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S. Marta: 29 luglio

Canicola,  caldo soffocante insopportabile,  gambe liberate da pantaloni in tela al cui posto troneggiano panaloncini corti,  anzi,  cortissimi,  color sabbia,  camicia corta,  bianca,   di lino; pelle  umida,  luogo ideale per l’atterraggio di zanzare che neanche  strati e strati di autan ne impediscono la presa alla carne. Gocce di sudore imperlano il viso, nell’ attesa di un atterraggio o di un decollo,  questi si,  di aerei veri,  immaginando città  e luoghi esotici,  mare e vacanze e oltre oceano e viaggiatori sospesi. Le luci della pista si perdono,  due linee parallele convergenti, luci come quelle della città, raccolta,  ai piedi,  dei  monti,  laggiù   in fondo,  cullata, come nella notte di San Giovanni,  con i fuochi d’artificio che illuminandola la rendono ancora più bella,  come il viso di donna al mio fianco. Caselle a due passi,  mai cosi vicino,  l’aeroporto,  buono per fantasticarci.  È  comunque un luogo romantico.    Mani nelle mani,  tessera nella tessera,  in attesa,  di… una cabina, una matita,  documento contro scheda.   In attesa,  si potrebbe fantasticare il racconto,  di un bacio,  e invece,  potrebbe,  dicono,  di un governo balneare. Altro che… scopo o servizio.  È  il 29 luglio. La sera inoltrata  di Santa Marta.  In attesa di un…. voto,  in attesa di proiezioni,  bandierine e maratone di Mentana.  In attesa di un governo.

Fantasticare,  non costa nulla….

A Roma

4-3-2017-foto-borrelli-romanoDi Roma è  già stato scritto tanto ma è  sempre poco comunque. Ti si apre il cuore. Talvolta lo spacca anche tanto,  che a ricordarsi bene qualcuno (Niccolo’ Fabi) ci fece su una bellissima canzone,  “Lasciarsi un giorno a Roma”. (Pero’ ae ci si lascia,  ci si “acchiappa” pure! ).  L’aria,  appena scesi dal treno,  la riconosci fra tante differenti (si perché  l’aria mica è  unica! ): e’ la stessa di sempre: ti si appiccica addosso,  come una vecchia conoscente giunta a prenderci.  Odore di pioggia e di primavera e vento marzolino che intensifica il suo vociare,  con forza,  impattando sul viso  all’uscita dalle stazioni,  Termini o  metro che siano. Era da un po’ che mancavo dalla città  Eterna e che  non solcavo la periferia romana,  gli inizi della Tuscolana,  la dove si perde la citta’ verso la finzione di  Cinecittà, e il piazzale della metro e dei bus,  Anagnina.. . (era almeno dal tempo delle manifestazioni! quelle oceaniche! ) ed e’ stato un modo per pensare al grande Pasolini. Le piante sono fiorite e qui diversamente da Torino,  sembra aprile.

Roma  ormai non sorprende piu’,  frizzantina come è. Ti avvolge e non puoi farci più niente.  Lasci che sia. Un cartello informa sul meteo di domani20170304_081838. Un altro che siamo a Roma. Un altro ancora i minuti a San Giovanni,  qui,  dalla Tuscolana. Quella cosa,  “Roma” a sfondo bianco, a dire il vero,  fa molto Lucio Battisti a cavallo con Mogol,  mentre entravano nella capitale,  anche se,  la data odierna fa tanto Lucio,  l’altro, il  Dalla.  Quanto mancate entrambi! In ogni caso,  poche cose da scrivere. Cerco Palazzo Barberini,  ecco su cosa cade la scelta odierna del cosa vedere. Un palazzo che sa di storia,  politica e arte. Tante cose da vedere ma a me interessano alcuni autori su tutti: Raffaello,  Caravaggio,  Guercino,  Guido Reni. La Fornarina di Raffaelloraffaello-fornarina-roma-borrelli-romano-foto e la Giuditta di Caravaggio20170304_155946. La meta,  seconda,  dopo l’impegno di facolta’,  in realtà  era visitare altro ma poi la voglia di vedere quelle  opere e’stata davvero determinante, decisiva,  impellente. E cosi e’ stato. Due soggetti femminili davveto belli. A starci ore a guardarli e studiarli. Probabilmente ci si potrebbe innamorare.  E cosi il pomeriggio è  trascorso in compagnia di queste bellezze.  Poi,  ancora un ripasso al San Luigi dei Francesi,  ancora per Caravaggio e…. Quirinale e roma-quirinale-4-3-2017-foto-borrelli-romanoFontana di Trevi.

