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Un grazie per la candidatura offertami

voto-utile-a-sinistraVorrei ringraziare gli amici di Poirino: dal candidato sindaco Giuseppe Stuardi a William Bonapace, e gli amici di sempre, della Fiom, Caludio Palazzo e Michelina Cardamone, che mi hanno proposto, la candidatura nel Comune di Poirino in una lista civica. Sarebbe stato un riconoscimento per quanto da me svolto, e come rappresentante di Rifondazione.  Dopo aver accolto, in una prima fase, con entusiasmo e gioia la proposta (forse con entusiasmo eccessivo) ho “declinato” l’invito.  Fa sicuramente molto piacere quando qualcuno riconosce l’attività e l’operato di altri come “buona politica” al servizio del cittadino.

“In questi tempi decadenti non essere donne veline e ricevere candidature in liste elettorali vale doppio”.

Questo Blog è stato davvero grande, ma io, ne sono solo il tramite. I protagonisti sono altri “gli invisibili”. Non io, anche se il riconoscimento fa piacere a molti.  In ogni caso non mancherà  l’appoggio ai candidati. Con un tifo particolare per Palazzo Claudio e Michelina Cardamone.

Tramite questo blog, molto letto fra gli operai e non solo “gli invisibili”, lancio un appello: VOTATELI;  LO MERITANO.

Colgo l’occasione, inoltre, per ringraziare Juri Bossuto, consigliere regionale piemontese che apprezza quanto svolto, incoraggiandomi e lasciandomi libero nella scelta; così come il Segretario Regionale di Rifondazione Armando Petrini. Sicuramente la mia candidatura non avrebbe “fatto volare la borsa”: Poirino-Torino è un breve tragitto, nulla a confronto dei viaggi transoceanici, e visite tedesche.

Ho letto ed apprezzato il commento di Daniele: condivido. L’atteggiamento con cui ci dobbiamo porre davanti ad una notizia è di riflessione. A me piacerebbe conoscere, ad esempio, l’andamento dei titoli di aziende farmaceutiche, dopo “l’influenza suina” messicana. Può darsi che sia stata soltanto un’influenza passeggera. L’atteggiamento culturale con cui ci dobbiamo “riporre”  (mettere nuovamente) davanti a ciò che ci circonda è importantissimo.  Il cambiamento non può essere immediato, caro Daniele, ma convergo con te e sono fiducioso.  Purtroppo questo è un periodo economicamente poco favorevole, dove l’atteggiamento culturale stenterà ad essere modificato. Lo stesso Juncker afferma che in Europa è crisi sociale, a livello nazionale assistiamo “al lancio dei Presidi-spia” a livello circoscrizionale “insofferenza verso gli immigrati”, verso le moschee, verso il diverso. La paura “stringe come una cinghia”. Tutti. E lo straniero potrebbe essere anche il nostro vicino di casa: anche italiano. Tutto questo clima non fa che aumentare la competitività fra poveri e, ciò che mi spaventa è che ci sarà sempre più “concorrenza”, non aziendale, ma fra individui.

E così, mentre qualcuno brinda, e brindando viaggia, altri rimangono “fuori dai cancelli”: senza biglietto per una partita, che non dura 90 minuti. Una partita che dura da tantissimo. Senza intervallo che tenga.  Pare che la grande impresa,  la “semifinale dei campionati mondiali di Calcio”, Germania Italia, 2 a 0, giocata nel 2009, abbia contribuito a spegnere i  riflettori di “altri campetti”, come quello di None, di San Mauro, o quello nei pressi di “piazzale autostrade Torino”. E dopo questa “partita”, rilassiamoci, magari, con una cioccolata, al posto di un liquore. La cioccolata, almeno per ora, prende il largo, magari senza confezioni vistose. Ma va.  E noi?  Il giorno del corteo del primo maggio, qualcuno affermava: “Siamo una luce spenta”. Per ora. Ah, fossimo stati in una posizione differente. Fosse capitata questa crisi “quando eravamo in sella” …. ma la storia, non si fa con i se …..

SU LA TESTA, comunque!!!

Un’ultima notizia, penso che interessi a chi frequenta il mondo della scuola (e forse, “fuori dai cancelli” ci sarò anche io): “I docenti precari che rinunceranno a una proposta di assunzione a tempo determinato da parte di un ufficio scolastico provinciale saranno esclusi per un anno dalla possibilità di ottenere contratti nella stessa provincia. Ma potranno accettare altre supplenze in una delle altre tre province. E’ questo uno dei chiarimenti più importanti che il ministero dell’istruzione è in procinto di emanare per agevolare i docenti precari nella scelta delle tre province aggiuntive”. Tratto da Italia Oggi, martedì 5 maggio 2009, pagina 13 di Carlo Forte.

