Archivi tag: Sacconi

Politica e contraddizioni

Pubblichiamo di seguito l’articolo del segretario regionale piemontese del Prc Armando Petrini, e nostro commentatore nel Blog, apparso su Liberazione del 19 maggio 2009:

*Politica e contraddizioni *
di Armando Petrini

su “Liberazione”, 19 maggio 2009

Le bugie, in politica, hanno ancora le gambe corte? Ogni tanto vien da dubitarne. In questa difficile ma decisiva campagna elettorale sembra proprio che ciascuno possa dire tutto e il contrario di tutto. Senza – e questo è il dato più preoccupante – che la cosa riesca ad apparire davvero degna di nota.
L’insidioso processo che tende a rendere la politica uno spettacolo fra gli spettacoli dispiegati sotto i nostri occhi ha colpito anche qui. E ha contribuito a rendere sempre meno limpido il rapporto instaurato, in alcuni partiti, fra la collocazione politica dichiarata e le proposte concretamente avanzate.
In fondo la cosa nasce – o comunque trova una prima compiuta declinazione – nel Berlusconi leader di una destra proto-fascista che, allo stesso tempo, si definisce “Presidente *operaio*”. O nei vari Brunetta e Sacconi che si autoproclamano “di sinistra” mettendo in atto politiche la cui collocazione è, con ogni evidenza, sull’esatto fronte opposto.
Ma tutto ciò non risparmia le altre forze politiche. A cominiciare dal Partito Democratico, che in queste ultime settimane di campagna elettorale afferma, con Franceschini, di voler contrastare Berlusconi, laddove non solo non lo fa nel Parlamento italiano, ma ancora meno lo farà nel Parlamento Europeo, dove gli eletti del PD approveranno tranquillamente, come hanno fatto finora, gli stessi provvedimenti che approveranno i parlamentari berlusconiani.
Del tutto simile il caso dell’Italia dei valori di Di Pietro. Un partito che, anche grazie alla profonda debolezza politica del PD, riesce a presentarsi presso una parte purtroppo ampia dell’elettorato come una forza credibile di opposizione.

E tutto questo avviene mentre in realtà gli atti concreti che ha fatto e che farà l’Italia dei valori vanno nella direzione esattamente opposta. Non solo Di Pietro è colui che ha contribuito ad affossare la commissione d’inchiesta sui fatti di Genova del 2001. Non solo il Di Pietro che oggi dice di essere contrario al ponte sullo stretto di Messina è quello stesso Di Pietro che, contravvenendo al programma dell’Unione, ha votato da Ministro a favore del mantenimento della Società dello Stretto. Non solo Di Pietro ha sostenuto da poco in Parlamento lo sciagurato provvedimento sul federalismo proposto dal governo Berlusconi.
Ma, per di più, i parlamentari eletti per l’Italia dei valori siederanno a Strasburgo nel gruppo dei liberali, e cioè nel gruppo che ha votato e voterà insieme ai parlamentari eletti nelle file del Popolo delle libertà la stragrande maggioranza dei provvedimenti assunti dal parlamento europeo (l’80%). A partire dalla direttiva Bolkestein sull’innalzamento dell’orario di lavoro.
Ma anche Sinistra e libertà non è messa molto bene. Nel tentativo di aggregare alcuni generali senza esercito qualcosa deve essere sfuggito di mano. Qualche giorno fa, nella campagna elettorale che si sta svolgendo nel collegio Nord-Ovest, ne abbiamo avuto una riprova piuttosto chiara. Mi è capito di partecipare a un dibattito televisivo organizzato da una
importante emittente regionale. Interviene l’esponente di Sinistra e libertà, Beppe Garesio, il quale, candido candido, dice due cose di un certo peso. Primo: Chiamparino ha ragione quando difende i provvedimenti di Maroni sui “respingimenti”. Secondo: la TAV va fatta, poche storie, e anzi siamo già in ritardo. Resto sbalordito. Sottolineo non solo la diversità delle
nostre posizioni ma anche l’incongruenza di quelle espresse da Sinistra e libertà. Niente da fare: Garesio conferma, nessuno in studio aveva frainteso o sentito male. E’ proprio così: i “respingimenti” vanno sostenuti (ed è anzi ora di “de-ideologizzare” la discussione su questa materia), così come va fatta l’alta velocità in Val di Susa.
Che dire? Certo, per un verso questo episodio dimostra la profonda eterogenità delle liste di “Sinistra e libertà”, che comprendono anche molti esponenti di provenienza socialista craxiana. E questo è già un elemento sul quale varrebbe la pena riflettere. Per un altro credo però confermi una confusione politico-strategica molto pesante.

