente e quando aderisce alla pelle, brucia, ma e’ un calore ed un bruciore gradevole, al tessuto, all’anima, spesso stracciate dopo averle offerte a chi avrebbe dovuto proteggerle da intemperie.  Questo contatto, a questo punto, è più che un cerotto. E’ una seconda pelle che aderisce.  Rinnova. Acqua e luce. Santa Maria di Leuca.  Il sole che ci avvolge ha l’effetto di bloccare la melatonina, l’ormone che induce il sonno. I raggi che si irradiano sul nostro corpo fanno aumentare il livello di serotonina, l’ormone della felicità, che quando è carente lo si associa ad uno stato depressivo. Il sole ci rende diversi, giocosi e gioiosi. Più estroversi. Spensierati.   Per mesi l’ho cercato, nascosto, ora tra una nuvola, ora dalla pioggia.  Cercando i suoi raggi per un nuovo corso. Migliore. Diverso. Eccolo. E “la pioggia è una cosa che succede nel passato“, disse Borges.  Una meta desiderata, da tempo. Vedere l’incontro, le orme, di altri che ci hanno preceduti. Una ricerca. interiore e di una terra,  comune e in comune a molti. E in tanti affondano le loro braccia e mani nell0 zaino per una pesca particolare, alla ricerca di un qualcosa su cui scrivere, blocchetti e  penne che ne tracciano  pensieri.  Gli strumenti moderni, sono insufficienti a qualcosa di più profondo. Sguardi persi, altrove, come pensieri. Oltre il mare, oltre la colonna. Occhi verso lo Jonio. O verso l’Adriatico. Occhi verso l’incontro, perenne. In questo caso due innamorati che si accolgono. Rifletto su alcuni ombrellini che servono da riparo per un paio di coppie. Ecco, quella sorta di cupola che unisce, per questi due mari, non ve ne è bisogno. Vanno a braccetto anche senza. Una quota aggiunta di romanticismo. Anzi, la cifra del romanticismo. Per due che si sono fortemente voluti non possono restare che braccia accoglienti. Trovo gentilezza in questo incontro, rispetto e disponibilita’.E’ l’ora del pranzo, ma davanti ad un incontro così desiderato, voluto, cercato, non esiste piatto di pasta che chiami.  Bus e macchine arrivano dandosi il cambio. Tutti a cercare qualcosa, in questo incontro, come fosse il racconto di una storia, di un destino, di un amore. La storia che passa e ripassa e viene ripassata, quassu’.  I colori indescrivibili, blu, azzurro, verde in ogni luogo dove lo sguardo si posa e riposa.  Passeggi, avanti, indietro e pensi come sarebbe bello fermare il tempo, abitare in questo faro, eleggere a domicilio questo luogo e il suo perimetro. Qui si fa la storia. Qui  si e’ scritta e si scrive la storia. 20140807_133658Dispiace prendere questa discesa, per andare verso “Le Terrazze”,  luogo di ripartenza. Qui sopra, ti senti padrone, di te stesso, una volta tanto. Ci si riprende da dove ci si era interrotti, dopo la trascuratezza che gli eventi portano ad avere verso se stessi, interrompendo ogni confronto con se stessi. E non sara’ il vento o  una bugia  a  spostarti di un centimetro.  Non saranno mai abbastanza forti, quelle onde, a tenerti in balia. Si riparte da qui, riprendendo i fili di una relazione trascurata, quella con se stessi.  