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Suonerà ancora, la campanella della scuola. Non per tutti

Fine della scuola. Scuola alla fine. Scuola povera. Povera scuola. Poveri noi.
L’ultima campanella ci ha segnalato la fine delle lezioni. Ragazzi in libertà. Professori e ata, precari, pure. Saperi e legami che saranno “tagliati” senza cura. Operai a Pomigliano sotto ricatto. “O così o pomì”, sosteneva una pubblicità alcuni anni fa. Ormai è dal 1993 che grazie ai famosi accordi “piu’ di così non si poteva ottenere” si sono persi soldi, potere d’acquisto, dignità. Proporrei, data l’urgenza e la necessità, di questa congiuntura economica, ormai trentennale, un decreto legge che ripristini “lo stato di schiavitu’”. Continuamente sotto ricatto. Ad accettare anche l’impensabile. Ad accettare un’età pensionabile di 70 anni. Bisognerebbe alzarsi, al mattino, e pensare di essere un operaio in linea di montaggio, un addetto al call center, un precario, e di avere 70 anni. Non un ricco imprenditore, proprietario di televisioni. Oggi il 72% dei pensionati “è sotto i mille euro”. Fra trenta anni, sotto di quanto? O quanto sotto? Registi delle nostre vite, tanti. Strano che il “richiamo” dall’Europa che conta verta sull’età pensionabile ma non sulla “quantità” economica percepita da chi è pensionato. Banche salvate dallo Stato, cioè da noi; imprese, salvate dallo Stato, cioè da noi; parte del sindacato che firma, senza il nostro consenso, accordi che derogano ad una contrattazione collettiva. Manovra economica “sulle nostre spalle”. Riforma della Costituzione; riforma dello Statuto dei Lavoratori, in Statuto dei lavori, spostando così la centralità dalle persone nuovamente al “capitale”, come era prima dell’entrata in vigore dello Statuto. Continuiamo ad osservare tutto cio’ come fosse un film, solo che gli attori di questo film sono protagonisti muti, incapaci di ribellarsi ad una trama simile. Spero che si ritrovi al piu’ presto la voglia di fermarci, porci domande, e riscoprire il senso della solidarietà. Torniamo ad odiare “l’indifferenza”.
Ultima nota. La Stampa di alcuni giorni fa, pubblicava alcuni dati, (riportati da “Il Fatto”), grazie al contributo dei militanti dell’Usb-Rdb….andate a leggere le pensioni di alcuni nomi illustri…..

Petizione popolare: Al Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano

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Al Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano

Premesso che:
La crisi è il frutto delle politiche liberiste degli ultimi anni. Queste politiche da un lato hanno diminuito il potere d’acquisto delle persone attraverso la riduzione di salari e pensioni; dall’altro hanno favorito la speculazione finanziaria. Adesso gli stessi che hanno provocato la crisi la vogliono far pagare ai lavoratori e ai pensionati, sprecando per di più un mucchio di denaro pubblico per salvare le banche private. In questo modo la crisi si aggraverà e con essa le ingiustizie sociali. Per uscire dalla crisi occorre rovesciare queste politiche.
I Sottoscritti e le Sottoscritte chiedono:
1) Aumento di salari e pensioni. Tetto alle retribuzioni dei manager.
2) Blocco dei licenziamenti, estensione della cassa integrazione ai lavoratori di tutte le aziende in crisi, aumento della Cig all’80%, salario sociale per i disoccupati.
3) Miglioramento del Welfare con l’aumento delle prestazioni sociali, il rilancio dell’istruzione pubblica, il blocco degli sfratti, l’abolizione dei ticket sanitari.
4) Nazionalizzazione delle grandi banche garantendo i risparmi e il credito alle imprese.
5) Intervento pubblico in economia per guidare una riconversione ambientale della produzione.
6) Creazione di nuovi posti di lavoro con un piano per la messa in sicurezza degli edifici dal rischio sismico, il risanamento del territorio, la manutenzione delle reti idriche, il risparmio energetico.
7) Blocco della delocalizzazione delle aziende.
8,) Aumento delle tasse sui redditi alti, sulle rendite. Chiusura dei paradisi fiscali.
9) Introduzione della tassa patrimoniale e della tassa di successione sui grandi patrimoni.
10) Taglio delle spese militari. No all’acquisto dei 131 cacciabombardieri F35. Ritiro della missione in Afghanistan (che costa 1000 euro al minuto).

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Volantone-Contro-la-crisi