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Quando plana la poesia

Torino 24 giugno 2014-Ai piedi della Mole-poesia. Foto-R-BorrelliTorino 24 giugno 2014. Una sola direzione, sembrava esistere lungo le vie del centro storico:  Piazza Vittorio, dove era sistemato il maxi-schermo per la partita Italia Uruguay. Ai piedi della Mole Antonelliana, dove ero diretto, la poesia, di lì a poco, sarebbe  calata dall’alto. Alle 17.15, minuto più. minuto meno, alcuni, dal balcone della Mole, davano l’ok. Gli aereoplanini-poesia erano pronti a congiungersi a noi. Un centinaio di fogli, trasformati in modellini, avrebbero percorso gli 80 metri che distanziano il balconcino” dal suolo.  O meglio, noi. Un volo tra le nostre braccia. Se ricchi o poveri di poesia, non importa. Ne avremo sempre bisogno. Da condividere, una volta letta. O conservata, piegata, riposta tra le nostre cose. O posizionata sulla scrivania, al lavoro come a casa. Col pensiero a chi donarla. Col pensiero che sappiano conservarla.  Occhi e ansi all’insù. Tanti “volti” ad intercettare una poesia, emozioni, sensazioni,  che, una volta tanto, ci venivano addosso, insieme a qualche goccia d’acqua, dato che il tempo, minacciava temporale. Corpi protesi, braccia che cercavano di accaparrarsi quegli scritti. La sensazione era quella di “scartare” uno di quei baci al cioccolato, all’interno dei quali, trovi una poesia, una riga, un augurio, sull’amore, sull’amicizia.  Una sorta di oroscopo. Ma questa che calava dall’alto era una vera e propria pagina di poesia. Poesia come pane, perché di entrambi abbiamo bisogno.  Attesa e desiderio di averla tra le nostre braccia, pardon, mani, accompagnati dagli “artisti del balconcino”, per una volta trasferitisi anche loro ai piedi della Mole.dal-balcone-della-mole-ai-protagonisti-del-balconcino-torinese-foto-romano-borrelli Un gruppo stazionavano lì nei pressi già da un pezzo e altri, cartina alla mano, erano alla ricerca di questa iniziativa mondiale. In una città che si appresta a celebrare la festa del suo patrono, San Giovanni, forse il paragone dell’attesa, dell’incontro con la poesia come pane, ci sta tutta. Una città che farà fuochi e una poesia che contribuirà ad accendere quanti la riceveranno. Sulla via del ritorno bar, pub e strade con gente incollata al televisore. Un grande cinema dalle dimensioni imponenti. Tram storici in piazza Castello. Nessuno sulla strada del ritorno.  Alcuni ambulatori posti sulla strada, vuoti. Per fortuna, pensavi. Sulla strada. Il titolo di un libro. Io e la poesia tra le mani. Con la sensazione di non essere solo.

Un pensiero ai ragazzi della scuola che domani cominceranno gli esami della maturità.

Autori di Poesie Aeree: Franco Idda e Valerie Blanc Mian.  Me ne scuso se non li ho menzionati prima.

 

Torino 24-6-2014-Piazza Vittorio, durante-partita-Foto, R-Borrelli

Torino 24-6-204-Piazza Vittorio-partita dell'Italia-Foto, Romano Borrelli
Torino 24-6-2014. Ai piedi della Mole-una poesia-Foto, Romano Borrelli

Torino 24-6-2014. Durante la partita dell'Italia-selfie P-Vittorio-Foto, R-Borrelli

Torino 24-6-2014-Ai piedi della Mole-con la poesia-Foto-R-B

Torino 24-6-2014. Via Po-Turista-Mole-piazza Vittorio. Foto, R-Borrelli
Torino 24-6-2014-Piazza Castello-tram Foto-R-B