Dal piazzale, un balcone dove poter ammirare l’incontro, e dove l’ho gustato il giusto abbastanza,  mi muovo, lentamente, scendendo gli scalini, dopo averli percorsi, faticosamente, prima giù, poi su, poi ancora giù,  con la gioia e l’entusiasmo di un bimbo. A volte sembra non giungere mai, su una vetta, un obiettivo,  faticosamente raggiunta, raggiunto, solo col tempo. Ora li ridiscendo, ad uno ad uno, direzione colonna. E’ semplicemente stupendo, tutto. Meraviglioso. Genera davvero dispiacere lasciare questo posto. Ma sono sicuro che sara’ solo un arrivederci. Restituiro’ gran parte di quanto ho respirato, in termini di emozioni. Tra poco il bus mi catapultera’ in altro posto, in altra piazza. Dopo aver percorso la scalinata, mi dirigo presso Le Terrazze. Domando e cortesemente qualcuno si offre di accompagnarmi. I titolari Sailorman, addetti alle visite guidate alle grotte, mi offrono un passaggio e indicandomi la biglietteria per una eventuale visita guidata alle grotte, in futuro. Ecco un tratto che accompagna la gente salentina, la gentilezza e l’ ospitalita’ che non viene mai meno. Tratto questo che si ripetera’ anche a destinazione, quando una famiglia gentilmente mi offre un passaggio per il ritorno. Davvero cordiali, e questo vuole essere un modo per dire grazie. Tra Santa Maria Di Leuca e Gallipoli, la strada e’ panoramica. Penso che nei primi km di questo tragitto esista il piu’ bel mare sulla faccia della terra. Va bene, per non offendere alcuni, uno dei piu’ bei mari. Un consiglio: cercate di venire. Col cuore. Come accennato, opto  per Gallipoli.20140807_14545020140807_15081720140807_14405820140807_14525920140807_145249Lngo il percorso si attraversano una infinità di campeggi. 20140807_150948Un gruppo, è piemontese. Si presenta. Di Novara, esattamente. Chi si siede affianco, mostra di gradire la musica del bus. Mi fa notare come “l’acchiappa e la trattiene”.  Nuove diavolerie che catturano, “Baby I dont’t  know just i love you so”.  Molto. Mi illustra come poter fare.  Si muovono dal campeggio al mare con questo bus o con la navetta. Un po’ di traffico, ma, mi dice, ne vale la pena. E’ insieme ad un gruppo di amiche. Staranno qui, nei pressi della città bella, per una quindicina di giorni.  Non appena scendono, mi salutano: “ciao. A presto”.  Si, siamo ancora a scuola o università, molto più  probabile, anche sotto questa cupola di lamiera che si chiama bus. La fermata dei bus, a Gallipoli è una sorta di interscambio con altri bus, e’ appena fuori la cittadina. Un dieci minuti a piedi e si trova la stazione, la Sud Est, che come una vetrina di un negozio del centro ne approfitta per mettere in bella mostra il treno nuovo di zecca. Non ci crederete ma il mio intento era quello di montare su una littorina datata.20140807_171040 E andare dove il caso avrebbe voluto. In una sala d’attesa, alcune turisteGallipoli 7 agosto 2014, Stazione Sud-Est. In attesa del treno, sotto l'orologio. Foto, Romano Borrelli attendono il loro treno.Gallipoli, 7 agosto 2014. Stazione Sud-Est, il trenino. Foto, Romano Borrelli20140807_170957Il colore che ne indica l’arrivo o la partenza, “Gallipoli” e’ in verde. Gallipoli, 7 agosto 2014. Orologio della stazione Sud Est. Foto, Romano BorrelliCome accennato, una rapida occhiata all’interno, all’orologio, 20140807_171121“saggio” da quando si e’ cominciato a “saggiare” il gusto di andare su e giu con il treno. 20140807_171245E giusto per restare in tema, di saggiare, gusto e felicita’ per le papille gustative, a quattro passi da qui, cerco, appena dietro una scuola superiore, la pasticceria residenza del grande pasticciottino. (ArteBianca, pasticceria). Appena messo piede, la felicita’ e’ tutta davanti i miei occhi. Pasticciottini di ogni tipo: pistacchio, ricotta, mandorle, caffe’, nutella, classsico. Opto per il pasticciottino al  pistacchio e un caffe’. Gallipoli, 7 agosto 2014. Il pasticciottino ArteBianca pasticceria, Foto, Romano BorrelliForte, come la gente del Salento. 