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A Torino

A Torino oggi non c’e’ il sole di ieri e il tepore gioca a nascondino. Non importa: sempre meglio del freddo polacco. Manciate di coriandoli sparsi lungo le vie torinesi, sono  indice di Carnevale alle porte di qualcuno,  anche nostro.  Cento,  Venezia,  Viareggio, Fano e Senigallia non sono poi così distanti da Gianduja. Tempo speso al “recupero” delle notizie durante il tempo “polacco”. I giornali,  in una settimana,  mi sono davvero mancati e cosi i tg. A proposito: l’escursione termica tra i meno 8 gradi di Cracovia e i nostri “piu'” torinesi fanno sembrare questo clima l’inizio di primavera. Anche se non è  così. Lavati,  stesi,  asciugati,  stirati maglioni e “compagnia”;  idem per  zaino uno e zaino due,  lavati e appesi al chiodo. Ora,  ” viaggero’ da solo,  come scriveva la Perosino. Che dire? La scuola è  ripresa normalmente venerdì,  anche se in realtà  sono io che ho ripreso dato che le attività  didattiche han sempre funzionato regolarmente. La politica rimanda le discussioni interne al PD,  Renzi,  maggioranza,  Bersani,  minoranza,  D’Alema e compagnia,  la sinistra che si aggrega, dopo lo scioglimento di Sel,  intorno ad un nuovo soggetto politico;    Baggio,  divin codino,  festeggia i 50 anni nelle zone terremotate,  esprimendo così la sua solidarieta’ verso quelle popolazioni private di molto,  il Festival di Sanremo ha espresso il suo trionfatore e “partorito” come sempre le sue polemiche sulle esclusioni dei Big. Ci sarebbe molto altro da raccontare osservando lo zaino da poco relegato in soffitta,  ma preferisco avanzare nuove argomentazioni piuttosto che avvitarmi su quelle vecchie. Sfioro lentamente la dolcevita e gia’ mi entusiasmo per non avere addosso altri due maglioni. Va bene così. È  sufficiente. Osservo un’altra volta lo zaino: una buona impresa all’insegna del “siate realisti: chiedete l’impossibile” (Camus).

La scuola prestata alla politica. continua

Torino 25 maggio 2014. Ai seggiOre 01. 30. La sezione si chiude, in  classe resta poco. Le schede dei 552  “votanti” di questa sezione  , una del torinese, han preso il “largo” verso il “deposito”. Superga vista da dove c'era la stazione Dora.Dormono sonni tranquilli, suddivisi e racchiusi all’interno di pacchetti. Un fogliettino bianco, davanti, ne indica il numero e il partito. Ogni oggetto avanzato viene riposto all’interno della busta, come richiesto, dal verbale. Qualcuno conta ancora mentre si sa già chi conterà in Europa.i 49 milioni di italiani, elettrici, elettori, con il loro voto, hanno provveduto ad eleggere i 73 che andranno a formare il parlamento europeo insieme agli altri eurodeputati. Noi,  dei seggi si  torna a casa! Dopo, questa nottata. Ma noi siamo anche altro, Altra Europa. Un’ altra Europa e’ possibile. Anzi, l’Altra Europa e’possibile. Altri parleranno per giorni di referendum, plebiscito, vocazione maggioritaria, De Gasperi e brutta campagna elettorale, forse la piu’ brutta. Vedremo. Ora, buonanotte.