Simbolo-Elettorale-Rifondazione-ComunistaIn questo senso acquista ancora più importanza e valore, specularmente, la nostra scelta. La scelta cioè di costruire, attorno a un simbolo chiaro, il profilo politico altrettanto chiaro di una lista comunista e anticapitalista. Un progetto forte, riconoscibile, coerente: i nostri eletti siederanno nel gruppo parlamentare del GUE, e contrasteranno con forza e senza tentennamenti le politiche neoliberiste attuate dagli altri gruppi. Per ciò che ci riguarda, niente “respingimenti” e niente TAV all’orizzonte.

Se qualcuno gioca con noi come a monopoli

bipolarismo-affariQuesta mattina, uscendo da casa e sfogliando velocemente i giornali,  un termine in particolare ha suscitato in me forte attenzione: “raddoppio”. Il termine era riferito ad un titolo che aveva come oggetto i precari. “Precari, raddoppio indennità. Cgil: elemosina.  E Sacconi scuote i giovani: c’è la crisi, accettate anche i lavori umili. Subito la memoria corre ad un messaggio lasciatomi dall’amica Barbara, dove ci parliamo della potenza dei media, e, un’altra riflessione apre la strada al mio modesto ragionamento. Che differenza ci sarà tra i seguenti termini: aumentare, accrescere, incrementare e raddoppiare? Proprio da quest’ultimo termine prende avvio un auspicio, che l’entità delle somme rivolte ai giovani potrebbero essere consistenti: “Rendere doppio”. Ma un conto è raddoppiare uno, un conto è raddoppiare dieci.  Il raddoppio previsto è davvero scarso. Non po tendo scorrere il contenuto dell’articolo decido di acquistare ulteriori giornali. Liberazione: “Precari disoccupati; arriva l’aiutino. Pochi soldi in più ai co.co.pro, ma il 90% degli atipici resterà senza sostegno” (articolo di Roberto Farneti). Con questo titolo, pur non entrando nel merito, mi pare di aver già capito tutto. (Sempre molto chiara Liberazione! Complimenti a tutti i giornalisti). Un articolo che fa il paio con un altro di Castalda Musacchio: “Ires Cgil: la precarietà è donna. Siamo lontani dal modello Europa”.  Il contenuto, a mio modo di vedere, si inserisce pienamente nella scia “propagandistica”. Propaganda: “attività rivolta a diffondere nell’opinione pubblica determinate idee….”. Perché propaganda? Perché dopo giorni e giorni che si è parlato di ronde, di provvedimenti sugli immigrati, di “probabile aumento di superficie edificabile”, di chi propone “un aumento percentuale   (“tassandoli”)sui personaggi più ricchi, al fine di aiutare i più poveri, arriva un provvedimento sui precari. Il contenuto consiste nel “raddoppiare per tutti i disoccupati ora, l’indennità di disoccupazione per i collaboratori a progetto con un solo committente; per il Nidil Cgil sono circa 80 mila i co.co.pro. con “un committente”, cioè un unico datore di lavoro con un guadagno riferito all’anno scorso tra “5 mila e 13.800″ euro che abbia operato in un’area di crisi e avere tra i tre ed i dieci mesi di versamenti”: in conclusione del sussidio potrà usufruire solo il 10% degli 800.000 interessati “. Fino a ieri l’indennità per i co.co.pro. rimasti disoccupati valeva il 10% di quanto guadagnato nell’anno precedente fino al limite di 1.300 euro: ora la soglia massima salirà a 2.600 euro“. Ora non è tutto più chiaro?

Come si vede, con l’aiuto di Liberazione, si capisce meglio quanti pochi siano i soggetti “beneficiati” da questo provvedimento; e come si arricchiranno ovviamente.

Ma un’altra cosa che mi ha fatto pensare è che negli articoli veniva riportata un’esortazione del Ministro Sacconi rivolta ai giovani, quella cioè di accettare qualsiasi tipo di lavoro: un giorno incrementerà le possibilità di trovare lavoro perché “abbellirà il nostro curriculum”. Già, già, mi pare che non stia leggendo attentamente la realtà, dove ci sono Ingegneri che guadagnano 1000 euro al mese, e lavorano come assistenti tecnici nelle scuole, con la possibilità, reale, di cambiare scuola nel corso dell’anno, con un affitto da pagare, (a Torino la media è stata calcolata in 650 euro di affitto) perché il mutuo non possono permetterselo perché il contratto a tempo determinato non te lo permette, le banche non ti si filano proprio; che esistono certi Laureati in Scienze Politiche Specialistica che fanno gli operai o i collaboratori scolastici e altre storie ancora). E qualcun altro, che scrive che gli “stipendi crescono più dell’inflazione”. Io vorrei chiedere se si è tenuto conto che da settembre molti sono collocati in cassa integrazione.