Il 4 aprile non deve “evaporare”

Questa mattina ho deciso di andare a trovare amici e colleghi, ritrovati nella grandiosa manifestazione di Roma, e non più rivisti o sentiti, anche per via del tragico evento accaduto in Abruzzo (nel più totale rispetto del lutto che ha colpito la popolazione abruzzese). Una foto dei giorni scorsi, apparsa sui quotidiani mi ha colpito immensamente: un signore sorridente, al centro della fotografia, con “due signori, grandi e potenti”: un signore americano ed uno russo. Pollice alzato, e ok, tutto a posto. “Ho messo a posto tutto io”. Tutti a guardare, la grandezza di quel signore, capace di dispensare carezze e consigli. “Cose mirabolanti”. Come dice un mio amico, la potenza dell’immagine, ha sortito un grande effetto. Un’immagine studiata? Però di colpo ho pensato ad altre immagini, questa volta televisive: ascoltatori, pubblicità da mandare in onda, e “risponda subito”, quasi a pregare e a dire, “prego, riponga il dolore o il suo lavoro per un momento”; è il mercato bellezza! E così, di pensiero in pensiero, da immagine a immagine, stavo pensando, sempre nel rispetto del dolore, del lutto di quanti hanno perso parenti, cari, amici, che una grande fetta del “patrimonio di tanti lavoratori che hanno partecipato sabato 4 aprile stesse evaporando”.
giornalino-borrelli-in-bacheca-cgilChe fine hanno fatto i compagni di viaggio?
E così sono andato , a trovarli, oggi, presso le loro abitazioni. Poirino, Chieri, Riva di Chieri, Villar Perosa. A Riva, dove c’è una grande azienda ho incontrato un paio di amici, che questa settimana hanno lavorato. (le altre erano in cig). Mi hanno raccontato delle difficoltà ad andare avanti con pochi soldi a fine mese. Insieme abbiamo deciso di acquistare una copia del Corriere di Chieri, e lì mi hanno indicato l’articolo che li riguardava. “Embraco: accordo sui tagli d’orario. Contratti di solidarietà per tutti gli operai fino al novembre 2010”. Mi dicevano che i contratti di solidarietà avranno una durata di un anno e e mezzo, circa 463 i dipendenti che li utilizzeranno, con una riduzione d’orario lavorativo inferiore al 40%. Entrambi mi chiedono: “E poi, che ne sarà di noi”? Uno paga 450 euro di affitto abita con il fratello e spesso si fa aiutare dai genitori. “Datevi da fare”, avrebbe sicuramente risposto qualcuno. Dopo Riva mi sposto a Poirino:qui incontro altri due vecchi colleghi. Uno di questi, A. (nome puntato in quanto non vuole farsi riconoscere) con tante settimane di cassa integrazione, mi chiede di informarmi su un fatto che lo riversa in condizioni disperate: “Spesso sono in cassa integrazione, da settembre”, puntualizza. Nei scorsi mesi, pur essendo in cassa integrazione “ho coperto la cig con permessi vari e ferie: è possibile?”.
Poi, mi racconta:”in questo periodo, pur essendo in cassa integrazione, in seguito ad una causa persa, mi viene decurtato quanto prendo, direttamente dalla busta paga”. Mi chiede ancora.”E’ possibile”?.  Questo punto interviene anche l’altro amico, e con molta vergogna mi dice “Anche a me, non per una identica situazione, capita che mi venga decurtato lo stipendio”. Anche loro, all’incontro sono venuti con una copia del giornale e mi indicano l’articolo che riguarda la loro azienda:”Poirino, scontro alla Denso sulla “cassa. La Fiom annuncia i ricorsi, l’azienda risponde con la mobilità per 90 dipendenti”. (articolo di Federico Gottardo, venerdì 10 aprile 2009). I sindacati si incontreranno in settimana per discutere del problema. Un’azienda, continua il giornale “che a Poirino conta 1354 dipendenti”. L’altro ragazzo mi racconta situazioni incredibili, con paura e ansia, che spesso toglie il sonno. Paura che la mobilità potrebbe toccare a loro. “Differenze inventariali della quarta settimana”: forse, quasi un anno fa, questo termine poteva tenere banco nelle discussioni. Ora non più. Siamo fermi, forse alla seconda settimana. Parliamo insieme dei problemi dei pensionati, che spesso, anche loro, “stanno peggio di noi”, oppure  degli impiegati Fiat che “intravedono ancora la cassa integrazione”. Questi due compagni, sono i più disperati: entrambi avevano fatto progetti: chi una casa, chi un progetto di vita, una compagna, magari un bimbo. Approfittando di un periodo in cui l’azienda andava.
Non so cosa dire, solo ascoltare. Ci salutiamo.
Uno di questi mi ringrazia per la mia presenza, anche in suo nome, a Roma. Colgo l’occasione per fargli vedere le fotografie. Lui che a Roma, non ci è mai stato, e forse, per ancora chissà quanto, non ci andrà. Cambio zona e vado a trovare altri lavoratori, quelli della Indesit. Mi raccontano di uno stabilimento forse salvo, ma, mi dicono “con quanti lavoratori, non lo sappiamo”. Raccontano di alcuni appuntamenti, il primo a Roma per il 17, il secondo a Torino per il 24.  Anche qui, disperazione. Si parla soltanto di come alcuni si siano arricchiti dei più poveri, “dei manager assediati”, delle storture del capitalismo.