Dieci minuti alle 14. Borsoni blu e gialli a spasso per Torino. Si riconoscono i Presidenti e Segretari dei seggi, sezioni, sparsi per Torino. Ore 14 in punto. Una campanella suona, ma e’ quella riservata agli studenti, quando sono presenti a scuola. In ogni caso, porte chise e operazioni di spoglio al via. Ovviamente questo solo, per un paio di regioni e tra queste il Piemonte. La ripresa ai seggi, l’apertura, lo spoglio e lo scrutinio, potrebbero essere descritte come questa foto di Torino. E’ Torino, ma non sembrerebbe di essere a Torino.   Alcuni partiti hanno fatto davvero un buco. Qualcuno ha perso qualche  milione di voti e un elettore, attivo e passivo, e altri “non hanno vinto loro”. Si torna. A casa. Casa-casa. Per riposare. Nel frattempo osservo i cambiamenti di una zona della nostra citta’. Si riconosce la vecchia linea ferroviaria Torino-Milano.  Da un paio di anni il treno corre sotto. Sopra dovrebbe nascere una strada, fino al Politecnico. E oltre. Ritrovo il concessionario, ma “Dodo’” , con la sua uno, non arriva più da via Monterosa per “caricare” i colleghi senza auto   per recarsi al lavoro. Solidarietà d’altri tempi, che continuava all’uscita. Magari ti divideva una tessera, ma la persona, l’umanità, no.  La sala danze, idem c.s. La stazione ferroviaria Dora, non so più dove sia, o meglio, l’edificio. Abbattuto. Peccato. Era piccolina, ma riusciva a fare ancora il suo dovere. Al suo posto, una simil rotonda. Il nome, ma solo il nome, ricorda la rotonda di Senigallia. A proposito: come staranno dalle parti di Senigallia? Mi consolo guardando Superga, da questa stessa rotonda. Non è identica cosa pero’…Ho riconosciuto inoltre una cabina telefonica.”Marina fatti sentire“, c’era scritto e fatale fu in altre elezioni  con i  numeri da prefisso telefonico. Oggi i numeri sono 43%, il  dato affluenza alle urne in Europa, 60 % in Italia. Poi, il 40% al Pd, 4% Altra Europa…ecc.ecc. Li riguardo e torno al via. “Marina fatti sentire“. Forse Marina, ha “chiuso la porta. Della politica”. Uscendo dalla stazione DoraTorino-Ceres stazione. Ex stazione Dora Foto 26 maggio 2014. Foto Romano Borrelli , quella riferita alla Torino-Cers, l’altra, direzione Milano-Venezia, come edificio, è stato abbattuo, ho riconosciuto alcuni posti a me famigliari dove un tempo c’era il cavalcavia con la grande fabbrica, dove ora si trova un Ld e qualche altro supermercato.  Ho riconosciuto la scorciatoia che dava sul cavalcavia privata di questa. In fondo, i grattacieli, con la pubblicita’da caffe’ in cima. Oltre Mappano, Leini’. Qui, nei paraggi, molto e’mutato. Piove. il resto, tutto scivolato via. Come nulla fosse stato. Abituati a spettacoli teatrali, dove la fantasia eclissa i fatti.

Per la cronaca, Chiamparino “esagerato” trionfa in Piemonte. Solo ieri, sabaudamente, si scherniva dicendo “esageruma nen”.

Saragnese scrive alle elettrici ed elettori del Piemonte

Care amiche e cari amici,

il 28 e 29 marzo 2010 si voterà per il rinnovo del Consiglio Regionale del Piemonte. Rifondazione Comunista ha dato il proprio contributo in questi cinque anni di governo di centrosinistra per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro dei piemontesi, con la responsabilità della buona gestione dell’Assessorato alla Sanità. La Federazione della Sinistra, di cui Rifondazione Comunista fa parte, ha sottoscritto con la Presidente Mercedes Bresso un accordo tecnico che prevede la presenza della lista della Federazione della Sinistra nella compagine che la sostiene, ma nel contempo lanostra autonomia politica e programmatica in caso di vittoria della Bresso. Ciò determinerà, nel prossimo Consiglio Regionale, la nostra assoluta libertà d’azione politica, in coerenza con il programma della Federazione della Sinistra, senza alcun condizionamento rispetto al programma del centrosinistra concordato con l’UDC.

Abbiamo sottoscritto questo accordo tecnico sulla base di due obiettivi di fondo.

Il primo: impedire la vittoria del centrodestra e di Cota, esponente di quella destra xenofoba e razzista che prefigura una pericolosa deriva fascista per la società italiana.