20140807_172101Basterebbe avere tempo e non avere viceversa problemi di linea. Poi, una visitina al teatro, e anche qui, davvero uno spettacolo. Per la visita ci tengo a ringraziare il signor Antonio, che mi haconcesso la possibilita’ di visitarlo e sentire direttamente dalla sua voce, con l’ausilio di alcune immagini, il racconto della nascita di questa bomboniera di Gallipoli. 20140807_173844Una emozione intensa. Teatro vuoto e la fantasia mi faceva percepire quel luogo, pieno, sentirne il fragore degli aaplausi, musica, teatro. 20140807_173409Un posto in prima fila, d’onore. Un teatro tutto per me. Gallipoli. 7 agosto 2014. Foto, Romano Borrelli20140807_173403Per alcuni minuti. Per un evento importante. Rincorso. Un applauso di mani, non battute. E doppiezze.  A volte, ne basterebbero solo due, di mani, che battono davvero, sinceramente.  Ad un incontro. Un appuntamento. Al ritrovarsi. Come i due mari. Che si attraggono. Non si chiede mica un teatro intero. Stupendo davvero questa bomboniera. Grazie sig. Antonio. Perquanto riguarda la stazione di Gallipoli i ringraziamenti vanno a coloro che nel pomeriggio prestavano servizio in stazione,  mostrandomi  vecchie relazioni ferroviarie e il famoso orologio, che viaggia ormai fisso sui muri della stazione  da cento anni e  mai un   ritardo. Anzi. Poi, la visita contempla il porto, alcune esibizione di tuffi, di alcuni ragazzi che davanti ad un mare da sogno non si annoiano mai.Gallipoli, 7 agosto 2014. Il tuffo. Foto, Romano Borrelli il castello, Gallipoli, 7 agosto 2014. Il castello. Foto, Romano Borrelli20140807_174348 con le sue “aperture per ferie”, Gallipoli, 7 agosto 2014. Foto, Romano Borrelli il centro storico20140807_174700i suoi locali,Gallipoli, 7 agosto 2014, Foto, Romano Borrelli passeggio molto altro, compresa una fontanaGallipoli, 7 agosto 2014, La Fontana. Foto, Romano Borrelli che è la fine del mondo, nel suo complesso e nei suoi dettagliGallipoli, 7 agosto 2014. La fontana, particolare.Foto, Romano Borrelli.  E’ la fontana greco-romana. Pare che prima di trovare qui, in questo luogo,  la sua dimora definitiva, ne abbia cambiate altre due. Qui dovrebbe trovarsi dal 1560. Una fontana composta da due facciate. A me è piaciuta molto la facciata con i decori, quella “Sud-Est”.. Dovrebbe avere un’altezza di circa 5 metri.. E’ composta da tre blocchi. I bassorilievi raffigurano le metamorfosi delle mitologiche Dirce, Salmace e Biblide20140807_18344320140807_17490320140807_174756Appena si scende dal bus,nel grande p4iazzale e attraversata la strada, un cartello elettronico ci conferisce il suo il benvenuto. Appena sotto, il trincerone della ferrovia. Il richiamo per quanti approfittano di un sonnellino durante il viaggio. Ma farlo, sarebbe davvero un attentato contro questa grande bellezza. Nel suo movimento cangiante, ma sempre fedele a se stesso, fa il paio con il datario e  la temperatura. 20140807_183436Una fedelta’ a se sresso che a sua volta trova l’ alter ego. Nei pressi, una ragazza in maglietta bianca esibisce il suo motto:”sono fedele solo a me stessa”.

A sera inoltrata, il rientro. Penso che posti così, meritino davvero. Penso sia utile, raggiungere questa meta perché nella mobilità verso l’ignoto, ripensando ad Enea, si riesce  a  trovare molto, in se stessi. O ritrovarsi.

Una carezza in un incontro. Una tenerezza, un legame che aiuta. Senza un amorevole ritocco della carezza, l’ essere umano non termina la sua nascita. Ecco, Santa Maria di Leuca e poi Gallipoli, sono state una carezza sul, viso. Carezzare, carezzarsi. Caresser, se caresser. Lasciamoci carezzare, quando l’ incontro e’ di tale fattezza. Un incontro, un legame, un’ integrazione, l’ essere umano che termina la sua nascita.