Ancora qualche giro e nel tardo pomeriggio mi reco presso la Cgil, quasi a concludere un giro iniziato esattamente una settimana fa. Trovo gli amici con cui avrei dovuto fare il viaggio verso Roma, ma che non ho fatto con loro per via del treno. Saluto Stefano e i suoi tre colleghi, che come sempre mi hanno ospitato con grande entusiasmo. Dono a loro, da tenere in quell’ufficio la maglietta della ricorrenza “Io c’ero” acquistata in treno durante “la trasferta”. Parliamo di ciò che è stata la manifestazione e di ciò che ci attende. Ricompattiamoci. Ritroviamoci. Riappriopriamoci della politica e non facciamola più essere lo zerbino dell’economia.

In Cgil ho colto l’occasione, ancora una volta per ringraziare Roberta a nome di tutti coloro che hanno scritto (anche per quelli che hanno utilizzato questo blog come fosse un erogatore di servizi: prendere, e non tornare più) problematiche inerenti la disoccupazione: quesiti spesso non facili, anche perché non è il mio lavoro. Colgo l’occasione per ribadire a tutti di informarsi sempre presso l’Inca Cgil. Avrete sempre informazioni utili.

Cash for trash o “persone da spazzare”?

operai-indesitIl mio pensiero va ancora una volta all’Indesit; ad essa e ai suoi lavoratori sono dedicati numerosi articoli dei giornali di ieri. Liberazione e il Manifesto su tutti. Liberazione: “Prosegue la lotta, ma la chiusura è vicina. Ferrero: Errore del partito interclassista”; “Indesit, il Pd impantanato sulla delocalizzazione”. Entrambi gli articoli, di Fabio Sebastiani e Maurizio Pagliassotti, indicano, evidenziano le contraddizioni dei deputati Pd, (con il Pd e con i lavoratori, ma nello stesso tempo, colleghi di una “proprietaria dell’azienda”) e della forte conflittualità espressa con i picchetti da parte degli operai Indesit. Ferrero e altri di Rifondazione Comunista erano presenti ieri (ndr 23 marzo) davanti ai cancelli della fabbrica. “L’idea del partito interclassista è una cazzata” (Ferrero). Il Manifesto, titolava “La Regione avverte: se l’azienda chiude perderà il capitale investito”. (Sara Farolfi).
Nel frattempo si scopre che a Torino e in Piemonte sempre più gente non riesce a pagare l’affitto e che altre aziende sono sempre più in crisi. E’ di ieri anche una comunicazione di un collega della Denso di Poirino il quale mi dice che presumibilmente a maggio ci saranno 70 persone in mobilità. Come e chi, ancora non me lo ha riferito. Approfondirò.

Foto della manifestazione Indesit del 20 marzo 2009 a Torino

Agli amici della SKF, INDESIT, DENSO

Ieri, ho dimenticato di ricordare la mia vicinanza anche a tutti gli amici che ho conosciuto, incontrato, a Roma e a Torino. Molti li rivedo per le strade di Torino o in via Pedrotti, presso la sede Cgil.

Ricordo (e partecipo con loro) tutti gli amici, e ribadisco che mi fa piacere trovare commenti che parlino di Voi, di Noi, (e quindi, non vi è nulla di cui io debba scusare) e ringrazio in particolar modo gli amici anche dell’Indesit e della Denso, che puntualmente sento, spesso.