Il secondo: rafforzare la Federazione della Sinistra per renderla capace di rappresentare gli interessi della classe lavoratrice e dei ceti popolaririlanciare e rafforzare un sistema di servizi pubblici, a partire dai beni essenziali (acqua, energia, trasporti, salute, formazione), alternativo a quello oggi dominante, basato, al contrario, sulla centralità delle grandi opere inutili e dannose, come la TAV.

È in questo quadro che mi permetto di segnalarvi la mia candidatura.

In questi ultimi anni, come forse vi è noto, ho ricoperto l’incarico di Assessore alle Risorse Educative del Comune di Torino. In quest’ambito ho cercato di praticare scelte per le quali sempre mi sono battuto: affermare il diritto allo studio, difendere la scuola pubblica e il suo carattere laico, contrastando le politiche di privatizzazione e di esternalizzazione dei servizi educativi. Questa azione, nonostante i continui attacchi del centrodestra (ma anche in molte occasioni dello stesso PD) è riuscita ad aumentare l’offerta di posti negli asili nido attraverso l’apertura di nuove strutture con personale comunale, ad assumere a tempo indeterminato alcune centinaia di educatrici ed insegnanti precarie, a far approvare il nuovo Regolamento Nidi Comunali, venendo in contro alle richieste di tanti genitori di Torino. Sono questi alcuni dei motivi che spiegano la “cacciata” di Rifondazione Comunista dalla maggioranza in Consiglio comunale. Una rottura dovuta alle nostre posizioni critiche sulle scelte dell’Amministrazione in ambito urbanistico, sull’assistenza, sui servizi educativi e sulla proprietà e la gestione delle aziende pubbliche municipali.

La mia candidatura al Consiglio regionale del Piemonte intende riaffermare questo impegno e queste linee di fondo, per contrastare con forza l’attacco operato dal governo Berlusconi e dalla ministra Gelmini alla scuola e all’università pubblica. Il taglio degli organici nell’anno scolastico in corso ha già provocato nella nostra Regione la perdita di 2.500 posti di lavoro per gli insegnanti e per il personale ATA e ha determinato una grave situazione nel sistema scolastico e formativo piemontese, compromettendone il normale funzionamento. Occorre invece operare per una politica di diritto allo studio che preveda adeguate risorse sia per i singoli (gratuità dei libri e accesso ai servizi) sia per le scuole pubbliche. Vanno aumentati i finanziamenti regionali a favore delle scuole pubbliche (statali e degli enti locali) e delle Università statali, diminuendo contemporaneamente le risorse oggi indirizzate alle scuole private; vanno altresì stanziati forti investimenti per la messa in sicurezza degli edifici scolastici e per mantenere i piccoli plessi scolastici, garantendo capillarmente la presenza della scuola pubblica su tutto il territorio regionale.

E con questi impegni e per questi obiettivi che chiedo il vostro sostegno.

Un caro saluto,

Luigi Saragnese

Le informazioni complete scritte da Saragnese per le elettrici ed elettori piemontesi in versione pdf

Due treni, in arrivo sullo stesso binario. “Due treni, unico binario”