antiusuraVorrei solo ricordare ancora una volta alcuni numeri: “25% è l’incremento della povertà; 50.000 i poveri nella città; il 20% di questi appartenevano alla middle class; il 10% non ce la fa più con il mutuo; che gli operai, sempre più spesso si recano presso “gli strozzini” o “cravattari” perchè non hanno più un euro per respirare, e che la sola verità è l’istituzione da parte dela Fiom di uno sportello per aiutarli, oltre ad un’altra attività messa in piedi sempre dalla Fiom, della vendita di un paniere di prodotti alimentari; 28.000 sono in mobilità; 125.000 i contratti in scadenza; che le “tessere di debito” (o i famosi quaderni dei lattai o dei panettieri di una volta, sono rientrati a tutti gli effetti di moda”. Potrei continuare, ma è meglio fermarsi. Si è tanto criticato, chi vende il pane ad un euro, chi il paniere, chi altre forme di solidarietà. Questo “raddoppio”, invece? Ricordo ancora una volta che su Liberazione di mercoledì 11 marzo un articolo di Fabio Sebastiani citava: “Occupazione in caduta libera nel nostro Paese. Ben 117 mila “senza lavoro” in più a febbraio 2009 rispetto allo stesso mese 2008. In pratica, stando a quanto comunica l’Inps tra gennaio e febbraio 2009, 370.561 lavoratori hanno perso il posto di lavoro e hanno presentato la domanda di indennità; il 46,13% in più rispetto a dodici mesi fa”.  Fenomeno che si lega con l’articolo di oggi di Castalda Musacchio sempre di Liberazione: “Il fenomeno della precarietà è una questione altamente complessa. Negli ultimi anni, questa è aumentata in modo crescente di circa il 18% per le donne e del 13% per gli uomini”. La precarietà quindi è fortemente “donna”. compriamo-liberazione-giornaleUn dato che mi era sembrato interessante, e per cui, ribadisco con forza che il movimento operaio, il movimento dei lavoratori in genere, non deve dividersi, ma cercare il vero antagonista, è che, mentre tutti noi, non riusciamo a raggiungere la terza settimana ( e molti neanche un giorno), i dieci più ricchi del mondo, poverini, hanno visto assottigliarsi paurosamente il proprio patrimonio, che nel complesso rimane (la somma) pari al pil di Paesi come l’Irlanda o Israele!!! Italia, un Paese che anche nelle classifiche Ocse la voragine tra la fascia delle persone ricche e quelle povere è in progressivo aumento. La distanza fra i ricchi e i poveri si è ampliata arrivando al 33% contro una media Ocse del12%. Fanno peggio solo stati come Messico, Turchia, Portogallo, Polonia e Usa. Per non parlare poi, se il dado e la fortuna del gioco “monopoli” si sofferma in “case ed alberghi”: si vogliono aumentare le superfici delle case e non si pensa alle scuole. Il Manifesto oggi, dice che il 55,6% degli istituti è stato costruito prima del 1974 e il 38,1% ha urgenti necessità di manutenzione. Il certificato di agibilità statica? Per la metà delle scuole è un miraggio”. Io aggiungo che mancano anche i locali per i ragazzi disabili che spesso stazionano in corridoio sul banco del “bidello”; o certe scuole, che potrebbero far rispolverare certi vecchi articoli come “la scuola in roulotte”.  O, altre ancora che applicheranno i turni pur di far stare i ragazzi. Per non parlare poi se il dado del gioco si ferma a “stazioni”: Freccia “rotta” continua a lasciare a casa i pendolari.

Il Manifesto, con Antonio Sciotto oggi titola: “Precari, raddoppia l’elemosina; Cgil critica: lo avrà solo un atipico su 10. Pd e Udc: aiutino inadeguato”.

Uno fra i tanti commenti, dell’articolo più gettonato in questo blog, che mi lascia disarmato è quello di Giuliana in quanto non vi sono risposte che l’organizzazione del welfare state di quest’Italia sappia dare:

giuliana

signor romano ho lavorato dal 2006 al 2007 con un contratto a progetto, vedendo la mia prima busta i datori hanno messo come anno di asssunzione il 2007…cosa posso fare?
sono sola nn ho alcun reddito e nemmeno i genitori…possibile che nn mi spetta nulla??in questi 2 anni ho lavorato a nero
xche’ mai nessuno mi ha voluta segnare in regola all’epoca 32 anni oggi 34…sono disperata cosa posso fare???”

Disarmato, ma con una risposta che prendo a prestito dal manifesto di rifondazione comunista: “Basta con il bipolarismo degli affari“.