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Livorno

Eravamo intenti a seguire le notizie provenienti da Oltre Oceano e invece…Brutte  notizie da Livorno. Sette morti ed un disperso e dei deceduti, quattro appartengono allo stesso nucleo famigliare. Tutta colpa di un’ondata di mal tempo che continua ad investire il Centro e che lentamente si sposta verso Sud. Tre mesi senza acqua, senza pioggia, di siccità e terra che non è in grado di assorbire un quantitativo così enorme di acqua precipitata in pochissime ore. E questo è il risultato. Livorno la ricordo con molto affetto. A pochi minuti da Pisa…quando il treno notturno da Torino arrivava, era notte fonda, o quasi alba. Se non si decideva di salutare l’alba sotto la Torre, si scendeva a Livorno, pochi minuti dopo, mangiando un pezzettino di notte, per il terrazzo, per il teatro, per il mare e per la storia. E per Lucarelli. Quella sua stazione, che aveva qualcosa di simile a Porta Nuova, qualcuno dice “sia allagata” ora. Livorno aveva un profumo di mare e di macchia mediterranea tutti particolari. Un piazzale che di macchine che era simile ad altro mare ne anticipava l’arrivo in stazione. Livorno nei ricordi, lentamente snocciolati e distribuiti. Livorno, cosi distante da Grosseto e da Firenze. Livorno nei pensieri e nel cuore.  Quando si “usciva” era quasi mare.Di li a poco, i campeggi, anche questi, nel cuore. Anche a Roma alcune fermate della metro sono stare chiuse causa  piogge abbondanti. Le notizie scorrono veloci…restando vicini e solidali a Livorno.

30 aprile

Il passaggio e il ricordo a ridosso di un altro 30 aprile. Poi, profumo piu’ recente: Pisa,  la Torre e il corridoio del treno, profumo di corridoio e d’ amore, poi cernobyl, con i suoi dolori e le nostre preoccupazioni,  e ancora piu’ recente  una stazione dal nome doppio, M.M., cosi tanto immaginata e la sua sala d’attesa e l’attesa di te e la festa del paese, e il, caldo e chissa’ se ci si torna; MM, metropolitana milanese e il tante volte chiesto, “scusi, l’Expo?” E poi, domani, il grande assente, il lavoro; MM, come “mamma mia”…e un pensiero a domani, al 1 maggio, al corteo, allo sciopero del 5 maggio della scuola che non e’ in gita ma ugualmente come l’ allenatore, nel pallone, un po’ come noi, che corriamo e corriamo e corriamo…. All’ uscita di scuola i ragazzi non vendevano libri, perche’ e’ ancora presto. Avrei voluto regalarne invece un po’, quelli sula Costituzione. Domani, probabilmente, un salto al corteo, con la Costituzione, un pochino “stappata” in altri contesti, forse nel silenzio di molti. Ma ai ragazz* un augurio era doveroso: buon primo maggio.

Torino, foto Borrelli Romano

Torino by night

DSC00268DSC00269Il tram storico, verde, 13 barrato, lentamente si dirige verso il capolinea, dopo aver effettuato un giro intorno alla Gran Madre. Manca il bigliettaio, e sarebbe stata un'”altra storia.” L’uomo, come è stato detto e scritto ”  un essere intrinsecamente narrativo“, come un giovane Garcia Marquez soleva ricordare.   Siamo tronchi d’albero sulla neve, saldamente attaccati al terreno. Ma le storie, per trovarle e raccontarle, abbiamo tempo. Un’occhiata veloce al grande fiume. Qui, dopo la neve, è tutto a posto. Solo un po’ di gocce, appena accennate nel pomeriggio.  In più punti la neve si è già sciolta. I Murazzi sullo sfondo, con le loro luci tipo autostrada; sulla collina, a destra i Cappuccini, lasciandoci Piazza Vittorio alle spalle,  a sinistra, molto in lontananza Superga.  In via Po, locali “riformulati” e nei pressi dell’Università, dove Palazzo Nuovo sta subendo una bella opera di ringiovanimento, una mano anonima ha postato un “tatuaggio” sulla “facciata” di un palazzo: “c’è chi di indifferenza muore”. Forse ricordando Gramsci: “Odio gli indifferenti“. Indifferenti, il peso morto della storia, palla di piombo e palude…”

Un pensiero rivolto verso Roma e Pisa, dove Tevere e Arno fanno i capricci. O forse, i capricci, li hanno fatti gli uomini, negli anni, disinteressandosi della natura e interessandosi alla speculazione edilizia, costruendo quando era meglio non farlo. Poi, i facili condoni hanno fatto il resto.