Ivrea. Due treni: Stesso Orario stesso binarioNon ne sono convinto. Non mi convince un partito che rappresenti il “padrone” e l’operaio. Le classi esistono ancora. Sfruttati e sfruttatori. Chi si arricchisce e chi impoverisce chi. Le persone possono essere “buone persone”. Ma quando è ora di rinnovare un contratto, come quello dei metalmeccanici, ad esempio, come giudichiamo “la persona buona” che pero’ in nome di vincoli non firma il rinnovo di un contratto? Non sono convinto che “buone persone” riescano a rappresentare gli interessi dei salariati. Perchè il rinnovo di un contratto segue sempre stanchi rituali, e firmato, dopo ore di sciopero, da alcuni sindacati, al ribasso? Possono coesistere due soggetti così lontani e diversi come “padrone” e “operaio”? Perchè se la persona “è buona” permette la chiusura o la delocalizzazione di uno stabilimento con gravi conseguenze per famiglie intere? No, contrariamente a quanto sostenuto da molti questa mattina in una discussione, non penso che ci debba essere posto per due, operaio e padrone, in politica, nella stessa lista. Non penso. Mediazione, concertazione, sintesi. Ad ogni costo? Mettere in una stessa lista, in uno stesso “calderone” politiche non negoziabili è un po’ come voler dare l’indicazione che alla stessa ora, sullo stesso binario, potrebbero passare due treni, con direzioni diverse. Meglio la chiarezza, un po’ di coerenza. Forse questa non “appartiene di diritto a nessuno”, ma, almeno la tensione alla coerenza è bene che ci sia. E’ bene che la si indichi. Perchè la TAV a tutti i costi? Offre opportunità di lavoro, si afferma da più parti. E il lavoro bisogna crearlo così? sventrando una montagna quando esiste una linea storica sottoutilizzata? E le linee quelle giudicate non redditizie perchè utilizzate da pendolari, le lasciamo al loro triste destino? E, Chiamparino cosa pensa; ancora al grattacielo delle banche, oscura Mole? Oppure, non sarebbe forse meglio occuparsi di tutte quelle case costruite in maniera non consona, a ridosso delle coste, e non solo instabili perchè costruite malamente, su terreni franosi, devastando la natura? Condoni edilizi, concessioni e altro… Proprio sventrando una montagna bisogna creare lavoro? Non impariamo mai nulla? Neanche quando succedono tragedie come quella di questi giorni? “Non corriamo il rischio di far passare due treni sullo stesso binario, alla stessa ora”. Come ieri, a Ivrea, il tabellone elettronico faceva credere. (erroneamente, per fortuna!)

FdS Piemonte: PRESIDIO DOMENICA 27 DICEMBRE DALLE ORE 10 ALLE ORE 13

COMUNICATO STAMPA
FEDERAZIONE DELLA SINISTRA PIEMONTE

ARMANDO PETRINI (PRC), VINCENZO CHIEPPA (PdCI), FULVIO PERINI (Lavoro e Solidarietà)

La Federazione della Sinistra organizza un

PRESIDIO
DOMENICA 27 DICEMBRE DALLE ORE 10 ALLE ORE 13
in Piazza Castello angolo Via Roma

“Il Piemonte ha bisogno di POLITICHE A SOSTEGNO DEI LAVORATORI, come una legge contro le delocalizzazioni, e di un RAFFORZAMENTO DEI SERVIZI PUBBLICI, a partire dalla sanità.  Il PD cosa dice?”

“E’ fresca la notizia di una nuova delocalizzazione produttiva che interessa i lavoratori piemontesi.

Il Gruppo Marzotto ha costituito una joint venture con l’azienda tessile Pettinatura di Verrone e Simest per la realizzazione di un impianto produttivo a Sadat City, in Egitto. Il tutto con un investimento complessivo di più di 15 milioni di euro.

Mentre in Italia si chiudono stabilimenti e si mettono i lavoratori in Cassa Integrazione o in mobilità, all’estero si investono milioni di euro. Come al solito, quindi, le aziende italiane spostano all’estero la produzione solo per rincorrere il più basso costo del lavoro. Il Presidente del Gruppo Schneider (Pettinatura di Verrone) l’ha dichiarato tranquillamente al “Sole – 24 ore”. Alla domanda “perché proprio in Egitto?” la risposta è stata “Certo per una riduzione dei costi di manodopera e energia”.

La Federazione della Sinistra chiede con forza alla coalizione di centrosinistra, e al PD in particolare, di far propria la proposta di legge contro le delocalizzazioni che abbiamo presentato in Consiglio Regionale. Una legge che, se approvata, impedirebbe disastri come quelli che si stanno verificando in questi mesi.

Il PD da che parte sta? Dalla parte dei lavoratori o dalla parte delle grandi multinazionali?

La Federazione della Sinistra chiede con altrettanta forza al centrosinistra, e al PD in particolare, di continuare sulla strada intrapresa in questi cinque anni sul fronte della sanità pubblica, impedendo che si torni ad aumentare la presenza della sanità privata, come chiede apertamente l’UDC.

Il PD da che parte sta? Dalla parte dei cittadini o dalla parte degli interessi privati nella sanità?
Per affrontare la grave crisi che aggredisce il Piemonte ci vuole più sinistra, non più centro.
Il PD scelga: o continuare nella strada intrapresa, rafforzando le politiche di sostegno al lavoro e alla rete pubblica dei servizi, oppure cedere ai diktat dell’UDC che chiede una svolta moderata: meno politiche per i lavoratori, più sanità privata, ritorno al nucleare”.

Torino, 26 dicembre 2009

Armando Petrini, Vincenzo Chieppa, Fulvio Perini

La Federazione della Sinistra intende sbarrare il passo a Cota.

Petrini (Segr. reg. PRC) e Chieppa (Segr. reg. PDCI):
La Federazione della Sinistra intende sbarrare il passo a Cota.
Il PD scelga con chiarezza cosa vuol fare: una coalizione di centro–sinistra o una coalizione di centro e basta?

La Federazione della Sinistra intende sbarrare con decisione il passo a Cota. E’ indispensabile che le forze della sinistra e democratiche facciano ogni sforzo per impedire che la Regione Piemonte sia guidata da una coalizione di destra, per di più capeggiata da una figura come quella del leghista Cota.

E’ chiaro che per farlo occorre una coalizione di centro sinistra, non di centro e basta, come alcuni sembrerebbero volere. Per battere le destre occorre infatti chiarezza programmatica e di indirizzo politico, non confusione e spostamenti al centro.

In questo senso il PD non può mantenere l’ambiguità che ha nel rapporto con l’UDC. Le forze che sostengono Bresso hanno deciso unitariamente, nell’ultima riunione di maggioranza, di ripartire dalla coalizione uscente per la discussione del programma. E così andrà fatto.

Nello specifico noi crediamo che la discussione dovrà riconfermare alcune scelte di fondo. Per esempio: rafforzamento della sanità pubblica, no al nucleare, aiuti e sostegno per i lavoratori, necessità di un piano dei trasporti che risponda alle esigenze dei pendolari e tuteli l’occupazione dei ferrovieri. A meno che non si voglia cedere ai vari diktat interessati che l’UDC lancia a mezzo stampa: più privati nella sanità, sì al nucleare.

Noi siamo contrari. Il PD cosa pensa?

Il Pd non può continuare a comportarsi da irresponsabile e rischiare di far saltare la coalizione di centro-sinistra. E lo diciamo chiaro da subito: l’ipotesi di diritto di tribuna che il Pd vorrebbe “concederci” è del tutto inaccettabile.

Torino, 17 Dicembre 2009

Aiutiamo Juri a risolvere il Suo, e forse nostro, dilemma?

Dal blog del consigliere regionale piemontese Juri Bossuto:

Il dilemma è sempre quello! Non ha a che fare con il vecchio slogan della Girella (la morale è sempre quella, fai merenda con…….) ma con una situazione politica sempre più confusa e caotica. Alla vigilia delle elezioni regionali si riaffaccia il quesito con tutta la sua carica di tensione: correre da soli o in alleanza con il PD?

Il sistema maggioritario, voluto e ribadito dai cittadini italiani tramite ben due referendum, tende alla creazione di maggioranze stabili, sicuramente più di una volta, incentrate però su un maxi partito che fonde al suo interno più anime politico culturali, ed una serie di partiti minori che a questo portano voti, ossia acqua.

Non solo. Il sistema incentra scelte e confronti elettorali sui candidati alle maggiori cariche, sindaco o presidente della Regione essi siano. Questo fa si che una volta in carica i vertici amministrativi guardino solo su se stessi per scelte  e decisioni concedendo, al limite, un minimo ruolo ai consiglieri del partito che li ha espressi (quasi sempre PD o PDL). Per gli altri della coalizione il destino è segnato, relegandoli ad un ruolo di comparsata in cui emergono spesso solo in base alle marchette che portano ai propri amici o campanili.

Ed ecco comparire la scelta. Stare fuori coerentemente da tutto portando avanti con fierezza il proprio modello di società, o scendere a patti sapendo però a quali condizionamenti si va incontro? Oggi la giornata di voto della legge di assestamento, mi ha consegnato in tutta la sua crudezza il quadro che ho appena ipotizzato. La mediazione ha visto il sorgere di un mostro, detto legge di accompagnamento, che tramite 38 articoli ha emendato leggi passate, e presenti, di tutti i tipi (dai caravan all’Arpa) e a cui si sono agganciati centinaia di emendamenti altrettanto potenti: espressioni significative di consiglieri portatori di interessi variopinti e variegati.

Così accade che con emendamento bipartisan si modifica lo status delle Pro Loco, e un emendamento (primo firmatario il sottoscritto) che propone misure anti delocalizzazione produttiva, o ampliamenti dei poteri di vigilanza sull’ambiente da parte delle associazioni riconosciute, venga cassato poichè cito “non quella la sede di dibattito”.

Ecco allora la regola d’oro: in tali occasioni si possono destinare fondi mirati a palazzetti del ghiaccio eredità olimpica, come a Pinerolo, o inviare fondi a Pianezza (ed altrove) per proposte insensatamente fumose, ma non provvedere a misure che garantiscano il buon uso dei soldi pubblici concessi alle imprese (emendamento dal costo pari a zero). Neppure è possibile parlare di tutela, seppur minima, ambientale.

Non ho votato l’assestamento in conseguenza a questa giornata, e vi chiedo: che fare per essere autorevolmente il riferimento per chi vuole cambiare le cose, ma senza essere buttati in un angolino? A voi le risposte!……se potete…..

Replicate nel blog del compagno Juri per risolvergli il dilemma, se volete, al seguente link:

Ho bisogno di un suggerimento … che fare?

Dal Blog di Juri estrapolo una sua frase che mi è molto piaciuta:

L’attenzione all’informazione è da sempre stata al centro del mio interesse, ritenendo che il potere, tutto, gestisca la sua riproduzione tramite la gestione della menzogna organizzata.

Elezioni e impegno. 4.

I risultati elettorali sono stati una “doccia gelata”. Doppia. Delusione nella notte, con i risultati delle europee. Delusione nel pomeriggio, con i risultati delle amministrative. A fronte di un grande impegno, nell’ascoltare e nell’agire, solo tanta amarezza e tristezza. Nel voler provare a rimuovere le cause di tante ingiustizie, non siamo riusciti ancora una volta a comunicare, a essere chiari. Nella vita come sui e  nei posti di lavoro. Essere chiari in quello che è la nostra politica e quelle che sono le nostre politiche. Nel voler provare a rimuovere le cause di tante  ingiustizie, evidenziarle e chiederci perché esse esistano, non siamo riusciti ancora una volta a comunicare. Deficienza di comunicazione ma anche tanto egoismo da parte di altri nella voglia  di seguire strade più semplici, solcate da slogan gridati sempre più forte. Già nelle notte i risultati usciti dalle urne, nelle sezioni da me visionate, non pagavano dell’impegno svolto. I giornali in mattinata titolavano: “Sinistrati”, il Manifesto; “Stop a Berlusconi, arretra il Pd”; “In Europa crollano le sinistre. Tiene Sarkozy, la Merkel cede 6 punti ma allunga sulla Spd. Disastro Brown, sorpasso Ppe su Zapatero”. Ancora, Il premier: ” E un brutto risultato”. Vince la Lega, Di Pietro raddoppia e sale l’Udc”, La Stampa.  La Repubblica invece titola “Berlusconi non sfonda, cala il Pd”. Ancora: “Secondo le prime proiezioni il Pdl arretra rispetto alle politiche, l’Udc oltre il 6%. A sinistra nessuno supera il quorum del 4%”. “Boom della Lega e di Di Pietro. Astensione record, tutta l’Europa va a destra”.

Già durante la notte avevo intravisto un buon risultato a favore di Di Pietro e della Lega; per la Lega, il risultato era prevedibile. Il caso “Moschea si, Moschea no”, sicurezza reclamata a gran voce da tantissimi abitanti del quartiere Aurora Valdocco, voglia di “pulizia” sbandierata nelle ultime manifestazioni; le prime ronde; la voglia di disfarsi della “filiale del tossik park” relegato su Corso Principe Oddone e vie laterali avevano inoltre offerto “la sponda”, alla Lega,  per cavalcare quei temi. Un quartiere schierato a sinistra ha visto  quest’ultima ridurre visibilmente i propri consensi. Consensi in calo anche nel momento in cui si sono aperte le urne delle provinciali. In quattro sezioni ho visto immediatamente ridursi della metà i consensi di Rifondazione. E non è che quei voti siano andati a Sinistra Critica o al Partito dei Lavoratori (che hanno preso davvero pochissimi consensi). “9, 13, 12, 12″…questi erano i consensi…..e potrei continuare con altre sezioni. Dove sono andati a finire quei voti? (Il mondo operaio del Nord ha tradito i Comunisti, non il contrario adesso che c’è Ferrero come guida ottima del Prc?) Non penso che siano rimasti nelle matite degli astensionisti. Penso che molti abbiano preferito girare le spalle, votare proprio Lega o Di Pietro. Anzi. Molti conoscenti so per certo che vedevano di buon occhio proprio Di Pietro. Ma la sovranità dell’elettore è sovrana. E mentre la delusione si fa grande, all’uscita dai seggi incontro persone con cui discutiamo e analizziamo i risultati. E proviamo a ragionare. Futuro? Per qualcuno un “gruppetto” che diventa sempre piu’ extra-parlamentare, termine che fa tornare in mente gli anni ’70. Per altri, è urgente provare a creare un soggetto, di sinistra, sullo stile tedesco: un soggetto costruito negli anni, capace di raggiungere il 6%, 7%. Per altri ancora forse sarebbe meglio abbandonare il simbolo…..insomma, tante chiacchiere in libertà. Purtroppo non è un brutto sogno. E’ la realtà. A me dispiace molto vedere questa nostra città, Torino, che vede Rifondazione con un  esito elettorale pari a 3,79%, ovvero 14.033 voti.Davvero poco.  Una tristezza. Ma dobbiamo ripartire, da subito. Tra la gente. E mentre penso ciò, spero che almeno gli amici di Poirino, Palazzo Claudio e Michelina Cardamone siano riusciti ad ottenere molti consensi nelle elezioni comunali. A Poirino.

Armando Petrini: “Il Pd deve scegliere su cosa vuol fare da grande”

COMUNICATO STAMPA DI ARMANDO PETRINI, SEGRETARIO REGIONALE PRC PIEMONTE

Torino: Chiamparino sceglie un pretesto per sbarazzarsi del PRC Il PD deve scegliere cosa vuol fare da grande e quali sono i suoi interlocutori “Se alle parole del Sindaco seguiranno i fatti – e cioè il ritiro lunedì delle deleghe all´Assessore Saragnese – il Partito Democratico di Chiamparino si assumerà in pieno la responsabilità politica di ciò che accadrà. A Torino Chiamparino sceglie un pretesto per sbarazzarsi di una parte scomoda – il PRC – dell´attuale maggioranza. Che si tratti di un pretesto lo dimostra sia il fatto che la vicenda “Iride-Enìa” non era stata né discussa né concordata all´interno della maggioranza, sia la circostanza che sulla cosiddetta “variante 200” il PRC ha mostrato e ribadito la propria disponibilità a discutere. Leggiamo oggi sui giornali che Chiamparino rivendica al proposito una scelta compiutamente politica e strategica, che va ben al di là del merito di cui si fa finta di discutere e del caso specifico del Comune di Torino. Si tratterebbe cioè di sbarazzarsi del PRC e di aprire all´UDC. E di poter così procedere finalmente, senza inutili impacci, verso quelle privatizzazioni dei servizi pubblici che non potranno far altro che aggiungere danno al danno già creato da politiche neoliberiste di cui evidentemente non si capiscono ancora (e nonostante la crisi) i profondissimi limiti. Il Partito Democratico deve scegliere cosa vuol fare da grande e quali sono i suoi interlocutori. Per parte nostra abbiamo le idee molto chiare. Ci interessa il dialogo con il PD che guarda a sinistra e considera una risorsa il confronto con il PRC, pur nelle diversità delle posizioni. Non vediamo invece alcun frutto nel dialogo con il Partito Democratico laddove quest´ultimo renda il proprio profilo politico indistinguibile dalla destra”.

9 maggio 2009

“Vendola e Di Pietro, candidature senza moralità”

Liberazione 29-03-2009. Presentato il simbolo di Rifondazione per le Elezioni Europee
Liberazione 29-03-2009. Presentato il simbolo di Rifondazione per le Elezioni Europee

“Vendola e Di Pietro, candidature senza moralità” Inserito da Il Brigante Rosso (del 05/04/2009 @ 12:46:09, Tratto da Il Corriere della Sera)

“Le do una chicca…” La manifestazione della Cgil è appena finita che già il segretario del Prc Paolo Ferrero è impegnato in un’altra iniziativa. Una chicca? Candidate Shel Shapiro che è stata la vera star della manifestazione? “Bè.. ha detto delle cose giuste”. Ma non è del cantante dei Rokers che il leader di Rifondazione vuole parlare: “Quando Gramsci era nella sinistra socialista non fu lui a essere candidato”.

Scusi, parla di Gramsci perché Vendola e Di Pietro intendano?

“Guardi che ci vogliono un minimo di moralità e di etica di partito. Io sono d’accordo con Franceschini e con D’Alema: quelle due candidature sono una presa in giro degli elettori. Eppoi il fatto che anche a “casa nostra”, cioè nella sinistra, si inseguano le modalità di Berlusconi è francamente penoso. La visione plebiscitaria della politica è una vera sciocchezza”.

Di Pietro si candida per fare l’“anti-Berlusconi”.

“Questa è un’affermazione ridicola: Di Pietro sta nel gruppo liberale a Strasburgo, il che significa che vota quasi sempre con il Ppe. In parole povere, lui e Berlusconi, soprattutto sulle questioni economiche e sociali, in Europa parlano lo stesso linguaggio. Quindi chi vuol prendere in giro con questa storia dell’anti-Berlusconi?”.

Non temete di perdere voti dal momento che si candidano due figure di spicco come Di Pietro e Vendola?

“Ma io farò lo stesso la campagna elettorale e mi sbatterò per tutta Italia per i nostri candidati. Farò come ha fatto Berlusconi con Cappellaci. Già, in Sardegna un signor Nessuno ha battuto Soru”.

Dà ragione a Franceschini che dice “no” alle candidature di bandiera. Apprezza che sia anche andato in piazza con la Cigl?

“Per me quello di Franceschini è stato un gesto positivo. Certo, ora devono seguire i fatti, perché coerenza vuole che il segretario del Pd assuma i contenuti di quella manifestazione come piattaforma politica, altrimenti la sua è stata soltanto una comparsata elettorale. Perciò invito Franceschini a battersi con il Prc contro l’accordo separato sul contratto e contro il taglio salariale ai lavoratori”.

Saranno assai contenti di questo suo invito Beppe Fioroni, Francesco Rutelli ed Enrico Letta, tanto per fare dei nomi.

“So benissimo che la ricetta della Cgil è pressoché identica alla nostra mentre è molto distante dalla linea del Pd. Ma in questo momento di crisi si può finalmente ricostruire un insediamento vero dei comunisti”.

Con il Pd?

“Ovvio che no. Però io chiedo al Pd di mutare rotta, di combattere insieme a noi contro il referendum elettorale, di non limitarsi all’anti-berlusconismo ma di fare invece una battaglia anche contro la Confindustria e quando serve pure contro il Vaticano, perché fa specie sentire che Fini è su posizioni più di sinistra di Franceschini”.

Forse, Ferrero, se il segretario del Pd la sentisse parlare si pentirebbe di essere sceso in piazza con la Cgil…

“No, perché io credo che in questa fase ci sia uno spazio per ricostruire una sinistra degna di questo nome in Italia”.